L’anima umana essendo personale è limitata. È l’anima di una creatura. Tuttavia la rivelazione cristiana ci dice che essa è immortale. Lo spirito creato, poiché inabitato dallo Spirito increato (Dio) ne riceve per così dire l’illimitatezza.
La nozione di anima eccede l’istinto e la psiche, ma anche la semplice razionalità propria del pensare logico e conoscitivo intrinseco alla creatura. Eccede perciò la materia e la natura, per raggiungere un pensiero metafisico, in una dimensione soprannaturale.
Diventare cristiani (non si nasce tali) rende creature nuove, rinascendo dall’alto, nel senso di quei cieli che non sono uno spazio fisico astronomico, ma l’ulteriorità di ciò che riguarda la creazione visibile, microscopi e telescopi inclusi.
Il “nuovo” del cristiano non è alternativo a un vecchio da rottamare, ma lo compie nell’eterna attualità increata, sottratta al tempo e allo spazio, priva di un prima e di un dopo, di un dentro e di un fuori.
Lo Spirito increato abitando l’anima le conferisce questa partecipazione all’illimitatezza di Dio che include ogni pensiero, tutto l’Essere, compreso il suo rifiuto, ovvero la mancanza di bene, di bello e di vero, che nei casi di imperdonabilità implica l’inferno, l’eterna separazione dalla visione beatifica. Il tutto nell’ordine delle cose.
In Maria santissima lo Spirito opera con i suoi doni e produce i suoi frutti: la pienezza di grazia, la perfetta carità di colei che è la tutta bella, la tutta santa, la tutta pura, la pneumatofora.
Eccomi: sono la serva del Signore.
Un semplice fiat, come il “voluntas tua fiat” insegnato e vissuto da Gesù nella preghiera al Padre dei Cieli.
E’ l’immersiva (battesimale) partecipazione al pensiero dello Spirito increato: sacro come il cuore di Gesù.
In lei il Verbo-pensiero divino si incarna, redime la creazione dalla croce mentre la madre sotto la croce del figlio corredime, alla Pentecoste assiste alla discesa del Paraclito Consolatore, lei che è la madre della consolazione.
Le anime dei santi (di tutte le anime immortali e presenti) sono il Regno dei Cieli e lei ne è la regina, servita dagli angeli, nella comunione dei santi, nell’eterna attualità della presenza divina, senza tempo.
La storia è un percorso di divisioni e conflitti: il tempo è segnato da vincitori e sconfitti, su campi di battaglia grondanti morte. Invece ecco il pensiero dello Spirito increato: il vivere insieme perchè amati.
Senza lo spirito santo, lo spirito di Gesù, non possiamo fare nulla, tranne agitarci, ma inconcludenti e litigiosi.
Il diavolo la invidia e la detesta perché lei è ciò che lui ha voluto rifiutare di essere, purtroppo imitato.
Nei misteri della luce nel Rosario si approda all’Eucaristia: il cibo soprasostanziale che è nutrimento per l’anima, nel mistero del sacramento in cui lo Spirito increato transustanzia la materia sensibile frutto del lavoro dell’uomo.
Allora iniziamo a concentrare su Cristo i nostri pensieri, pellegrini tra la Pentecoste e il Corpus Domini nel mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù.
R.S.
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