Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Cinzia Notaro, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questa intervista con il dott. Stefano Montanari. Buona lettura e diffusione.
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“SCIENZAH O SCIENZA” ?
Un libro edito dal “Punto d’ Incontro”, scritto dal dott. Stefano Montanari, laureato in Farmacia negli anni 70 con una tesi in Microchimica, impegnato nella ricerca applicata in Medicina, autore di diversi brevetti nel campo della cardiochirurgia, della chirurgia vascolare , della pneumologia, progettista di sistemi e apparecchiature per l’elettrofisiologia.Dal 1979 collabora a numerose ricerche sui biomateriali con la sua consorte dott.ssa Antonietta Gatti, bioingegnere, una tra gli scienziati più famosi al mondo, che ha ricevuto nel 2023 il Premio Internazionale “Caterina da Siena Humanity Award”. Dal 2004 è Direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostic di Modena ; docente in diversi master nazionali ed internazionali, divulgatore scientifico nel campo delle nanopatologie.
Dott. Montanari cosa s’intende esattamente per scienza? E cosa la distingue dalla Scienzah?
La cosa è molto semplice. Scienza, dal latino scio, cioè, io so, è ciò che si sa per certo. Le sue caratteristiche fondamentali sono la dimostrazione, la ripetibilità e la prevedibilità. In breve, quello che etichetto come scienza deve essere dimostrato non solo razionalmente, ma in modo empirico, vale a dire praticamente. L’altro parametro ineludibile è l’essere ripetibile, il che significa che, quando ci si trova in determinate condizioni che in linguaggio scientifico si chiamano condizioni di contorno, il fenomeno deve ripetersi sempre uguale. Il terzo punto è quello della prevedibilità. Questo significa che, stanti le condizioni di contorno necessarie, io posso prevedere senza errore che cosa accadrà secondo quel fenomeno. Per semplificare: io conosco il dato dell’accelerazione di gravità, che è 9,81 metri per secondo quadrato. In base a questa conoscenza, io posso prevedere senza errore quanto tempo impiegherà un oggetto lasciato cadere da un’altezza nota a toccare terra. Ma c’è un quarto pilastro, ed è quello della cosiddetta falsificabilità, un termine tradotto forse maluccio dal tedesco dell’epistemologo Karl Popper a significare che chi pretende di aver scoperto qualcosa deve necessariamente sottoporsi al fuoco di fila delle contestazioni. Qui lo scopritore avrà tre possibilità: la prima è che lo scienziato o presunto tale risponde in modo esauriente a tutte le domande. In quel caso, la tesi avrà a buon diritto l’etichetta di scientificità. La seconda possibilità è il non essere capace di rispondere, e questo sancirà la negazione dell’etichetta. L’ultima possibilità è rispondere solo in parte e, allora, ci sarà ancora da lavorare sull’argomento. Va da sé che chi rifiuta il confronto ha perso la partita e, nella migliore delle ipotesi, sarà solo un illuso. Non è raro, però, che chi rifiuta il confronto non sia solo un illuso ma sia altro.
Applicare il metodo scientifico alla Medicina significherebbe considerarla una scienza con i propri dogmi ?
La scienza non ha dogmi. I dogmi sono propri della religione e ne sono una caratteristica su cui è ozioso intrattenersi, e sono propri della dittatura, da qualunque punto di osservazione la si guardi. La Medicina non ha nessuna delle caratteristiche della scienza, e la cosa è constatabile da chiunque. Noi siamo a conoscenza dell’esistenza di migliaia di patologie di cui ignoriamo la causa e, addirittura, non sono pochi i meccanismi fisiologici e fisio-patologici di cui sappiamo poco, pochissimo o, di fatto, nulla. Poi, stante la complicazione caratteristica dell’essere umano, la ripetibilità del risultato di un atto medico non la può garantire nessuno, e basta provare a pretendere da un medico o da un chirurgo che garantisca un determinato esito a seguito di una terapia. In terzo luogo, e in qualche modo in collegamento con il parametro precedente, in Medicina la prevedibilità dei risultati è limitata. L’effetto paradosso, per esempio, cioè, per un farmaco, l’effetto opposto a quello atteso o sperato, è qualcosa di ampiamente noto. Le reazioni allergiche, spesso imprevedibili, sono un altro punto che dimostra uno dei limiti scientifici della Medicina. Ma ci sarebbe molto altro da aggiungere. Quindi, il medico si basa su dati statistici che, detto fra parentesi, sono in larga misura influenzabili. Da ultimo, e questo in modo quanto mai evidente oggi, di norma i medici si sottraggono al confronto, con questo decretando la loro sconfitta scientifica. Insomma, chi parla di scienza in Medicina non sa che cosa dice.
