Inguaribile Vuol Dire Incurabile? Solo 2 su 10 in Italia Accedono a Cure Palliative. Toni Brandi.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo video di Toni Brandi, Presidente di Pro Vita & Famiglia, della sua serie “Scoppia la Balla”. Buona visione e condivisione.

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5 commenti su “Inguaribile Vuol Dire Incurabile? Solo 2 su 10 in Italia Accedono a Cure Palliative. Toni Brandi.”

  1. La Signora di tutti i popoli

    Finalmente la verità esce… ma che fatica!! Bisogna battere il ferro quando è caldo, caro Tony. Perchè ti sei svegliato così tardi e con un filmatino di due parole? Eppure sei stato sollecitato da tempo!! Diciamola la verità: hai paura di affrontare Prevost e il potere della Chiesa che ti schiaccerebbe o temi la Meloni? Bisogna essere uomini veri e il farfallino non basta. Prima c’era Bergoglio ed anche allora tentennavi e tacevi. O forse hai fatto filmati, manifestazioni e proteste in piazza? Certo lo sappiamo, un uomo comune che lavora, ma non vive, per la difesa della vita, non significa sia un vero cattolico a difesa della legge di Dio! O ritieni di aver sùbito affrontato il problema della Eutanasia: se ne parla da un bel po’! No, sei stato inerte fino ad adesso.
    Spiace parlare così eppure ti hanno supplicato ma tu nisba!
    La balla vera purtroppo (neanche questo Brandi lo dice e lo vediamo dalle legislazioni straniere) che probabilmente le cure palliative verranno intese ben diversamente da come dovrebbero essere. Nella mente del Governo, ma lo scopriremo a breve, probabilmente non sono un sostegno di dottori e terapeuti, da affiancare a quello psicologico e ad una assistenza spirituale, utili mantenere in vita e non a far schiattare un malato allettato, spesso solo e in stato di depressione. Ma sarà forse il piano connesso con prodotti chimici e con la sedazione (che può arrivare a quella “profonda” che leva ogni coscienza al malato e al moribondo) per portarlo progressivamente scoraggiato e deciso alla “soluzione finale”, poichè continua a sentirsi solo, abbandonato e senza vere cure.
    Sì, il problema è VOLER curare, che se guardate lo stato della sanità italiana, delle visite specialistiche e dei Pronto Soccorso è una barzelletta. Curare davvero significa accompagnare donando sicurezza e serenità a un malato, anche terminale o stabile nella sua grande disabilità… ma voi pensate che lo Stato italiano sia cambiato quando sotto la falsa pandemia ha ammazzato tutto ciò che veniva a portata di mano persino in ambienti protetti come RSA e ospedali? Li vedete convertiti alla vita gli Angeli Azzurri e para-angeli abituati a dare la morte con le benzodiazepine e intubazioni alla pecorina? Gli stessi che siringa in mano si sono arricchiti inoculando il siero mortale a uomini, donne e pure bambini?! Ma avete visto mai una bestia diventare santa? Poveri illusi voi e poveri malati terminali: scopriranno che la legge serve per ammazzarli meglio e con certezza assoluta purtroppo se ne avvarranno.
    Nonostante che la pastorale cattolica e relativa morale consolidata dell’intangibilità della vita in questo campo sia stata chiara e risoluta e abbia ben inquadrato i problemi dei malati, non esclusi quelli allo stato terminale, in stato vegetativo e in condizione stabile di dipendenza da macchine o da aiuto esterno, volete un miracolo dalla exchiesa cattolica, dopo l’exploit del covid, quando si rimangiò l’insegnamento, chiuse le chiese, lasciò che i vivi morissero da soli imponendo ai preti di abbandonarli senza sostegno spirituale e senza viatico sacramentale. Ora il successore, il figlioccio di JMB che in pochi anni, da anonimo prete si è trovato anti-vescovo, anti-cardinale e pure anti-papa, sta trafficando nell’ombra e con personaggi che hanno dimostrato benissimo in passato incapacità cristiana (Zuppi, Pegoraro) a tutela della vita, quindi scopriremo presto come riusciranno ad ammazzare col sorriso sul volto.
    Dopo la legge, che si vuole a tutti i costi promulgare, alla faccia che l’italia “Paese cattolico” del kaiser (con due zeta), vorrei vedere il nuovo grafico della “Speranza di vita” delle categorie dei “malati destinati a perdere” e mentre Prevost, definito dai fessi il “papa della Speranza” (di morte) prosegue nella sua opera distruttiva, Satanasso vince un’altra battaglia. Continuate a leggere e a star zitti, prego, presto toccherà anche a voi.

    1. Don Pietro Paolo

      Signora, … mah… una vera signora non ha un linguaggio sboccato,
      il tono del suo intervento è duro, e più che una critica costruttiva, sembra uno sfogo avvelenato contro tutto e tutti: la Chiesa, lo Stato, la medicina, i fedeli, persino chi — come Tony — magari sta cercando di fare il proprio percorso con dignità, anche se non secondo i suoi tempi e le sue aspettative.

