Unaopinione. Piccolo Sketch di Pura Fantasia…Forse. Seconda Parte.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, ecco alla v ostra attenzione la seconda parte dello scritto di Unaopinione. Questo il collegamento alla prima parte. Buona lettura e meditazione.

§§§

Ora cosa deduco dai contenuti dei commenti di “don PP”?

In primo luogo, a parte l´animosità scritta secondo me ingiustificata di alcuni dei suoi commenti, che per lui papa Leone XIV non può essere assolutamente un antipapa. Il fatto che un cardinale elettore abbia preannunciato un conclave breve e che, secondo le parole del fratello, il cardinale Prevost stesso si sia dato prima del conclave una buona possibilità di essere eletto papa, non gli fanno venire assolutamente il sospetto che ci si può trovare davanti ad un papa invalidamente eletto. Tanto meno il fatto che dei 133 elettori, 108 erano stati eletti da papa Francesco, il quale papa Francesco, e questo me lo dice il fatto che per circa dieci anni due papi siano coesistiti (un Papa Benedetto legittimo ed un papa Francesco illegittimo, secondo me), per Dio fosse stato invalidamente eletto (Dio non fa nulla inutilmente … se ha consentito visibilmente a ciò, ha secondo me voluto mandare un messaggio a coloro che sanno usare la “vera intelligenza cattolica” su chi era il vero Papa … ma anche su chi non era Papa). Quindi, mi pare di capire che per “don P.P.” il solo farsi venire in mente la possibilità che papa Leone XIV sia un antipapa equivale a qualcosa di scismatico (mio domanda: ma perché hanno fatto partecipare 133 cardinali e non i 120 previsti? Forse perché, e questo penso secondo un principio di logica, i cardinali nominati per ultimi sarebbero stati esclusi dal conclave? Se così fosse stato, ci sarebbero stati solo 92 cardinali di nomina bergogliana e forse … a causa di quei 28 cardinali “non bergogliani” che avrebbero aumentato il loro peso relativo, non ci sarebbe stato più un quorum sufficiente per eleggere con sicurezza e velocemente il cardinale Prevost quale papa? – mi pare di aver letto qualcosa al riguardo nel sito fromrome.info ma non sto ritrovando l´articolo; e poi se Papa Giovanni Paolo II aveva stabilito che il numero massimo di partecipanti al conclave fosse di centoventi, chi ha avuto tanta autorità, certamente non un Papa regnante, da poter derogare a quella disposizione papale che era generale? Ma non sono vaticanista).

Ma qui mi pare anche di capire che se anche papa Leone XIV fosse stato eletto legittimamente (e quel che scrivo ora vale anche per un antipapa), il ricevere dei satanisti o mandare a loro dei messaggi di incoraggiamento, nominare delle donne come capi di Ministeri con giurisdizione sui sacerdoti, continuare sulla strada della sinodalità “à la papa Francesco”, ecc., tutti atti che tempo addietro sarebbero stati certamente visti come fortemente contrari alla Tradizione, non deve costituire assolutamente un problema per la pecora cattolica: e questo perché compie forse sì degli atti (forse) discutibili, ma la pecora docile deve continuare a pascolare senza mai alzare gli occhi per vedere se il pastore che la ha in cura non devii dagli insegnamenti di Gesù: al massimo, come risposta al suo belare, si deve accontentare dello sguardo severo ed ammonitore del sacerdote che la sta curando a poca distanza per conto del nuovo pastore e che la invita a non gettare lo sguardo oltre a lui e a riabbassare la testa: le sue parole bastano e non deve dubitare assolutamente della loro veridicità … che continui a pascolare … ci penserá lo Spirito Santo a sistemare tutto. E se la pecora devia da questi ordini caritatevoli pronunciati per la salvezza della sua anima, così mi pare, si può beccare una reprimenda “à La signora di tutti i popoli”; e se si azzarda a leggere su siti “non autorizzati” (e cioè alza la testa perché si rende conto che gli insoliti insegnamenti che vengono dai pastori “alla moda” … quelli che si sforzano di piacere al mondo, non soddisfano la sua sete di aver chiarezza) ecco che il tono, così mi pare, può diventare di rimprovero velato “à la Unaopinione” … la pecora non deve cercare informazioni in pascoli non autorizzati. E se poi usa queste informazioni per farsi, necessariamente e logicamente, un pensiero che magari contrasta con quanto affermano oggi in generale i pastori “à la moda” (naturalmente, quelli autorizzati … non quelli “à la mons. Viganó”), ecco che allora la pecora, in questa direzione mi pare che vada il pensiero di “don P.P.”, non si salva fuggendo dal gregge, ma “cercando il volto del Pastore autentico dentro la comunione, anche quando è ferita” (B). E questa è, secondo me, una fondamentale differenza con i papi eretici e antipapi del passato: che io sappia mai nessuno di questi si é azzardato a mettere in dubbio la regalità di Gesù Cristo. Certamente hanno utilizzato la Sua figura per proprio vantaggio, ma la corona Gliel´hanno sempre lasciata sulla testa e questo perché si sarebbero danneggiati loro stessi. E oggi siamo, secondo me, in presenza di una ferita a dir poco mortale inflitta alla Chiesa cattolica. Ma ciò nonostante la buona pecora cattolica, di fronte a questa aperta ribellione spirituale condotta da una buona parte dai vertici della chiesa contro Dio (sì perché qui a differenza di quanto accadde con i papi eretici/antipapi, io ipotizzo -vedi più in avanti – che si sia passati ad un piano operativo per detronizzare Gesù e non ci si è limiti più a delle affermazioni eretiche) si deve accontentare del “volto del pastore autentico dentro la comunione”.

