Scienziati di Stanford: il Siero anti-Covid Provoca un Aumento delle Malattie Oculari. Slay News.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato da Slay News, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e condivisione.

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Gli scienziati di Stanford collegano l’aumento delle malattie oculari tiroidee ai vaccini contro il Covid

Covid Vaccine Thyroid Eye Disease Study

Un gruppo di importanti scienziati americani ha scoperto prove che collegano i “vaccini” a mRNA contro il Covid all’aumento delle segnalazioni di patologie oculari tiroidee (TED), un disturbo allarmante che porta alla cecità.

La TED, nota anche come oftalmopatia di Graves , provoca la fuoriuscita degli occhi dalle orbite a causa di un grave gonfiore dei muscoli.

Gli occhi diventano iniettati di sangue e incrociati, provocando visione doppia e, nei casi più gravi, perdita totale della vista.

Causa infiammazione e gonfiore dei muscoli oculari, delle palpebre, delle ghiandole lacrimali e dei tessuti adiposi dietro gli occhi.

I pazienti si accorgono per la prima volta della condizione quando cominciano a manifestare i primi sintomi, come occhi sporgenti, secchi o lacrimanti.

Negli ultimi anni, i casi di TED sono inspiegabilmente aumentati, suscitando preoccupazione nella comunità medica.

Tuttavia, un nuovo studio ha appena collegato l’aumento delle segnalazioni alla campagna di “vaccinazione” di massa contro il Covid.

Lo studio è stato condotto da un team di scienziati della Stanford University, guidato dalla Dott.ssa Andrea L. Kossler, in collaborazione con il Dott. Linus Amarikwa del Dipartimento di Oftalmologia del Truhlsen Eye Institute presso l’University of Nebraska Medical Center.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Canadian Journal of Ophthalmology.

Lo studio sensazionale getta nuova luce sui rischi posti dalle iniezioni di mRNA per il Covid, in particolare per i soggetti con ipertiroidismo preesistente.

Il team di ricerca ha utilizzato la rete di cartelle cliniche elettroniche TriNetX per analizzare 373.909 pazienti affetti da ipertiroidismo e senza precedente diagnosi di TED.

L’ipertiroidismo è una condizione già associata a un rischio aumentato di TED.

I risultati rivelano che la “vaccinazione” a mRNA aumenta significativamente la probabilità di insorgenza di TED, scatenando urgenti richieste di ulteriori indagini e vigilanza clinica.

Secondo lo studio, il rischio di insorgenza di TED aumenta drasticamente dopo che ai soggetti è stata somministrata un’iniezione di mRNA.

Dopo aver controllato variabili quali età, sesso e altre condizioni di salute tramite il propensity score matching, hanno ridotto il set di dati a 69.378 pazienti in ciascuna coorte di confronto: vaccinati rispetto a non vaccinati.

I ricercatori hanno poi confrontato i tassi di incidenza del TED tra i pazienti vaccinati contro il Covid, quelli che hanno ricevuto il vaccino antinfluenzale e quelli che hanno ricevuto il vaccino Tdap.

Risultati allarmanti rivelano un aumento del rischio del 49%

I risultati sono sorprendenti: lo studio ha rivelato che i pazienti affetti da ipertiroidismo che hanno ricevuto il vaccino mRNA contro il Covid avevano un rischio aumentato del 49% di sviluppare una patologia oculare tiroidea rispetto alle controparti non vaccinate (rischio relativo = 1,49).

Questo aumento del rischio è risultato ancora più pronunciato se confrontato con i pazienti che avevano ricevuto il vaccino Tdap, con un rischio sorprendentemente più elevato dell’80% (rischio relativo = 1,80).

Anche rispetto ai soggetti vaccinati contro l’influenza, il rischio di TED nei soggetti “vaccinati” contro il Covid era più alto del 68% (rischio relativo = 1,68).

Questi risultati coerenti tra i diversi tipi di vaccino suggeriscono fortemente che l’elevato rischio di TED è direttamente associato all’iniezione di mRNA Covid e non è solo il risultato di una reattività generale al vaccino o di un pregiudizio nella ricerca di assistenza sanitaria.

