Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Matteo Castagna, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla discussa politica di Trump relativa alle univrrsità americane. Buona lettura e condivisione.
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Una penna di tal calibro merita il giusto risalto, perché mai banale, sempre preparatissima, riesce a fornire elementi di valutazione molto interessanti per chi si interessa di politica internazionale e geopolitica. Dovrebbe essere, oramai, chiaro a tutti, che questa materia è il fulcro del pensiero e dell’azione che poi si riversano sui governi di tutto il mondo.
Nel 1950, sebbene non lo sapesse ancora, il governo americano deteneva una delle chiavi per la vittoria della Guerra Fredda: Qian Xuesen, un brillante scienziato missilistico cinese che aveva già rivoluzionato i campi aerospaziale e bellico. Nelle aule del California Institute of Technology e del MIT, aveva contribuito a risolvere l’enigma della propulsione a getto e sviluppato i primi missili balistici guidati americani.
Fu nominato colonnello dell’Aeronautica Militare statunitense, lavorò al segretissimo Progetto Manhattan e fu inviato in Germania per interrogare gli scienziati nazisti. Il Dottor Qian voleva che il primo uomo nello spazio fosse americano, e stava progettando un razzo per realizzarlo.
“Poi fu fermato di colpo. Al culmine della sua carriera, qualcuno bussò alla sua porta e fu ammanettato davanti alla moglie e al figlioletto. I pubblici ministeri avrebbero poi scagionato il dottor Qian dalle accuse di sedizione e spionaggio, ma gli Stati Uniti lo espulsero comunque, cedendolo alla Pechino comunista, in cambio di una dozzina di prigionieri di guerra americani nel 1955” – sostiene l’opinionista del NYT.
Le implicazioni di quella singola espulsione sono sconcertanti. Il Dott. Qian tornò in Cina e convinse immediatamente Mao Zedong a metterlo al lavoro per sviluppare un programma di armamenti moderni. Entro la fine del decennio, la Cina testò il suo primo missile. Entro il 1980, avrebbe potuto scagliarli contro la California o Mosca con la stessa facilità. Il Dott. Qian non fu solo giustamente soprannominato il padre dei programmi missilistici e spaziali cinesi; diede il via alla rivoluzione tecnologica che trasformò la Cina in una superpotenza.
Mercoledì, il Segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato che l’amministrazione avrebbe lavorato per “revocare aggressivamente” i visti degli studenti cinesi, compresi quelli con legami con il Partito Comunista Cinese o che studiano in “settori critici”. Ci sono circa un milione di studenti stranieri negli Stati Uniti, di cui più di 250.000 cinesi. L’espulsione del dottor Qian dovrebbe servire da importante monito. Si è rivelata un passo falso americano, che avrebbe alterato per sempre l’equilibrio di potere globale.
In un’eco del momento attuale, divenne bersaglio dell’isteria legata alla “Paura Rossa” del senatore Joseph McCarthy perché era cittadino cinese e uno scienziato. Il prezzo pagato per aver evitato il dottor Qian è stato alto. Non solo gli Stati Uniti persero l’occasione di superare l’Unione Sovietica nei voli spaziali con equipaggio, ma diedero alla Cina l’unica risorsa che le mancava per sfidare il predominio americano in Asia: una significativa competenza scientifica. Oltre a colmare quel divario, il suo ritorno in Cina diede inizio a generazioni di scoperte scientifiche cinesi. Ancora oggi, Washington spende miliardi di dollari per un ombrello nucleare che protegga i nostri alleati del Pacifico dalle sue conquiste tecnologiche.
“Interrogato sull’espulsione del dottor Qian da parte degli Stati Uniti – scrive il NYT – l’ex segretario della Marina Dan Kimball ha affermato: “È stata la cosa più stupida che questo Paese abbia mai fatto” “.
Il Dott. Qian arrivò negli Stati Uniti a 23 anni. Edmund James, rappresentante americano a Pechino, istituì il fondo che portò il Dott. Qian e altri studenti come lui negli Stati Uniti. “La nazione che riuscirà a istruire i giovani cinesi dell’attuale generazione”, scrisse il Dott. James al presidente Teddy Roosevelt. “Sarà la nazione che, a parità di impegno, raccoglierà i maggiori ritorni possibili in termini di influenza morale, intellettuale e commerciale”. Negli anni ’60, tre quarti dei 200 scienziati cinesi più eminenti, inclusi futuri premi Nobel, si erano formati in America, grazie al Dott. James.