Quindi di fatto, se la pecora inizia a pensare di avere come pastore qualcuno che non si ispira a Gesù ma piuttosto al Diavolo (ma voglio essere un poco caustico … forse lo cerca proprio) e questo in base ad un crescente numero di segni che concretamente così fan pensare, ecco che il pastore di turno, quello autentico però, lo esorta a rimettersi nei ranghi … altrimenti lui stesso fuoriesce e mina nel contempo l´unità della chiesa.

Il fatto è però che la pecora che usa la vera intelligenza cattolica non si accontenta dei volti dei Pastori autentici, ma vuole da questi delle risposte concrete che dissipino i suoi dubbi. E qui mi pare che “don P.P.” sia un poco tirato nel dare risposte concrete e chiare alle pecore che intende accudire in SC (in particolare a mettere in pratica l´insegnamento di Gesù: “Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno” (Mt 5,37)) E proprio per questo mi sono iniziato a chiedere quale potrebbe essere allora il motivo di un suo tale comportamento, che è secondo me si concretizza nel dare delle spiegazioni/giustificazioni astratte fino all´eccesso, ma anche del motivo della sua presenza in SC. E una risposta, non so però se sia qualla giusta, me la sono necessariamente data: secondo me uno dei motivi determinanti potrebbe essere quello di costringere le pecore riottose che che sono riuscite a non cadere nella buca della “nuova chiesa” proposta/imposta da papa Francesco (conosciuta come “bergogliana” ma che trae le sue origini dal Concilio Vaticano II), utilizzando dei mezzi psicologici travestiti da insegnamenti catechistici e dottrinali (perché così, mi pare che sto venendo trattato … ogni volta che mi scrive qualcosa, io leggo fra le righe, non so il perché: “Io sono l´insegnante e tu sei il discente e accontentati della risposta che ti do” … risposte che sono sempre piene di affermazioni di tipo catechistico e generiche … si potrebbe dire quasi proclamatorie, ma che mai vanno sul concreto: il ricevimento del signor Escardò con papa Francesco, ma anche il “conta conmigo” sono due esempi; non so quale impressione hanno gli altri commentatori che hanno avuto a che fare con lui) a riavvicinarsi al centro del pascolo già ampiamente popolato dalle pecore che non usano la vera intelligenza cattolica per discernere e che perciò credono che ogni parola detta da un Papa che agisce quale vero servo di Dio (qui giustamente), o da un papa eretico ma anche da un antipapa o addirittura da chi veste di bianco ma appartiene ad un altra chiesa (e credo che piú in avanti potró portare degli argomenti a favore di questa ipotesi) sia comunque da seguire: al massimo é consentito sollevare qualche ovina obiezione (ma in ogni caso senza dover aspettarsi un “sì sì, no no” come risposta). E questo sfruttando l´occasione dell´elezione del nuovo pontefice che ha iniziato fin da subito a parlare in maniera positiva, a differenza del suo predecessore, di Cristo e dintorni, suscitando così in molti fedeli la speranza di un´inversione di rotta, rispetto a quanto ha fatto papa Francesco, e cioè di un ritorno al Magistero tradizionale della Chiesa cattolica (mi dispiace per loro … a mio avviso l´apostasia dovrà giungere fino in fondo … così mi pare che stia permettendo Dio. E citando proprio le parole di “don P.P.”: “Che Dio permetta a volte la salita di pontefici meno luminosi è parte della sua pedagogia salvifica, non del caos.” E io mi chiedo: “E se Dio permettesse anche la salita di antipapi o forse qualcosa di totalmente diverso come pedagogia salvifica?”).

E come coincidenza (o conferma?), io noto che proprio in occasione di questa “elezione” è entrato di nuovo in scena in Stilum Curiae “don P.P.” … che subito ha attaccato a destra e a sinistra, e questo secondo me, servendosi a volte anche di parole per me non adatte per un sacerdote cattolico (è il caso, secondo me, di alcuni commenti rivolti a “LSDTIP”) chi ha una convinzione diversa dalla sua riguardo alla questione se attualmente vi sia un vero Papa, e questo attraverso delle citazioni che molto hanno di dotto ma che, secondo me, mancano ampiamentedi qualunque sostegno da parte dello Spirito Santo (sì, perché già considerando il quadro generale da cui ha avuto origine la sua elezione, una persona che utilizzi l´intelligenza Cattolica … che secondo me è “semplicemente” il prodotto dello Spirito Santo in colui che a Lei si apre, capirebbe che qui occorre una particolare cautela in quanto si potrebbe avere molto probabilmente a che fare con un secondo antipapa o forse un antipapa che però ha qualche importante particolarità in più (6)

E quindi quale sarebbe l´effetto che “don P.P.” con i suoi modi di agire provocherebbe, volutamente o meno, sui lettori di SC? Secondo me quello di indurli (o forse addirittura costringerli?) ad accettare una sorta di “papolatria” che io definisco “agli steroidi”, e cioè la prevalenza di ogni cosa detta o fatta dall´attuale papa su ogni cosa detta o fatta da Gesù, utilizzando dei mezzi psicologici travestiti da insegnamenti della chiesa cattolica che, se ben si fa attenzione, non sono attualmente assolutamente applicabili a quanto sta succedendo nella Chiesa, (p.e., mai Gesù si é tolta la corona da Re dell´universo … ma papa Francesco e papa Leone XIV Gliela stanno togliendo attraverso la “sinodalizzazione “; mai Gesù ha accolto un satanista a braccia aperte per per farlo sentire a suo agio, ma non ha perso tempo a scacciare i diavoli da quella persona e riportarlo alla salute spirituale).

