Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, grazie alla cortesia di Sergio Russo riceviamo questo messaggio scritto da un sacerdote, mentre è in corso il Conclave. Buona lettura e diffusione.
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Eleggiamo un Papa per il Regno di Dio
Cari fratelli, dobbiamo capire la tragica realtà che la Chiesa e il mondo stanno vivendo, realtà della quale noi facciamo parte e che dobbiamo vivere. Sia la Chiesa che il mondo si trovano in un momento di estremo pericolo a causa del rifiuto sempre più grave della Legge di Dio. Luisa Piccarreta scrive nel 2° volume, il 31-8-1899:
“Questa mattina il mio diletto Gesù mi ha trasportata fuori di me stessa e mi ha fatto vedere il decadimento della religione negli uomini e un preparativo di guerra. Io gli ho detto: “Ah, Signore, in che stato lacrimevole si trova il mondo in questi tempi, in fatto di religione. Pare che dal mondo non più si riconosca colei che nobilita l’uomo e lo fa aspirare ad un fine eterno. Ma quello che più fa piangere, è che ignorare la religione parte da quelli che si dicono religiosi, che dovrebbero mettere la propria vita per difenderla e farla rivivere”.
E Gesù, prendendo un aspetto afflittissimo, mi ha detto: “Figlia mia, questa è la causa per cui l’uomo vive da bestia, perché ha perduto la religione; ma tempi più tristi verranno per l’uomo, a causa della cecità in cui lui stesso si è immerso, tanto che mi stringe il Cuore a vederlo. Ma il sangue che farò spargere da ogni specie di gente, da secolari e da religiosi, farà rivivere questa santa religione, innaffierà il resto delle genti inselvatichite che rimarranno, e, ingentilendole di nuovo, restituirà loro la sua nobiltà. Ecco la necessità che il sangue si sparga e che le stesse chiese restino quasi abbattute, per fare che tornino di nuovo ed esistano con il loro primitivo lustro e splendore”.
Come vedete, sembra scritto proprio per questi giorni. E chi sente orrore nel leggere o sentire queste cose, dovrebbe sentirlo di più verso le cause, cioè verso l’ignoranza e il rifiuto della Legge di Dio, verso il peccato.
Tutta l’attenzione della gente in questi giorni è rivolta al Conclave dei cardinali che devono eleggere un nuovo Papa e c’è un grande dibattito, un grande chiasso che serve solo a fomentare divisioni e confusione.
Il Servo di Dio Don Dolindo Ruotolo, in occasione del Conclave in cui fu eletto Papa Giovanni XXIII, scrisse una lettera in cui diceva: “Oggi ogni cristiano può essere elettore del Papa pregando e implorando il pieno intervento dello Spirito Santo, senza ombre umane. Voi che avete parte attiva nella Chiesa di Gesù, siete ancora più obbligati ad essere elettori del Papa con le vostre preghiere e penitenze”.
Con questo Conclave, il problema non è tanto chi verrà eletto come Vicario di Cristo e successore di San Pietro, ma è la verità che riguarda la Chiesa sotto tanti aspetti: corre serio pericolo di continuare sulla strada di una falsificazione che la adatterebbe sempre più al mondo e al progetto di satana e dei suoi collaboratori. Pare “arrivato il momento ‒come dice San Pietro nella sua prima lettera: 4,17‒ in cui ha inizio il giudizio a partire dalla Casa di Dio, la Chiesa, e se incomincia da noi, quale sarà la fine di coloro che rifiutano di credere al Vangelo di Dio?”
Quando si parla della Chiesa, come quando si parla di una persona, quasi sempre si considera il suo aspetto esterno, la sua componente umana, e si trascura la sua realtà spirituale e soprannaturale. La Chiesa non è il Vaticano. Come la Chiesa non avrebbe ragione di esistere senza Cristo, così Cristo non ci sarebbe senza il suo Corpo Mistico, che è la Chiesa. Per questo, come disse nel suo processo Santa Giovanna d’Arco, “Gesù Cristo e la Chiesa sono una cosa sola”. Perché la Chiesa è anche la sua Sposa, è “la Casa di Dio, che è la Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della Verità” (1a Tim 3,15). Essa è la Famiglia di Dio, è il Popolo di Dio, è la Società stabilita da Dio, è la vera unica e autentica umanità voluta da Dio, “il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della Verità” (1a Tim 2,4), per cui “la Chiesa è in Cristo come un sacramento o segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano” (Concilio Vaticano II, “Lumen Gentium”, 1).