La scienza quindi non è un atto di fede, ma deve attestare in modo empirico le sue scoperte ?
L’atto di fede fa parte della religione ed è estraneo alla scienza.
Lei spiega che il farmaco è un medicinale e al contempo un veleno. Perchè l’uomo dopo millenni ha abbandonato i rimedi naturali che curavano le cause, per passare a farmaci ( che alleviano solo i sintomi ) e per di più risultano essere tossici e/o potenzialmente fatali ?
È sufficiente rifarsi all’etimologia della parola: in greco antico farmaco (φάρμακον), significava tanto medicinale quanto veleno. Occorre sapere che nessun farmaco, ma proprio nessuno, è privo di effetti collaterali potenzialmente avversi. Quindi, quando si assume un medicinale, è indispensabile mettere su un piatto della bilancia l’effetto che si spera di ottenere, e sull’altro la potenzialità del danno che se ne può ricavare. Molto più spesso di quanto non si creda gli effetti negativi superano, e non di poco, gli effetti sperati. Ciò che accade, come ho detto, è che il medico deve per forza di cose affidarsi ad una specie di statistica, e la statistica è tanto meno imprecisa quanto più alto è il numero di dati su cui si lavora. In Medicina i dati devono essere non solo numerosissimi, stante anche la ragguardevole differenza che corre tra individuo e individuo, ma situati in tempi lunghissimi. Questo perché ci sono non pochi effetti che si avverano dopo anni dalle somministrazioni e, addirittura, danni che si ripercuotono sulle generazioni future. E qui l’elenco non sarebbe breve. Per questo, parlando in generale, il farmaco naturale è molto più affidabile rispetto a quello di sintesi. Tanto per fare un esempio, delle piante medicinali noi abbiamo esperienze che spesso sono plurimillenarie, mentre del prodotto di sintesi, di fatto, sappiamo poco o nulla al di là di ciò che afferma il venditore. Basterebbe ripercorrere i disastri provocati da medicinali sintetici, disastri non di rado minimizzati o nascosti, per rendersi conto di questa ovvietà. Non dico niente di nuovo se affermo che gl’interessi economici e, in qualche modo, di potere che caratterizzano le case farmaceutiche hanno distorto non solo la capacità raziocinante di miliardi di esseri umani, ma, addirittura, la percezione della scienza.
Auspica una medicina libera dal dominio delle lobby farmaceutiche ?
Le case farmaceutiche operano in palese conflitto d’interesse. Se si vuole continuare ad ottenere i guadagni enormi che sono caratteristici di quell’industria, è indispensabile non guarire, ma rendere cronica la malattia, allungando il più possibile la vita del malato. Con questo lo si illude di stare ottenendo un miglioramento, ma, in effetti, lo si trasforma in una fonte cronica di reddito.
Come nasce la medicina ufficiale farmaco-dipendente ?
Con i loro guadagni immensi le case farmaceutiche possono comprare i mezzi di comunicazione e perfino ottenere cattedre universitarie. Sulla politica, preferisco tacere: ognuno valuti da sé. Quello che è certo è che, al di là del potere, il giro di denaro che ruota intorno ai farmaci è sconfinato, e con quello si arriva quasi ovunque.
AIFA, EMEA si occupano di valutare, supervisionare e controllare tutti i medicinali all’interno dell’Unione europea. Chi controlla i controllori?
Se vuole da me un’opinione da addetto ai lavori, le posso dire che i controlli sono, a dir poco, insufficienti. Noi abbiamo una quantità enorme di immagini di microscopia elettronica riguardanti l’analisi di tantissimi farmaci inquinati in modo inequivocabile. Come i controllori non se ne accorgano è una domanda alla quale chiunque può rispondere.
Condivide questa espressione di un noto filosofo settecentesco : ” I medici sono persone che prescrivono medicine, delle quali sanno poco, per malattie delle quali sanno ancor meno, che colpiscono individui dei quali non sanno nulla”?
La condivido in pieno, pur con le debite eccezioni che, fortunatamente, esistono. Spesso, però, quelle eccezioni pagano carissimo la loro posizione di medici veri.