E fatte queste prime considerazioni mi vengono in maniera naturale delle altre domande: “Ma “don P.P.” sta agendo da solo secondo le sue convinzioni o qualcuno lo sta guidando? ” È un vero sacerdote come lui stesso afferma oppure non lo è? Sta usando in maniera efficace l´intelligenza artificiale per comporre i suoi commenti oppure è lui stesso solo una intelligenza artificiale? In questo ultimo caso chi è che se ne starebbe servendo? Nel caso che “don P.P.” sia una persona, è una persona singola oppure sono in realtà uno stuolo di persone che si aiutano le une con le altre e che forse stanno in una sala operativa, magari al soldo di qualche Parte interessata, per combattere la “disinformazione cattolica” e anche per diradare quel senso di diffidenza che sta consigliando ad ogni fedele vigile di aspettare di vedere come agisce questo papa per poi dare un giudizio più appropriato? Molte di queste domande rimarrebbero senza risposta anche se il dott. Tosatti conoscesse personalmente “don P.P.”.

Fin quando non ho prova sicura che “don P.P.” sia una persona reale, io sono propenso a considerarlo una intelligenza artificiale (o quanto meno una persona (o persone?) reale che si serve prevalentemente di un´intelligenza artificiale per stendere i suoi commenti). E questo per i seguenti motivi:

il primo è che, mi pare, sia in grado produrre all´uopo ed in tempo limitato una quantità incredibile di commenti: non so quale individuo al mondo, contando sulle sole proprie capacità umane, sarebbe in grado di fare tanto (forse si aiuta con programmi di intelligenza artificiale, ma allora non è tutto farina del suo sacco). Il secondo è che, quando qualcuno gli mette di fronte dei fatti che contraddicono le sue affermazioni, ha una tendenza a non tenerne conto … procede spedito come se le obiezioni non fossero state mai fatte (caratteristica fatta già presente da “Complottista; oppure le liquida con un ” … non significa …” e cioè minimizzandole al massimo se contraddicono i suoi modi di vedere le cose); questo è un tratto tipico delle intelligenze artificiali: se la parola “aereo” non esiste nel loro archivio, ecco anche che nella loro realtà non possono esistere aeri che volano. La terza è che mi da l´impressione di stare di fronte al più brillante catechista che il mondo abbia mai conosciuto e che da lezione a trecentosessanta gradi ma, mi sembra, con una sicumera che forse ha pochi pari fra gli umani. La quarta è la differenza di stile e di comportamento con  “E.A.” che è per me certamente umano: anche lui è per la indefettibilità della Chiesa cattolica, ma una volta che ha cercato pacatamente di convincere senza successo una persona, si ritira in buon ordine (dicendo forse a sè stesso la frase umana: “Se son rose, fioriranno”. Facendo un paragone, non saprei come definire il comportamento di “don P.P.” che a dir poco mi da l´impressione che insegua nel blog le persone pur di imporre il proprio punto di vista … così mi pare che sia avvenuto con “Il Matto”). E quinto, è la particolarità, così mi pare, che adatti il suo modo di scrivere a secondo delle persone con cui sta interagendo: quasi che assumesse una diversa personalità a seconda dell´individuo con cui si sta intrattenendo: io, umano, non ci riuscirei … ma lui evidentemente sì. Ma forse sono tutte mie fantasie.

Ora si deve citare il fatto che la Chiesa cattolica ha delle procedure per dichiarare un Papa eretico o per dichiarare un papa invalidamente eletto (dico bene?). Ma la situazione di fatto è che moltissimi cardinali che dovrebbero dichiararlo, oltre ad essere loro stessi stati nominati invalidamente (così la penso), la pensano alla stessa maniera di colui che dovrebbero dichiarare non eletto (ma ci sarebbero anche altri motivi che spingerebbero questi cardinali a non procedere contro il “papa” – situazione fatta presente da “LSDTIP”). Quindi le probabilità concrete che l´attuale papa venga dichiarato formalmente invalidamente eletto, qualora vi sia stata una causa di invalidità (ed il fatto che 133 anzichè i 120 cardinali previsti abbiano eletto il papa dovrebbe già esserla  – sbaglio?), sono comunque di fatto pressochè nulle. Tutto questo è secondo me certamente noto a “don P.P.” che proprio per questo, credo, si sente sicuro di giocare sull´asciutto: può la pecora ordinaria dimostrare che l´elezione del papa è invalida? Ma soprattutto può mettere in moto un qualsiasi meccanismo di annullamento? Certamente no. E allora fin in quando non viene dichiarata l´invalidità/la decadenza del papa che continui a pascolare al centro del recinto prevostiano/bergogliano e a obbedire alle sue leggi … e cioè a quanto dice colui che appare come il papa … e questo, ma questo è un mio pensiero, anche se non stesse più palesemente in comunione con Gesù.

