Dio Creò il Cielo e la Terra. Riflessione dal Profondo di una RSA. Amedeo Zerbini.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, un amico fedele del nostro sito, l’ing. Amedeo Zerbini, offre alla vostra attenzione queste riflessioni maturate dalla forzata e non desiderata, e a suo parere non m otivata, situazione in cui si trova, in una struttura protetta. Buona lettura e meditazione.

§§§

In principio Dio creò il cielo e la terra (Gen1,1).

Questo l’uomo non lo dovrebbe scordare mai.

Sono cinque parole in tutto. Cinque semplici parole che agli atei e miscredenti non dicono nulla ma ai credenti dicono tutto. Tutta la Fede dei credenti ha origine e validazione da queste cinque parole.

IN PRINCIPIO .

Qui nel testo biblico il termine principio ha un chiaro senso temporale e non può che significare all’inizio, per prima cosa. All’inizio di che cosa? All’inizio del tempo misurabile del “prima”, del “durante” e del “poi”. Prima esistevano solo spiriti puri : Dio, gli Angeli e i Demoni. Per noi uomini, nati nel tempo, con la chiara coscienza che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma e quindi tutto ha un inizio, abbiamo difficoltà a capire che il tempo fisico, storico sia stato preceduto da   qualcosa che non ha mai avuto inizio, qualcosa che visse senza bisogno di uno spazio-tempo essendo la sua attività solo pensiero e sentimento.

La parola principio ricorre 86 volte nella Bibbia. E’ presente in molti libri sia dell’AT come nel NT, assumendo talvolta anche il significato di “base” , “fondamento” , “causa” come in Sir1,12 :

Principio della sapienza è temere il Signore;
essa fu creata con i fedeli nel seno materno.-

e  in Sir 10,12 : –Principio della superbia umana è allontanarsi dal Signore,
tenere il proprio cuore lontano da chi l’ha creato.-

Nel NT principio assume anche il significato di “prima di tutto” come nei ben noti versetti del Prologo del Vangelo di Giovanni :

 

– [1] In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.

[2] Egli era in principio presso Dio:

[3] tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che
esiste.

 

DIO

La seconda parola del versetto è DIO.  Dio è statisticamente una delle parole più usate nella Bibbia con ben 4737 occorrenze. Dio viene anche ricordato come “Il Signore“  8198 volte. Tale maggior frequenza è dovuta al fatto che spesso “Signore” è associato a Dio, a Gesù, a Cristo. Questi dati numerici ci aiutano a capire la fondamentale importanza di Dio nella Legge, nella Storia, nella umana Sapienza, nella Poesia, nella Profezia, nella vita materiale e spirituale dell’uomo come narrato nell’AT e nel NT.

Lo scopo di questo articoletto non è quello di approfondire il concetto biblico di Dio, che richiederebbe una lunghissima trattazione. Qui  basta brevemente ricordare quanti e quali sono gli aspetti e gli attributi di Dio presenti nella Bibbia.

Dio è il primo vivente di cui parla la Bibbia e che parla nella Bibbia. La ricerca di un nome da dare a Dio nel tentativo di dargli un volto e di illuminarne il mistero accompagna da sempre il cammino del suo popolo sia ebraico che cristiano. I suoi nomi sono: JHWH e Elhoim. JHWH è un tetragramma impronunciabile e contiene non un vocabolo ma un verbo : hjh che significa essere, divenire, continuare ad essere. Il tetragramma sacro che è impronunciabile da parte degli ebrei, si configura  in una rivelazione ma anche  in una negazione. “Io sono colui che sono” è l’affermazione della inconoscibile essenza di Dio.

 

La proclamazione/rivelazione del proprio nome da parte di Dio è lapidaria e si trova in Es 3, 13 ss. :

 

[13] Mosè disse a Dio: “Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?”.

[14] Dio disse a Mosè: “Io sono colui che sono!”. Poi disse: “Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi”.

[15] Dio aggiunse a Mosè: “Dirai agli Israeliti: Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione.

 

Dio con queste parole ha rivelato a Mosè il suo nome. Elohim invece è un nome dato dagli uomini a Dio. E’ molto usato e presente in molti libri dell’AT. Gli elohisti, cioè coloro che usarono questo nome di Dio, costituirono una porzione del popolo ebreo che dette vita ad una tradizione parallela a quella jhavista. In Genesi l’esistenza di due tradizioni diverse è molto evidente nel doppio racconto della creazione dell’uomo.

