Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione l’intervista che Il Vaso di Pandora ha avuto la bontà di fare a chi scrive ieri, 9 maggio 2025. Buona visione e condivisione.
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3 commenti su “Il Papa di Trump? Il Vaso di Pandora Intervista Armando Savini e Marco Tosatti. Il Tabù Infranto…”
Molto interessante tutto il procedere dell’intervista. Da diffondere.
In alcun modo, però, posso condividere la liquidazione di Benedetto come fosse un rinunciatario, incapace di lottare. Piuttosto ha talmente lottato da finire stremato. Non avesse lottato non sarebbe rimasto solo e non si sarebbe fatto orde di nemici! La lotta l’ha ingaggiata con tale serietà da costituire un unicum anche dopo la sua abdicazione. Resa volutamente anomala per indurci a riflettere.
Non condivido affatto le teorie di Cionci e compagni di merende – né condivido le posizioni di Viganò! – ma passare semplicemente sopra a tutto senza indagare è da incoscienti e superficiali.
Bisogna ancora scavare sul farsi da parte di Benedetto come va approfondito il vitium consensus sollevato da Viganò.
Interessante la domanda dell’intervistatore che chiede se la mitezza di papa Leone non possa essere indice di debolezza (non ricordo le parole precise)…
Io non parlerei tanto di debolezza quanto di docilità.
Mi interrogo molto su questo punto dirimente:
Papa Leone sarà leone con i leoni e agnello con gli agnelli o sarà agnello coi leoni e leone con gli agnelli?
Da cattolici, siamo chiamati a dare la vita per chi è leone con i leoni ma a combattere contro chi è leone con gli agnelli!
Preghiamo tanto per Papa Leone XIV!
Gentile Tosatti,
riceva i miei complimenti per il suo intervento al “Vaso di Pandora”, interpellato su argomenti nel cui groviglio è assai difficile districarsi
senza cadere nel fanatismo pro o contro, o nell’irenismo ipocrita.
Ho apprezzato soprattutto la sua sincerità espressa sia con le parole, sia con i moti spontanei del suo volto. I tempi sono difficili e nessuno può erigersi a profeta: pesano sull’impressione suscitata dal nuovo Papa sia la sua passata adesione all’imprudente e ricattatorio “atto d’amore”, sia la assicurazione del di lui fratello sulla sicura continuità bergogliana del nuovo Papa.
Talvolta accade che -una volta divenuto Papa-, l’uomo venga trasformato “in bene” dal suo nuovo ruolo. La Speranza ( virtù teologale ) è l’ultima a morire.
Caro Marco, tutto molto interessante.
Lo riproporrò per una visione serale a famiglia riunita.
Interessanti anche gli spunti di Armando Savini, dato che la questione delle domande aperte sul dodicennio bergogliano non possono essere semplicemente risolte dal depositarsi della sabbia.
Bergoglio è stato una sciagura che ha alluvionato le sacre stanze, ma non si risolve lasciando decantare sul fondo la sabbia sospesa, coprendo il pavimento. Certe risposte riproporranno la questione: per fare un esempio da Corpo Mistico, la Chiesa è risorta, ma le piaghe sono visibili e pongono domande.
Benedetto XVI era un debole, o il più coraggioso di tutti? Leone XIV è un canonista e saprà distinguere la convenienza dal diritto.
Bellissimo il tuo spunto sulla Chiesa, con i vecchietti che ancora usano i comignoli per comunicare con il fumo riescono a fare sintesi del momento storico, con l’aiuto dello Spirito Santo sconosciuto a chi osservi con occhi sinistramente e tenebrosamente materiali.
Grazie a tutti.
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