Per cui credo che in SC si sia creata una situazione nella quale il cattolico che intende seguire Gesù ma che allo stesso tempo da retta alle parole di “don P.P.” (che, dichiarandosi sacerdote cattolico, afferma automaticamente di possedere un´autorità magisteriale che pochi si sognerebbero di mettere in dubbio) finisce in un “pantano magisteriale”: fino a quando non c´è una pronuncia di ereticità o di decadenza del papa (o quel che è), ma ciò nonostante intenda seguire gli insegnamenti di Gesù, si sentirà in stato di colpa rispetto al magistero del papa attuale che vi sta eventualmente in contrasto; e se invece deciderà di seguire praticamente gli insegnamenti di Gesù in quelle parti che violano il magistero attuale, verrà tacciato dai sacerdoti prevostiani- bergogliani di voler minare l´unità della chiesa e quindi può correre il pericolo di essere dichiarato formalmente eretico lui stesso (il caso del mons. Viganó credo che insegni: il procedimento applicato mi pare simile per coloro che nella vita civile non seguono le direttive dei globalisti e che vengono quindi mazziati dalla stampa di regime). E quindi il modo di trattare il fedele riottoso agli insegnamenti magisteriali attuali, ma rispettoso verso la Tradizione e il Magistero anteriori al Concilio Vaticano II, è, secondo me, quello di colpevolizzarlo all´occorrenza. Bisogna seguire in ogni caso il papa attuale. E se si pensa che il Papa sia eretico, bisogna comunque seguirlo fin quando non venga dichiarato decaduto. E se si pensa che sia un antipapa … ecco che la cosa è impossibile: “È stato eletto secondo le norme vigenti”. Come si vede il fedele non ha nessuna via di scampo se non affronta queste accuse che incombono su di lui con maggior spirito di critica e coraggio (cosa che io sto facendo con questo scritto).

Quale potrebbe essere l´effetto finale che un tal modo di procedere provocherebbe in Stilum Curiae? Secondo la mia immaginazione, che tutti in SC siano costretti ad accettare la nomina dell´attuale papa come legittimo Papa; e chi non lo farà, sarà etichettato, così mi aspetto, come una sorta di reietto della chiesa (e qui secondo me si è venuto a creare un ben congegnato ed occulto ricatto psicologico). E una volta messo, in senso figurativo, il collare e la museruola al fedele (che per senso di colpa ma anche per paura di sanzioni non oserà abbandonare la nuova chiesa “prevostiana-bergogliana”), ogni affermazione/atto del papa, anche se in contrasto con quanto ha fatto/detto da Gesù (es.: i demoni si scacciano, non si ricevono), verrà accettata come qualcosa che ha la precedenza su ogni parola e insegnamento di Gesù.

E questo avrebbe delle implicazioni importanti per Stilum Curiae: se si lascia il campo libero a persone di questo genere, nessuno più, mi pare di poter prevedere, oserà esporre i propri pensieri, domande, dubbi, richieste di chiarimento sulla questione “legittimità papale e, alla fine, rinuncerà totalmente ad esprimersi in Stilum Curiae. Di fatto chi deciderà cosa si può dire o non dire riguardo al “Papa e dintorni” (non è questo lo slogan del sito Stilum Curiae?) non sarebbe più il dott. Tosatti come moderatore, ma delle figure come “don P.P.”, e questo, secondo me, a grave danno della libertà di pensiero e di espressione. Naturalmente lo sforzo quotidiano nel portare avanti il sito Stilum Curiae continuerebbe a gravare totalmente sul dott. Tosatti, quello economico anche su chi fa delle donazioni. A quel punto, penso, tanto varrebbe chiuderlo in quanto SC diventerebbe probabilmente un organo nascosto di “informazione” dei “prevostiani/bergogliani”. Però in questo caso ci potrebbe essere una buona notizia: se SC facesse una domanda di finanziamento a USAID per continuare ad operare, avrebbe secondo me delle buone probabilità di ottenerlo.

E per me non rimane che arrivare ad un´unica deduzione (che è un “secondo me”): che il sito Stilum Curiae è attualmente oggetto di una psy-op … ogni lettore di Stilum Curiae rischia di finire sotto attacco se non si sente di riconoscere papa Leone XIV come legittimo Papa o solo esprime dei dubbi al riguardo (“don P.P.”: “Quanto alla legittimità di Leone XIV, ribadiamo ancora una volta, per chi non vuole capire: è stato eletto secondo le norme canoniche, riconosciuto dall’episcopato, accolto pacificamente dalla Chiesa universale. Questo è ciò che vale. Il resto è teatro.” – da un commento in “Il nuovo papa, oppure … ” di padre Joachim Heimerl del 22.5.25). Nel qual caso, così mi pare che potrà avvenire, sarà soggetto ad una lavata di testa condotto con diversi mezzi psicologici: dall´attacco aggressivo, alla spiegazione pacata, al rimprovero, al fatto che non si deve porre certe domande, ad una specie di fastidioso inseguimento se continua a proporre certi argomenti (così mi pare che sia successo per “Il matto”), ecc. E tutto questo potrebbe avere come risultato che nessuno osi mettere più in dubbio, ma questo non per convinzione ma solo per evitare un qualsiasi fastidio, che l´attuale papa possa essere stato eletto legittimamente. E una volta ottenuto questo, le persone come”don P.P.” ben potranno affermare che l´elezione di papa Leone XIV è stata “accolta pacificamente dalla Chiesa universale”. Questo mi pare che sia un mezzo veramente discutibile per ottenere un tale risultato ed è quindi secondo me una affermazione non vera. L´elezione dell´attuale papa non è stata accolta pacificamente dalla Chiesa universale. Questo scritto lo dimostra … i dubbi di alcuni commentatori in SC ed altrove secondo me lo dimostrano parimenti.

