Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Americo Mascarucci, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla scomparsa di un celeberrimo uomo di spettacolo, Pippo Baudo. Buona lettura e diffusione.
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Mi spiace dover dissentire da Cristina Siccardi che ha elogiato il Pippo Baudo del programma Rai “Novecento” dove fu dato risalto al suo ottimo libro dedicato alla principessa Mafalda di Savoia.
Perché per quanto in quella puntata Baudo si sia dimostrato obiettivo e abbia reso un buon servizio alla fama di santità della principessa, in quello stesso programma ha dimostrato più volte di essere uno storico improvvisato e sbagliato, raccontando una storia tutta a senso unico specie sulle vicende della Chiesa.
Ricordo con orrore una puntata in cui fu analizzata la figura di Pio XII in maniera a dir poco scandalosa. Baudo e Corrado Augias definirono il papa un filo nazista, un antisemita, presentandolo come affascinato da Hitler e ossessionato dagli ebrei.
Ricordo una suora che in trasmissione cercò di smentire la leggenda nera contro papa Pacelli ricordando l’aiuto prestato agli ebrei dalla Chiesa con il consenso assoluto del pontefice, e Baudo che insisteva nel dire che Pio XII non aveva parlato, non aveva denunciato gli orrori nazisti e l’antisemitismo, non aveva scomunicato Hitler, non era sceso in piazza per fermare le deportazioni con il supporto di Augias che ripeteva “Pacelli e stato filo nazista, non ci sono giustificazioni’.
La religiosa inutilmente cercò di spiegare che proprio i silenzi del papa permisero alla Chiesa di fornire agli ebrei l’aiuto necessario, grazie alla diplomazia vaticana che seppe lavorare nell’ ombra, aiuto che non sarebbe stato possibile se Pio XII avesse provocato l’ira di Hitler: che comunque è accertato storicamente non era affatto amico dei nazisti come dimostra il piano per rapirlo e confinarlo in un monastero in Austria di cui parlò per primo Giulio Andreotti; al punto che il papa informato del pericolo preparò la lettera di rinuncia al pontificato da rendere pubblica qualora fosse caduto davvero nelle mani dei nazisti, in modo tale da rendere la sede vacante, riunire i cardinali e procedere all’ elezione del suo successore.
Per lo storico improvvisato Baudo Pacelli doveva gridare, urlare come fece lui nei confronti della suora in studio che osava ribadire che il papà in quel frangente non poteva agire diversamente come del resto confermato anche da illustre personalità del mondo ebraico: “Ma come fa a dire che non poteva fare niente” insisteva il conduttore.
Restai talmente schifato che inviai il giorno successivo una email di protesta alla Rai invitando Baudo a vergognarsi per come aveva condotto la trasmissione. Non fui certamente il solo a farlo, se nella puntata successiva Baudo stesso dovette ammettere di aver infastidito molti con la puntata su Pio XII, cercando di correggere il tiro in maniera molto abbozzata e poco credibile, e dichiarando che non era sua intenzione offendere il papa.
Non andò meglio ad una successiva puntata dedicata a Paolo VI condita con le banalità tipiche del pensiero mainstream sul papa indeciso e poco coraggioso che non seppe tradurre le aspettative di rinnovamento del Concilio Vaticano II.
Ma non è finita qui. Perché sempre il “democristiano”, poi prodiano e successivamente dantoniano (da Sergio D’Antoni) Baudo, uomo vicino alla sinistra democristiana e a Ciriaco De Mita da Nusco in particolare nei ruggenti anni ottanta, non mancò di criticare pubblicamente Benedetto XVI perché secondo lui non faceva bene il papa o quanto meno non lo faceva come avrebbe voluto lui.
Avvenne il 4 febbraio del 2007. Nel corso del programma Quelli che il calcio, si scagliò contro Ratzinger per non aver detto nulla sulla morte dell’ispettore di polizia Salvatore Raciti, ucciso negli scontri scoppiati fuori dallo stadio Massimino di Catania. Il conduttore attaccò: “Il dovere della Chiesa è essere vicina ai problemi sociali e il Papa nell’Angelus non ha detto una parola”.
Accuse sconcertanti per la loro stupefacente banalità, che per altro furono smentite dal portavoce della Santa Sede ma che testimoniavano la leggerezza e l’approssimazione con cui Baudo trattava certe tematiche. E stiamo parlando dello stesso Benedetto XVI che, come già Giovanni Paolo Il, aveva fatto della difesa della vita umana, dal concepimento alla morte naturale il tratto forse più distintivo del suo pontificato. Padre Federico Lombardi la definì un’uscita “non appropriata”, in quanto la Santa Sede aveva “tempestivamente manifestato il proprio biasimo per il gravissimo episodio”.
Per carità, un gigante di fronte ai presentatori di oggi, ma onore a tutti quelli che in queste ore non hanno partecipato al festival dell’ ipocrisia tipicamente italiota manifestando rispetto per la morte ma senza lasciarsi andare agli elogi sperticati di chi in vita ha sempre detestato Baudo ma si è sentito in dovere di piangerlo con lacrime di coccodrillo. Grande maestro ed eccellente professionista lo sarà sicuramente stato, ma ciò non lo assolve da scivoloni clamorosi e strafalcioni come quelli su Pio XII e Benedetto XVI che ci portano a prendere le distanze da quel coro “siamo tutti Pippo Baudo” degli ultimi giorni. Dunque gloria eterna a Super Pippo? Ma anche no.
Americo Mascarucci
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1 commento su “Pippo Baudo: Grande Uomo di Spettacolo, ma come Storico Lasciamo Perdere…Americo Mascarucci.”
Ma infine chi se ne impippa di Pippo?
I commenti sono chiusi.