Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questo piccolo esercizio spirituale da compiere in semplicità e purezza nel momento in cui sembra che veramente Ianua Inferi si stiano scatenando con violenza e menzogna e complicità dei soidisant buoni straordinarie. La speranza è alla fine dell’articolo, non praevalebunt…Buona lettura e meditazione.
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In marzo, ho schiacciato tre pomodorini sotto tre centimetri di terra e, passa oggi passa domani, han germogliato, piccini, verdini, tenerini. Li ho presi, quei piccoli miracoli con gambuccio e braccine, uno per uno, e li ho trapiantati in due vasi e poi messi sul davanzale romano dove sapevo che c’era luce e ombra al quanto basta. Pian piano, le piantine sono cresciute, si sono fatte esili fatine e una più alta e una più bassina, ma tutte vive e verdi mi chiamavano al mattino per la colazione in acqua fresca. E io con loro chiacchieravo e le ringraziavo per lo splendore loro. Ora giù e la storia continua, vi prendo per mano…
I due vasi con le signorine di gambo e foglie sono partite con me per la Sardegna e han viaggiato nella pancia del traghetto, come me nella cuccetta e ora che sono passati tre mesi di innaffiature e paroline al miele conto già i primi pomodorini, tondini verdi con su un cappellino a stella tanto grazioso che è calice di un fiore e mi fanno l’occhiolino, gioiosi, allegri, vivi.
Sì, la vita, la vera vita, è così semplice, regale, stupenda. Non così la falsa vita in cui ci tengono immersi i rossi, tinti (tinto, come scrivono dei lettori a margine del pezzo sul “captivus diaboili”, vuol dir cattivo in siciliano e vinho tinto in Portogallo, vuol dire vino rosso, ma spesso il vino rosso è così rosso da parere nero: il lutto delle vedove che passano da tinte a cattive nella loquela quotidiana…).
E rossi sono i cattivissimi, i cannibali, i seguaci del signore delle mosche che vogliono stringerci nella morsa loro di morte.
Ma andiamo avanti nella vera vita perché oggi, non so come farò, vorrei spiegare un esercizio spirituale che è, per dire così, entrar nella misteriosa e stupenda vita vera dei miei pomodorini nella gloria del creato amato dal suo Creatore. E come si fa, dai, Benedetta. Oh, è semplice, si passa dal piano di sopra (la mente) al piano di sotto che è il cuore.
Lassù, nel mondo delle chiacchiere, dei partiti politici, della finta vita, Lucifero ci rende tutti cattivi, schiavi delle sue tentazioni (chi più chi meno) e, con la rabbia in corpo, ecco che il cuore si indurisce e addio piano di sotto.
Al piano di sotto, invece, dondolando nella dolcezza di piuma del cuore puro, possiamo vivere senza neppure sentirli quei fischi e gli stridi del tentatore da strapazzo non passano attraverso la porta dell’amore.
Protetti come siamo nella gioia del Signore, coperti dal Manto di Maria, ecco che la vera vita vive in noi, portandoci al cielo.
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2 commenti su “Tre Pomodorini e una Ginnastica Spirituale contro lo Scatenìo Disumano. Benedetta De Vito.”
Il carissimo Padre Serafino (se legge questo blog e questi commenti, un abbraccio a lui) qui sotto parla di adorazione. Intervista da leggere, meditare e… mettere in pratica!
http://www.settimanaleppio.it/dinamico.asp?idsez=6&id=2637
Leggere la “poesia” dei suoi pomodorini, Benedetta carissima, mi ha immediatamente portato alla mente una splendida, vecchia meditazione del caro Padre Tognetti, che non mi è stato possibile recuperare. In essa, tra le altre cose, si citava il Cardinal Spidlik, il quale esortava a saper adorare Dio anche di fronte a una verza…
Provvidenza mi ha fatto dono di quest’altra – pure splendida – riflessione, più recente, in cui il buon padre Serafino tira fuori ancora le verze del Cardinal Spidlik con molte altre chicche…
https://youtu.be/z1LL-DppE7Q
Sempre ogni Bene!
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