E per concludere questa seconda parte mi viene di forza in mente un´ultima domanda: “Quello che una volta era solo il “fumo di Satana nel tempio di Dio” di cui parló il papa Paolo VI, si è ormai trasformato in un incontenibile incendio che sta consumando tutto ciò che vi è di Sacro in Vaticano, ed il fumo che sta rilasciando e che sta intossicando tutto il mondo è penetrato, sotto forma di rivoli di inchiostro, anche in Stilum Curiae”?

Ad ognuno i propri pensieri e le proprie risposte.

§§§

Aiutate Stilum Curiae

IBAN: IT79N0200805319000400690898

BIC/SWIFT: UNCRITM1E35

ATTENZIONE:

L’IBAN INDICATO NELLA FOTO A DESTRA E’ OBSOLETO.

QUELLO GIUSTO E’:

IBAN: IT79N0200805319000400690898

***

Pro Vita Banner 250x59

8 commenti su “Unaopinione. Piccolo Sketch di Pura Fantasia…Forse. Seconda Parte.”

  1. Don Pietro Paolo

    Caro anonimo critico,

    leggerti è come assistere a una seduta spiritica della paranoia: ogni sillaba detta da me è sospetta, ogni frase è una trappola, ogni replica una manipolazione. Ti ringrazio, perché almeno hai fatto chiarezza su una cosa: non cerchi la verità, cerchi un colpevole. E siccome non riesci a dimostrare che Leone XIV sia un antipapa, allora devi dimostrare che io non sia nemmeno umano.

    Comincio dalla tua ipotesi più esilarante: che io sia un’intelligenza artificiale o un team di “prevostiani” camuffato in sala operativa. Mi pare che tu abbia bisogno più di un esorcista che di un teologo: non perché tu sia posseduto, ma perché sei ossessionato. Ti fa più comodo pensare che un sacerdote che ti contraddice non esista, piuttosto che affrontare il fatto che le tue “deduzioni logiche” sono semplicemente errate, infondate e spesso dottrinalmente eretiche.

    Dici che non rispondo con un “sì sì, no no”? Al contrario. Ti ho già detto chiaramente:
    • Leone XIV è stato eletto secondo le norme canoniche.
    • È stato riconosciuto dall’episcopato cattolico.
    • È stato pacificamente accolto dalla Chiesa universale.
    Queste sono le condizioni richieste da San Roberto Bellarmino, da Caetano, da Suarez, da tutto il magistero ecclesiale tradizionale per riconoscere la legittimità di un Papa.
    Se per te “il sì sì, no no” è dire: “ho letto qualcosa su fromrome.info e quindi l’elezione è invalida”, allora no, non meriti un sì. Meriti un corso di ecclesiologia e un bagno di realtà.

    Quanto alla favola dei 120 cardinali, ricorda: la norma sul numero massimo dei cardinali elettori è disciplinare, non invalidante. Non lo dico io, lo dice la legge stessa. Il Papa può derogare, come fece Giovanni Paolo II permettendo a Ratzinger di votare pur se ultraottantenne.
    Se tu pensi che una deroga disciplinare comporti invalidità ontologica, confondi il diritto canonico con i tuoi sogni distopici.

    Quanto poi al tono moralista e vittimista che hai assunto sulla “pecora pensante che viene intimidita”, permettimi di essere molto diretto: non sei una pecora pensante, sei un lupo travestito da pecora che vorrebbe scardinare la fede degli altri a partire dalla propria rabbia.
    Hai costruito una teologia del sospetto, un papato alternativo, una Chiesa parallela, una spiritualità da bunker e ora pretendi che chi non ti asseconda sia un infiltrato?

    No, caro amico. Io non ti inseguo per convincerti. Ti rispondo per difendere i semplici dalle tue insinuazioni. La tua logica non è cattolica: è luciferina, perché parte da una pretesa gnosi (“la vera intelligenza cattolica”, secondo te riservata a pochi “illuminati”) e finisce col rovesciare l’ordine stesso della Chiesa.

    E quanto al “pantano magisteriale” in cui saresti finito leggendo me, voglio dirtelo con chiarezza:
    il vero pantano è quello mentale e spirituale in cui ti trovi, in cui ogni autorità è corrotta, ogni Papa è sospetto, ogni obbedienza è resa colpevole. Tu non cerchi chiarezza, cerchi alleati per la tua eresia privata. Non li troverai.

    Se ti dà fastidio che ti venga ricordato che il Papa legittimo va riconosciuto, anche quando è meno brillante, sappi che il tuo fastidio non cambia la dottrina. E se pensi che “detronizzare Gesù” significhi nominare una donna in un dicastero o parlare coi lontani, allora ti sei già creato un Gesù su misura, un Gesù senza Samaritana, senza Maddalena, senza Croce. Un Gesù da teologia alternativa.

    Per chiudere: sì, io sono un prete. In carne, sangue, anima e vocazione. E a differenza di te, non ho paura di essere visibile.
    Se ti fa comodo pensare che io sia una macchina, è solo perché così puoi disattivarmi nel tuo cervello ogni volta che ti metto davanti l’evidenza: non sei tu a decidere chi è Papa. Non sei tu a custodire la Chiesa. E la tua “intelligenza cattolica” è solo superbia ben confezionata.

    Capisco che per il guru di Palermo è difficilissimo rientrare nella Chiesa cattolica, ma auguro almeno a te – ammesso che non sia tu stesso quello che ancora si fa chiamare “don”, di tornare nella Chiesa vera. Quella che ha un solo Capo visibile, che si chiama Papa Leone XIV, e un solo Signore invisibile, che si chiama Gesù Cristo. L’unico che tu, finora, sembri voler interpretare anziché ascoltare.

