Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae l’avvocato Giovanni Formicola, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione la seconda parte delle considerazione sul saggio di Etkin. La prima parte la trovate a questo collegamento. Buona lettura e diffusione.
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L’altro giorno chiudevo le mie piccole considerazioni sul saggio di Etkind sostenendo che “E poiché la guerra in atto è appunto in realtà la guerra della UE e dei soggetti sopra indicati, vigliaccamente combattuta facendosi scudo umano del popolo ucraino, alla Russia cristiana e anti-moderna, allora chiunque pensi bene e non sia perciò “benpensante”, cioè non pensi come vuole la Rivoluzione, oggi incarnata dalla von der Pfizer & co., non può che augurarsi la vittoria della Russia e la disfatta di coloro. Ben sapendo che non sarebbe la vittoria del bene, ma solo la sconfitta dei cattivi veri, oggi più probabile dopo il promettente incontro tra i capi più odiati (e tanto basta) dai rivoluzionari (che non sono i piazzaioli beceri, ma i meglio vestiti e pettinati) di tutto il mondo. Ed il fatto che a qualcuno e a più di qualcuno non sia piaciuto, mi conforta non poco, e non mi costringe a ripensare quel che penso. Mi accorgo in fine che questa mail – come temevo, in realtà – è andata per lunghezza ben oltre le mie intenzioni, e perciò mi fermo qui. Per il punto 2., ad una prossima, per chi avrà la pazienza e l’interesse”.
Eccomi dunque al punto 2., non senza aver specificato che la U[socialista]E è per eccellenza l’anti-Occidente (la cui translatio in Russia è un’evidenza che può essere negata solo dai ciechi volontari) per la sua netta curvatura nonché solo laicistica in realtà cristofobica e quindi anti-cristica, e purtroppo non solo a livello istituzionale, ma anche in larghe fasce della sua popolazione, salvo minime (e ormai limitate sociologicamente) eccezioni.
Devo anche precisare che l’opera e l’autore non sono certo marginali, su cui speculo con “gioco facile”, a cominciare dall’importante editore (Bollati Boringhieri), per continuare con la carriera accademica (in occidente, come dicevo) dell’autore e con le recensioni entusiastiche che hanno accolto il suo scritto (per tutti, il New York Times). Perciò le assurdità e le sciocchezze di cui è denso testimoniano davvero, a mio avviso, lo stato di putrefazione dell’intelligenza in occidente, anche se fossero espressione solo di disonestà intellettuale, cioè di giudizi dati in mala fede.
Ne discuto solo alcuni, perché vi voglio bene.
1. Etkind afferma – convinto come si dichiara della irrefutabilità della crisi climatica quale questione globale – che “non arriveremo mai a esaurire il petrolio perché prima esauriremo l’aria”(p. 37) e perciò lancia la sua maledizione contro la Russia come “petrostato”, ovvero “stato estrattivista” (cioè che non si basa sul lavoro), che inquina il pianeta, appunto contribuisce ad esaurire l’aria, e così uccide Gaia. E già questo potrebbe bastare a (s)qualificarlo.
Ma c’è di peggio a livello dei giudizi storici e sociologici.
2. “In Russia settant’anni di socialismo sovietico avevano creato una società più egualitaria rispetto a quelle occidentali […]. Dopo la morte di Stalin le disuguaglianze di reddito aumentarono, ma negli anni 1970 erano ancora inferiori a quelle che caratterizzavano i principali paesi occidentali” (p. 65).
Quindi, con Stalin si stava ancora meglio, se
a. l’uguaglianza fosse un bene sociale da perseguire ad ogni (staliniano) costo;
b. nell’URSS la pretesa uguaglianza non fosse altro che la costrizione in una generalizzata miseria per tutti.
Ma a Etkind sfugge – credo piuttosto che voglia ignorarlo – che oltre quei tutti ugualmente in miseria, vi fosse una classe, composta secondo Gorbaciov da diciotto milioni di persone che l’URSS non poteva più mantenere (politici, membri del KGB, militari d’alto e medio grado, dirigenti delle fallimentari aziende di stato, etc., in una parola la cd nomenklatura) ch’era ontologicamente disuguale. Viveva cioè in un altro pianeta sociale: residenze, case di cura. negozi, beni d’ogni genere ma soprattutto vestiario gioielli prodotti per l’igiene alimentari, vie di transito e mezzi di trasporto, e pure il passaporto, del tutto inaccessibili ai paria di cui era composto il resto della popolazione. Ma soprattutto costoro avevano un potere illimitato sulla vita, la libertà e i pochi beni loro assegnati di tutti gli altri. Quindi se le dacie della nomenklatura erano meno lussuose di quelle dei ricchi russi di oggi, e così autovetture e barche (come scioccamente rileva l’autore), era solo perché il sistema non era in grado di produrre di meglio, ma i loro privilegi e potere segnavano uno scarto con il resto della popolazione, come dicevo, ontologico, che è esistito prima solo nelle società del dispotismo orientale (https://it.wikipedia.org/wiki/Karl_August_Wittfogel), identico a quello tra schiavo e padrone. L’unica uguaglianza era intra gli schiavi (i lisency, i senza diritti), là dove invece nella Russia d’oggi chiunque, anche per la bassa tassazione, con le proprie forze può accedere a stati di vita e di benessere interdetti nell’URSS ugualitaria. Tanto che secondo il grande Alain Besançon, l’intero territorio dell’URSS era un GULag a regime ordinario, là dove i campi di concentramento erano a regime duro.
