Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, Benedetta De Vito, che ringraziamo di tutto cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sul nuovo vescovo di San gallo, piccola diocesi svizzera diventata famosa per aver ospitato clericali complotti in passato. Buona lettura e diffusione.
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Oh che bello, mi prendo un giorno di vacanza dalla scrittura, mi sono detta questa mattina mentre un’alba d’arancio s’accendeva a largo di Tavolara. Sì, certo, come no. Infatti sono qui con la mia pennina virtuale e spiego perché torno a blablare. Ecco è accaduto che scorrendo, per così dire, la mia personalissima rassegna stampa mattutina, mi sono imbattuta nel faccione sorridente del nuovo Vescovo di San Gallo, fresco di approvazione del Papa, in una foto su un noto sito cattolico. Vi appare come un giovanotto allegrone, sul biondo mi pare, che indossa un curioso cappello con la calotta a punta (sembra quello di un mago) e, cosa ancora più curiosa, reca sulla tesa tondeggiante un pupazzo a forma di cigno…
Benedetta, squillo di trombe, è ora di tirar giù il vecchio dizionario di diavoliano. Nooo, di nuovo? Speravo di averlo riposto per sempre nel garage dei topolini! Nooo, che cosa ti sogni. Vai corri. Ubbidisco, dimitto auricolas. Vado e torno e mentre mi assento prendetevi un caffettino anche alla mia salute. Sono qui di già. Inizio ab ovo. Con i polpastrelli impolverati (non lo apro più da mesi questo librone e ripeto speravo davvero di non doverlo fare più, invece…), torno su San Gallo, la diocesi nella quale si decise il nuovo corso (balordo) della chiesa, secondo quanto dichiarato da alcuni cardinali facenti parte, come alcuni scrissero, della “mafia di San Gallo” (la trovate anche su wikipedia). Ma Gullen in tedesco vuol dire letamaio e il diavoliano si cela dietro paroline innocenti…
Ora scorro il mio dizionario fino alla voce Beat Groegli e, oh che sorpresa, leggo che in diavoliano questo nome si legge Bergoglio! E infatti il nostro Beat (un nome che è già tutto un programma) è per la sinodalità, per i preti sposati, per le donne prete, per le benedizioni agli omosessuali e tutte quante le belle cosine senza sale e senza Verità dell’argentino che sembra ritornare come ombra oscura dietro alle mozzette. Noooo.
Avanti non è finita Benedetta, torna al cappello da mago e alla bestia che reca sul capo. Già, volo alla parola swan, che è il termine inglese che vuol dire cigno ed ecco che in diavoliano la parola swan è un poco swine (maiale) e un poco swamp (palude). Chiudo il dizionario, respiro, lo ripongo nel garage dei topolini e concludo questo mio piccolo articolo con una citazione del nuovo Vescovo che a me fa venire le afte in bocca: “La sua posizione sulle Confraternite sacerdotali di San Pietro e di San Pio X?
L’Antica Messa è spesso associata a idee teologiche, visioni del mondo e opinioni politiche che non condivido. La cosa difficile di questi gruppi è che hanno lasciato la comunità più ampia [non esistente]. La liturgia che celebrano non si evolve. Così facendo, si staccano dallo sviluppo della Chiesa come comunità”. E a voi?
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4 commenti su “San Gallo, Diocesi del Complotto. Guarda un po’ che Dice il Nuovo Vescovo…Benedetta De Vito.”
Ma un vescovo eretico non decade automaticamente dalla “giurisdizione”? È di fatto, sia che venga anatemizzato sia che venga lasciato sul suo scranno, fuori dalla Chiesa.
E questo leoncino in mozzetta, che fa furore tra i tradizionalisti, non è egli stesso un eretico tramite queste nomine di eretici?
Brava Benedetta che non hai perso il senso critico e il lume della ragione.
“Diamogli tempo”, dice la saggezza (!).
Sì, sì: diamogli ancora tempo per dimostrare che e non è l’attuatore del programma bergogliano!
Forse è bene rispolverare il significato di “grullo”.
Ed è il caso di rivalutare don Minutella …
Caro Enrico,
ma da quando ha fatto il noviziato presso Radio Domina Nostra? Sta forse svolgendo il ruolo di “inviato speciale” nel campo avverso per testare il livello di bergoglizzazione spirituale? (Ovvero quella tipica tendenza, propria di certi ambienti minutelliani, a scorgere ovunque la contaminazione dello “spirito bergogliano”, anche dove non c’è).
Lei ha ragione: è proprio tempo di rispolverare il significato di “grullo”. Perché, diciamocelo, ce ne vuole un bel po’ per credere che Leone XIV sia solo un burattino di Bergoglio… e ancora di più per pensare che don Minutella sia l’unico lucido in un mondo di indemoniati.
Mi perdoni, ma la sua uscita suona come una provocazione da manuale: prima lascia intendere che chi dà fiducia al Papa è un “grullo” (almeno così si legge tra le righe), poi propone di “rivalutare” Minutella. “Diamogli tempo”, dice con sarcasmo… Certo, magari giusto il tempo per capire che Leone non è un clone di Bergoglio con parrucca e mozzetta. E, se il dubbio persiste, si può sempre consultare l’oracolo di Palermo: ha già emesso sentenza, con relativo anatema e rosario a pallettoni.
Mi chiedo: cosa sta cercando di fare, passando dal “diamogli tempo” al “è un infiltrato bergogliano” con la velocità di una diretta su Radio Domina? È strategia? O un test per misurare il tasso di ossigeno tra i non-complottofili?
Altro che discernimento: qui sembra la tattica del grullo lucido — o, forse, il solito schema: seminare zizzania e poi gridare al lupo.
Le sue domande, caro Enrico, non cercano risposte ma reazioni. Lei non è minutelliano — si capisce — ma quando fa comodo, ne prende in prestito le armi: solo il tempo necessario per insinuare che Leone sia il prolungamento occulto di Bergoglio.
Altro che dividi et impera: qui siamo a insinua et ritirati, la strategia di chi, temendo che Leone possa davvero riuscire, preferisce gettare ombre, scompigliare il campo e perfino riabilitare l’eretico, pur di indebolire il Papa.
Pare sia stato il Concilio di Costantinopoli a stabilire il principio della successione apostolica. Ma a me pare che il ritenere i vescovi attuali successori degli apostoli sia un’esagerazione. A prescindere dagli spropositi che dicono (non tutti, grazie a Dio), leggete san Paolo e capirete l’impossibilità di paragoni. Gli apostoli affrontavano difficoltà, fame, pericoli e persecuzioni di ogni genere, questi (non tutti, grazie a Dio) sono ben pasciuti, riveriti, soddisfatti, in genere intenti più a mantenere il posto e le possibilità di carriera, nonché a ricevere gli applausi del mondo, che non a trasmettere la fede.
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