Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato dagli Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.
§§§
QUANDO IL PAPA NON ERA UNA ROCKSTAR.
Un seminarista ci scrive: attenzione agli estremismi!
![]() |
| Emblema della Città del Vaticano |
a cura di Veronica Cireneo
Dopo anni di eventi ecclesiastici convulsi che tanta confusione, smarrimento, desolazione e sconforto hanno suscitato in noi, uomini degli ultimi tempi, ci scrive dall’estero un seminarista, Alleato dell’ Eucarestia, che vuole restare anonimo, per sottolineare i rischi che comporta la sovraesposizione mediatica della figura del Pontefice e per metterci in guardia da quelli derivanti da una cattiva interpretazione del papato: rischi che vanno dalla papolatria, all’abbandono della Chiesa, in base al gradimento suscitato nei fedeli, da uno o da un altro Pontefice. Estremi che vanno assolutamente evitati entrambi. Buona lettura
§§§
Quando non c’erano televisione, radio e internet non si stava a guardare ad ogni piè sospinto ciò che il Papa diceva o faceva.
La sua figura era messa in risalto soprattutto nel Governo, nelle Encicliche, Bolle e Decreti e aleggiava intorno alla sua immagine un qualcosa di sacro, un’aurea arcana, mai occulta, ed in qualche modo anche il suo Ministero era più incisivo, in quanto veniva esaltata maggiormente la sua funzione di Vicario di Cristo, e meno la Sua personalità individuale.
Dal nascondimento del Palazzo Apostolico governava in modo meno appariscente, ma probabilmente molto più efficace….
Con l’avvento dei mass-media invece potremmo dire che il papato risulti svuotato della sua sacralità. Sembra che abbiano così tanto storpiato l’ immagine del Pontifice da traslare il ruolo di Vicario di Cristo sulla figura di: “capo di un’ istituzione sociale di beneficenza, obbligato, per formalità, ad elargire ogni giorno qualche buona parola….”
Ma è più facile che poche parole penetrino più a fondo e più permanentemente nei cuori e nelle anime…. invece di continue parole che, si succedono a ruota e, quasi non si distinguono.
Non è una critica a nessun Papa in particolare, questa mia, ma una riflessione su come sarebbe più opportuno per tutti, Pontefice compreso, risparmiare la sua figura dall’abuso mediatico.
Ad ogni modo indipendentemente dall’avvicendarsi dei Pontefici e indipendentemente da come il Pontefice contemporaneo appaia agli occhi dell’uno o dell’altro fedele, va ricordato che sarà opportuno evitare i due rischi più comuni e pericolosi: la papolatria e l’abbandono della Santa Madre Chiesa.
![]() |
Contro la papolatria, cioè il costume di fare del Papa un idolo, lo stesso don Bosco che li chiamava i: “tre amori bianchi” riferendosi alla Madonna, all’ Eucaristia e al Papa, ben sapendo che l’adòrazione spetta solo a Dio, affermava: ” Si dica viva il Papa e non si dica viva Pio IX”
All’ elezione di Pio IX, infatti, considerato inizialmente un liberale, fu un tripudio per i piemontesi, che insieme ai capi rivoluzionari Mazzini e Cavour, tutti inneggiavano al grido di: “Viva Pio IX”.
Dopo due anni però, Pio IX cambiò radicalmente, e rinsavi’, diventando il grande Papa del Dogma dell’ Immacolata Concezione e di quello dell’ Infallibilità Papale.
Questa revisione non piacque ai rivoluzionari e massoni che lo esiliarono a Gaeta, ma fu la prova che: chi riceve il ministero Petrino, se corrisponde alle ispirazioni della Grazia, può sperimentare un “cambio di rotta”, come accadde appunto al Beato Pio IX che, da liberale che era, divenne uno dei più grandi Papi della storia del cattolicesimo.
Fa eco a don Bosco il cardinale Muller, che afferma: ” Siamo Cristiani, non siamo Papisti” quindi si dica: “Viva il Papa! e non viva Gregorio X, Pio X , Paolo V ecc”.
Bisogna amare l’Istituzione del papato per ciò che rappresenta, non la persona del Papa in sé, se non si vuole correre il rischio di cadere nell’ adorazione del Vicario di Cristo, anziché di Cristo, Dio Stesso, che è l’Unico a cui spetta.
Amare il papato significa riconoscere e rispettare l’ autorità spirituale del Papa in quanto Vicario di Cristo, appunto; significa sostenere il suo magistero e seguire i suoi insegnamenti in materia di fede e di morale, se non si discostano dalla dottrina e dalla tradizione cattolica. Significa anche pregare per lui, sostenerlo spiritualmente, affinché possa svolgere il suo incarico con saggezza e santità.
Viceversa, la papolatria non è e non ha nulla di buono: procedendo dall’eccessiva esaltazione della persona del papa, che può giungere fino all’ idolatria, conduce ad una visione acritica che porta a sua volta all’obbedienza cieca, perché tende a giustificare ogni azione o parola del pontefice idolatrato, anche quando contraddittorie tra loro e contrarie alla dottrina e al buon senso.
Va ricordato in questo contesto che ogni Papa non è arbitro della fede, ma in quanto custode di essa deve attenersi a ciò che insegna la Sacra Scrittura, la Tradizione ed il Magistero. Attualizzando, possiamo osservare che nel quadro del momento storico presente, dove la sinodalità la fa da padrona, purtroppo non si riscontra nessuno dei tre. Ma per formulare un’espressione specifica, corretta e conveniente dell’attuale pontificato attendiamo appunto, come si faceva una volta, di leggere almeno una sua prima enciclica.
