Conclave, Due Giuramenti a Confronto. Dalla Chiamata di Cristo a Testimone alla Segretezza. Ettore Gotti Tedeschi.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il prof. Ettore Gotti Tedeschi, che ringraziamo di cuore, ci ha inviato una breve nota che portiamo alla vostra attenzione, perché ci sembra indicare un significativo spostamento di focalizzazione. Buona lettura e diffusione.

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Caro dottor Tosatti, stavo rileggendo un prezioso libretto su Papa Pio X (“Il Papa che morì povero “ scritto da Pierluigi Occelli, Ed. Paoline 1951). Ricordo che papa Pio X (Giuseppe Sarto) venne nominato Papa il 4 Agosto 1903, succedendo a Leone XIII.

A pag. 156 il libretto riporta l’allora Giuramento dei Cardinali sul Vangelo, con la formula più sacra e solenne che si conosca al mondo:

“CRISTO, CHE UN GIORNO MI GIUDICHERÀ, E’ TESTIMONE CHE IO DO IL VOTO A COLUI CHE RITENGO, DAVANTI A DIO, IL PIÙ’ DEGNO DI ESSERE ELETTO”.

Questo giuramento sembra esser stato  un po’ aggiornato  .

Noi tutti e singoli Cardinali elettori presenti in questa elezione del Sommo Pontefice promettiamo, ci obblighiamo e giuriamo di osservare fedelmente e scrupolosamente tutte le prescrizioni contenute nella Costituzione apostolica del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis, emanata il 22 febbraio 1996. Parimenti, promettiamo, ci obblighiamo e giuriamo che chiunque di noi, per divina disposizione, sia eletto Romano Pontefice, si impegnerà a svolgere fedelmente il munus Petrinum di Pastore della Chiesa universale e non mancherà di affermare e difendere strenuamente i diritti spirituali e temporali, nonché la libertà della Santa Sede. Soprattutto, promettiamo e giuriamo di osservare con la massima fedeltà e con tutti, sia chierici che laici, il segreto su tutto ciò che in qualsiasi modo riguarda l’elezione del Romano Pontefice e su ciò che avviene nel luogo dell’elezione, concernente direttamente o indirettamente lo scrutinio; di non violare in alcun modo questo segreto sia durante sia dopo l’elezione del nuovo Pontefice, a meno che non ne sia stata concessa esplicita autorizzazione dallo stesso Pontefice; di non prestare mai appoggio o favore a qualsiasi interferenza, opposizione o altra qualsiasi forma di intervento con cui autorità secolari di qualunque ordine e grado, o qualunque gruppo di persone o singoli volessero ingerirsi nell’elezione del Romano Pontefice”. I singoli cardinali elettori, secondo l’ordine di precedenza dei tre Ordini – vescovi, presbiteri, diaconi – prestano giuramento, sempre in latino, con la seguente formula: “Ed io N. Cardinale N. prometto, mi obbligo e giuro”, e, ponendo la mano sopra il Vangelo, aggiungeranno: “Così Dio mi aiuti e questi Santi Evangeli che tocco con la mia mano”.

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8 commenti su “Conclave, Due Giuramenti a Confronto. Dalla Chiamata di Cristo a Testimone alla Segretezza. Ettore Gotti Tedeschi.”

  1. Davide Scarano

    E’ evidente che la sintesi di San Pio X è più efficace dell'”elenco di clausole” del nuovo formulario. Il “timor di Dio” -è il caso di dirlo- val più di tante parole.

  2. La Signora di tutti i popoli

    Oggetto: giuramento dei Cardinali pre-2013.
    “Io Cardinale di Santa Romana Chiesa, prometto e giuro di rimanere, da ora e per sempre finché avrò vita, fedele a Cristo e al suo Vangelo, costantemente obbediente […] al Beato Pietro nella persona del Sommo Pontefice e dei suoi successori canonicamente eletti”. [Giuramento per la creazione dei cardinali].

    “giuriamo di osservare fedelmente e scrupolosamente tutte le prescrizioni contenute nella Costituzione apostolica del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis” [Giuramento nel conclave].

    Catechismo C.C. n.2150: Il secondo comandamento proibisce il falso giuramento. Fare promessa solenne o giurare è prendere Dio come testimone di ciò che si afferma. È invocare la veracità divina a garanzia della propria veracità. Il giuramento impegna il nome del Signore. «Temerai il Signore Dio tuo, lo servirai e giurerai per il suo nome».
    n.2152: È spergiuro colui che, sotto giuramento, fa una promessa con l’intenzione di non mantenerla, o che, dopo aver promesso sotto giuramento, non vi si attiene. Lo spergiuro costituisce una grave mancanza di rispetto verso il Signore di ogni parola. Impegnarsi con giuramento a compiere un’opera cattiva è contrario alla santità del nome divino.

    CJC, Can. 1371 – § 3. Se alcuno, asserendo o promettendo qualcosa avanti all’autorità ecclesiastica, commette spergiuro, sia punito con una giusta pena.

  3. Prof. due giuramenti, due parallelismi, (“doppi auguri” a Parolin), una sola (vera) linea successoria pietrina. Tutto sembra su doppio filo , o sul filo della “doppiezza”.

  4. ettore gotti tedeschi

    interessante è il collegamento tra san Pio X e Parolin.
    Entrambi sono nati in Veneto a 20Km di distanza ( Riese e Schiavon)
    Il nipote di san Pio X si chiamava GiovanBattista Parolin

    1. OCCHI APERTI!

      Carissimo EGT,
      in questo caso…uno sguardo al San Michele lottesco credo possa aiutare…
      Tra l’altro oggi si festeggia San Michele, oltre che la Madonna di Pompei.

      Ogni bene!

  5. Il secondo giuramento è parolaio, fumoso e non rispetta il si,si – no,no. Rappresenta la differenza esatta fra la Chiesa vera e quella adulterata presente. Si ritorni alla fedeltà a Cristo .

I commenti sono chiusi.

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