    Con franchezza,
    don Pietro Paolo

  2. U.O. caro, non ci scriviamo dal filmato sulla Massoneria. Niente da ridire sul suo articolo, anzi bravo per aver introdotto (nessuno tranne lei) la questione sui 133 elettori attivi al posto dei 120 contemplati dalla UDG, art.33. Ne ha scritto più volte fr. Alexis Bugnolo: https://www.fromrome.info/2025/06/25/a-canonical-analysis-of-why-the-conclave-of-may-2025-had-no-valid-result/#comment-94192 sul quale c’è un mio commento che ha rafforzato l’ottimo fr.Alexis. Non è stato solo Bergoglio a eleggere più di 120 cardinali, già lo fece G.Paolo II, basta consultare l’Annuario Pontificio 2004 p.29.
    In realtà, i cardinali over120 se perfetti nella loro “dignitas” e per ogni altra loro attribuzione ed ufficio, per legge “speciale” (cioè di papa) non sono elettori se superano quel preciso n°120. Fr.Alexis diceva che si può aggirare il limite degli esuberanti con una votazione a turni… io non sono d’accordo perchè:
    1. È una procedura non prevista dall’UDG che è inficiata nei suoi dettami. 2. basta tener conto di un principio valido nel codice canonico e in tutte le amm.ni civili e militari del mondo: quello gerarchico legato anche alla anzianità di nomina o nel ruolo: il cardinale più giovane, in base alla Bolla di nomina NON VOTA. Semplice e legittimo!!
    Non voglio dir altro, sebbene sia in grado di sviscerare a fondo l’argomento dei 120 ma che a nessuno interessi è sbagliato perchè è collegato alla forzatura che è stata fatta per far ammettere illecitamente 13 esuberanti.
    Il problema però è minimo: il conclave 2025 è illeggittimo per tanti altri motivi.

    1. A dire il vero non so perché mi merito l´appellativo (che pur mi piace) di “caro”.
      Qualcosa riguardante le societá segrete l´ho anche postato in SC (credo qualche filmato? Qualche scritto? Non mi ricordo – era tanto tempo fa).
      Ma, da persona esterna alla curia ed ignorante della materia, quello del numero degli elettori é l´unico motivo formale da me conosciuto che mi sembra che possa inficiare formalmente l´elezione di questo papa.
      Il fratello? In realtá chiacchiere che non sono una prova e che peró pesano nella formazione di un giudizio.
      Qualche cardinale che fa l´indovino? Lo stesso.
      Insomma … ho tirato ad indovinare. Ho centrato? Non lo so.
      Poi altre cause, e parlo per me, non ne vedo né ne posso provare: es: come hanno votato quei 28 cardinali di nomina pre-Francesco?
      Ma nella quarta parte é citato almeno un altro motivo, che spero che influenzerá il modo di pensare di molti credenti che vogliono restare fedeli a Gesú, per il quale questo papa non puó essere Papa (cosí come per papa Francesco).

      1. Caro, perchè sento in quello che lei scrive è sincero e altrettanto sento il desiderio di ricevere sincerità, quindi “caro” lo dico col cuore.
        Quanto a quel prete che non sa leggere le semplici esternazioni di ciò che lei U.O. sente e che qui lo interpellano, mi dolgo io stessa pensando alla solitudine in cui rimangono le anime che in confessione gli aprono il cuore. Questo è il prete generico medio, don pipì, ufficialmente don APÙ= Accettato Pacificamente Ùniversalmente (nel Blog). Di tutta la prosopopea logorroica (e del tempo libero che solo lui sa trovare fra rosari, messe e confessioni,la cura della parrocchia e kl servizio alle anime) quello che rimane è la latitanza negli argomenti che non vuole pigliare in considerazione, che se esaminati come prove, porterebbero anche le pietre ad impugnare la legittimità della elezione di Bergoglio (basterebbe citare l’autobiogr. del Card. Danneels edita in 2 lingue, o una sua intervista televisiva o i commenti di altri partecipanti a S.Gallo).
        Quando i don pipì del mondo tacciono sui fatti e sulle prove che vedono e che sentono, come possono parlare di Dio che non vedono e non sentono? Fra IA e IO meglio il raglio d’asino: si addice al personaggio, perchè “non sale al cielo”. Un caro saluto.

        1. Don Pietro Paolo

          Giusy,
          (Non ti scrivo “cara” perché potresti offenderti)

          il tuo messaggio è il solito minestrone tiepido travestito da profezia accorata. Un insieme confuso di lamenti, invettive e sospetti messianici, condito da una vena di disprezzo sottile quanto insistente. Ma al di là del tono teatrale, la sostanza è debole, prevedibile, e a tratti francamente ridicola.

          Dici che parli “col cuore”? No, parli con il fegato.
          Dici di cercare sincerità? No, cerchi eco. Vuoi che qualcuno raccolga le tue parole, le rilanci, le amplifichi, perché senza questo rimbalzo restano ciò che sono: sfoghi anonimi lanciati nel vuoto da qualcuno che ha confuso la tastiera con l’altare.

          Sei convinta di vedere chiaro dove altri sono ciechi. Ma in realtà ripeti, in loop, le stesse ossessioni che da anni infestano certi angoli della rete cattolica: il complotto di Sankt Gallen, la delegittimazione di Bergoglio, la diffamazione dei preti che non ti stanno comodi. Tutto già sentito, già masticato, già sputato.