Sono molti gli attributi associati a Dio. Il più importante (frequentemente ripetuto nell’AT come nel NT) è quello di   Abbà. Abbà non è un nomignolo, un semplice appellativo carico di familiarità e affetto. Il significato che assume nella Scrittura è riassumibile in  “fonte di vita” e di “rapporto con l’uomo” che non implica una sudditanza ma un amore reciproco: Dio ama l’uomo e quando esso corrisponde al suo amore Dio lo aiuta e rende la sua vita ricca e rigogliosa di frutti, come quella di un albero piantato sulle rive di un fiume (Salmo 1).

In molti passi della Bibbia a Dio viene attribuita una certa corporeità. Si parla infatti di volto, di occhi, di mani,  di dita e questi aspetti hanno ispirato molte raffigurazioni di Dio nell’arte e nella simbologia. Ma a Dio (e questo è l’aspetto più interessante) viene attribuita anche una certa personalità . Gli aspetti più importanti della personalità di Dio possono essere individuati nelle seguenti cinque categorie.

–  Dio  è vivente .

–  Dio è un Dio che parla : con la Parola non solo egli crea, ma dialoga con tutte le sue creature e in particolare con l’uomo per istruirlo e guidarlo.

Dio è presente e provvidente : Dio costantemente opera. Egli non sta in perenne contemplazione del creato ma interagisce con viventi e non viventi in un continuo divenire.

– Dio è giudice. Ha dato delle leggi e giudicherà severamente e implacabilmente coloro che rifiutano di osservarle.

Dio è Trinità. Di ciò è massima testimonianza il NT.

 

CREO’

Il verbo creare nella Bibbia assume un significato tutto particolare e cioè trarre dal nulla. Materialmente nulla era preesistente alla creazione: Dio non si comportò come un artista o un artigiano che trasformano un materiale in un altro o in un oggetto che prima della loro opera non esisteva. Dio “disse” e la potenza della sua parola diede vita, chiamò all’esistenza tutto ciò che volle. In questo senso ben si addice l’appellativo di Padre e anche quello di Signore (nel senso di Padrone) .

 

CIELO e TERRA

Cielo e Terra sono i due grandi spazi in cui biblicamente è suddiviso il Cosmo che racchiude, con le acque, tutto il creato compresi i viventi. Con cielo e terra  il testo biblico intende il cosmo o se vogliamo l’Universo costituito da materia e da energia diversamente distribuite nello spazio ma ancora privo di vita. L’esistenza del cielo e della terra è quindi condizione necessaria per la creazione della vita, sia quella vegetale sia quella animale con tutte le loro specie. La creazione del cielo e della terra appare essere la prima delle sei fasi (le sei giornate) in cui si realizzò il progetto di Dio : cielo e terra, la luce, la separazione delle acque del cielo da quelle sulla terra, la separazione del terreno fertile e coltivabile dal mare, la produzione della flora vegetale, la separazione della luce dalle tenebre, la comparsa dei pesci, prima, e poi degli uccelli, poi dei rettili e delle bestie selvatiche e infine dell’uomo. Questa successione pare confermare in senso teologico l’evoluzione che Darwin ipotizzò non come realizzazione di  un progetto ma come prodotto del caso. A me piace di più la versione teologico-creazionista anche perché l’osservazione ci porta a constatare la presenza nella natura di un ordine, di una regolarità, di una ripetibilità che è difficile accettare come frutti del caso.

Cari amici Stilumcuriali, nel riposo forzato nella Struttura Protetta (protetta da che cosa, poi? ) in cui sono relegato, ho avuto tutto il tempo necessario per scrivere la riflessione di cui sopra. Che sia originale o no non lo so, però spero sia utile.

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11 commenti su “Dio Creò il Cielo e la Terra. Riflessione dal Profondo di una RSA. Amedeo Zerbini.”

  1. Fantasma di Flambeau

    Congresso Solvay, Como 11-27 settembre 1927. https://disf.org/werner-heisenberg-scienza-religione

    Wolfgang Pauli (più che profeta fin troppo, apologeta cristiano suo malgrado). -Le religioni nascono per inquadrare in una dimensione spirituale, basata in gran parte su valori e concetti di tipo religioso, tutte le conoscenze di una società. È necessario che questa dimensione spirituale sia alla portata anche degli individui più modesti: basta che le immagini e le allegorie della religione comunichino anche solo un’ombra vaghissima dei valori e delle idee su cui essa si fonda. Ma, per persuadere l’individuo a vivere secondo questi valori, occorre convincerlo che la dimensione spirituale comprende tutte le conoscenze dell’uomo. Ed ecco che ‘credere’ non equivale tanto ad ‘accettare acriticamente’ quanto ad ‘affidarsi alla direzione’ dei valori istituzionalizzati. Questo è il motivo per cui tutta la società è messa a rischio ogni volta che nuove conoscenze minacciano di sconvolgere l’antico ordine spirituale. La separazione completa tra conoscenza e fede può essere tuttalpiù una misura d’emergenza che apporta un sollievo solo momentaneo. Credo che nella nostra cultura occidentale si possa benissimo arrivare, in un futuro non troppo remoto, al punto in cui le immagini e le allegorie delle religioni avranno perso ogni forza di convinzione anche presso le persone più modeste; e quando ciò accadrà ho paura che gli antichi valori etici crolleranno come un castello di carte, e che gli uomini perpetreranno orrori inimmaginabili.-

