Dalla Pentecoste al Corpus Domini in Missione con Maria Contemplando il Sacro Cuore di Gesù. R.S. 

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, un amico fedele del nostro sito, R.S.,, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sul tempo liturgico che stiamo vivendo. Buona lettura e meditazione.

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Dalla Pentecoste al Corpus Domini in missione con Maria contemplando il sacro cuore di Gesù 
 
Il mondo ribolle. Degli assatanati consapevoli della sconfitta cercano di distruggere più che possono l’umanità, seminando l’odio di cui si nutrono. Sono dei rivoluzionari che pianificano i focolai di sovvertimento, inseguendo il loro disegno dal disumano al transumano. Non solo le guerre armate, ma anche distruzioni più infide, dentro le anime dei singoli e delle società, tramite “rispettabili” opinioni o astute manipolazioni spacciate per scientifiche o progredite. Ci provano in tanti modi: manipolando elezioni, promuovendo medicamenti, fomentando scontri, sovvenzionando migrazioni, corrompendo i costumi… Hanno infiltrato anche il Corpo Mistico di Cristo!  
 
All’indomani della Pentecoste, nel mese del Sacro Cuore, bisogna cessare di essere predatori per tornare ad essere pellegrini, cercatori di armonia e di luce nelle tenebre di un mondo in cui regna un pensiero cattivo. 
Si può ancora vivere insieme, ma bisogna farsi disarmati e disarmanti. Papa Leone XIV sta inviando missionari.  
La novità dello Spirito increato consiste nella sua attualità senza tempo: quella dei cieli nuovi e terra nuova non perché altri, ma perché uniti al pensiero di Dio e non del suo rifiuto.    
 
La missione che scaturisce dalla Pentecoste, dallo Spirito increato effuso sui primi cristiani per farci parte efficace della Rivelazione ricevuta dal Verbo incarnato, può riuscire l’impossibile: raccogliere nell’unico Signore le unicità di ciascuno! La comunione che sbriciola la solitudine, il “con” (syn) che fa da antidoto alla divisione e alla frammentazione. Ecco qui il Corpo Mistico convalescente, popolo in cammino, pellegrino verso la Patria da cui il peccato ci fa esuli.   
 
L’anima umana essendo personale è limitata. È l’anima di una creatura. Tuttavia la rivelazione cristiana ci dice che essa è immortale. Lo spirito creato, poiché inabitato dallo Spirito increato (Dio) ne riceve per così dire l’illimitatezza. 
 
La nozione di anima eccede l’istinto e la psiche, ma anche la semplice razionalità propria del pensare logico e conoscitivo intrinseco alla creatura. Eccede perciò la materia e la natura, per raggiungere un pensiero metafisico, in una dimensione soprannaturale.

Diventare cristiani (non si nasce tali) rende creature nuove, rinascendo dall’alto, nel senso di quei cieli che non sono uno spazio fisico astronomico, ma l’ulteriorità di ciò che riguarda la creazione visibile, microscopi e telescopi inclusi.

Il “nuovo” del cristiano non è alternativo a un vecchio da rottamare, ma lo compie nell’eterna attualità increata, sottratta al tempo e allo spazio, priva di un prima e di un dopo, di un dentro e di un fuori.

Lo Spirito increato abitando l’anima le conferisce questa partecipazione all’illimitatezza di Dio che include ogni pensiero, tutto l’Essere, compreso il suo rifiuto, ovvero la mancanza di bene, di bello e di vero, che nei casi di imperdonabilità implica l’inferno, l’eterna separazione dalla visione beatifica. Il tutto nell’ordine delle cose.

In Maria santissima lo Spirito opera con i suoi doni e produce i suoi frutti: la pienezza di grazia, la perfetta carità di colei che è la tutta bella, la tutta santa, la tutta pura, la pneumatofora.

Eccomi: sono la serva del Signore. 
Un semplice fiat, come il “voluntas tua fiat” insegnato e vissuto da Gesù nella preghiera al Padre dei Cieli. 
E’ l’immersiva (battesimale) partecipazione al pensiero dello Spirito increato: sacro come il cuore di Gesù.   
 
In lei il Verbo-pensiero divino si incarna, redime la creazione dalla croce mentre la madre sotto la croce del figlio corredime, alla Pentecoste assiste alla discesa del Paraclito Consolatore, lei che è la madre della consolazione. 
Le anime dei santi (di tutte le anime immortali e presenti) sono il Regno dei Cieli e lei ne è la regina, servita dagli angeli, nella comunione dei santi, nell’eterna attualità della presenza divina, senza tempo.
 
La storia è un percorso di divisioni e conflitti: il tempo è segnato da vincitori e sconfitti, su campi di battaglia grondanti morte. Invece ecco il pensiero dello Spirito increato: il vivere insieme perchè amati. 
 
Senza lo spirito santo, lo spirito di Gesù, non possiamo fare nulla, tranne agitarci, ma inconcludenti e litigiosi.   

Il diavolo la invidia e la detesta perché lei è ciò che lui ha voluto rifiutare di essere, purtroppo imitato.

Nei misteri della luce nel Rosario si approda all’Eucaristia: il cibo soprasostanziale che è nutrimento per l’anima, nel mistero del sacramento in cui lo Spirito increato transustanzia la materia sensibile frutto del lavoro dell’uomo.
 
Allora iniziamo a concentrare su Cristo i nostri pensieri, pellegrini tra la Pentecoste e il Corpus Domini nel mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù. 
 
R.S.    

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