Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione due elementi sul “caso” della russofobia. Buona lettura e diffusione.
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Per rinfrescare la memoria:
https://www.youtube.com/watch?v=CPzfsrBb7fk&authuser=0
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Il primo è questo commento di Marco Travaglio pubblicato da Infosannio, che ringraziamo per la cortesia:
Russofobi col broncio
Scandalo, orrore, raccapriccio: il ministero degli Esteri russo copia i migliori quotidiani italiani e pubblica una lista di proscrizione con gli “esempi di russofobia”, fra cui alcune perle di Mattarella, Crosetto e Tajani. Il quale convoca l’ambasciatore Paramonov per chiedere “spiegazioni”. Noi vorremmo essere una mosca o – se mosca è troppo russofilo – una zanzara, per assistere allo storico incontro. Tajani redarguisce da par suo il diplomatico russo: “Come vi permettete di darci dei russofobi?”. E quello se la ride: “Pensavamo che per voi l’aggettivo russofobo non fosse un insulto, ma un complimento”. Poi consegna al presunto ministro un paio di volumi della Treccani con la lista degli episodi di russofobia promossi o istigati o tollerati dai governi Draghi e Meloni col consenso o nel silenzio di Mattarella: direttori d’orchestra, artisti, intellettuali e sportivi cacciati-discriminati-perseguitati-insultati in quanto russi, balletti russi banditi dai teatri, corsi universitari su Dostoevskij sospesi, partnership scientifiche fra atenei italiani e russi cancellate, liste di proscrizione contro giornalisti russi e analisti italiani spacciati per putiniani e trascinati al Copasir e/o radiati dalle tv, vagonate di armi inviate all’Ucraina per “sconfiggere la Russia”, mega-piani di riarmo per l’auspicata guerra alla Russia. E, a mo’ di dedica, la lectio magistralis di Mattarella a Marsiglia che l’anno scorso paragonò la Russia attuale al Terzo Reich di Hitler, sconfitto soprattutto grazie al sacrificio dell’Unione Sovietica con 28 milioni di morti.
Tutte cose che parrebbero eccessive anche se fossimo in guerra con la Russia e risultano vieppiù incomprensibili in assenza di dichiarazioni di guerra di Roma a Mosca o viceversa. Anche perché chi le ha volute o avallate denuncia, giustamente, la peste gemella della russofobia: l’antisemitismo di chi confonde il governo israeliano col popolo ebraico. Ieri Mattarella ha attaccato l’“angosciosa postura aggressiva della Russia in Ucraina, un macigno sull’Europa” e poi i morti e la fame a Gaza, solo che lì non ha evocato né angosciose posture aggressive né macigni: ha deplorato, giustamente, la “diffusa tendenza alla contrapposizione irriducibile, alla intolleranza per le opinioni diverse dalle proprie, al rifugio in slogan superficiali e pregiudizi tra cui riaffiora gravissimo l’antisemitismo, che si alimenta anche di stupidità”. Ma lo stesso si può dire della russofobia di chi paragona ai nazisti i russi che li sconfissero, o esclude la Russia dalle celebrazioni per la liberazione di Auschwitz a opera della Russia, mentre finanzia e arma il battaglione Azov e altre nazi-milizie ucraine. Questi russofobi sono proprio dei bei tipi: se li chiami per nome, anziché appuntarsi al petto la sudata medaglia, si offendono.
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E il secondo è un post di Lavinia Marchetti, a cui va il nostro grazie:



6 commenti su “Russofobia. Politici, ci Siete o ci Fate? Ecco perché sempre meno Persone Vanno a Votare.”
VERISSIMO 28.000.000 di morti, sono tanti, sono più degli italiani in Italia, sono più della shoah.
Quando l’ipocrisia prende il posto della verità l’uomo ha perso se stesso
errata corrige: sono più della metà degli italiani…
Non ti curar di lor, ma guarda e passa.
Ovvero, scansa e passa oltre, senza troppo osservare, per non provare disgusto, come fai quando incocci il ricordino lasciato sul marciapiede dal cane di un proprietario ineducato.
Per amor di verità, anzi di ricostruzione storica, sostituirei “URSS” con “Russia”. Non credo sia differenza di poco conto. Quanto alla seconda guerra mondiale erano due totalitarismi che si combattevano e non è facile stabilire astrattamente quale dei due fosse il più crudele. Ricordo che Solgenitsin in “Arcipelago Gulag” descrive la difficile scelta tra la patria che gli ha dato i natali ed il comunismo che aveva ucciso ovvero condotto alla miseria ed alla disperazione molti milioni dei suoi connazionali.
PS Complimenti al titolare del blog per la qualità di questi articoli.
VOMITEVOLI
Sì,
10 volte vomitevoli!
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