Alla luce di queste importanti scoperte, il team di ricerca esorta la comunità medica ad aumentare la vigilanza clinica sui pazienti ipertiroidei dopo la “vaccinazione” con mRNA.

Gli autori dello studio chiedono una migliore consulenza ai pazienti in merito al potenziale rischio di sviluppare TED, sottolineando la necessità di una diagnosi precoce dei sintomi per prevenire le complicazioni.

Inoltre, gli autori dello studio raccomandano studi prospettici per comprendere meglio i meccanismi sottostanti che determinano l’aumento del rischio e per valutare il rischio assoluto di TED a seguito della vaccinazione.

Chiedono inoltre una valutazione approfondita del rapporto rischio-beneficio nei pazienti affetti da malattie autoimmuni della tiroide, che potrebbero essere particolarmente vulnerabili.

Il quadro generale: un campanello d’allarme per i vaccini a mRNA

Questo studio si aggiunge alla crescente mole di prove che mettono in dubbio la sicurezza a lungo termine dei “vaccini” a mRNA.

Con le crescenti preoccupazioni per gli effetti collaterali che spaziano da problemi cardiaci come la miocardite alle attuali patologie oculari nei pazienti ipertiroidei, la necessità di una maggiore trasparenza e di ulteriori ricerche sull’intero spettro dei rischi dei vaccini non è mai stata così critica.

Per coloro che sono stati scettici riguardo alla spinta diffusa verso la vaccinazione, in particolare tra le popolazioni vulnerabili, questo studio serve come un duro promemoria delle conseguenze impreviste di interventi medici affrettati senza una conoscenza approfondita dei loro effetti a lungo termine.

Mentre la pressione per una vaccinazione universale continua ad aumentare , questo studio sottolinea l’urgente necessità di approcci più personalizzati alla salute pubblica, concentrandosi su coloro che sono maggiormente a rischio di reazioni avverse piuttosto che su una soluzione unica per tutti.

I risultati dello studio rivelano un andamento estremamente preoccupante: un aumento significativo del rischio di gravi problemi di salute nei soggetti con problemi alla tiroide preesistenti a seguito dell’iniezione di mRNA.

Questa questione richiede un’attenzione immediata e i medici e le autorità sanitarie sono invitati a dare priorità all’educazione dei pazienti, alla consapevolezza e al monitoraggio continuo.

Mentre prosegue lo sforzo per l’adozione globale dei vaccini, la trasparenza, l’autonomia medica e una conoscenza approfondita dei rischi a lungo termine devono continuare a essere una priorità.

La salute e il benessere degli individui dovrebbero sempre avere la precedenza sui programmi politici o sugli interessi aziendali.

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1 commento su “Scienziati di Stanford: il Siero anti-Covid Provoca un Aumento delle Malattie Oculari. Slay News.”

  1. Davide Scarano

    “La salute e il benessere degli individui dovrebbero sempre avere la precedenza sui programmi politici o sugli interessi aziendali”. Certo, è un’affermazione piena di saggezza ed insieme di buoni sentimenti. Proviamo però a chiederci perchè tale affermazione dovrebbe diventare regola di comportamento condivisa:
    a) Perchè lo Conte, ovvero il governante di turno,
    b) Perchè lo dice la Costituzione agli articoli X, Y e Z,
    c) Perchè lo afferma l’intervistato di turno,
    d) Perchè è stato scritto “non uccidere” e “non dire falsa testimonianza” qualche centinaio di anni prima della nascita di Cristo ed egli, nel corso della sua venuta, non ha modificato i comandi del Padre.
    Il lettore si chieda quale, tra quelle proposte, sia l’alternativa più efficace affinchè le “buone intenzioni”, che, come insegna un noto proverbio, sono spesso utilizzate a decoro di luoghi caldi e poco accoglienti, divengano realtà. In conclusione, giochino a parte, è evidente che senza la vera Fede in Cristo e nella Chiesa non può esservi società autenticamente cristiana.

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