Aumento dei Decessi e Siero Anti-Covid. Dati Ufficiali Giapponesi Confermano il Legame. Slay News.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato da Slay News, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.

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I dati ufficiali giapponesi confermano che i “vaccini” anti-Covid hanno causato un peggioramento dell’aumento dei decessi

Japan Child Vaccine Official Data Excess Deaths

Mentre il Giappone continua a combattere contro una crisi di mortalità in aumento, i dati ufficiali del Paese hanno confermato che i “vaccini” a mRNA contro il Covid sono responsabili del devastante aumento dei tassi di mortalità per tutte le cause.

I dati ufficiali sono stati analizzati da due dei più importanti scienziati giapponesi.

Il dott. Yasuhiko Kamikubo del Chiba Cancer Center e il professor Atsushi Takahashi della Kibi International University hanno rivelato che i decessi in eccesso hanno continuato ad aumentare, anche molto tempo dopo la fine della pandemia.

Il loro nuovo commento da esperti rivela che l’attuale aumento della mortalità eccessiva è direttamente correlato al numero di “booster” di mRNA che vengono distribuiti al pubblico.

I dati mostrano che più iniezioni di “richiamo” vengono ricevute, più aumenta il tasso di mortalità.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista medica Jxiv.

Kamikubo e Takahashi rivelano dati inquietanti che collegano i “booster” dell’mRNA adattati da Omicron a un allarmante aumento della mortalità eccessiva in Giappone.

Secondo la loro analisi, le risposte immunitarie innescate da queste vaccinazioni stanno causando più danni che benefici, aggravando gli effetti negativi sulla salute osservati dall’inizio della campagna vaccinale.

Lo studio, che analizza le tendenze epidemiologiche e include riferimenti a studi meccanicistici chiave, sottolinea i rischi dell’imprinting immunitario e della tossicità della proteina spike come fattori significativi che contribuiscono al preoccupante aumento della mortalità associata ai vaccini.

Gli autori sostengono che, mentre i primi “vaccini” a mRNA basati sul ceppo originale di Wuhan erano considerati salvavita, i successivi richiami adattati all’Omicron sembrano causare un aumento dei tassi di mortalità, in particolare nelle aree rurali.

Le scoperte di Kamikubo e Takahashi evidenziano il ruolo cruciale delle discrepanze tra varianti specifiche nell’efficacia delle vaccinazioni genetiche.

Mentre la seconda e la terza dose dei vaccini di Wuhan erano già correlate a un aumento della mortalità in eccesso, sono la quinta e la sesta dose di richiamo adattata all’Omicron ad aver suscitato il maggior allarme.

Questi booster, progettati per colpire la variante Omicron, sembrano peggiorare le condizioni di salute innescando l’imprinting immunitario.

L’imprinting immunitario è un fenomeno per cui il sistema immunitario dell’organismo si “blocca” e risponde alla proteina spike originale del ceppo di Wuhan, anziché adattarsi a nuove varianti.

Secondo il commento, questa impronta immunitaria indebolisce la capacità dell’organismo di produrre anticorpi neutralizzanti efficaci contro le varianti Omicron in evoluzione, lasciando le proteine spike non legate in circolazione nell’organismo.

Queste proteine non legate, sostengono gli autori, possono contribuire a gravi eventi avversi, come miocardite , coaguli di sangue , arresti cardiaci , cancro e morti improvvise .

La scoperta sta ulteriormente aggravando i rischi già elevati associati alle dosi di richiamo.

I ricercatori sottolineano l’importanza di rivalutare le attuali strategie “vaccinazionali”.

 Essi sostengono che l’attuale approccio “taglia unica” alle dosi di richiamo potrebbe essere un errore critico, sostenendo invece piani di vaccinazione più personalizzati che tengano conto della storia immunitaria e delle risposte di ogni individuo.

