Scienza Divisa in Se Stessa? Intervista a Paolo Gulisano. Cinzia Notaro.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Cinzia Notaro, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questa intervista al dott. Paolo Gulisano. Buona lettura e diffusione.

§§§

 

 SCIENZA DIVISA IN SE STESSA ?

 

Da un lato la ricerca a servizio dell’industria farmaceutica arrivata a sperimentare direttamente sull’uomo e dall’altro un comitato etico di scienziati che in nome della verità  difendono il diritto collettivo alla salute soprattutto dopo la recente “pandemia” per la quale è stata istituita la Commissione parlamentare d’ inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del virus SARS-CoV-2.

Approfondiamo l’argomento con il dr. Paolo Gulisano, epidemiologo, scrittore, saggista, autore di diversi volumi sulla Storia della Medicina , tra cui ricordiamo quello sulle Pandemie, nonché vicepresidente della Società Chestertoniana italiana  e collaboratore di diverse riviste e siti web.

 

Quali le conseguenze sulla ricerca indipendente , sulla formazione universitaria ed in particolare sulla salute pubblica subordinata ad enormi interessi economici e politici?

La ricerca medica indipendente presenta molti elementi di interesse. In Italia l’AIFA è stata la prima agenzia dei medicinali in Europa ad inserire fra i suoi obiettivi istituzionali la promozione della ricerca scientifica di carattere pubblico sui settori strategici del farmaco, anche in aree di scarso interesse per la ricerca profit. Il programma di ricerca indipendente dell’AIFA è rivolto a tutti i ricercatori italiani di enti e istituzioni che intendano condurre studi non a fini commerciali ed è finanziato da una quota del fondo costituito dal contributo pari al 5% delle spese promozionali sostenute annualmente dalle Aziende farmaceutiche. Gli studi clinici no profit sono indirizzati a effettuare confronti tra medicinali per dimostrare il valore terapeutico aggiuntivo, a svolgere studi sull’appropriatezza prescrittiva e volti ad ottimizzare strategie terapeutiche, e infine a svolgere studi sul profilo di sicurezza dei farmaci e sull’informazione.

Solo una cittadinanza dallo spirito critico e ben informata potrebbe garantire una certa libertà intellettuale ?

Certamente. Oggi tuttavia lo spirito critico sembra abbastanza soffocato dall’informazione mainstream, che spesso è vera e propria propaganda, secondo i dettami del fondatore della comunicazione manipolativa, Bernays.

La menzogna ha anche regnato facendo passare i vaccini ( ottenuti e/o testati su cellule fetali provenienti da aborti procurati  dall’industria Planned Parenthood) come atto d’amore : come può essere considerato tale se frutto dello squartamento di piccoli esseri innocenti ? (rimandiamo al link sotto )

Sull’utilizzo di cellule provenienti da feti umani abortiti, si era espresso molto bene un documento della Congregazione della Dottrina della Fede del 2008, dal significativo titolo  Dignitas Personae , a firma del Cardinale Levada allora Prefetto della Congregazione.  Si dice che per la ricerca scientifica e per la produzione di vaccini o di altri prodotti talora vengono utilizzate linee cellulari che sono il risultato di un intervento illecito contro la vita o l’integrità fisica dell’essere umano. La connessione con l’azione ingiusta può essere immediata o mediata, dato che si tratta generalmente di cellule che si riproducono facilmente e in abbondanza. Questo “materiale” talvolta viene commercializzato, talvolta è distribuito gratuitamente ai centri di ricerca da parte degli organismi statali che per legge hanno tale compito. Tutto ciò dà luogo a diversi problemi etici, in tema di cooperazione al male e di scandalo. Conviene pertanto enunciare i principi generali, a partire dai quali gli operatori di retta coscienza possono valutare e risolvere le situazioni in cui eventualmente potrebbero essere coinvolti nella loro attività professionale. Occorre ricordare innanzitutto che la stessa valutazione morale dell’aborto «è da applicare anche alle recenti forme di intervento sugli embrioni umani che, pur mirando a scopi in sé legittimi, ne comportano inevitabilmente l’uccisione. È il caso della sperimentazione sugli embrioni, in crescente espansione nel campo della ricerca biomedica e legalmente ammessa in alcuni Stati… L’uso degli embrioni o dei feti umani come oggetto di sperimentazione costituisce un delitto nei riguardi della loro dignità di esseri umani, che hanno diritto al medesimo rispetto dovuto al bambino già nato e ad ogni persona» .Queste forme di sperimentazione costituiscono sempre un disordine morale grave.

 

Una fattispecie diversa viene a configurarsi quando i ricercatori impiegano “materiale biologico” di origine illecita che è stato prodotto fuori dal loro centro di ricerca o che si trova in commercio.

Il “Primum non nocere” del Giuramento d’Ippocrate è reliquia del passato ?