Sappiamo che la Chiesa è una monarchia – non una democrazia – costituita sulla Comunione gerarchica. Cioè: chi governa pasce nella carità, non certo nella tirannia i suoi sudditi. È l’ immagine della Gerusalemme Celeste che la Chiesa è chiamata a riprodurre nel modello monarchico terreno dove Cristo è Re e Maria è Regina.
E qualora un Pontefice dovesse dèragliare saremmo autorizzati, se non addirittura obbligati, a riprenderlo con una correzione filiale, così come fecero San Paolo, Sant’ Atanasio e Santa Caterina da Siena, ma l’ abbandono della Chiesa – come i tanti, troppi che , al seguito di facinorosi, sono stati invitati a fare – mai! Perché extra ecclesiam nulla salus. Cristo governa la Barca e la Storia.
Sia benedetto in eterno.
Per restare aggiornato unisciti agli Alleati dell’Eucarestia cliccando sui seguenti link:
•CANALE TELEGRAM DEGLI ALLEATI DELL’EUCARESTIA
• CANALE TELEGRAM DI VERONICA CIRENEO
• MAIL (per comunicazioni, segnalazioni, testimonianze, invio articoli)
Benvenuti
§§§
Aiutate Stilum Curiae
IBAN: IT79N0 200805319000400690898
BIC/SWIFT: UNCRITM1E35
ATTENZIONE:
L’IBAN INDICATO NELLA FOTO A DESTRA E’ OBSOLETO.
QUELLO GIUSTO E’:
IBAN: IT79N0 200805319000400690898
***


.png)
.png)
.png)
%20(1).jpg)
5 commenti su “Quando il Papa non Era una Rockstar…Un Seminarista Scrive agli Alleati dell’Eucarestia.”
Da quello che scrive si deduce che è un buon Seminarista. Auguroni per l’ Ordinazione Sacerdotale e preghiere per la missione Ecclesiastica. C’ è tanto bisogno di Pastori ispirati ed equilibrati.
La papolatria è la sacralizzazione della figura papale e,come diceva Mons Lefebvre:”Il culto dell’uomo è l’Anticristo”Come si fa a dire che Pio IX è stato un grande Papa secondo la tradizione perché ha creato il dogma dell’infallibilità papale?Più papolatria di così! Il dogma dell’Immacolata concezione che il 99% dei semplici fedeli non sanno cosa sia,non mi sembra fosse così necessario in quel momento storico.Che fuori della Chiesa di Roma non ci sia salvezza mi sembra un modo per limitare umanamente la Grazia di DIO.Nella Chiesa ortodossa allora,nessuno si salva?
👍
Se il dogma dell’immacolata concezione non è conosciuto dal 99% dei fedeli c’è da chiedersi cosa abbiano imparato durante il catechismo e nella partecipazione alla Messa. Nel merito non sono così pessimista. Tale dogma ovviamente non è nè banale nè inopportuno perchè è stato proclamato direttamente dalla Madonna a Bernadette Soubirous durante le apparizioni di Lourdes avvenute nel 1859. Maria è nata priva del peccato originale, a differenza di tutti gli uomini e le donne apparsi su questo pianeta, al fine di permettere l’incarnazione di Cristo, quindi la salvezza del genere umano.
TAGS Maria madre del Salvatore, Peccato, Gesù, Incarnazione, Penitenza, Miracoli,
Non proprio robetta..
Cara Cristina,
la invito a leggere la Lumen Gentium del Concilio Vaticano II, dove troverà una risposta equilibrata, saggia e profondamente cristiana alle sue domande.
Lì la Chiesa spiega chiaramente il ruolo del Papa: non come “idolo” o oggetto di culto, ma come servo dell’unità e garante della fede. L’infallibilità non è una “papolatria”, ma un dono dello Spirito Santo a tutta la Chiesa, affinché nei momenti decisivi non venga meno la verità del Vangelo: «È proprio del Papa […] godere dell’infallibilità quando, come supremo Pastore e Maestro di tutti i fedeli, proclama con atto definitivo una dottrina riguardante la fede e la morale» (Lumen Gentium, 25).
Quanto ai dogmi mariani, essi non nascono per capriccio o per “inutile devozione”, ma perché la Chiesa, guidata dallo Spirito, sente il bisogno di custodire e proclamare con chiarezza la verità della fede. Il dogma dell’Immacolata (1854) e quello dell’Assunta (1950) sono esempi di questa solenne custodia della verità rivelata, non di “papolatria”.
Sul tema “fuori della Chiesa non c’è salvezza”, il Concilio chiarisce che la Chiesa cattolica è la pienezza della Chiesa di Cristo, ma non si chiude in se stessa: «Tuttavia, al di fuori del suo organismo visibile, si trovano molti elementi di santificazione e di verità che, appartenendo propriamente alla Chiesa di Cristo, spingono verso l’unità cattolica» (Lumen Gentium, 8).
Così, i nostri fratelli ortodossi non sono “esclusi”: «La Chiesa sa che è unita per molte ragioni con quelli che […] riconoscono con noi molti elementi di santificazione e di verità. […] Tra queste Chiese, anzi, spicca la comunione sacramentale per mezzo della quale, soprattutto nell’Eucaristia, è ancora congiunta con noi una stretta unione» (Lumen Gentium, 15).
E persino i non cristiani non sono abbandonati: «Quelli che senza loro colpa non conoscono il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, ma cercano Dio con cuore sincero […] possono conseguire la salvezza eterna» (Lumen Gentium, 16).
In sintesi, non è la “Roma papolatra” a chiudere il Cielo, ma Cristo stesso che ha voluto la Chiesa come via ordinaria di salvezza per tutti, pur lasciando che la sua Grazia agisca misteriosamente oltre i confini visibili della cattolicità.
I commenti sono chiusi.