Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questo appassionato ricordo di Benedetto XVI. Buona lettura e meditazione.
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A volte, dopo una mattinata trascorsa a strappare le cattive erbe che soffocano mirti e corbezzoli fino a ridurli a sterpi, dopo il desinare leggero, in faccia al mare blu, me ne salgo in camera mia a riposare e, chiuse le tende, nel buio prego finché gli occhi mi si chiudono e abito un altrove tutto mio, nella Sua dolce Presenza, bene, tutto è pace nel mio cuore e intorno non volano che le bianche cavolaie in cerca di un bel fiore. Io il fiore bello me lo porto nel cellulare ed è il Santo Rosario in latino recitato dal mio indimenticato Benedetto XVI, che tanto mi manca…
Così, con lui, che è già sull’altra riva, trascorro qualche mezz’ora perché lascio scorrere il balsamo dei tre Misteri (quelli della Luce, non so perché, io non li faccio mai…) e la voce del Pontefice che ho amato, l’ultimo, l’unico, come miele mi scende dalle palpebre socchiuse all’anima. Un balsamo di vita mi sorregge e al ricordo di Papa Ratzinger mi sento di nuovo pronta alla battaglia. Che strano, Benedetto XVI era entrato già nella mia vita ancora cardinale per le tante parole su di lui che mi rovesciava nelle orecchie il caro Arcangelo Pagliallunga, vaticanista di lungo corso, mio vicino di scrivania e per molto tempo decano dei giornalisti dell’Oltretevere. Benedetto, ancora vestito di rosso fino allo spargimento del sangue, picchiava al mio uscio, ma io, distante, distratta, non aprivo la porta e lo lasciavo lì, ricamato di aneddoti e raccontini e messo d’un cantuccio.
Poi, da Papa, poco ancora per tanti anni e poi, nella sua sofferenza, quando, credo, non riusciva più a dormire assediato come era, e come diceva, dai lupi, l’ho amato con amore filiale, vedendo in Lui, di nuovo vivo, il Cristo in Croce.
Lo so, lo so che, come mi ricorda sempre l’amico mio di Firenze (che è tanto più dotto di me, ricca solamente del mio sensus fidei), il cardinale Ratzinger, ai tempi è stato teologo del Vaticano II, che ha approvato questo e quest’altro e il modernismo era nella sua sacchetta, e so che anche da giovane, forse, ne aveva combinate altre che gli pesavano dentro.
Ma so che quando il Signore lo ha chiamato all’Altissimo Ufficio, in Lui tutto è mutato. Egli si è fatto Servus servorum e fino a quando ha potuto, avendo lui un carattere dolcissimo (altroché il “pastore tedesco”!), ha resistito. La rinuncia che fece non me lo ha fatto amar di meno. Ricordo la mattina che accadde e di come precipitai nello sgomento. Ma anche questa era la volontà di Dio che stava mettendo alla prova la nostra fede. E io dico: “Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, Dio sia benedetto”.
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11 commenti su “Benedetto XVI, Quanto e Perché mi Manca. Nonostante…Benedetta De Vito.”
Gentilissima Benedetta, anche le sue parole, come quelle dell’indimenticabile papa Benedetto XVI, sono per me un balsamo, perché mi fanno sentire meno sola nella nostalgia che provo per la Sua scomparsa. Mi sono ri-convertita dopo più di 40 anni soprattutto ascoltando gli Angelus, le udienze del mercoledì e le omelie di S. Santità Papa Benedetto XVI. E ogni volta che mi sento sola, aliena da questo mondo e messa alla prova nella fede (in pratica ogni giorno…) ascoltare la Sua voce che recita in latino il Santo Rosario mi restituisce la pace. Altro che yoga e meditazione! Grazie per averlo espresso così efficacemente. L’oblio di cui è stato, ed è tuttora, fatto oggetto, ci conferma la Sua grandezza. Un abbraccio nella fede. Paola
Cara Benedetta, i tuoi articoli non si aspettano mai un nostro commento? Tu sei tu, con i tuoi pensieri e tutto il resto non ti interpella, tantomeno i commenti ai quali non rispondi mai. Non fa nulla perchè sei comunque una di noi che ama Benedetto e pure, da quanto hai scritto, che cerca o spera che Prevost sia almeno una sua brutta imitazione di Ratzinger. Brutta perchè Benedetto, lo sai, è inimitabile e irraggiungibile.
Ma, mentre su Prevost capirai presto la tua vana speranza, e per deduzione capirai la sua indegnità al trono, per Benedetto hai già scoperto la sua bellezza interiore e la dolcezza di una anima santa. Ti chiedo: hai esplorato e intuito il significato della sua Declaratio e di ciò che ne è seguito?? Non si tratta solo di accettare ciò che Dio da e leva, nè credo che i suoi piccoli passi ‘da giovane’ siano da considerarsi errori mentre sono stati certamente necessari e propedeutici alla sua grande teologia e, cara Benedetta non credere che la sua scelta di lasciare l’esercizio attivo del Ministero sia stata una decisione di un uomo costretto alla fuga: fu solo spinto dalla esigenza dei tempi: Dio non ci ha levato nulla e Benedetto è rimasto sempre con noi, nonostante Bergoglio.