Nel 1949, il Dottor Qian fu scelto per dirigere il laboratorio, che all’epoca era il precursore della NASA. Non solo voleva aiutare gli Stati Uniti a vincere la corsa allo spazio, ma svelò anche il progetto di utilizzare razzi nei viaggi aerei per consentire ai passeggeri di raggiungere New York e Los Angeles in meno di un’ora.
Il Dottor Qian era una spia? Era un comunista? Non c’erano prove convincenti di nessuna delle due cose, ma non è chiaro se al governo americano importasse davvero. Le proteste di alti funzionari della Difesa e accademici, tra cui J. Robert Oppenheimer, che collaborò con il Dottor Qian al Progetto Manhattan, rimasero inascoltate. Dopo cinque anni agli arresti domiciliari, il Dottor Qian implorava il governo cinese di aiutarlo a fuggire dagli Stati Uniti.
Secondo quanto riferito dal New York Times: “documenti del Dipartimento di Stato, ora declassificati, suggeriscono che il Dottor Qian fosse diventato una pedina altamente sottovalutata agli occhi dell’amministrazione Eisenhower, ceduto alla Cina in cambio di aviatori statunitensi. Il premier cinese, Zhou Enlai, parlando trionfalmente dei negoziati, dichiarò: “Avevamo riconquistato Qian Xuesen. Solo questo ha reso i colloqui proficui”.
Il Dott. Qian non fece mai ritorno negli Stati Uniti e trascorse il resto della sua vita come celebre leader del Partito Comunista Cinese. È considerato anche un eroe nazionale, con un museo costruito in suo onore. La maggior parte dei suoi interventi negli ultimi anni della sua vita erano documenti tecnici o propaganda di partito contro l’America. Nel 1966, tuttavia, uno dei suoi ex colleghi del Caltech ricevette una cartolina decorata con un tradizionale disegno cinese di fiori e timbrata a Pechino. Su di essa il Dott. Qian aveva scritto semplicemente: “Questo è un fiore che sboccia nelle avversità”.
L’annuncio di Rubio, sebbene scarno di dettagli, ha sicuramente scatenato ondate di ansia tra gli studenti internazionali e i loro colleghi delle università di ricerca, mentre scuole e laboratori si preparano a ulteriori disagi. “Tuttavia – sostiene Kathleen Kingsbury – qualcosa di più grande è andato perduto: un tempo l’America considerava l’educazione dei più ambiziosi del mondo un modo per migliorare e rafforzare la nostra nazione. Era un vantaggio strategico che così tanti tra i più brillanti pensatori, scienziati e leader volessero studiare qui ed essere esposti alla democrazia e alla cultura americana”.
“I successi del Dott. Qian a favore della Cina – conclude la dott.ssa Kingsbury – dimostrano il rischio di rinunciare a questo vantaggio e il potenziale lato oscuro di alienare – anziché accogliere – i talenti mondiali. C’è sempre il rischio che un giorno vengano usati contro di noi”.
Se, dunque. gli Stati Uniti rischiano di perdere a proprio danno (e forse non solo al loro) i migliori genietti stranieri, è altrettanto vero che Trump non può permettere che le Università americane possano rappresentare i laboratori per eventuali, rischiosi terroristi. La scuola non dovrebbe mai essere né un luogo di indottrinamento politico, né un centro in cui possano formarsi cellule che mettano a repentaglio la sicurezza nazionale.
Nell’ottica della bravissima opinionista del Times, il tycoon rischierebbe di commettere gli errori politici e strategici compiuti dai suoi predecessori con il dott. Qian, che poi ha utilizzato tutta la sua capacità e la scienza acquisite nei Campus statunitensi, contro l’America. Ma se approfondiamo questo legittimo ragionamento, scopriamo che, in passato, i migliori studenti stranieri di nazionalità araba, hanno comunque sfruttato le università americane per conoscere e capire come meglio colpire il Paese, in silenzio e con certosina pazienza. Seppur trattati come gli studenti locali.
E’ dunque possibile approfondire la storia, l’attitudine e il comportamento degli studenti stranieri più meritevoli, per tenerli in casa e sotto controllo, usando, invece, l’arma più estrema che oggi prevale dell’espulsione di tutti? A nostro avviso potrebbe essere utile, perché negli Stati Uniti non mancano certamente le professionalità adatte ed efficienti a difendere la sicurezza nazionale.
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1 commento su “Blocco degli Studenti Stranieri. Un Bene o un Boomerang per gli USA di Trump? Matteo Castagna.”
Gli Usa non hanno il blocco della natalità che ha l’Europa le donne Americane delle zone interne fanno figli, specie quelle cristiane protestanti, avventisti, metodisti, ecc. Quindi le politiche demografiche sono diverse dalle Europee
I commenti sono chiusi.