Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo annuncio di un evento segnalatoci dal maestro Aurelio Porfiri. Buona lettura e condivisione.
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Liturgia virale – La liturgia al tempo del Covid
Lunedì 9 giugno 2025, ore 16
Chiesa di Santa Maria in Cappella, Via Pietro Peretti 6 – Roma (Trastevere)
Prenotazioni: www.romaeternacantores.com – Eventbrite
Un appuntamento importante per riflettere su come la liturgia cattolica abbia vissuto e reagito alla crisi pandemica. A partire dal libro Liturgia virale. Il liturgista risponde di Don Enrico Finotti, si aprirà un dialogo a più voci su ciò che la Chiesa ha affrontato, tra restrizioni, creatività e interrogativi teologici e pastorali.
Intervengono:
- Don Enrico Finotti, liturgista e autore del libro
- Card. Gerhard Ludwig Müller, Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede
- Padre Giovanni Scalese, missionario barnabita e testimone diretto della pandemia in Asia
- Aurelio Porfiri, musicista, autore e curatore dell’incontro
Un’occasione unica per discutere delle sfide affrontate dalla liturgia durante il tempo del Covid, in un contesto che ha toccato profondamente la vita di preti, fedeli e comunità intere. Si rifletterà su ciò che è stato e su cosa può essere recuperato o riconsiderato nel presente e nel futuro della prassi liturgica.
Saranno disponibili copie del volume.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Evento a cura dell’associazione Romaeterna Cantores, in collaborazione con la Fondazione Santa Francesca Romana.
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7 commenti su “Liturgia Virale. La Liturgia al Tempo del Covid. Roma, 9 Giugno. Con il card. Ludwig Mueller.”
Mediante Stilum Curiae desidero rivolgere alcune domande ai relatori, sperando di raggiungerli tramite Marco Tosatti.
Attualmente sono ancora in vigore degli obblighi sanitari conseguenti alla pandemia che impattino specificamente sulla liturgia? Se sì, quali?
Qualora non ce ne fossero, la presenza della bottiglietta del gel lavamani sull’altare configura un abuso liturgico?
Il gesto di detergersi le mani con il gel prima di distribuire la santa comunione, essendo da molti sacerdoti eseguito frettolosamente, è una sorta di rito apotropaico per non scandalizzare i tuttora atterriti dal virus? Qualcuno ha insegnato/imparato nel frattempo che non c’è contagio per contatto? E’ un abuso liturgico?
Non aspergere quando dovuto, sempre per ragioni sanitarie, è un abuso liturgico?
Confessare fuori dal confessionale, considerando chi parla ad alta voce e chi non può inginocchiarsi a terra, configura un abuso liturgico?
Non mettere acqua benedetta nell’acquasantiera è un abuso liturgico?
Il gel all’ingresso della chiesa, in molti casi presente, è per rassicurare i più fragili, o risente di una incapacità di andare oltre, perchè così orienta la liturgia a certe pratiche? Molti parroci sono più attenti alla presenza del gel che al cero acceso presso il tabernacolo o all’acqua benedetta nell’acquasantiera: ed è meglio non sollecitarli sul punto, perchè irremovibili. Abuso ancora?
Ci sono scene esilaranti: c’è chi entra in chiesa e si deterge con lo spray preso dalla borsetta, ma entrando al bar o al supermercato non lo fa: è forse la chiesa il veicolo del contagio o è passata l’idea che sia parte della liturgia? E perchè ricevere il Santissimo sacramento nelle mani deterse all’inizio, se poi si toccano i foglietti della messa, i libretti dei canti, i soldi per l’offerta e le mani allo scambio della pace prima di ricevere nelle mani l’Eucaristia? Dov’è finita la logica?
A proposito: molti non tendono più la mano allo scambio della pace! La chiesa in uscita ha colpito duro!
Molte grazie!
Liturgia?… quale liturgia… chiese chiuse e morta lì…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Perché non scrivere il nome del cardinale correttamente?
MÜLLER.
Cara amica, è accettata anche la versione Mueller, quando non c’è la possibilità grafica di usare la dieresi. Come con Gaenswein.
Chiedo cortesemente di aiutarmi a conoscere le attuali direttive in materia:
-è ancora obbligatorio il gel lavamani sull’altare e che il celebrante ne faccia uso prima di distribuire il Santissimo Sacramento? Le parrocchie dove si continua a farlo, sono nella condizione di commettere un abuso liturgico?
-è un abuso liturgico l’assenza di acqua benedetta nelle acquasantiere?
-è un abuso liturgico non eseguire l’aspersione quando il rito lo prevederebbe?
-è un abuso liturgico confessare fuori dal confessionale?
Non sarebbe ora di fare veramente un grande reset di certe abitudini rimaste qua e là a memoria dell’isteria collettiva? Che senso ha il gel all’ingresso della chiesa, con chi si deterge frettolosamente le mani in quel momento, per poi prelevare soldi dalle tasche o dal borsellino e fare lo scambio della pace prima di ricevere in mano il Santissimo Sacramento?
Grazie a chi dovesse rispondere.
Vous avez raison. Plus rien de cela n’est encore justifié. Mais comme vous le dites, les habitudes de l’hystérie collective persistent. Le malheur, c’est qu’elles vont faciliter l’application des mesures qui seront préconisées lors de la prochaine fausse pandémie que les monstres nous préparent.
N’oublions pas qu’en cas 2021, l’évêque Prévost, allias Léon XIV, a fait la promotion des pseudos vaccins meurtriers, a imposé la communion sur la main et la confession par téléphone, ce qui est à la fois invalide et sacrilège. Il a également republié un appel pour que les vaccins contre la COVID-19 soient « disponibles pour tous » et un message de l’USCCB qui qualifiait la vaccination d’« acte d’amour » comme Bergoglio l’avait affirmé en trompant le monde entier.
Strettamente parlando non sono abusi, ma frutti di quella che lei giustamente definisce isteria e che, purtroppo, alberga ancora nella mente di alcuni preti, vescovi e fedeli.
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