La scienza può essere vista come un mezzo straordinario per svelare i segreti della natura ?
Lo scienziato ha come compito quello di rubare i segreti della natura. Poi, però, deve sapere che la natura non modifica il proprio comportamento per accontentare interessi e capricci dell’Homo sapiens.
Sostiene che è pura illusione cambiare la chimica, la fisica, la fisiologia , in quanto nessuno potrà mai sfidare le leggi della natura. Non sarà perchè c’è una logica precisa appartenente ad una intelligenza superiore e cioè a Colui che ha fatto il mondo ?
Io non ho idea di che cosa governi l’universo e, scientificamente, nessuno lo sa davvero dimostrandolo secondo le regole della scienza che sono insufficienti in queto caso. Ciò che sappiamo per certo è che le leggi naturali sono impossibili da modificare, e solo un ingenuo può presumere di farlo.
Le scoperte scientifiche proverebbero dunque in base a questa logica rigorosa che non siamo figli del caos ?
Nessuna scoperta scientifica prova una cosa del genere. A questo punto, è indispensabile fare chiarezza. Scienza e religione non hanno reciprocamente a che fare, e tutti i filosofi che hanno tentato collegamenti hanno fallito in modo più o meno dignitoso, e chi ci riprova perde tempo. Ognuno ha titolo di prestare fede al credo che preferisce, e su questo non possono esserci discussioni, ma non si faccia confusione. Ci sono scienziati credenti che appartengono a religioni diverse, e questo è del tutto legittimo. Ma non si mescolino ingredienti incompatibili.
In altri passi del testo si legge che :”Se si volesse, molte ferite inferte al Pianeta si potrebbero rappezzare. In quale modo ?
Semplicemente facendo come fanno tutti gli esseri viventi inquilini di questo pianeta: ubbidendo alla natura, Francis Bacon o, italianizzato, Francesco Bacone, filosofo dell’Inghilterra elisabettiana, diceva che la natura si domina solo obbedendole. E noi, nella nostra stupida presunzione, pretendiamo di dominarla violentandola.
Cibo sano, non industriale e a chilometro zero, polveri cattive, nascita della nanopatologia , alcuni degli altri argomenti affrontati nella sua pubblicazione. Vorrebbe farne un breve accenno ?
Il libro è dedicato a tutti. È scritto in modo scorrevole e comprensibile a chiunque, è del tutto oggettivo, e, mi auguro, invita chi lo legge a usare la propria capacità raziocinante. Nell sue pagine ci sono esempi che rendono ancora più immediata la comprensione di che cosa è scienza e che cosa scienza non è. Del tutto in contemporanea è uscito un libro di mia moglie e mio intitolato Introduction to Nanopathology. Lo abbiamo scritto su richiesta dell’editore inglese Cambridge Scholars Publishing (https://www.cambridgescholars.com/product/978-1-0364-4658-1) ed è dedicato in prima istanza agli studenti di quell’università. Ma chiunque può trarne informazioni, così come testimoniato da non pochi scienziati che l’hanno già letto.
Cosa dovrebbe aver appreso la signora Maria che simbolicamente rappresenta il lettore a cui viene dedicato il suo prezioso lavoro, per orientarsi con buonsenso nei meandri del pensiero unico ?
La signora Maria, di fatto tutti noi, è il bersaglio più appetitoso per chi ha interesse ad impadronirsi del mondo. Io ho scritto il libro solo per far vedere alla signora Maria come stanno tanti fatti gabellati per scientifici. Come ho già detto, tutto ciò che ho scritto è oggettivo e controllabile. Io non devo convincere nessuno, ma mi pare onesto mettere tutti in condizione di poter scegliere, perché, se non si conoscono i termini della scelta, la scelta non c’è. Questo è il fondamento di qualcosa che si chiama libertà.
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2 commenti su “Scienza, o Scienzah? Cinzia Notaro Intervista Stefano Montanari.”
Come sempre impeccabile e chiarissimo il dott. Montanari. Con un solo termine si può descrivere il mondo tratteggiato dal dottore: ONESTÀ. Purtroppo se ne vede sempre meno. E dove ci sono di mezzo i soldi…. beh, meglio ridere.
Perfetto ! Grazie.
Spero che lo leggano in molti compresi quelli che sanno tutto di niente e quelli che sanno niente di tutto.
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