Argentina Patetica di Milei: Colonia Agricola del Gangsterismo Yankee. Josè Arturo Quarracino.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae José Arturo Quarracino, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste amare riflessioni sul governo del suo Paese. Buona lettura e condivisione.

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La patetica Argentina di Javier Milei: una colonia agricola del gangsterismo imperialista yankee

 

Paradossalmente, il presidente argentino Milei esalta la libertà come valore politico supremo e promuove lo slogan “La libertà avanza” per il suo partito, ma in pratica si comporta come un lacchè o uno schiavo servile nei confronti del presidente degli Stati Uniti e del cowboy che ora invia come ambasciatore in Argentina. Con questo atteggiamento, il presidente argentino mostra una delle peggiori caratteristiche delle persone mediocri e vigliacche: si comporta in modo duro e presuntuoso con i deboli, con una particolare predilezione per le donne, ma di fronte ai potenti si tira indietro e abbassa la testa.  

 1. Nella sua prima presidenza, dal 2016 al 2020, Donald J. Trump ha guidato un’amministrazione dignitosa e coraggiosa, che tra i suoi attributi si è dimostrata patriottica, pacifica ed esemplarmente pro-life, in gran parte estranea e contraria alle politiche progressiste attuate dall’amministrazione democratica di Barack Obama e alle strategie globaliste dello Stato profondo americano.

Il suo primo grande successo fu la sconfitta dell’agente della Casa Rothschild negli Stati Uniti, la perversa Hillary Clinton, alle elezioni del 2015. Quasi nessuno aveva previsto la sua sconfitta, ma se avesse trionfato, sarebbe stata l’impresa più barbara e crudele che si potesse immaginare, non solo per gli Stati Uniti, ma anche per il mondo intero.

Il suo secondo grande merito è stato quello di aver attuato con fermezza molte politiche pro-life e a favore della vita umana nascente, nonostante la tenace e costante opposizione della putrida corrente progressista episcopale nordamericana, con personaggi promossi e sostenuti dal pontefice argentino Jorge Mario Bergoglio, complici delle politiche antinataliste, genocide e perverse applicate dalla deplorevole amministrazione globalista e criminale di Barack Obama, ipocritamente insignito del premio Nobel per la pace nel 2009, che non gli ha impedito di governare per due periodi senza un solo giorno senza guerra[1].

Un terzo merito, poco riconosciuto, è stato quello di aver promosso e riscattato il contributo dell’identità e della cultura cattolica ispanica per l’edificazione e l’affermazione della comunità americana, firmando il 9 luglio 2020 l’ Ordine Esecutivo sulla White House Hispanic Prosperity Initiative [2] .

Un quarto merito, degno di essere sottolineato, è il sostegno che Donald J. Trump ha ricevuto dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò nel corso dell’anno 2020, in due dichiarazioni in cui l’insigne presule ha sottolineato il coraggio e la bravura con cui l’allora presidente americano aveva affrontato le perverse politiche democratiche attuate dal suo predecessore[3]. Sostegno che si è manifestato anche nell’ultima competizione elettorale e nel suo trionfo su Kamala Harris[4] e nel suo insediamento presidenziale nel gennaio di quest’anno.

 

2. Ma sfortunatamente, nella sua attuale amministrazione, Donald Trump si è completamente trasformato, al punto da rappresentare una perversa caricatura di se stesso. Dal suo totale, assoluto e incondizionato sostegno alla politica genocida portata avanti dal diabolico e sinistro primo ministro israeliano, un uomo satanico se mai ce n’è stato uno, al suo delirio di deportare la popolazione palestinese sopravvissuta nella Striscia di Gaza per realizzare un progetto immobiliare plutocratico, al sostegno con armi militari al sinistro agente di George Soros in Ucraina, dopo aver promesso durante la sua campagna elettorale che avrebbe risolto il conflitto russo-ucraino in un giorno. E al culmine della sua attuale arroganza e della sua violenza da gangster, ha appena dato luce verde al massacro e all’assassinio del gruppo Hamas, di cui vi sono solidi e forti indizi del suo legame, persino finanziario, con il sinistro impostore israeliano[5].

Per non parlare della resa in difesa della vita umana nascente, contraria alla sua prima presidenza. Come hanno affermato diversi giornalisti americani (noti giornalisti e in alcuni casi amici del presidente) tra gennaio e febbraio di quest’anno, alla presenza dell’autore di queste righe, Donald J. Trump era favorevole all’aborto prima della sua prima presidenza; durante la sua presidenza, era chiaramente pro-life. Tuttavia, negli ultimi anni, ha deciso di essere “pro-choice”, cioè riconosce il “diritto” all’aborto a chiunque scelga di farlo, rifiutando così di sanzionare a livello nazionale una legge federale che proibisce l’omicidio prenatale. La parabola seguita dal magnate presidente è impressionante e curiosa. È molto probabile che questa ritirata sia dovuta alla sua alleanza – ormai del tutto chiara e visibile – con il potere finanziario globalista anglo-americano, il cui volto visibile sono BlackRock e Vanguard[6].

In termini generali, la prima presidenza di Donald J. Trump è stata quella di uno statista sobrio ed equilibrato, nemico dei conflitti politico-ideologici che dissolvono ogni comunità nazionale, sostenitore della difesa della sovranità nazionale dei popoli contro un globalismo culturale dissolvibile e, in molti casi, apolide.

