Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Americo Mascarucci, che ringraziamo di cuore, ofrre alla vostra attenzione i suoi desiderata in vista del Conclave che si apre oggi…Buona lettura, e che Dio ci aiuti.
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Lo ammetto, sono un sognatore e vorrei sul soglio di Pietro veder sedere Peter Erdo il migliore a mio giudizio fra tutti i porporati in lizza. Ma i sognatori appunto sognano e adesso non è tempo di sognare ma di essere realisti.
Erdo comunque difficilmente sarà eletto, è conservatore sui valori e non è costato mai in sintonia con Bergoglio negli ultimi anni.
Dunque Parolin? No grazie, è papa già da mesi sui giornali e chi entra papa in conclave esce cardinale. Ci ha con tutto il rispetto stufato con il suo essere trasversale, moderato, democristiano.
Tagle? Troppo ambiguo e contraddittorio, né carne, né pesce, passato da Benedetto XVI che lo ha creato cardinale a sostenitore delle svolte bergogliane con tanto di Lennon ballato e cantato in barba all’ ateismo del cantante che amava un mondo senza Dio.
Zuppi sarebbe una fotocopia di Francesco e fra la copia e l’originale sempre preferibile l’originale che però non c’è più.
Aveline? È francese e non ci serve un papa modello Clemente V magari con Macron al posto di Filippo il Bello e una nuova cattività avignonese (o marsigliese).
Quindi io mi auguro che alla fine fra segretari di Stato, presidenti Cei, teologi del terzo mondo dagli occhi a mandorla o neri metà Bergoglio e metà Sarah, la spunti Pierbattista Pizzaballa, uno che in questi anni non ha pensato a costruirsi una carriera, guadagnando la ribalta mediatica con posizioni choc alla Hollerich o urlando al mondo che Francesco è un eretico, salvo poi sconfessare monsignor Viganò.
Uno che ha avuto il coraggio di dichiarare che la Chiesa deve tornare a trasmettere la fede, non a preoccuparsi di risolvere i problemi dell’ umanità.
Un papa consapevole che la fede deve essere insegnata, non imposta, e che questa è la vera sfida del futuro, saper riaffermare il primato della fede in un mondo secolarizzato, dando ai sacerdoti gli strumenti necessari per comprendere e fare comprendere la fede in Gesù Cristo grande assente nelle prediche politicamente corrette della Chiesa odierna.
Perché sono proprio i sacerdoti oggi i primi a non saper comprendere la fede e a non saperla insegnare, troppo impegnati a preoccuparsi di salvare il pianeta dalle emissioni di CO2, di compiacere la galassia LGBT facendo a gara a chi è più aperto su matrimonio e adozioni, a trasformare le chiese in luoghi dove fare di tutto e di più, compresi i festeggiamenti per la fine del ramadam.
E chi se ne frega se è troppo giovane e se è cardinale da poco, è patriarca a Gerusalemme e nessuno come lui sa cosa significhi il dialogo interreligioso e soprattutto come si pratica.
E allora, passando dal sogno alla realtà, spero in un habemus Papam che annunci Pizzaballa papa con il nome di Giovanni Paolo III, tanto Erdo è soltanto un sogno.
Pizzaballa, giovane come Wojtyla al momento dell’ elezione e come lui consapevole di dover guidare una Chiesa capace di stare nel mondo, senza essere del mondo.
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5 commenti su “Americo Mascarucci, Vorrei Erdo Papa, ma è un Sogno. E allora Speriamo in Pizzaballa, Giovanni Paolo III.”
Ci vorrebbe un Papà Cattolico,…. ed è proprio lì l’impresa miracolosa da chiedere allo Spirito Santo. E non sarà semplice nemmeno per Lui scegliere in quel magma umanistico, ecumenista, sincretista, gnostico a logge etc.. un residuo del Cattolicesimo.
Pizzaballa mi sembra un’ottima scelta!
Tra gli antipapabili candidati alla successione di Giuda e Bergoglio, credo che i due più forti sono Paroline e Lady Gaga, Paroline certo più radicale e Lady Gaga rappresentando i settori più moderati del bergoglismo. Ma con qualsiasi dei due saremmo bene serviti e sicuri che l Anticristo sarà contento.
scusi dottor Tosatti, Mascarucci è lo pseudonimo di un Cardinale in Conclave che conosce da chissà quanto tempo i signori Cardinali Erdo e Pizzaballa ? Si direbbe di si …
È l’arte che a volte ritorna, nostro malgrado, sul blog e che prorompe irrefrenabile, è l’estro volubile dell’artista che trabocca, la fantasia della musa Calliope che lascia il segno pei posteri sulla vergine tabula cerata.
Molto più tossico e sballato dei Les Fleurs du mal, molto piu profetico dell’inascoltata Cassandra (ancora viva) nel vedere il cavallo di Troia, molto più eretico di Giordano Bruno (come sopra) nel rimirare mondi multipli nell’universo.
È il nostro demiurgo della Universi Diabolici Gregis… Antipappone two, the Return, assicurato!!
Ascoltatelo, in lui mi sono scompisciato!
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