      Sulle decisioni della Chiesa durante la pandemia:

      È facile oggi, col senno di poi, giudicare scelte fatte in momenti di estrema incertezza. La verità è che le chiese non furono “chiuse” in senso assoluto: ciò che venne temporaneamente sospesa fu la partecipazione collettiva alle celebrazioni, in particolare alla Messa, per evitare assembramenti e ridurre il rischio di contagio in un momento in cui il virus stava mietendo migliaia di vittime ogni settimana.

      Personalmente, accoglievo quotidianamente in chiesa le persone che desideravano confessarsi o ricevere la Comunione, pur in forma ridotta, perché molti — comprensibilmente — preferivano restare in casa per paura.

      Questa non fu una “resa al male”, ma un atto di responsabilità verso il bene comune, in linea con le indicazioni sanitarie e con l’insegnamento evangelico del prendersi cura del prossimo. Le chiese rimasero spesso aperte per la preghiera personale, e molti sacerdoti, come me, continuarono ad assistere spiritualmente i malati, i morenti e i loro familiari, anche a rischio della propria salute. Alcuni morirono per questo.

      Dipingere la Chiesa come complice della “soluzione finale” è una distorsione crudele e profondamente ingiusta: significa calunniare migliaia di persone — vescovi, parroci, religiosi, volontari — che si sono fatti carico della sofferenza altrui in condizioni mai viste prima.

      Sul Papa e l’accusa di “anti-papa” o “figlioccio”:
      Il Papa regnante, successore di Pietro, non è un burattino salito “dal nulla”, ma è stato scelto, come sempre, dallo Spirito Santo attraverso il discernimento del Collegio cardinalizio. Nessun “figlioccio”, nessun golpe ecclesiastico. Solo una come te, che sei fuori della comunione ecclesiale, può dipingerlo in questo modo. Il suo magistero può essere criticato, certo, ma con rispetto e amore per la verità.

      Sul tema dell’eutanasia e delle cure palliative:
      Il dibattito è serio, complesso e merita onestà intellettuale. Le cure palliative, nella loro vera essenza, sono un sostegno alla vita, non un percorso verso la morte. Se lo Stato italiano svilisse questo senso, sarà compito della società civile e della Chiesa denunciarlo. Ma non possiamo etichettare in anticipo ogni medico come un “angelo della morte” o ogni legge come una “condanna a morte di Stato”. Non è con la paura che si difende la vita, ma con la verità, la cura e l’amore.

      Lei insulta Papa Leone XIV e non lo fa perché non lo capisce, ma per partito preso: lo capisce fin troppo bene. Disturba chi ha smascherato l’ipocrisia della compassione che uccide, e ha avuto il coraggio di dire ciò che nessuno osa più dire:

      “Una società che sopprime i suoi sofferenti non è libera: è già morta spiritualmente.”
      Leone XIV ha rifiutato la menzogna moderna che traveste l’abbandono da scelta, la rassegnazione da progresso. E questo il mondo non lo perdona.

      Mentre i professionisti dell’etica fluida applaudono leggi che “accompagnano” alla fine, il Santo Padre ha ricordato:

      “Dove finisce la cura, inizia l’indifferenza. E l’indifferenza è la prima forma di violenza.”
      Parole scomode, certo. Ma vere. Perché non c’è nulla di misericordioso nell’eutanasia mascherata da pietà. È la resa di una civiltà che ha dimenticato come si lotta per chi non può lottare da solo.

      E a chi, come lei, signora, si permette di deridere o minacciare con un “presto toccherà anche a voi”, Papa Leone XIV ha già risposto:

      “Non temiamo la morte. Temiamo una vita priva di significato, in cui il dolore è scartato come rifiuto e il debole è sacrificato per mantenere la nostra pace vigliacca.”

      Lei può continuare a sorridere davanti alla dissoluzione, a inchinarsi al dio della scelta individuale come se fosse sacro. Ma noi staremo con il Papa. Perché lui non ci prepara alla fine: ci ricorda che la vita — tutta la vita — è ancora degna di essere difesa, amata, custodita.

      Infine, sulle accuse alla sanità e alla società tutta:
      Generalizzare è facile. Ma ci sono medici, infermieri, cappellani, volontari che ogni giorno — spesso nel silenzio — accompagnano i malati terminali con una dedizione eroica. Offenderli, paragonarli a carnefici, è ingiusto e crudele.

      In conclusione, la lotta per la vita, per la verità e per la giustizia va condotta con carità e lucidità. Non con invettive piene di livore, né con visioni apocalittiche e complottistiche. Chi ama la vita non deve solo denunciare il male: deve seminare speranza, offrire alternative, farsi prossimo. Anche a chi la pensa diversamente. Anche a Tony.