Mentre i funzionari della sanità pubblica continuano a sostenere che i “vaccini” a mRNA hanno salvato vite umane, le scoperte di Kamikubo e Takahashi suggeriscono un compromesso mortale emerso con l’uso diffuso e continuo di ripetute iniezioni di “richiamo”.

La loro analisi evidenzia la necessità impellente di riprogettare gli antigeni e di adottare un approccio nuovo e più mirato alle future politiche vaccinali.

Gli autori chiedono di porre fine alla promozione di ulteriori “richiami” senza considerare i rischi che potrebbero comportare.

Il commento si conclude esortando le agenzie di sanità pubblica a integrare la storia immunologica di un individuo nelle loro raccomandazioni sui vaccini e a dare priorità a una farmacovigilanza rigorosa mentre questi “vaccini” adattati alle varianti continuano a essere distribuiti.

Gli autori avvertono che le prove provenienti dal Giappone dovrebbero servire da campanello d’allarme per le nazioni di tutto il mondo.

Evidenzia un modello di peggioramento degli esiti sanitari direttamente legato a questi “vaccini”.

Lo studio solleva seri interrogativi sulla sicurezza a lungo termine delle iniezioni di mRNA e mette in discussione la narrativa diffusa dalle autorità sanitarie.

Con l’aumento continuo della mortalità e la crescente complessità scientifica delle iniezioni di “richiamo”, è chiaro che i rischi devono essere esaminati attentamente.

Nel frattempo, un altro studio recente ha rivelato l’impressionante numero di morti in Giappone tra i “vaccinati”.

Come riportato da Slay News, una coalizione di base chiamata United Citizens for Stopping mRNA Vaccines ha pubblicato i dati sulle vaccinazioni di ben 21 milioni di cittadini giapponesi.

I documenti governativi sono stati ottenuti tramite richieste ai sensi del Freedom of Information Act (FOIA).

I registri includono le date di vaccinazione, i numeri dei lotti e i rapporti sui decessi post-vaccino.

I risultati sono a dir poco devastanti.

Analizzando i dati, il professor Murakami della Tokyo Science University ha scoperto uno schema coerente e allarmante.

 Il famoso scienziato ha confermato che un aumento dei decessi si è verificato tra i 90 e i 120 giorni dopo che i soggetti avevano ricevuto un’iniezione di mRNA.

Coloro che hanno ricevuto più dosi hanno visto picchi di mortalità più precoci, il che suggerisce una tossicità cumulativa e non incidenti isolati.

Murakami stima che in Giappone siano state uccise dalle “vaccinazioni” a mRNA tra 600.000 e 610.000 persone.

Questa cifra è inquietantemente in linea con le statistiche sull’eccesso di decessi in Giappone.

I funzionari della sanità pubblica dovrebbero prestare attenzione a questo avvertimento prima di proseguire lungo un percorso che potrebbe avere conseguenze devastanti per milioni di persone.

LEGGI DI PIÙ – I dati del settore assicurativo rivelano “5.000 decessi a settimana legati ai vaccini”

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3 commenti su “Aumento dei Decessi e Siero Anti-Covid. Dati Ufficiali Giapponesi Confermano il Legame. Slay News.”

  1. arrendersi all'evidenza

    Per non dimenticare: già su S.C. più di due anni fa.

    https://www.marcotosatti.com/2023/03/31/lallarme-di-un-oncologo-britannico-tumori-in-crescita-a-causa-del-siero/

    Ma guarda…

    Per ottenere un qualsiasi antibiotico, anche di quelli noti e usati da decenni, serve la prescrizione del medico, da mostrare al farmacista.

    Gli pseudovaccini a mRNA avrebbero richiesto la prescrizione del medico, da esibire.
    Invece -in fase sperimentale- hanno fatto firmare al somministrato di essere al corrente “di tutto” quando nè lui nè chi somministrava ne sapeva quasi nulla.

I commenti sono chiusi.

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