    Paul Dirac (+ l’anno del Grande Fratello; se oggi applicasse la sua logica e il metodo sperimentale alla collusione fra Scienza, credenza, media e “sovrastrutture mentali” ad usum boccaloni, potrebbe incontrovertibilmente dimostrare l’esistenza del bosone dell’Onestà). -È più facile governare dei sudditi disarmati e pacifici piuttosto che individui insoddisfatti che protestano; ed è più facile sfruttarli, anche. È già stato detto: la religione è come l’oppio: i popoli si cullano con sogni visionari dimenticando le ingiustizie e lo sfruttamento reali. Di qui l’alleanza tra le due grandi forze politiche dello Stato e della Chiesa. Entrambe trovano comoda l’illusione che un Dio buono ricompensi — se non in questo mondo, nell’altro — coloro che non si sono levati contro l’ingiustizia ma che si sono sottomessi docilmente e magari con gratitudine ai doveri che vengono loro imposti. E questo è il motivo per cui dire onestamente e francamente che Dio è solo una creazione dell’immaginazione degli uomini è considerato il più nero di tutti i peccati mortali.-

    Werner Heisenberg (la determinazione del Caso che mi conviene). -“Non si può giudicare la religione, come tu fai, solo in base alla strumentalizzazione politica che ne viene fatta”, obiettai. “Questo perché ogni cosa di questo mondo è suscettibile di strumentalizzazione: anche l’ideologia comunista di cui poco fa ti sei fatto portatore. Tieni presente che sempre esisteranno le società degli uomini, e che deve per forza esistere una lingua comune in cui parlare della vita e della morte, e della più ampia cornice in cui si svolge il nostro esistere. Questa ricerca di una lingua comune ha portato, nella storia, all’elaborazione di forme spirituali dotate necessariamente di grande forza di persuasione: come altrimenti avrebbero potuto tanti uomini vivere con esse e per esse durante tanti secoli? Non si può liquidare sommariamente la religione sulla base di considerazioni come le tue. Ma forse tu sei così critico perché senti il bisogno di un’altra e nuova religione in cui non si dia l’idea di un Dio personale”.-

    Niels Bohr (il mezzo quantistico tra Spinoza e Peppino De Filippo). -“Ritengo che Dirac abbia fatto bene a condannare con tanto vigore i pericoli della disonestà intellettuale e delle contraddizioni interne”, concluse Bohr. “E Wolfgang ha fatto egualmente bene ad ammonire scherzosamente Dirac [ -Beh, direi che anche il nostro amico Dirac ha una religione, e il primo comandamento di questa religione è ‘Dio non esiste e Paul Dirac è il suo profeta’- ] facendogli capire come sia difficile sfuggire completamente a questi rischi. Mi ricordo — continuò accingendosi a raccontare un aneddoto, come faceva di solito in queste occasioni — di un mio vicino, a Tisvilde, che una volta inchiodò un ferro da cavallo alla porta. ‘Ma è davvero superstizioso?’ gli chiese un amico comune. ‘Davvero è convinto che questo ferro da cavallo le porterà fortuna?’ Quello rispose: ‘No, naturalmente; però dicono che funziona anche se non ci si crede.’”-

    Caro ingegnere, se la vita, l’universo e tutto quanto non si esauriscono nell’addizione a somma Nulla di fisica e materia, tempo ed energia, vale la pena combatterla fino in fondo e dire che le siamo vicini non è frase fatta.

    1. Fantasma di Flambeau

      PS. Mai fidarsi ciecamente di Google, IA e altre servizievoli diavolerie. A Como l’11-27 settembre 1927 si tenne il Congresso internazionale dei fisici, cui parteciparono tutti i grandi eccetto Einstein polemico verso il fascismo.
      La discussione su scienza e religione ebbe luogo al Congresso Solvay del mese successivo a Bruxelles, quello che lo spiritoso Einstein chiamò “witches’ Sabbath” e gli scribi posteri “la più alta concentrazione di intelligenza dopo il Big Bang”. Considerando il ruolo diretto o indiretto che ebbero quasi tutti, da madre radioattività Marie Curie al medesimo padre relatività, nello sviluppo delle armi-di-Fine-di-mondo, c’è da chiedersi se l’umorismo non fosse un oscuro scrutare dentro il più grande dei pentoloni.

      https://www.corriere.it/tecnologia/24_novembre_09/la-foto-piu-intelligente-della-storia-che-cosa-furono-le-conferenze-solvay-1f8abe40-7e3b-4369-889e-7ef389d14xlk.shtml

  2. poveri noi! il suo scritto è il segno che molto presto le nostre chiese saranno vuote.