          “Don pipì”? Sul serio? È questo il livello?
          Screditare un sacerdote con un nomignolo da scuola media ti fa sentire superiore?
          No, Giusy. Ti rende solo più piccola e, permettimi, disgustosa e volgare come cafone. Il sarcasmo che usi non ha nulla di intelligente: è solo veleno riverniciato da zelo, e neanche troppo bene.

          l tuo “prete generico medio” è solo il bersaglio facile di chi non sopporta una Chiesa che non si piega alle proprie nevrosi teologiche. Lo riduci a un pupazzo che recita rosari e distribuisce confessioni, come se la fedeltà al proprio ministero fosse un difetto.
          Ma la verità è che ti dà fastidio la sua sola esistenza. Ti infastidisce perché — nel suo silenzio, nella sua obbedienza, nella sua perseveranza, nella sua fedeltà alla dottrina della Chiesa e alla sua indefettibilità che proclama— è l’esatto contrario della tua frenesia di controllo.

          Hai paura che possa contrastarti, che possa intralciare la tua opera di proselitismo travestita da discernimento.
          E allora lo marchi con sarcasmo, lo ribattezzi don APÙ, sperando che venga screditato e, magari, allontanato.
          Non perché sia colpevole, ma perché ti è d’intralcio.
          Perché rappresenta quella coerenza che non tu non possiedi — e che, proprio per questo, ti brucia.

          La tua accusa di “latitanza negli argomenti” è un capolavoro di proiezione: il vuoto sta nelle tue “prove”, non nelle loro omissioni. Tirare fuori per l’ennesima volta Danneels e Sankt Gallen non è investigazione: è ossessione.
          E le pietre, Giusy, non gridano ciò che vuoi tu. Tu le puoi usare per lapidare, ma Le pietre, quando parlano, danno gloria a Dio. Tu no.

          Quindi sì, magari ti chiami davvero Giusy. Ma chissà — potresti anche essere Alessandro, “unaopinione”, “la signora di tutti i popoli” o qualche altro nome di comodo, tutti personaggi diversi solo in apparenza, ma con lo stesso stile, lo stesso livore, le stesse ossessioni. Non è una certezza, ma il sospetto è più che legittimo. Perché quando i messaggi si somigliano come gocce d’acqua, è difficile non vedere una sola mano dietro tante firme.
          E nemmeno questo, naturalmente, ti dà ragione.

          E poi quella frase finale — “meglio il raglio d’asino”: l’unico vero autoritratto del tuo messaggio. Perché dietro il finto lirismo, dietro le formule pseudo-teologiche, dietro l’aria ispirata… non c’è alcuna luce, solo rumore. Un rumore stanco, sempre uguale, che cerca applausi da chi è già d’accordo.

          Infine, la tua frase: “Come possono parlare di Dio che non vedono e non sentono?”
          No, Giusy. Loro parlano di quel Dio che ha rivelato Gesù Cristo — e che tu dimostri di non conoscere neanche da lontano.

        2. Don Pietro Paolo

          Giusy,
          (Non ti scrivo “cara” perché potresti offenderti)

          il tuo messaggio è il solito minestrone tiepido travestito da profezia accorata. Un insieme confuso di lamenti, invettive e sospetti messianici, condito da una vena di disprezzo sottile quanto insistente. Ma al di là del tono teatrale, la sostanza è debole, prevedibile, e a tratti francamente ridicola.

          Dici che parli “col cuore”? No, parli con il fegato.
          Dici di cercare sincerità? No, cerchi eco. Vuoi che qualcuno raccolga le tue parole, le rilanci, le amplifichi, perché senza questo rimbalzo restano ciò che sono: sfoghi anonimi lanciati nel vuoto da qualcuno che ha confuso la tastiera con l’altare.

          Sei convinta di vedere chiaro dove altri sono ciechi. Ma in realtà ripeti, in loop, le stesse ossessioni che da anni infestano certi angoli della rete cattolica: il complotto di Sankt Gallen, la delegittimazione di Bergoglio, la diffamazione dei preti che non ti stanno comodi. Tutto già sentito, già masticato, già sputato.

          “Don pipì”? Sul serio? È questo il livello?
          Screditare un sacerdote con un nomignolo da scuola media ti fa sentire superiore?
          No, Giusy. Ti rende solo più piccola e, permettimi, disgustosa e volgare come cafone. Il sarcasmo che usi non ha nulla di intelligente: è solo veleno riverniciato da zelo, e neanche troppo bene.

          l tuo “prete generico medio” è solo il bersaglio facile di chi non sopporta una Chiesa che non si piega alle proprie nevrosi teologiche. Lo riduci a un pupazzo che recita rosari e distribuisce confessioni, come se la fedeltà al proprio ministero fosse un difetto.
          Ma la verità è che ti dà fastidio la sua sola esistenza. Ti infastidisce perché — nel suo silenzio, nella sua obbedienza, nella sua perseveranza, nella sua fedeltà alla dottrina della Chiesa e alla sua indefettibilità che proclama— è l’esatto contrario della tua frenesia di controllo.

          Hai paura che possa contrastarti, che possa intralciare la tua opera di proselitismo travestita da discernimento.
          E allora lo marchi con sarcasmo, lo ribattezzi don APÙ, sperando che venga screditato e, magari, allontanato.
          Non perché sia colpevole, ma perché ti è d’intralcio.
          Perché rappresenta quella coerenza che non tu non possiedi — e che, proprio per questo, ti brucia.