Ma in questa seconda fase, nei suoi primi mesi di mandato, il presidente statunitense si è dimostrato provocatorio, imprevedibile, arrogante, incline a creare conflitti, anche etnici e razziali, con atteggiamenti imperialisti provocatori e violenti in politica estera, compresi quelli lanciati contro l’Argentina, con la nomina di un nuovo ambasciatore statunitense nel Paese, il medico cubano-americano Peter Lamelas.

 

3. Nella sua presentazione al Senato degli Stati Uniti il 23 luglio, per spiegare quale sarebbe stata la sua missione in Argentina come rappresentante diplomatico, questo singolare personaggio rooseveltiano, caricaturale e originale, ha dichiarato chiaramente ed esplicitamente che il suo ruolo sarebbe stato quello di “incontrare ciascuno dei 23 governatori argentini” per “sradicare la corruzione” che potrebbe sorgere se stabilissero “relazioni commerciali con la Cina”, motivo per cui intende “monitorare l’operato dei governatori argentini”. Senza alcun velo, questo arrogante gangster cubano intende agire come delegato del presidente degli Stati Uniti presso coloro che entrambi considerano suoi sudditi o dirigenti sudamericani, per proteggere gli interessi statunitensi nei confronti della Cina nella regione. Ambasciatore o interveniente del governo argentino? Naturalmente, il presidente Milei non ha nemmeno aperto bocca, come fa di solito e servilmente di fronte agli arroganti e ai potenti. Tutto per una manciata di dollari.

Ma ha anche dichiarato che la sua missione è quella di “sostenere il governo del presidente Milei”, soprattutto nelle imminenti elezioni argentine per rinnovare parzialmente la legislatura nazionale, interferendo direttamente e superando i limiti del suo ufficio, come se fosse solo un altro argentino, o come se l’Argentina non fosse una nazione sovrana ma una fattoria o un’azienda del presidente americano[7].

Vale la pena chiedersi quale sarebbe l’atteggiamento del presidente degli Stati Uniti se l’attuale ambasciatore argentino – un amico ottuso e mediocre del presidente Milei – facesse lo stesso negli Stati Uniti, per fare pressione sui governatori statunitensi a favore degli interessi argentini. Senza dubbio, l’ambasciatore rientrerebbe nel Paese entro 24 ore, ma non con un volo commerciale, bensì direttamente e senza interruzioni dovute al calcio nel sedere che riceverebbe per essere fuori dal mondo e senza cervello. 

 

José Arturo Quarracino

28 luglio 2025


[3] Lettera aperta al presidente Trump dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, 7 giugno 2020, su https://elblogdelbuenamor.com/carta-de-mons-vigano-al-presidente-donald-j-trump/ e Seconda lettera al presidente Donald Trump, 25 ottobre 2020, su https://www.marcotosatti.com/2020/10/31/vigano-a-trump-hay-un-plan-global-contra-dios-y-el-hombre/ , rispettivamente.

[4]  Cfr. nella Lettera aperta ai cattolici americani in vista delle elezioni presidenziali , su https://www.marcotosatti.com/2024/10/23/carta-abierta-del-arzobispo-cmva-los-catolicos-estadounidenses-trump-es-la-libertad-harris-es-la-dictadura/ e nel “Te Deum” dell’Arcivescovo Viganò per il trionfo di Donald Trump in “X”. Dio benedica gli Stati Uniti, su https://www.marcotosatti.com/2024/11/07/el-te-deum-del-arzobispo-vigano-por-el-triunfo-de-donald-trump-en-x-dios-bendiga-a-estados-unidos/ .

[5] Diversi file con dettagli sul collegamento possono essere consultati nell’articolo Come Netanyahu ha finanziato Hamas il 7 ottobre e ora la creazione di un gruppo simile a ISIS in G4z4, 14 giugno 2025, pubblicato su https://www.marcotosatti.com/2025/06/14/como-netanyahu-financio-a-hamas-el-7-de-octubre-y-ahora-la-creacion-de-un-grupo-similar-al-isis-en-g4z4/ . È anche interessante leggere l’articolo Come Israele ha aiutato a generare Hamas , scritto da Andrew Higgins e pubblicato il 24 gennaio 2009 sul The Wall Street Journal, e ripubblicato il 24 ottobre 2023 su https://www.marcotosatti.com/2023/10/24/como-israel-contribuyo-a-generar-a-hamas-wall-street-journal/ .

Vale la pena notare che il presidente argentino Javier Gerardo Milei ha contemporaneamente appoggiato questo atteggiamento abominevole e infame nei confronti della popolazione palestinese che vive da anni nella Striscia di Gaza, sottoposta negli ultimi mesi a una carestia atroce attuata come politica di Stato dalle vergognose persone che attualmente governano Israele.

[6] In questo senso, è importante tenere conto dell’analisi di Alessandro Volpi in merito alla sottomissione del presidente americano agli interessi e agli obiettivi strategici e commerciali del fondo di investimento BlackRock. In https://www.marcotosatti.com/2025/07/26/los-acuerdos-comerciales-los-esloganes-y-la-sumision-de-trump-a-los-tres-grandes-alessandro-volpi/ .

[7] Vedi https://www.perfil.com/noticias/columnistas/lamelas-el-aguafiestas-por-carlos-burgueno.phtml .

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