Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, Benedetta De Vito, a cui va il nostro grazie davvero sincero, offre alla vostra attenzione queste riflessioni su Maria Antonietta, la Rivoluzione di allora, e la malvagità di sempre. Buona lettura e condivisione.
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Tanti, anzi tantissimi anni orsono, nel piano di studio previsto per chi, come me, si voleva prendere la laurea in lettere (io in lingue e letterature straniere moderne) doveva esserci almeno un esame di storia. Ed ecco perché mi ritrovai a dare, nel settembre del mio primo anno alla Sapienza, l’esame di Storia moderna con il professor V.V. e a tornare quindi a studiare l’odiosa (per me) rivoluzione francese (scrivo in minuscolo perché si capisca tutto il mio disprezzo).
Già ai tempi del liceo, ignara e inconsapevole e senza sapere bene perché, parteggiavo col cuore per Maria Antonietta e per Luigi XVI, e lo stesso fu, già un poco più consapevole, nei penosi giorni trascorsi sui libri universitari a leggere l’elogio del sanguinario Marat, del traditore Lafayette, del crapulone Danton e di tutta la orrida compagnia giacobina dagli stravaganti nomi (per darsi un tono) di montagnardi, pianura, girondini e vattelapesca.
Bene, grazie a un libro bello, scritto da Charles Duke Yonge (consigliatissimo!) che racconta la vita di Maria Antonietta ho tirato un sospirone di sollievo: allora avevo ragione io! Erano soltanto una ciurmaglia di fuorilegge! Yonge lo racconta molto bene, entrando nel dettaglio di questo, quello e quell’altro. Ma cominciamo daccapo. Dopo i primi capitoli in cui Maria Antonietta, da Vienna, giunge quattordicenne (sì era una bambina in pratica) a Versailles, tutta cuore e Gesù, eccomi pian piano riprecipitare in quei giorni di tradimenti, bassezze, sangue e di orrore. Leggo e piango.
E non è solo questo. Il fatto è che la rivoluzione francese continua a essere, nel nostro mondo al contrario, un mito positivo… mmmma non lo è! Bisognerebbe dire la verità, che cioè la rivoluzione è stata una mattanza vergognosa, disumana e senza senso, che i rivoluzionari erano anche peggio dei nobili, che i francesi, durante la loro rivoluzione hanno dato il peggio di sé, mostrando che cosa può accadere quando il diavolo in persona s’impossessa delle menti e indurisce i cuori degli uomini…
Non Grande Storia, ma storia ignobile, che bisognerebbe studiare sì, ma come lezione perché non accada mai più… La rivoluzione francese è sentina di tutti i vizi umani: è l’elogio dell’invidia, la vendetta fatta legge, il sangue degli innocenti sparso in sacrificio a Moloch, lui sì il vero leader occulto della strage.
E poi tranelli, calunnie, malvagità di ogni tipo. Altroché le coccarde, il tricolore e l’allonsenfants! Eroismo un piffero!
E Maria Antonietta, piccola grande Regina, della quale sentivo parlare con sufficienza da tutti i “professori”, splende giovanissima come era, per coraggio e dolcezza e piena di carità cristiana! Quando già alle Tuileries tentavano di avvelenarla, istigati da Marat, uno tra i più sanguinari de gruppo, lei disse alla sua dama di compagnia: “Non mi uccideranno con il veleno, ma con la calunnia”.
E così è stato, calunnie su calunnie nei tanti libelli di bugie dei “rivoluzionari”. Pensate, Maria Antonietta divenne regina a diciannove anni! Eppure seppe governare e quasi guidare il Re, anche grazie alle tirate d’orecchie di sua mamma Maria Teresa d’Austria e di altri buoni consiglieri. Provate a pensare sul trono una qualunque teenager di oggi tutta tiktok e isoladeifamosi…
Chiudo gli occhi e che strano mi par che i frutti dell’odio di allora siano ancora vivi nel mondo del caos di oggi.
Basta pensare a pochi anni fa, quando i vaccinisti sputavano veleno e odio contro i no vax (e io tra loro) e se ci fosse stata la pena di morte, chissà, perché la morte la auguravano eccome…
Ci vuol poco a ricascare nell’errore, penso, e il mio ricordo, per sdrammatizzare e chiudere in bellezza, vola a un giorno del giurassico quando, sempre alla Sapienza, mi fu impedito di entrare da un picchetto di comunisti (tutti fuoricorso, secondo la me di allora).
Dissi al barbuto in eskimo: “No so tu, ma io voglio laurearmi presto e devo salire a vedere la data dell’esame di letteratura italiana. Fammi passare per piacere”.
Stralunato, lui, il picchettatore, si scansò. E passai. Salii le scale bianche dell’Università che era nata Pontificia, sentendomi un poco come Maria Antonietta…
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3 commenti su “Maria Antonietta, la rivoluzione, le Calunnie e l’Odio dei Vaccinisti. Benedetta De Vito.”
Ho visto di recente un ottimo docudrama (si dice così, scusate) su Rai Storia proprio su Maria Antonietta, con sottotitolo “La storia vera”. Mi ha colpito per una certa accuratezza e per aver mostrato molte delle cose che l’autrice ha richiamato, in particolare l’odio dilagante ed il livello insopportabile delle calunnie riversate sulla giovane regina, la possessione diabolica della folla, spaventosa e pervertita. Mi sono rimasti lo stesso dolore e la stessa compassione provati da Benedetta. Vale la pena ricercare questo filmato su Rai Click, da unire alla lettura del libro di Yonge.
Per tornare al carattere satanico dell’89, è senz’altro da ricordare come il 17 giugno del 1689 Santa Margherita Maria Alacoque ricevette da Nostro Signore Gesù Cristo il Suo desiderio di consacrazione della Francia al Suo Sacro Cuore da parte di Luigi XIV, desiderio tragicamente non esaudito neanche dai successori. Esattamente 100 anni dopo, il 17 giugno 1789, il Terzo Stato si proclamava Assemblea Nazionale. Era l’inizio di un’era anticristica che non ha ancora raggiunto il suo orribile apice.
https://lanuovabq.it/it/burioni-insulta-i-danneggiati-da-vaccino-malati-mentali
Sputano, insultano e odiano ancora.
Ma vaccinofori ben guardati da vaccinarsi!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
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