Assolutamente no: è più attuale che mai, specialmente ora che si cerca di introdurre nella legislazione questioni come l’eutanasia e il suicidio assistito. Il medico non può e non deve in alcun modo nuocere al paziente, anche con l’utilizzo (o anche con la rinuncia) di determinati farmaci. Oggi tuttavia si tende a dare definizioni ambigue di questo antico principio nell’ambito dell’’etica medica del primum non nocere: una che è quella tradizionale di non nuocere (in primis , o almeno di non farlo ), l’altra che è quella di aiutare e minimizzare il male , o in termini moderni di evitare un’assunzione di rischi sfavorevole, non necessaria o ingiustificata. Il primo atteggiamento insiste sull’astensione o sull’attesa, si tratta di un’etica della virtù (incentrata sulle motivazioni dell’agente), il secondo che insiste su un’azione necessaria è talvolta interpretato come un consequenzialismo (centrato sul risultato dell’azione) o al contrario come etica deontologica (incentrata su doveri positivi o negativi, per conformità alle regole). Una visione utilitaristica che finisce per giustificare quel “migliore interesse del paziente” che è servito a giustificare e legittimare scelte di eutanasia anche attiva.

L’Italia è tuttora capofila per le strategie vaccinali a livello globale? (rimandiamo al link sotto)

Così pare, dalle fonti citate. Questo ruolo era stato affidato come noto nel 2014 attraverso un accordo con l’allora ministro Lorenzin. Potrebbe essere opportuno, dopo oltre dieci anni, rivedere questa scelta.

Il Governo italiano si è pronunciato in maniera critica rispetto al Trattato Pandemico. L’Oms potrebbe imporre nuove “pandemie” e nuovi vaccini ?

Esprimendosi in termini corretti, l’OMS non “impone” pandemie, ma le dichiara, in base ai dati epidemiologici. Dopo il Covid ci sono state diverse “pandemie annunciate”, dal Vaiolo delle scimmie a Zika e ora alla West Nile. Essere preparati ad eventuali nuove pandemie è un  dovere, ma l’allarmismo non è mai un bene, in particolare quando sembra “forzare” la realtà. La scelta del Governo italiano di respingere gli emendamenti dell’OMS potrebbe garantirci da eventuali misure coercitive come “green pass” e vaccinazioni obbligatorie.

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) potrebbe ottenere potere e controllo illimitati. E’ auspicabile che l’Italia esca dall’Oms e al suo posto venga fondato un Istituto indipendente libero da conflitti d’interessi e dedito alla ricerca libera?

Le logiche dell’OMS sono evidenti dalla lettura del famoso Piano Pandemico.  Ad esempio, in previsione di una eventuale nuova pandemia da virus respiratorio non parla delle cure possibili, affida alle ospedalizzazioni il carico dell’impegno assistenziale dimenticando la medicina territoriale, ancora una volta individua i vaccini come unica soluzione, ribadisce i lockdown giustificandoli con una limitazione della libertà che si può e si deve accettare.  La comunicazione futura prevista dal piano dovrà inoltre “contrastare la disinformazione”; si avranno dunque censure da una parte e dall’altra il giornalismo main stream come megafono di chi detiene il potere?

Infine un capitolo a parte è dedicato ai “diritti di libertà che non possono considerarsi attribuiti all’uomo per la soddisfazione delle sue egoistiche esigenze”. Insomma, il cittadino deve rassegnarsi a sacrificare la sua libertà per un sedicente “bene della collettività”. La salute diventa un feticcio totemico, quindi si deve rinunciare ad una quota dei diritti della propria sfera di libertà ceduti al Security State, lo Stato di Sicurezza autoritario. Diversi Paesi, a cominciare dagli USA, alla luce delle politiche dell’OMS degli ultimi anni propongono un’uscita da questa organizzazione. Un’idea su cui riflettere e una ipotesi da percorrere.

LINK https://www.provitaefamiglia.it/rivista/Notizie-Pro-Vita-Famiglia-n-79-Unplanned

LINK https://www.aifa.gov.it/-/l-italia-capofila-per-le-strategie-vaccinali-a-livello-mondiale

§§§

Aiutate Stilum Curiae

IBAN: IT79N0200805319000400690898

BIC/SWIFT: UNCRITM1E35

ATTENZIONE:

L’IBAN INDICATO NELLA FOTO A DESTRA E’ OBSOLETO.

QUELLO GIUSTO E’:

IBAN: IT79N0200805319000400690898

***

Ban 250x87

3 commenti su “Scienza Divisa in Se Stessa? Intervista a Paolo Gulisano. Cinzia Notaro.”

  1. L’ oms ( rigorosamente in minuscolo ) è la gabbia nella quale infilarci. Per quanto riguarda l’ uscita da essa meglio non farsi illusioni, si temporeggia in attesa di tempi migliori, visto che troppi hanno fiutato la trappola. Usano il tempo per favorire l’oblio dal COVID e nel frattempo però, tenere alta l’ attenzione sulla salute in vista della prossima. La ” pentola” pandemica è sul fuoco a fiamma bassa……..

  2. Davide Scarano

    Scrivere “diritti di libertà che non possono essere attribuiti all’uomo per le sue egoistiche esigenze” è pura lingua orwelliana. Purtroppo non è bastato scrivere “1984” per difendere l’Uomo dalle distopie. Ancora non basterà riflettere su simili articoli per evitare gli scenari ivi presenti, eppure, come insegnava madre Teresa di Calcutta, anche una goccia d’acqua è preziosa per il mare.

  3. “Potrebbe essere opportuno, dopo oltre dieci anni, rivedere questa scelta.” [Lorenzin]
    Ridicolo, bisognerebbe mandarli tutti al patibolo senza processo, altro che. Non sopporto più questa gente tiepida

I commenti sono chiusi.

Se hai letto « Scienza Divisa in Se Stessa? Intervista a Paolo Gulisano. Cinzia Notaro. » ti può interessare:

Torna in alto