      1. Don Pietro, tu giochi con le parole, tu neghi la realtà e difendi l’indifendibile, quanto sei prolisso in un coraggio assurdo che nega le chiese chiuse e MESSE SOSPESE, e se ci sono state delle pochissime eccezioni non cambia la maggioranza di quelli TUOI GIUDA CONFRATELLI che hanno disertato ai loro doveri e non cambiano gli ordini assurdi e anticristiani della Cei. Non cambia la responsabilità di Bergoglio, tuo falso papa.
        Tu non hai alcun diritto di difendere gli assassinii nelle RSA e i morti negli ospedali sedati come cavalli e ipervetilati. Erano esseri umani e non cani. Ma tu te ne rendi conto che difendi unA chiesa che ha NEGATO i sacramenti ai fedeli forse perchè tu hai disubbidito? Buon per te, davanti a Dio se è vero lo si vedrà. Ma tu pensi di imbonirci con le tue lezioni di dottrina negando la verità che è ben più vasta di te e delle tue azioni?? Non hai diritto di negare che la classe medica e tutti quelli che hanno collaborato ad ogni livello e ad ogni settore ha ucciso e si è pure arricchita con i vaccini anticovid. Se tu difendi i 4 gatti che hanno disobbedito, e solo quelli puoi difendere e non altri, non cambi la emorme realtà di prevaricazione, morte e omicidio su larga scala e su tutto il terrtorio nazionale. Altrimenti sei complice, SEI COMPLICE e sei stato complice! Come sarebbe bello che tu tacessi almeno per prendere fiato se non per essere una persona intellettualmente onesta. Ma non lo sei perchè difendi chi dando ordini ingiusti ha ucciso anime e corpi.

        1. Don Pietro Paolo

          Caro Fritz, modera la tua acredine

          Comprendo il tuo dolore, la tua delusione e la tua rabbia per ciò che è accaduto durante la pandemia. Sono ferite che anche io porto nel cuore, e che meritano ascolto, discernimento e verità.

          Ma proprio per rispetto alla verità, ti invito a moderare la tua acredine. Le accuse che rivolgi – “Giuda”, “complice di omicidi”, “falso discepolo”, “difensore dell’indifendibile” – sono parole pesanti, che rischiano di ferire ingiustamente senza giovare a nessuno.

          I fatti meritano di essere conosciuti e giudicati nella luce dei documenti, non sull’onda dell’indignazione:
          • La Messa non è mai stata sospesa: è stata celebrata ogni giorno, anche senza la presenza del popolo, come era consentito (cfr. CEI, comunicati ufficiali – marzo 2020).
          Per tua conoscenza, io stesso celebravo ogni giorno a porte chiuse, ma non ero solo: c’era sempre un gruppo di persone, coraggiose, che sfidava le restrizioni di movimento. chi non poteva partecipare alla Messa, veniva comunque in chiesa, che restava aperta, per ricevere l’Eucaristia nel rispetto delle norme e con la massima discrezione.
          • Il Papa non ha vietato i sacramenti, ma ha chiesto prudenza per amore verso i più fragili.
          • La tragedia nelle RSA e negli ospedali va riconosciuta. Sospetti? ma oggettivamente non c’è prova di un piano deliberato di sterminio, né di una assurda complicità generalizzata della Chiesa.
          • I vaccini, pur oggetto di profitti e legittime polemiche, sono stati valutati moralmente accettabili dalla Chiesa in determinate condizioni, soprattutto in assenza di alternative e purché non vi sia cooperazione formale con il male.
          Questo non è una novità: già in passato, in casi simili, la Chiesa aveva espresso lo stesso criterio morale, ad esempio nel caso di vaccini sviluppati con linee cellulari di origine illecita, ma utilizzabili per gravi motivi di salute pubblica (cfr. Pontificia Accademia per la Vita, 2005; CDF, 2008 e 2020).
          • Molti sacerdoti hanno agito con coscienza retta, nel silenzio, tra mille difficoltà. Alcuni hanno disobbedito per amore della verità, altri hanno obbedito con sofferenza. Non si può generalizzare.

          Puoi – e forse devi – porre domande, chiedere verità, fare memoria. Ma farlo senza carità ti allontana dallo stesso Vangelo che dici di voler difendere. La verità cristiana non ha bisogno di urla, ma di luce. Non di accuse totali, ma di giustizia vera. Non di odio, ma di discernimento.

          Ma la verità, se non è unita alla carità, non libera, ma distrugge.

          Un vero discepolo di Cristo non tace davanti all’ingiustizia, ma non accusa senza fondamento. Cerca la verità per guarire, non per ferire. Per illuminare, non per incendiare.

          Le parole che usiamo ci giudicheranno. Se vogliamo davvero servire la verità e le anime, cominciamo da lì.

          Con franchezza e rispetto,

  2. stilumcuriale emerito

    Purtroppo viviamo in un mondo delirante. Ne so qualcosa io costretto di nuovo a vivere rinchiuso in una RSA per la sola ragione che ho compiuto 95 anni. Ho due figli, quattro nipoti e un pronipote, sono mentalmente lucidissimo e fisicamente malandato ma autosufficiente in tutto, salvo la guida della macchina. Anche economicamente sono autosufficiente e ancora in grado di gestire il mio conto corrente e il mio piccolo patrimonio. Però son qua ad annoiarmi in mezzo ai dementi senza nulla da fare tutto il giorno, malnutrito e poco curato. Ma non mi è permesso nemmeno di lamentarmi.

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