Fine Vita. Pro Vita & Famiglia: Consulta Rigetti Ricorso su Eutanasia. Nessun Passo Indietro.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione queste prese di posizione dei Pro Vita & Famiglia in tema di sucidio assistito ed eutanasia. Buona lettura e condivisione.

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Fine Vita. Pro Vita Famiglia: Consulta rigetti ricorso su eutanasia

Auspichiamo che la Corte Costituzionale rigetti come infondato il ricorso sollevato dal Tribunale di Firenze sulla legittimità costituzionale dell’articolo 579 del Codice Penale, nella parte in cui punisce l’omicidio del consenziente ove ricorrano le condizioni già ammesse per la non punibilità dell’aiuto al suicidio, in riferimento alla vicenda di “Libera”, una donna toscana di 55 anni, affetta da sclerosi multipla progressiva, completamente paralizzata e per questo impossibilitata ad assumere da sola un farmaco per procurarsi la morte. Come giustamente evidenziato durante l’udienza pubblica di oggi dall’Avvocatura dello Stato, “non c’è un diritto a morire” e la Corte non può esprimersi su un caso futuro e ipotetico di una persona che aiuti un’altra a morire, poiché va riconosciuto “fino all’ultimissimo istante il diritto e il potere della persona di desistere dal proprio intento suicidario e di fare una scelta nel senso della vita”. Rigettando il ricorso, la Consulta rispetterebbe la sovranità del Parlamento, cessando di scavalcare il potere legislativo così come accaduto negli ultimi anni – basti ricordare l’ormai famosa sentenza 242/2019 sul caso Cappato/Dj Fabo – e ci auguriamo che di conseguenza anche il Senato faccia una scelta di vita bocciando sul nascere la grave e irricevibile proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito che dovrebbe approdare in Aula nei prossimi giorni. L’unica legge accettabile è infatti quella, già esistente – la 38/2010 – che riguarda le cure palliative, mai la morte procurata spacciata come soluzione alle sofferenze.

Così Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia onlus.

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Legge suicidio assistito. Sulla tutela della vita nessun passo indietro come invece vorrebbe il senatore di FdI Zullo

Sulla tutela della vita, soprattutto quella dei più fragili e sofferenti, non bisogna retrocedere di un centimetro, ed è grave che a proporre il contrario sia stato il senatore di FdI Ignazio Zullo, relatore del testo sul suicidio assistito che sarà presentato il prossimo 17 luglio in Senato, per approvare il quale lo stesso Zullo auspica che i parlamentari facciano “qualche passettino indietro”. Rimanere fermi nelle proprie posizioni di tutela della vita in ogni fase e condizione è invece fondamentale per non spalancare la strada a una proposta di legge che è un gravissimo passo verso il baratro dell’eutanasia e che porterà migliaia di malati, anziani, fragili a chiedere di essere uccisi come diretta conseguenza dell’esistenza di una legge che lo permette e che fornisce la “soluzione” della Morte di Stato.

Ci auguriamo che il centrodestra faccia retromarcia e blocchi l’iter di una legge vergognosa, proposta con la falsa scusa delle indicazioni date dalla Corte Costituzionale, che però non ha mai affermato l’obbligo del Parlamento a legalizzare il suicidio medicalmente assistito, anche perché la Consulta, per legge (art 28 l. 87/1953) non può sostituirsi al Parlamento. La stessa Corte, inoltre, si è limitata a dichiarare la “non punibilità” di una persona che aiuta un’altra a morire in particolari e ristrette circostanze e, anzi, ha anche dichiarato esattamente un anno fa con la sentenza 135/2024 che non esiste un diritto a morire, principio poi ribadito anche dall’Avvocatura di Stato.

Così Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia onlus, commenta le dichiarazioni del senatore di Fratelli d’Italia Ignazio Zullo, relatore – insieme al collega di Forza Italia Pierantonio Zanettin – della proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito che arriverà in Aula in Senato il prossimo 17 luglio.

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