Nuovo Papa, Vecchio Problema: Leone XIV Resisterà alla Tirannia? The Blaze.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, grazie alla segnalazione di Elizabeth Yore portiamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato da The Blaze, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.

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 Brian Kennedy

I cattolici hanno un nuovo papa: Leone XIV. La maggior parte dei cardinali che lo hanno eletto sono stati nominati da Papa Francesco e, a prima vista, il nuovo pontefice sembra condividere molto con il suo predecessore. Ma è ancora presto. I cattolici dovrebbero pregare che Leone XIV tracci una rotta molto diversa. Il motivo è semplice: la Chiesa cattolica si trova impegnata in una battaglia contro tre ideologie ostili: globalismo, Islam e comunismo. E in questo momento sta perdendo su tutti i fronti.

Papa Francesco si è guadagnato il soprannome di “Papa del popolo”, un titolo che voleva suggerire che difendesse i cattolici comuni. In realtà, si era allineato più strettamente con la sinistra globalista. Si è apertamente opposto alla spinta del presidente Trump a ripristinare i confini americani e ha criticato simili sforzi da parte delle nazioni europee per rivendicare la propria sovranità. Sotto Francesco, la difesa da parte della Chiesa dell’apertura delle frontiere ha contribuito a smantellare la cristianità occidentale incoraggiando la migrazione di massa dei musulmani in Europa. Molti di questi migranti guardano con disprezzo i loro ospiti cristiani secolarizzati. I leader europei, nel frattempo, immersi nel senso di colpa e distaccati dalle virtù della propria civiltà, hanno capitolato. Il risultato: stupri, omicidi e un continente che sprofonda nell’odio per se stesso. Solo una riforma radicale può salvare l’Europa dall’orlo del baratro.

Comunismo e cristianesimo non possono coesistere. Il nuovo papa deve dirlo con chiarezza, inequivocabilmente e senza timore.

Francesco ha fallito anche pastoralmente. Di fronte alla crisi degli abusi sessuali che perseguita la Chiesa da decenni, si è rifiutato di guidare la Chiesa con trasparenza e giustizia. Quando è diventato papa, ha avuto l’opportunità di chiamare a rispondere i preti predatori dei loro crimini demoniaci e di ripristinare la fiducia tra i fedeli. Invece, non ha fatto quasi nulla. Il suo silenzio ha segnalato alla gerarchia che gli abusi potevano ancora essere insabbiati, persino tollerati. Quel tradimento ha aggravato le ferite di una Chiesa già in crisi e ha demoralizzato milioni di fedeli.

Papa Leone XIV ha ora il momento di rompere con il passato. Deve agire con rapidità e decisione. La Chiesa non può permettersi un altro papato di ripiegamento e complicità.

Un patto vergognoso

Nel dicembre 2017, Papa Francesco è apparso in televisione italiana e ha pubblicamente messo in discussione la formulazione tradizionale del Padre Nostro. La frase conclusiva – «E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male» (Matteo 6:13, Luca 11:4) – è un insegnamento diretto di Cristo. Francesco si è chiesto: «Che tipo di Padre indurrebbe i suoi figli in tentazione?».

Quella domanda ha rivelato una confusione più profonda. Il verso non riflette la crudeltà divina, ma il profondo dono della libertà umana. Dio concede all’umanità il libero arbitrio: la capacità di scegliere tra il bene e il male, tra la virtù e la tentazione. Il Padre Nostro riconosce questa libertà e chiede a Dio di aiutarci a gestirla. Papa Francesco, a quanto pare, ha faticato a comprenderlo. Il suo disagio per il verso suggerisce un disagio più ampio nei confronti dell’idea che la libertà comporti un rischio morale – e che questo rischio, a sua volta, richieda responsabilità, disciplina e fede.