La Chiesa è, nella sua struttura visibile, il luogo e il mezzo attraverso il quale arriva a noi la Redenzione e, nella sua realtà soprannaturale, è il frutto della Redenzione, cioè la salvezza eterna. La Chiesa è, in questo mondo, la preparazione all’Avvento del Regno di Dio, che la Chiesa invoca e attende, e allo stesso tempo sarà il compimento del Regno di Dio. La Chiesa è perciò un organismo vivo che cresce verso la sua pienezza. Il Figlio di Dio, nell’incarnarsi, portò di nuovo nel mondo il Regno di Dio: lo portò come un piccolo seme di luce, lo seminò nella terra purissima della Vergine sua Madre, lo annaffiò con il suo Sangue e con le lacrime di Maria, lo fecondò con il Sole dello Spirito Santo a Pentecoste e nacque la pianticella. All’inizio era appena un piccolissimo filo d’erba; ma incominciò a crescere e produsse rami e foglie e fiori (che rappresentano le virtù dei Santi), in attesa del tempo dei frutti, il tempo in cui si compirà il Regno della Divina Volontà, sulla terra come è in Cielo.
Lo dice Gesù, a Luisa, così nel Volume 15° (28.11.1922):
“Figlia mia, la mia Volontà è principio, mezzo e fine di ogni virtù; senza il germe della mia Volontà non si può dare il nome di vera virtù. Essa è come il germe alla pianta, e dopo che ha sprofondato le sue radici sotto terra, quanto più profonde [sono], tanto più alto vi forma l’albero che il germe contiene. Sicché prima c’è il germe; questo vi forma le radici; le radici hanno la forza di far sprigionare da sotto terra la pianta e, come si sprofondano le radici, così si formano i rami, i quali vanno crescendo tanto alti da formare una bella corona, e questa formerà la gloria dell’albero, che scaricando abbondanti frutti, formerà l’utile e la gloria di colui che ne gettò il germe.
Questa è l’immagine della mia Chiesa. Il germe è la mia Volontà, in cui nacque e crebbe, ma per crescere l’albero ci vuole il tempo, e per dare il frutto in alcuni alberi ci vuole la lunghezza di secoli. Quanto più preziosa
è la pianta, tanto più tempo ci vuole. Così è l’albero della mia Volontà: essendo il più prezioso, il più nobile e divino, il più alto, ci voleva il tempo per crescere e far conoscere i suoi frutti. Sicché la Chiesa ha conosciuto il germe, e non c’è santità senza di esso; poi ha conosciuto i rami, ma sempre intorno a quest’albero si è girato. Ora deve conoscere i frutti per nutrirsi e goderseli, e questo sarà tutta la mia gloria e la mia corona, e di tutte le virtù e di tutta la Chiesa.
Ora, qual è la tua meraviglia, che invece di manifestare prima i frutti del mio Volere, li ho manifestati a te dopo tanti secoli? Se l’albero non si era formato ancora, come potevo far conoscere i frutti? Tutte le cose vanno così. Se si deve fare un re, non s’incorona il re se prima non si forma il regno, l’esercito, i ministri, la reggia; all’ultimo s’incorona. E se si volesse coronare il re senza formare il regno, l’esercito, eccetera, sarebbe un re di burla. Ora, la mia Volontà doveva essere corona di tutto e compimento della mia Gloria da parte della creatura, perché solo nella mia Volontà può dire «Tutto ho compiuto», ed Io, trovando in essa compiuto tutto ciò che voglio, non solo le faccio conoscere i frutti, ma la nutro e la faccio giungere a tale altezza da sorpassare tutti”.
Per tanto, cari fratelli, il Signore sta aspettando a vedere in noi sufficientemente formato il suo Regno per potersi presentare come il Re e celebrare il suo Trionfo. E sono già cento anni che la Chiesa Gli ha dato “semaforo verde” per il suo ritorno (Lc 19,15), avendo istituito la festa di Cristo Re.
Il Signore aveva detto a Pietro (e in lui ai suoi successori): “Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma nella fede i tuoi fratelli.” (Lc 22,31-32). Perciò ritengo che un grande compito, importantissimo, attende il futuro nuovo Papa: essere di nuovo il Vicario di Cristo che non solo fermi la deriva mondana e modernista della Chiesa, correggendo e riparando i tanti danni causati da quel “fumo di satana che è entrato in essa”, come già nel 1972 denunciò Papa Paolo VI, ma soprattutto lui dovrà conoscere e far conoscere i frutti dell’albero della Chiesa, la Divina Volontà come vita, per nutrirsi e goderseli, come dice Gesù. Solo allora, ne sono convinto, “la piccola Figlia della Divina Volontà” sarà riconosciuta e glorificata.