          La tua accusa di “latitanza negli argomenti” è un capolavoro di proiezione: il vuoto sta nelle tue “prove”, non nelle loro omissioni. Tirare fuori per l’ennesima volta Danneels e Sankt Gallen non è investigazione: è ossessione.
          E le pietre, Giusy, non gridano ciò che vuoi tu. Tu le puoi usare per lapidare, ma Le pietre, quando parlano, danno gloria a Dio. Tu no.

          Quindi sì, magari ti chiami davvero Giusy. Ma chissà — potresti anche essere Alessandro, “unaopinione”, “la signora di tutti i popoli”, Gabriela o qualche altro nome di comodo, tutti personaggi diversi solo in apparenza, ma con lo stesso stile, lo stesso livore, le stesse ossessioni. Non è una certezza, ma il sospetto è più che legittimo. Perché quando i messaggi si somigliano come gocce d’acqua, è difficile non vedere una sola mano dietro tante firme.
          E nemmeno questo, naturalmente, ti dà ragione.

          E poi quella frase finale — “meglio il raglio d’asino”: l’unico vero autoritratto del tuo messaggio. Perché dietro il finto lirismo, dietro le formule pseudo-teologiche, dietro l’aria ispirata… non c’è alcuna luce, solo rumore. Un rumore stanco, sempre uguale, che cerca applausi da chi è già d’accordo.

          Infine, la tua frase: “Come possono parlare di Dio che non vedono e non sentono?”
          No, Giusy. Loro parlano di quel Dio che ha rivelato Gesù Cristo — e che tu dimostri di non conoscere neanche da lontano.

  3. Bombshell! Il blog tratta di cose reali, di fatti veramente accaduti e di personaggi esistenti. Altro che le seghe mentali sul papa segreto eletto da un conclave segreto, un terzo Francesco dopo quello di Assisi e quello di Buenos Aires: che pizza!!
    Invece UNA OPINIONE, reporter d’assalto, scampato (fino ad ora) ai droni della Guardia Svizzera e alla I.A. sottoforma di un virtuale don P.P. operante 24/24 h, ci ci fornisce a domicilio e di prima mano una indagine giornalistica con personaggi insospettati d’alto livello, proprio qui nel blog di Tosatti. La fine dramnatica è assicurata (della Chiesa) ma non è il maggiordomo l’assassino ma addirittura un papa che interrogato risponde con la voce del Diavolo suo possessore e mentore. Le persone sono vere, il protagonista è americano ma scopriremo che ha origini siculomafiose, allevato in un vivaio internazionale di avannotti massoni sotto la supervisione dei Gesuiti. Il tutto condito da veri vescovi compiacenti con sciarpe arcobaleno, da falsi cardinali (a 5000 euri mensili e premio milionario per elezione teleguidata ad occhi bendati “di uno dei nostri” in un conclave) che hanno trovato la pacchia in terra e con il codazzo dei religiosi che si guadagnano lo stipendio, ma più ridotto, non lavorando ma lodando l’intensa attività distruttiva di 12 anni di papi visibili (purtroppo) con la loro (quella dei preti) “universale accettazione pacifica”: personaggi utili tutti a sostituire un costoso biglietto per il Paradiso con quello gratuito per un ospitale con aria condizionata Inferno, in cui portare le anime delle pecore.
    Mentre Benedetto su rigira nella tomba la sede apostolica resta recidivamente, per la seconda volta, vacante ma occupata senza soluzione di continuità. Chissà quale nuova eresia apprenderemo col nuovo sketch sul messale con la Pachamama, panza e tette al vento amazzonico con qualche itifallo eretto qui e lì, sull’altare di Bafometto.
    Poveri tradizionalisti, vi vedo soffrire, davvero Prevost è il vostro vero papa della speranza (delusa!). Ma non vi riveliamo la prossima puntata: il divertimento è assicurato almeno per i diavoletti dell’inferno e naturalmente per quelli indigeni, il Matto e la Serpentella Adrianella, sempre a caccia di emozioni sadiche.

    1. Don Pietro Paolo

      A M.A.X. (o dovremmo dire UNA OPINIONE, stagione 2?):

      Certo, “il divertimento è assicurato” – ma solo all’inferno, come lei stessa ammette. Ecco il punto: quando mancano i fatti, si passa alla fiction. Quando la realtà ecclesiale non conferma le proprie ossessioni, si tenta di riscriverla a colpi di satira da quattro soldi, con vescovi arcobaleno, droni vaticani e messali stregoneschi.

      Siete sempre più simili a quei personaggi che, non riuscendo a scalzare l’autorità della Chiesa con argomenti, cercano almeno di seppellirla sotto il sarcasmo. Ma anche questo vi sfugge di mano, perché l’umorismo, senza verità, non consola: corrode.

      Dite che “i personaggi sono veri”? No, sono caricature delle vostre ossessioni. E quando non sapete più distinguere tra un Papa, un massone e un demone amazzonico, vuol dire che il problema non è nella Chiesa, ma nel vostro sguardo: lo specchio deformante dell’ideologia minutelliana.

      Prevost non è il “Papa della speranza delusa”, è il Papa eletto legittimamente, riconosciuto dalla Chiesa universale. E questo vi brucia. Per questo il vostro stile si fa isterico, velenoso, e infine comico. Ma non fa ridere nessuno, se non i fantasmi del vostro piccolo inferno privato.

      Voi non state combattendo per la verità: state solo cercando di sopravvivere

      don Pietro Paolo

I commenti sono chiusi.

Se hai letto « Unaopinione. Piccolo Sketch di Pura Fantasia…Forse. Seconda Parte. » ti può interessare:

Torna in alto