Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione queste riflessioni di Renzo Puccetti, che ringraziamo di cuore, pubblicate su Facebook. Buona lettura e diffusione.
§§§
Viviamo nell’era della supercazzola globale: durante il covid ne abbiamo sentite di tutti colori, sulla guerra Russia-Ucraina, se possibile, ne hanno dette anche di più, milioni di persone seguono come oro colato dei tipi che si fanno chiamare influencer.
L’ultima che mi è passata sotto gli occhi è questa:
il dossier 2025: Cambiare Paese o cambiare il Paese; dai numeri alla realtà, prodotto dalla Fondazione per la Natalità in collaborazione con Istat.
Che si dice? Lasciamo che a dircelo sia il presidente dell’Istat: “a fronte di un desiderio diffuso di costruire una famiglia, solo una donna su tre riesce ad avere tutti i figli che vorrebbe. Il divario tra progetti e realtà è spiegato da ostacoli concreti e sistemici: motivi economici, precarietà lavorativa, carenza di servizi per l’infanzia e difficoltà abitative. Non si tratta di una semplice evoluzione culturale, ma di una scelta spesso obbligata, dettata dall’instabilità occupazionale e dall’assenza di condizioni favorevoli per conciliare famiglia e lavoro”.
Tutto chiaro, no? I figli I giovani li vorrebbero, ma è la difficoltà economica, lavorativa e il sostegno sociale che non glieli fa fare. Insomma, la colpa è ancora una volta degli altri.
Ma è davvero così, oppure questo studio semplicemente riporta la narrazione degli intervistati che poi, come osserva giustamente la professoressa Assuntina Morresi, hanno dagli 11 ai 19 anni, cioè piuttosto acerbi per essere attendibili?
La letteratura scientifica a questo proposito è abbastanza chiara: quella socio-economica è una leva debolissima per promuovere la fertilità.
In foto vi mostro uno degli studi più recenti (una revisione della letteratura pubblicata nel dicembre 2024) in cui si mostra come anche raddoppiando i bonus bebè, il tasso di fertilità aumenta di appena 0,14 punti (in Italia si passerebbe dal comatoso 1,18 attuale, all’altrettanto comatoso 1,32, quando per non estingerci bisognerebbe arrivare almeno a 2,1).
Per arrivare ad avere un impatto significativo, i bonus dati a pioggia, come è stato fatto fino ad ora, dovrebbero eguagliare quanto lo Stato spende attualmente in pensioni.
Per quanto riguarda la spesa per la cura dei figli (asili, congedi parentali), l’effetto è presente solo nei Paesi del Nord-Europa, ma assente per l’area anglosassone e del sud-Europa.
Nessuno che dica mai come stanno le cose: è il cataclisma valoriale che ha colpito col ’68 con la sua rivoluzione sessuale, di pari passo all’individualismo libertario secolarista ad avere causato il crollo. Tutti i dati lo indicano (contraccezione e conseguente ritardo della prima gravidanza, aborto legalizzato e gratuito, crollo dei matrimoni religiosi sostituiti dalle convivenze, divorzio in salsa normal o fast track, per citarne alcuni), ma quasi nessun esperto ha il coraggio di dire come stanno le cose e proprio nessun leader politico ha il coraggio di parlare alla nazione e mettere di fronte i cittadini di fronte alla realtà.
Perché? Perché poi i cittadini votano e non amano le Cassandre e i profeti di sventura.
Non erano simpatici nemmeno a qualche pontefice inguaribilmente ottimista, figuriamoci a questi qui che tengono alla cadrega più di ogni altra cosa.
Senza il ripudio di quel paradigma, non ci può essere alcuno scampo dalla sostituzione, perché la natura non lascia vuoti.
Questa è la realtà.





4 commenti su “Solo una Donna su Tre Riesce ad Avere i Figli che Vorrebbe. Ma non è l’Economia…Renzo Puccetti.”
va bene la crisi dei valori post-sessantottina, ma secondo voi la società di prima era perfetta? Molti secondo me non hanno voglia di fare figli perchè hanno vissuto i cattivi matrimoni dei genitori e la loro esperienza non è stata buona.
AVVENIRE ! Il giornale dei Vescovi, lo chiamavano una volta….Con Leone XIV cambierà presto rotta , visto che perde copie e soldi ed in più non è neppure cattolico da 12 anni…
caro Renzo, più di una volta in passato ne abbiamo discusso anche pubblicamente insieme , pertanto non ti stupirai del mio intervento . NON FARE FIGLI solo in Occidente è stata la prima causa di povertà e difficolta delle coppie a sposarsi e figliare. FARE FIGLI a livello di sistema , crea ricchezza. Sono più di 40anni che lo spiego e lo scrivo. Ma il “sistema” NON vuole che si facciano figli. Il perchè non lo vuole lo abbiamo capito, le conseguenze NON ANCORA . Che possiamo fare Renzo ? Promuovi un altro pubblico incontro dibattito su questo tema e, se mi inviti, verrò con enorme piacere a dimostrare quanto ho sintetizzato. Ma gli ascoltatori prenderanno però paura alle conclusioni.
Tuo Ettore Gotti Tedeschi
Gentile Sig. Gotti Tedeschi, innanzitutto grazie per le Sue osservazioni. Ho avuto modo di ascoltare (su internet) alcune interviste che mi hanno aiutato a comprendere la situazione che stiamo vivendo. Esporre al pubblico le conseguenze drammatiche che problemi non affrontati comportano, è il primo passo per arginare le crisi. Anche in passato impedire le nascite è stato un metodo di conquista e dominio. E questo DEVE fare paura, altrimenti non sarà possibile attuare alcuna difesa che dovrà investire ogni campo della nostra vita, non solo quello economico. Pertanto, l’azione di denatalità – azione, perché deliberata a monte e non semplice conseguenza di eventi sfortunati – si contrasta con le stesse misure attuate per realizzarla, naturalmente a senso invertito. Primo obiettivo semplice e a buon mercato, ma a mio parere indispensabile, è il recupero della gioia di vivere, del calore umano, della sapienza e del senso della bellezza che da sempre hanno contraddistinto il nostro popolo. Ci hanno resi sfiduciati, asfissiati, diffidenti, rancorosi ed “ignorantiti”. L’azione di contrasto deve porre termine al quotidiano raggiro ed occultamento della Verità cui siamo sottoposti, spazzare via tutto ciò che è volgare ed osceno. Per cui, sia benedetta la paura, da Lei paventata, se serve a squarciare il velo della menzogna! Caro Sig. Gotti Tedeschi, questi criminali ci hanno innanzitutto tolto le parole e sovvertito i concetti. Nulla sarà impraticabile una volta svelate cause e conseguenze dei piani mortiferi che da troppo tempo opprimono l’Italia ed il popolo Italiano. Con stima, Simona.
I commenti sono chiusi.