Marco Tosatti
§§§
Già alla fondazione di Israele alcune chiese cattoliche vennero distrutte da militanti nazionalisti ebrei, calici e ostie trafugati, copie dei Vangeli vennero pubblicamente date alle fiamme, mentre le processioni cattoliche venivano attaccate con sputi in faccia ai sacerdoti e insulti rivolti al Crocifisso; con il tempo le cose peggiorarono: «Fin dall’inizio degli anni Ottanta, sia i religiosi sia gli edifici di culto cristiani sono stati bersagliati da attentati o attacchi, dovuti quasi sempre a organizzazioni ebraiche ultraortodosse o a movimenti nazionalisti dell’estrema destra israeliana […]
Sempre nel 1983 tre librerie cristiane, situate nella zona ebraica di Gerusalemme, vennero date alle fiamme, come il tempio buddista dove gli ebrei messianici avevano preso l’abitudine di riunirsi.
Il custode del cimitero cristiano fu assassinato in circostanze misteriose.
Due suore del monastero russo di Ein Kerem, nella periferia di Gerusalemme, vennero uccise da uno squilibrato che le accusava di ritardare, con la loro presenza, l’arrivo del Messia» (Profanazioni in Palestina, L’Osservatore Romano, 25/8/1948/vedi foto; La stampa ebraica riconosce le violazioni ai santuari cattolici, L’Osservatore Romano, 3/9/1949).
Il quotidiano Il Foglio, il 23/2/2024: «L’ultimo episodio risale a giovedì: alle 8.30, “un estremista ebreo” è entrato nella chiesa della flagellazione, nella Città vecchia di Gerusalemme, e ha abbattuto la statua del Cristo, deturpandone il volto. L’uomo, prima bloccato dal portinaio della chiesa, è stato arrestato dalla polizia.
Caso isolato?
Non sembra, perché è il quinto episodio nelle ultime settimane.
Pochi giorni fa, documenta sempre la Custodia di Terra Santa, alcuni turisti sono stati attaccati da un gruppo di ebrei religiosi entrati a Porta Nuova, i quali hanno compiuto atti vandalici in New Gate, scagliando sedie, tavoli e bicchieri e trasformando il quartiere cristiano in un campo di battaglia.
Due settimane fa, era stato vandalizzato un cimitero cristiano.
Lo scorso 11 gennaio, sui muri di un monastero nel quartiere armeno sono apparse scritte quali “Morte ai cristiani”.
Vandalizzati i locali adibiti a chiesa nel centro maronita di Ma’alot.
Il 26 gennaio, quaranta coloni ebrei hanno compiuto un raid contro un ristorante armeno vicino alla Porta Nuova, urlando cori blasfemi.
Gli attacchi sono anche individuali: nelle strade del quartiere armeno, diverse persone sono state prese di mira con sputi…».
Non si tratta, ovviamente, della maggioranza degli ebrei, ma di quella minoranza radicale che è giunta al governo grazie a Netanyahu e che, nello stesso tempo, lo condiziona.






3 commenti su “Amnon Ramon: dal Sionismo Religioso Disprezzo verso i Cristiani. Francesco Agnoli.”
Siamo condizionati a odiare l’Islam del quale si può dire peste e corna senza tema di reazioni. Gioca a favore di questo approccio il polentonismo becero di chi ha bisogno di un nemico più “terrone” di lui per sentirsi bene. Ma guai a criticare i fratelli maggiori anche se non si limitano a considerare Gesù semplicemente un Profeta come fanno i maomettani ma un bestemmiatore da “far” crocifiggere dai romani.
Chi rifiuterebbe uno sputo da un “fratello magiiore”, accogliente e inclusivo? Sono, i suoi, sputi inclusivi!
Quando si dice “fratelli maggiori”. Il Talmud è uno sputo al cristianesimo, al cattolicesimo soprattutto, ma son “fratelli maggori”, ne hanno licenza, “ecumenica” licenza.
I commenti sono chiusi.