Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sul mare, e non solo quello di Sardegna…Buona lettura e diffusione.
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Al largo, all’altezza dell’isola Cana dalla forma e dal colore d’un capodoglio, ma più in là, verso la Costa dorata, attraccavano, tanti anni orsono, due navi militari che portavano il nome di “Ape” e “Cavezzale”. Due grandi boe, che noi chiamavamo la prima e la seconda, le attendevano placide dondolando sulle onde e, quando erano libere, venivano usate dai nostri barchini come ancora e poi come trampolino per i tuffi nel blu. Dal Cavezzale, in un bel mattino di sole, scese anche il capitano che si invaghì di Jane, la mia dolce Jane, ora volata in cielo. E la portò a un ballo a bordo, il Cavezzale acceso di mille luci…
E ora, due minuti di attesa, riavvolgo il nastro dei ricordi e sono, piccola, nel vaurien color fragola e limone di mio padre, ma lui non c’è, ci sono i gemelli, e io rincantucciata a prua, mentre la notte, pur piena di stelle, bacia il mare facendosi un tutt’uno con lui di tenebra. Che cosa vidi in quel moto di onde che leccava la prora non lo ricordo, ma la paura sì, tanta. Ebbi terrore delle onde e dei gorghi che sotto s’agitavano, cose vive che non conoscevo. Ora, aspettate solo un momento, e arrivo, arrivo dove desidero arrivare. Scendo d’un rigo e ancora memoria.
Sono alla finestra della camera che divido con un fratello ed è mattino molto, molto presto. L’acqua, di solito ferma a quell’ora, è tutta bolle, nervosa, ardente. Guardo col fiato sospeso. Oh sono i mostri che ho veduto e non veduto la notte della muta traversata notturna? Poi, pian piano, le bolle di distendono a riva e dai flutti emergono figure vestite di verde, con grandi pinne e maschere e boccagli. Sento la voce di mio fratello: “Sono gli uomini rana”. Sulla spiaggia, toccata dalla magia del sole appena sorto, eccoli diventare tanti bei giovanotti e non mi fanno più paura.
E ora, avanti. Il mare, caos per gli ebrei, terrore per i greci che avevano imparato a navigare sempre sotto costa, è la falsa vita in cui siamo tutti immersi e che nei suoi flutti e nei gorghi dei lacci antichi ci conduce, tenendoci stretti per i polsi, inducendoci alla tentazione, all’errore. Ma c’è il pescatore, Pietro! Ecco perché Gesù ha scelto dei pescatori per la grande missione evangelica! La Chiesa è la solida barca di Pietro dove gli uomini-pesci vengono salvati, redenti, illuminati dalla vera vita che silente, potente, unica, vivificante ci conduce a Dio.
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