E nel suo “Appello” Luisa dice:
“Perciò, se volete conoscerla, leggete queste pagine: in esse troverete il balsamo alle ferite che crudelmente ci ha fatto l’umano volere, la nuova aria tutta divina, la nuova vita tutta celeste; sentirete il Cielo nell’anima vostra, vedrete nuovi orizzonti, nuovi soli, e spesso troverete Gesù col volto bagnato di pianto, ché vuole darvi il suo Volere. Egli piange perché vi vuole vedere felici, e vedendovi infelici singhiozza, sospira, prega per la felicità dei suoi figli e, chiedendovi il vostro volere per strapparvi l’infelicità, vi porge il Suo come conferma del dono del suo Regno.
Perciò faccio appello a tutti, e faccio questo appello insieme con Gesù, con le sue stesse lacrime, coi suoi sospiri ardenti, col suo Cuore che brucia, ché vuol dare il suo Fiat. Da dentro il Fiat siamo usciti, ci ha dato la vita; è giusto, è obbligo e dovere che ritorniamo in esso, nella nostra cara ed interminabile eredità.
E per primo faccio appello al Sommo Gerarca, al Romano Pontefice, a Sua Santità, al rappresentante della Santa Chiesa e quindi rappresentante del Regno della Divina Volontà. Ai suoi santi piedi questa piccola piccina depone questo Regno, affinché lo domini, lo faccia conoscere e con la sua voce paterna e autorevole chiami i suoi figli a vivere in questo Regno sì santo. Il sole del Fiat Supremo lo investa e formi il primo sole del Volere Divino nel suo rappresentante in terra. Formando la sua vita primaria in colui che è il capo di tutti, spanda i suoi raggi interminabili in tutto il mondo, ed eclissando tutti con la sua luce formi un solo ovile ed un solo pastore.
Il secondo appello lo faccio a tutti i sacerdoti. Prostrata ai piedi di ciascuno prego, imploro, che si interessino di conoscere la Divina Volontà. Il primo moto, il primo atto, prendetelo da Essa, anzi chiudetevi nel Fiat e sentirete quanto dolce e cara è la sua vita, attingete da Essa tutto il vostro operato, sentirete in voi una forza divina, una voce che sempre parla, che vi dirà cose mirabili che mai avete ascoltato; sentirete una luce che vi eclisserà tutti i mali ed eclissando i popoli vi darà il dominio sopra di loro. Quante fatiche fate senza frutto, perché manca la vita della Divina Volontà! Avete spezzato ai popoli un pane senza il lievito del Fiat, e perciò essi mangiandolo lo hanno trovato duro, quasi indigeribile, e non sentendo la vita in loro, non si arrendono ai vostri insegnamenti. Perciò, mangiatelo voi questo pane del Fiat Divino! Così avrete pane sufficiente da dare ai popoli, così formerete con tutti una sola vita ed una sola volontà.
Il terzo appello lo faccio a tutti, al mondo intero, ché siete tutti miei fratelli, sorelle e figli miei. Sapete perché chiamo tutti? Perché voglio dare a tutti la vita della Divina Volontà. Essa è più che aria che tutti possiamo respirare, è come sole da cui tutti possiamo ricevere il bene della luce, è come palpito di cuore che in tutti vuole palpitare; ed io, come piccola bambina, voglio, sospiro che tutti prendiate la vita del Fiat. Oh, se sapeste quanti beni riceverete, mettereste la vita per farla regnare in voi tutti!”
Il Signore non ci chiede altro che dirgli di “sì”; al resto ci pensa Lui. Noi pensiamo ai nostri problemi, al nostro soffrire, ma chi ci pensa al dolore di Gesù per tante cose? “È necessario attraversare molte tribolazioni per entrare nel Regno di Dio”, dicevano gli Apostoli (Atti, 14,22).
San Pietro ci dice: “Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili. Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, perché vi esalti al tempo opportuno, gettando in Lui ogni vostra preoccupazione, perché Egli ha cura di voi. Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono le stesse sofferenze di voi” (1a Pietro 5,5-9).
Un Sacerdote che crede, spera e ama la Santa Chiesa
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6 commenti su “Eleggiamo un Papa per il Regno di Dio. La Preghiera di un Sacerdote. A Cura di Sergio Russo.”
Bellissima catechesi
Dalle ”Ultime conversazioni” di Joseph Ratzinger cito:
Seewald: “Lei conosce la profezia di Malachia, che nel medioevo compilò una lista di futuri pontefici prevedendo anche la fine del mondo, o almeno la fine della Chiesa.
Secondo tale lista il papato terminerebbe con il suo pontificato.
E se lei fosse effettivamente l’ultimo a rappresentare la figura del papa come l’abbiamo conosciuto finora?
Ratzinger: “Tutto può essere”.
E probabile che con i veri papi siano finiti i veri sacerdoti.
Le loup change de poil mais pas d’habitudes
https://gloria.tv/post/xCbA64wnXceR6fQoUNcuDZwh8
Je terminerai par un souvenir personnel : en fin d’après-midi d’un jour du début février 2023, je me trouvais à l’Institut pontifical augustinien, le Patristicum, et je discutais avec un vieux professeur augustinien, un homme d’une grande sagesse qui n’était pas exactement un conservateur.
