Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, Bemedetta De Vito, che ringraziamo di tutto cuore, offre alla vostra attenzione queste meste e sferzanti considerazioni su un meeting programmato all’ombra di San Pietro. Mah….Buona lettura e diffusione.
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Leggo il comunicato stampa su una due giorni vaticana (giunta al suo terzo appuntamento) dal titolo assai ambiguo e molto franceschino di World Meeting on Human Fraternity 2025, promosso, si legge nel foglio, dalla Basilica di San Pietro.
Sbalordisco subito: come, come, come? Mmmma l’anno scorso, vivo Francesco, era il fiore all’occhiello della Fondazione franceschina “Fratelli tutti”. E ora? Leggo e rileggo, ma no, della Fondazione non una parola. Così vado direttamente al sito della fondazione e scopro che sì non è solo il cardinale Mauro Gambetti, arciprete di San Pietro, a promuovere questa due giorni vaticana e scopro di aver fatto un errore, ahiahiai signora longari, perché l’incontro non è un evento ma la “tappa di un cammino”.
Ah sì, e verso dove, di grazia, visto che né nel comunicato stampa vaticano né tantomeno nel sito vedo citato il nome santissimo di Gesù unica Via, Verità e Vita. Sì, par di leggere il programma della ong di un filantropo americano in odore di massoneria…
Torno al comunicato e mi pare di essere sputata d’un tratto sul set di Eccebombo, quando Nanni Moretti chiede a una fanciulla perditempo che lavoro fa. E lei, inanellando blabla in latinorum risponde: “giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose”. Fa bene il paio con questa campionatura di luoghi comuni tratti dal documento vaticano: “L’obiettivo dell’iniziativa è chiaro e urgente: interrogarsi, insieme, su cosa significhi essere umani oggi, in un’epoca attraversata da conflitti, solitudini, nuove forme di povertà, crisi ambientali e sfide legate al progresso tecnologico. Un’occasione per dialogare, condividere esperienze e costruire, partendo dalla fraternità, nuove vie di speranza e responsabilità comune”.
Come come come? Cioè, cari monsignori e tutti i partecipanti, voi volete vedervi tutti insieme a “cioèare” in tavolate e controtavoli, escludendo Cristo, glissando quindi sull’unica vera risposta alla crisi della modernità, ossia la conversione? Non si può essere fratelli senza Cristo!
Ma continuiamo ed ecco una chicca gambettiana ancora in stile eccebombo: “L’esperienza dei Tavoli aiuta a incontrarsi e ascoltarsi, conoscersi e riconoscerci. Riscoprire la fraternità e scegliere parole e gesti fondati sull’umano può nutrire di significati e valori la vita di istituzioni e imprese, ospedali e centri sportivi…fino all’Intelligenza artificiale. Il mondo ha bisogno di una nuova ‘Alleanza dell’umano’ e di scrivere insieme una nuova grammatica della fraternità”. Ma caro Gambetti senza Dio l’uomo è un ramo secco pronto per essere buttato nella fornace ardente e senza Cristo, Buon Pastore, l’unica “tappa” del cammino è l’inferno in terra e la tappa finale le porte di Dite.
Va bene, passiamo agli ospiti illustri di queste giornate molto umane (e per niente cattoliche). C’è Graça Machel Mandela che immagino in pochi conoscano. La signora è stata prima moglie di un leader del Frelimo (cioè il movimento per la liberazione del Mozambico dal Portogallo, non certo una associazione di Dame di San Vincenzo…) e poi di Nelson Mandela. Per raccontare che tipo era il primo marito della signora mi rifaccio a Wikipedia: “La dirigenza del partito, guidata da Samora Machel, dichiarando che era l’unico rappresentante legittimo del popolo mozambicano, chiese che gli fosse consentito di prendere il potere direttamente, senza elezioni multipartitiche. Ottenuta l’indipendenza, il Frelimo divenne il partito unico della neonata Repubblica Popolare del Mozambico e Machel, il suo comandante, fu il primo presidente fino al 1986”. Avevo un amico portoghese, José P., in Mozambico che scappò, durante la guerriglia del Frelimo, dopo averne viste di cotte e di crude e anche di fritte… Samora: non proprio un “democratico”. Prima quindi first lady in Mozambico e poi in Sud Africa… Sempre su Wikipedia, leggo che la signora Graça Machel è stata fra i relatori dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. E non credo sia credente e men che meno cattolica. E mi chiedo… ma perché devo subire tutto questo?
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5 commenti su “Due Giorni Vaticana sulla Fraternità Globale in Stile Eccebombo. Ma Perché? Benedetta De Vito.”
Mi ostino a pensare che la Barca di Cristo non sia ormai un batiscafo.
bella , la metafora morettiana,
Bravissima ma aggiunge tristezza a tristezza col sinodaleoncino
“Uomo avvisato, mezzo salvato”, dice il proverbio. Non rimane che “osservare” ed “avvisare”, come fa questo sito e pochi altri media.
“Cioèare” è bellissimo, complimenti 🎩!
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