Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae offriamo alla vostra attenzione questa riflessione di Andrea Zhok, a cui va il nostro grazie, pubblicata su Facebook. Buona lettura e diffusione.
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Oggi ho visto l’ennesimo drammatico video dei reclutamenti forzosi in Ucraina. Questa volta ci è scappato anche il morto in diretta: una madre che si è vista portar via il figlio davanti agli occhi, destinazione carne da cannone al fronte, è morta d’infarto dopo aver cercato di trattenere i rapitori.
Non facendo più utilizzo della televisione, non so quanto, o se, questi episodi siano generalmente noti, o come siano commentati.
Chiunque non sia reso cieco dalle velature ideologiche vede però una cosa molto semplice: vede un regime autoritario che esercita coercizione sui propri cittadini costringendoli a morire al fronte per una guerra di cui non vogliono esser parte.
Si tratta di una prassi che va avanti in Ucraina da almeno due anni, da quando i volontari iniziali sono andati ad esaurimento.
Noi europei, che abbiamo speso 80 miliardi di euro in questa guerra, stiamo forse supportando una nostra Ucraina immaginaria ma di sicuro non gli ucraini, se non con riferimento a ristrette frange nazionaliste.
Ciò che abbiamo fatto, e continuiamo a fare, è in effetti solo di agire come un freno verso ogni tentativo di giungere ad un compromesso ragionevole, portando così alla luce via via compromessi sempre peggiori, in un continuo rilancio al buio.
Ma oramai non è neanche questo ciò che mi impressiona di più.
Penso a come un paese, non florido ma relativamente funzionante, che, nonostante la corruzione, aveva un futuro, sia stato preso in ostaggio da una minoranza estremista fomentata dall’estero, che lo ha coinvolto in un’avventura senza speranza.
Penso a come l’Ucraina abbia quasi dimezzato la sua popolazione, a come le sue infrastrutture siano annichilite, a come il default debitorio sia dietro l’angolo, a come le sue risorse residue siano state cannibalizzate dall’ “alleato” americano.
Penso ad un paese cui è stata promessa onore e sovranità, cui è stato promesso un posto in prima fila nel giardino di Borrell e nella Nato, solo per poi ridurla ad un protettorato americano in rovine, incatenato dai debiti per tutta l’eternità.
E tutto ciò è accaduto perché la popolazione – che, ricordiamolo, aveva eletto Zelensky con un programma di riconciliazione nazionale – ha perduto completamente la capacità di avere voce.
La popolazione ucraina è stata in parte manipolata mediaticamente, in parte obbligata in forme coercitive a seguire un’agenda autodistruttiva.
Chi non era d’accordo è stato considerato un nemico della nazione da perseguire, mentre le sue rappresentanze politiche sono state messe fuori legge.
Alla fine il paese è stato condotto al macero da un gruppetto di estremisti infoiati che alle elezioni del 2019 non facevano il 2% (per comparazione, i due partiti filorussi totalizzavano circa il 15%).
Ecco, non posso non vedere un’analogia con quanto sta succedendo ora in Europa, in Italia.
Noi continuiamo a cullarci nell’idea di essere in democrazia, laddove il combinato disposto di manipolazione mediatica e distacco tra classi dirigenti e popolo è perfettamente sovrapponibile con quello ucraino.
Siamo in effetti condotti, come in uno stato sonnambulico, passo dopo passo, verso il naufragio.
In pochi anni gli apparati politici UE e nazionali hanno distrutto la capacità competitiva europea, hanno compromesso gravemente il welfare e hanno infine deciso un colossale processo di riarmo, mirato senza infingimenti ad un confronto con una superpotenza nucleare.
Vada come vada, nel migliore dei casi tra dieci anni ci avranno derubato di tutto, della sanità, della scuola, delle pensioni, e a quel punto, se dovesse servire, anche andare in guerra apparirà come un’opportunità non peggiore delle miserevoli altre.
Siamo solidamente sulla strada dell’ucrainizzazione.
Oggi guardiamo, chi con compatimento, chi con sufficienza, gli sgherri che a Kiev imbarcano di peso sui furgoncini nuova scalciante carne da macello.