Il était très en colère contre ce que faisait François et a dit plus ou moins ce qui suit : Regardez qui il a placé dans la congrégation des évêques. Prévost, l’un des nôtres ; il était notre prieur général.
Je lui ai demandé : “Il est très mauvais ?
Non, c’est un moins que rien. Il n’est rien. Quelqu’un qui n’a pas de talent particulier.
Le commentaire n’est ni bon ni mauvais ; il ressemble plus ou moins à la plupart des papes de l’histoire. Ce qui est bien, c’est que Prévost, pour ce frère augustinien, n’est rien : ni progressiste, ni traditionnel, il est ce qu’il doit être au bon moment.
Et c’est pour cela qu’il a été choisi : un mélange entre le premier et le troisième monde, doué pour les langues et les manœuvres politiques. Il a réussi. Nous verrons ce qu’il fera maintenant.
Ora che sto scrivendo la baraonda e finita ma ne comincia un altra.mi perdoni Tosatti, dopo il suo recente post e non riferisco a lui o al suo genitore, ma un po’ di Rigoletto ci vorrebbe di fronte agli “eterno inviati” , mai rauchi nonostante gli sfondo i le semplificazioni le evidenti bugie si mettano un bel ” pennaioli, vil razza dannata!”.
Il papa c è . Nuovo . Inatteso ai più. Il solito sfregio al pontefice in pectore( Parolin oggi, Baggio o Benelli ai tempi, o Siri ancora prima.). Lo sfregio al vecchio papa poco amato. Un curiale americano ex missionario, o almeno vescovo yanqui tra peruanos . Ha detto più volte Gesù e Dio lui in 10minuti che Francesco in 6 mesi. Tucho mi sembra in questo momento uno yogurt scaduto in frigorifero che cerca di non farsi trovare. Ma americano progressista. Figurarsi gli altri Bergoglini o ex bergoglini che si proporranno per un secondo giro. Ma chi mettere? Riderò pensando che per rifarsi la verginità il neo papa ordinerà alla Cei un report sugli abusi della Chiesa in Italia , solo i sud tirolesi di Bolzano l hanno fatto. Gia perché noi conservatori e tradizionalisti abbiamo toppato in pieno la tattica in conclave visto che la brevità di elezione indica che molte tele erano state tessute per tempo con tantissime trame. Ed il grido in extremis non sembra sia servito. Un grido più proteggere che a scomunicare. Penso che la dentro il punto l abbiano sollevato. Due aspetti : sarebbe ricattabile? E se anche non lo fosse quanto sarà da fare ed in certo pagare (compromessi) per restare in gioco? Gia l anticristo sembra già aver trovato tana in vaticano visto che vogliono fare fel Papa il Re spirituale del mondo, l unico vero leader spirituale mondiale in mondo in procinto di disfarsi. Senza Gesù Cristo naturalmente. La minaccia è sempre lì.
Pochissimi hanno scritto o notato , neppure i fino a ieri sera, che ci stava un asso dimenticato anzi una Regina … di dolori. Maggio mese della Madonna. Ottobre mese del rosario e della Madonna. Ad ottobre elessero Woitila mariano per eccellenza. Oggi supplica alla madonna di Pompei
Le ordalie sono estremamente pericolose. E non perché possono ustionare gravemente i piedi.
Secondo i laiconi vecchia maniera (che Dio li conservi), il soprannaturale è tutto un mumbo-jumbo pretesco. Per i 2.0, nell’analogia della psiche collettiva c’è una parte inconscia che simbolizza tramite l’extra-ordinario i momenti di crisi e i passaggi epocali. Tutti insieme appassionatamente portano a riprova precedenti come le statue piangenti dell’antichità. Gli uni dicono, di fatto, che l’universo intero e la nostra esistenza sono un imbroglio. Di chi, non si sa. Gli altri, affermando una corrispondenza meccanicistica fra soggettività umana collettiva e oggettività materiale della natura, cascano a piè pari nel panteismo. Gli uni e gli altri rifiutano anche l’ipotesi di un Logos che c’era e parlava anche prima dell’anno 1 ad una umanità con la consapevolezza e l’empatia (tranne eccezioni) di un bambino di cinque anni.
Vedere segni nei tarocchi o prosciuttarsi gli occhi è la medesima con più o meno presunzione.
Qualunque opinione si abbia su “dimissioni” di Benedetto e “pontificato” (tanto per non dire) di Bergoglio, chiunque o qualsiasi cosa verrà dalla Sistina, bisogna aver studiato teologia a Pigalle, logica a Hollywood e geopolitica a Topolinia per giudicare questi tempi meno che molto interessanti.
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