Niente di lui è stato vile. Ma Benedetto ha certamente sopportato un sacrificio, una interruzione alla sua opera di grande papa per cominciare la trasformazione della Chiesa. Una nuova e antica Chiesa, perchè diventi come era: pura e essenziale, come ai primi tempi. Egli se, da una parte ha denunziato il male già radicato nella Chiesa, dall’altra ha voluto svincolarla dall’aspetto materiale e strutturale che supportava quel male, esaltando ciò che ne costituisce il cuore ed il fine, il perseguimento della salvezza delle anime da parte di pastori, a partire dal papa, più essenziali e puri, slegati dal denaro e dal potere umano. Altro che quel buffone che ha preso il nome dell’Assisiate, è Benedetto che ci riporterà alla bellezza della Chiesa rappresentata da S.Francesco, quella dei primi tempi, dei miracoli, dei Santi e forse dei martiri.
Spero che la mia amica EA non si dispiaccia se ho ripreso alcuni suoi pensieri, ma che sono anche i miei.
Caro Fritz, a rattristarmi molto in verità e’ il fatto che a te, che ti consideri mio amico e quindi dovresti ormai conoscermi, ti possa anche solo sfiorare il pensiero che a me non faccia piacere il tuo approfondire, abbracciare e condividere i miei pensieri. L’ amicizia non è forse anche e soprattutto questo?! Per me lo è, e costituisce la base sulla quale, nella fiducia, nel rispetto, nel sostegno reciproco, l’amicizia si edifica, si consolida, per continuare a camminare e a crescere insieme. Perciò ti ringrazio per questa tua preziosa amicizia!
“[…]è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità” Gv.4.
Davvero caro il nostro FRITZ che con semplicità e grazia inusuale, cioè con Spirito e Verità, ha guardato col cuore Benedetto e letto il chiaro fine della sua Declaratio… e ancora cara E.A., mia, di Fritz e nostra amica, soprattutto nel senso evangelico, di tutto il Blog! Anche te, semplice e diretta, ci parli di Benedetto, l’ultimo grande vero papa, nella sua opera salvifica e primaria della cura delle anime. In questa ottica è da vedere il ritorno sostanziale della Chiesa alle origini e alla forte e rinnovata Comunione dei Santi… sta davvero verificandosi la profezia in Giovanni 4:
” I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare.
Gesù le dice: Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. […]”
🙏
Brava Benedetta che non fai i Misteri della Luce! Sono stati introdotti con la frode con un Giovanni Paolo II molto compromesso, con lo scopo di distruggere il Rosario, quantomeno di portare scompiglio, scardinando la tradizionale partizione dei giorni della settimana (Misteri gaudiosi lunedì e giovedì; misteri dolorosi martedì e venerdì; misteri gloriosi, mercoledì e sabato). La nuova partizione? Ancora non ho capito come funziona… È di fatto abbastanza assurda e confondente.
Un’altra ragione è che i misteri della luce distruggono l’ancoraggio del rosario alla tradizione: storicamente, i monaci conversi e illetterati sostituivano i 150 salmi prescritti con 150 Padre nostro. Poi in un secondo momento si passò alle 150 Ave Maria. Se adesso le Ave Maria diventano 200, cade il collegamento con i salmi.
C’è del dolo in tutto questo? È ragionevole pensarlo.
Gentile signora Benedetta, anche per me Benedetto è stato IL PAPA fra i 7, ora 8, papi della mia vita.
Il suo saper spezzare il pane di alti concetti. e renderlo assimilabile a tutti, il suo saluto gioioso che pareva una farfalla festosa, il suo essere giovane coi giovani nel guidarli in Adorazioni dense di silenzio….tutto me lo ha reso caro. Una sera di fine maggio ero per caso a Roma con mio marito e abbiamo avuto il bene di partecipare alla chiusura del mese mariano, presente Benedetto, in.piazza San Pietro. Un momento di grande e intima confidenza con la Madre. Che il Signore gli dia gloria e asciughi le tante lacrime versate per la sua Chiesa. Un saluto in Gesù e Maria. Grazie sempre dei suoi momenti di santa
P.s. Leone non è un lupo. Non troviamogli subito delle pecche. Respiriamo invece con sollievo nel vederlo inginocchiarsi durante la Consacrazione e mettere sempre al centro Gesù. . Quanto ci è mancato un Papa così !
Anche a me manca, chissà quanto deve avere sofferto…e poi nessuno è fatto d’acciaio. Con lui molti sono stati spietati.
Cara Benedetta questo delicato articolo, che emana un profondo amore e rispetto nei riguardi di Papa BXVI, mi offre ancora una volta la possibilità di ribadire che la sua rinuncia non è mai stata un’abdicazione al Papato e nonostante si continui in ambito ecclesiastico a seppellire, a travisare, a nascondere la questione, il sacrificio compiuto da Papa BXVI rimane salvifico per la Santa Chiesa, preservata in questo modo dalle grinfie e dalle mire dei “lupi” , che hanno occupato le strutture e la sede del Vaticano, senza l’Autorita’ Divina, ossia servendosi di una illegittima ed invalida successione Petrina priva tutt’oggi del Munus , a cui Papa BXVI non ha mai rinunciato e rimanere così fino alla fine l’unico e l’ultimo legittimo Pontefice della Santa Chiesa Cattolica ed Apostolica.
En communion d’âme, d’esprit et de cœur avec l’expression chaleureuse de votre amour pour ce dernier grand pape.
Merci beaucoup à Benedetta De Vito qui s’est certainement retenu d’exprimer tout ce qui devrait être révélé pour rendre justice à Josep Ratzinger, cher pape Benoit XVI. Mais puisque la hiérarchie ecclésiastique de l’Église catholique romaine n’a pas voulu lui rendre justice, alors c’est le Seigneur Jésus-Christ Lui-même qui va le faire. Robert Prévost, alias Léon XIV, sera confondu encore plus rapidement que Bergoglio.
Bien à vous
🙏
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