Ma l’impotenza di quei cittadini, di quella madre che insegue il pulmino con il figlio, fino a morirne, è già la nostra impotenza, anche se ci crediamo altra cosa.
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7 commenti su “Andrea Zhok. Il Dramma dei Reclutamenti Forzosi in Ucraina, la Possibile Ucrainizzazione dell’Europa.”
Il mezzo col quale imboniscono sono i media che tacciono oppure ammaniscono versioni del tutto false o, in caso di stretta necessita’, sapientemente edulcorate. A concorrere per lo scopo finale festa e farina in abbondanza, ” liberta’ ” in ogni ambito della vita personale e sociale. Unico muro invalicabile : presentare versioni diverse da quelle ” ufficiali ”. Li’ diventano veramente idrofofobi e si rischia. C’e’ da capirli pero’ ponendosi dal loro punto di vista : spendono e si spendono tanto per tenere su il baraccone e poi ……il primo incredulo impiastro da’ una versione diversa e rischia di farlo saltare ?
Siamo come i viaggiatori del Titanic che ballavano mentre la barca affondata. Ma è difficile aprire gli occhi alla gente ti accusano di fare fantapolitica. Vedi la votazione di ieri a Bruxelles
Ormai il Vaso di Pandora, o Luce Astrale, è stato aperto e ogni maligna influenza umana che ha assorbito come nutrimento, viene di nuovo, intensificata e rigettata sulla terra sotto forma di guerre, disperazione, ingiustizie, malattie, catastrofi naturali.
L’Europa non esiste né in forma unitaria delle popolazioni, né politicamente. E’ solo una espressione geografica per realizzare un piano dei poteri forti economici e finanziari che guidano quasi tutte le politiche, e che, per fare soldi, come è avvenuto con i vaccini contro il covid, domani avverrà un riarmo per difenderci da una Russia, che non ha alcuna intenzione di invaderci. Ma a forza di dirlo ce lo faranno credere. Il parlamento italiano, a maggioranza, governo compreso, è per riarmarci mettendoci in un regime di guerra, con tutte le forme vessatorie possibili, costringendoci a sacrifici socioeconomici. Magari si arriverà, come è avvenuto con Mussolini, ad una resa dei conti cruenta. Cosa che dovrebbe avvenire con Zelensky, che si è reso disponibile a sacrificare il popolo ucraino… Che forse doveva meritare questa fine per pagare i crimini commessi al servizio della guerra dei nazisti e con il massacro degli ebrei, e poi con l’attacco alle popolazioni russofile, che ha costretto la Russia ad intervenire… E’ pure il risultato di ciò che abbiamo seminato noi Italiani con una vita dissipata, immorale, egoista, che ha assassinato milioni di nascituri e che vorrebbe giungere all’eutanasia. Se semini vento raccogli tempesta. Lo abbiamo dimenticato. Come lo ha dimenticato la Chiesa, che sta andando in picchiata verso la fine.
In un cervello appena raziocinante quest’articolo dovrebbe favorire un po’ di sana inquietudine, ad esempio ponendosi queste domande: cos’è una democrazia? Esistono i diritti umani? Esistono, in teoria ed in pratica, diritti indisponibili?
PS A mio parere, meglio un po’ di sana inquietudine che una placida indifferenza a fronte di ciò che sta avvenendo. Credo purtroppo che tale opinione sia assai minoritaria.
Parole sante.
Dunque, a sostiture “la possibile Ucrainizzazione dell’ Europa” potrebbe verificarsi una eventuale/possibile Zizainizzazione della stessa ? Ebbene, ponendomi questa domanda, sono sempre più convinta che sia in atto un forsennato lavoro per trasformarci in una montagna di zizzania che -presto o tardi/separata dal grano- verrà BRUCIATA. Incenerita in un ardente falò ! ///p.s. : CREDO che le vie del Signore sono infinite///
Ma non bastano le ansie che già ci attanagliano? Dobbiamo per forza paventarne di nuove? Le situazioni che non vanno, devono essere analizzare e denunciate per quelle che sono, anche in modo duro e dettagliato, evitando se possibile proiezioni future o futuribili. A mio giudizio, è questo il più grave errore delle analisi “antisistema”.
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