3. “Nel 1953, l’anno della morte di Stalin, oltre il 5% della popolazione sovietica adulta era in prigione, una proporzione simile oggi riscontrabile negli Stati Uniti tra gli uomini afroamericani”(ibidem). Qui l’impudenza di Etkind raggiunge livelli indegni. Anche se fosse vero il dato circa gli “afroamericani” detenuti negli USA – forse delinquono di più? -, la loro condizione solo senza aidòs, il senso di vergogna e di rispetto per la verità che evidentemente manca a questo signore, può essere paragonata ai prigionieri di Stalin. A mezzo secolo di distanza da Arcipelago Gulag (per menzionare solo il saggio che ha dato la stura agli studi sul sistema concentrazionario sovietico), si può ancora ignorare o fingere d’ignorare che la popolazione internata era di quindici milioni di persone (circa il 10%, non il 5%), e che a questi vanno aggiunti i milioni (forse un altro 10%) di fucilati? E poi, il regime del GULag staliniano, ma anche Leniniano prima e poi quello a Stalin successivo, era tale che come scrisse Solzenicyn non c’era bisogno delle camere a gas per sopprimere i nemici del popolo, bastavano il freddo la fame e la fatica, là dove fra l’altro il GULag era concepito come uno dei fattori dell’economia, attraverso lo sfruttamento schiavistico di manodopera ai lavori forzati.
Ed allora che paragone si può fare, se si avesse un po’ di vergogna, con la detenzione in USA che non ha uno scopo di sterminio, prevede e rispetta vari diritti per i detenuti – che nell’URSS non ne avevano alcuno nella realtà delle prassi – e soprattutto è regolata dalla legge nel suo inizio e termine? Davvero ignobile.
E concludo.
4. Pur avendo letto Todd, lo ignora e continua la litania di falsità sulla vita sociale in Russia, in particolare sull’economia non estrattiva, l’istruzione e l’assistenza, là dove – e ve ne ho fatto parte in qualche intelligenti pauca – dati alla mano e solo per fare qualche rilievo, la Russia di oggi ha, naturalmente pro capite, più ingegneri e meno mortalità infantile degli USA e finalmente esporta grano (che fino a prova contraria si semina, coltiva e raccoglie con faticoso lavoro e non si estrae) come al tempo degli zar, dopo il buco nero sovietico che impoverì l’intero mondo, soprattutto quello più povero (cfr. Andrea Graziosi, https://www.iris.unina.it/handle/11588/335141).
Ne avrei altre, ma un po’ sono stanco (vi prego non crediate che mi sia facile scrivere, sebbene siano poche righe) e molto ho paura di stancarvi, e mi fermo non senza osservare che se questo è il mondo avverso, occidentalista, UEista, anti-russo, è in re ipsa, per il livello dei suoi argomenti e giudizi, che ha torto e che, non so quando, è destinato alla sconfitta.
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2 commenti su “Il Delirio Occidental-Globalista di Alexander Etkin. Le Menzogne sulla Russia. Giovanni Formicola.”
Che dire? Tra le varie dimensioni della guerra “ibrida” c’è anche la guerra cognitiva per il controllo “dei cuori e delle menti”. Purtroppo occorre combattere anche le guerre che non si vogliono, se non altro per non essere sopraffatti, allo stesso modo in cui padron Frodo a l’amico Sam Gamgee partirono per la loro missione volta a distruggere l’anello, anche se avrebbero preferito le gioie offerte dalla vita familiare ed il piacere di gustare una birra tra amici.
Bisogna lucidamente ammettere… sono stati bravi… pazienti… metodici… iniziato minare poco a poco fondamenta morali con sfarzoso ed ammiccante filmificio hollywoodiano… seguito invadendo sistematicamente nostro aere di musica di merda… rumori di certo tipo provocano danni irreversibili a nostro già limitato cervellino… poi sono intervenuti pesantemente su famiglie con risultati tellurici per società… in frattempo tramite accorte disposizioni di Concilio Vaticano secondo aggredito direttamente liturgie consolidate… e guarda caso introducendo inascoltabili lagne a posto di canti gragoriani ed altre meravigliose musiche trascendenti!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
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