Contemporaneamente, Francesco inviò a Pechino il cardinale pedofilo caduto in disgrazia Theodore McCarrick per negoziare un accordo segreto con il Partito Comunista Cinese. Tale accordo affidò il controllo parziale della Chiesa in Cina all’Associazione Patriottica Cattolica Cinese, un’organizzazione di facciata guidata dal PCC, fondata nel 1957 per sopprimere il cristianesimo e sostituirlo con un’imitazione approvata dallo Stato.

La libertà religiosa nella Cina comunista rimane una finzione. Insegnare la fede ai bambini è di fatto vietato. L’Associazione Patriottica Cattolica Cinese non esiste per proteggere i credenti, ma per pacificare il Vaticano e ingannare l’Occidente. Offre una falsa promessa di coesistenza, purché il cattolicesimo si conformi alle restrizioni imposte dallo Stato. Alcuni chiamano questo processo “sinizzazione” della Chiesa. Un termine più appropriato sarebbe ” comunizzazione “.

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5 commenti su “Nuovo Papa, Vecchio Problema: Leone XIV Resisterà alla Tirannia? The Blaze.”

  1. Don Pietro Paolo

    le osservazioni di quest’articolo mettono in luce alcune tra le maggiori perplessità che hanno segnato il pontificato di Papa Francesco, suscitando interrogativi e critiche non solo da parte del mondo laico, ma anche all’interno dello stesso corpo ecclesiale. Tuttavia, è bene sottolineare che con l’elezione di Papa Leone XIV si è aperta una nuova fase, ancora tutta da comprendere e discernere.

    Se è vero che molti cardinali elettori sono stati nominati da Francesco, non si può escludere che lo Spirito Santo, che non abbandona mai la Chiesa, abbia saputo trarre dal cuore di ciascuno quel voto ispirato che serviva per aprire una nuova stagione. E Papa Leone XIV, pur mostrando rispetto istituzionale per il suo predecessore, sta già dando segnali di voler ricondurre la Chiesa al suo cuore più autentico, al pensiero teologico di sempre, in continuità con la Tradizione viva e non in rottura con essa.

    Sarà quindi fondamentale, in questa fase iniziale, sostenere Leone XIV con la preghiera, soprattutto con il S. Rosario- come ci invita Occhi aperti, e con il discernimento evangelico. Non si tratta solo di aspettare, ma di accompagnare un ministero che, se ispirato da verità e carità, potrà guarire molte ferite e restituire alla Chiesa chiarezza, coerenza e coraggio nella difesa della fede.

    1. Se non lo è, leggere tutti questi nostri commenti farà sicuramente parte della sua pena purgatoriale, così come vedere quante persone si sono perse a causa sua, cosa ancora peggiore.

  2. La preghiera porta inevitabilmente alla concretezza…

    E questo è un articolo concreto, non sentimentalista, non poetico nè illusorio ma obiettivo e centrato su inevitabili prese di posizione da prendersi nell’immediato se si intende davvero salvare – e non distruggere – il progetto di Dio sull’umanità.

    Il Santo Rosario è arma indispensabile, arma spirituale potentissima da usarsi quotidianamente – e più volte nella giornata, potendolo! – da ogni cattolico che sia tale davvero.

    Fatevi propagatori del Santo Rosario, insegnatelo ai bambini, ditelo in famiglia, nei tragitti, camminando, attendendo, recitatelo in chiesa, prima di iniziare la giornata o chiudendo la giornata!

    Non trascurate il Santo Rosario! Trascurate la televisione, i blog, le informazioni digitali, ma non il Santo Rosario!

    Dio ci ha donato 24 ore, almeno mezz’ora quotidiana la vogliamo dedicare al Santo Rosario? Il Santo Rosario è nelle possibilità di tutti! Lo si può dire ovunque e a qualunque ora!

    Le cose cambiano se cambiamo. Cambiamo solo se preghiamo sul serio e costantemente.

    1. Pienamente d’accordo. Invece di stare due ore al giorno a sentire i deliri youtube, di questo o quel prete in cerca di protagonismo stupido, preghiamo il rosario e la Vergine ci illuminerá

I commenti sono chiusi.

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