  3. laura cadenasso

    manca il mio breve commento…pazienza. Comunque sia confermo la mia stima all’ ing. Amedeo Zerbini. Forza e coraggio. RESISTA

  4. Marco L altro

    Egregio ing zerbini i o meglio stilcuriale emeriti
    Mi fa piacere rivederti su questo blog e leggere le tue riflessioni dal profondo di una RSA non voluta né motivata , quando si è giovani e si hanno le forze si va dove si vuole e dove ti porta il cuore e la mente ma quando si è vecchi sono gli altri che ti cingono e ti portano dove tu non vuoi .Ma dalle tue parole noto la tua santa e ironica pazienza nel vivere questo stato.

    Un po’ di tempo fa scrivesti un articolo sulla intelligenza artificiale se non ricordo male parlavi che in fin dei conti è una cosa vecchia sin da quando sono usciti i primi pc anche se allora era qualcosa di semplice pertanto colgo l occasione di questo tuo ripresentarti sul blog per invitarti a scriverci qualcosa su questo argomento avendo apprezzato come tanti altri le tue qualificate conoscenze unite alle note di arguzia che non mancano mai nel tuo bel scrivere.

  5. Caro SE, la Tua riflessione e’ utilissima, aiuta a fissare in mente parole il cui significato profondo spesso sfugge perche’ coperto da migliaia di altre inutili . Continua a proporci le Tue riflessioni, leggendoTi possiamo sentirci vicini e edificarci a vicenda. Un fortissimo abbraccio in Cristo.

  6. Caro signor Zerbini,quando il corpo è oppresso,lo spirito si eleva e lei lo ha elevato a DIO, più in alto di così non si può.Grazie delle sue belle riflessioni e auguri sinceri,stia pur certo che DIO la ascolterà.

  7. Caro signor Zerbini,quando il corpo è oppresso,lo spirito si eleva e lei lo ha elevato a DIO, più in alto di così non si può.Grazie delle sue belle riflessioni e auguri sinceri,stia pur certo che DIO

  8. Veronica Cireneo

    Complimenti ingegner Zerbini per la lucidità mentale e spirituale che producono questi frutti buoni dai quali anche Darwin avrebbe da imparare qualcosa e più di una cosa. Continui a scrivere per noi che la leggiamo con interesse. Grazie. Saluti cari e un abbraccio

    Veronica Cireneo

  9. Carissimo,
    grazie per questa riflessione che torna all’Infinito Principio e non a caso scaturisce da una condizione di limitazione.

    Questo mi dà modo di condividere cristianamente la realtà secondo lo sguardo cattolico, kata hòlos, secondo l’intero.
    L’intero infatti non è una somma delle parti, ma integra tutte le parti nella loro relazione ordinata. L’integro è l’opposto del disintegrato.

    Chi ha creato tutto quello che esiste? Cristo.
    Senza questa rivelazione manca l’ambiente in cui ogni parte è secondo l’intero, dunque “pieno” e non vanità.
    Cristo è tutto in tutti (Colossesi 3).
    Ma “tutto in tutti” è l’intero, cioè più del semplice tutto.

    Allora l’essere insieme non è banalmente il fare un giro tondo tenendoci per mano, come vorrebbe recitare la favoletta dei filantropi un tanto al chilo.
    No: è che Cristo è il centro che permette lo sguardo sull’ambiente in cui ognuno è (bello o brutto, buono o cattivo: della realtà non si butta nulla).

    Cristo permette alla creatura capace di sguardo, di guardare l’ambiente in cui tutto sussiste. Senza Cristo si disintegra, lasciandoci nella vanità delle cose create.

    Cristo è tutto in tutti: tutto in ciascuno di coloro che insieme fanno i tutti.

    Allora non solo posso scriverle, ma vorrei esserle vicino, in questo poterci dire uniti, uno per l’altro, con il tutto in ciascuno. Secondo l’intero, cioè nello sguardo cattolico.

    Buona permanenza finchè starà lì, anche non di buon grado. Sarà più bello uscire, ma restando nell’Intero.

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