Conclave. Sì al Matrimonio di Preti e Vescovi; e che Siano anche Donne. Quelli che Bergoglio era Conservatore.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, un amico del nostro sito segnala questo articolo di Giulio Ucciero, che ringraziamo per la cortesia, e che ci sembra molto interessante. Buona lettura e diffusione.

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Sì al matrimonio di preti e vescovi, e che siano anche donne. Quelli che in confronto Bergoglio era conservatore
di Giulio Ucciero
Il lussemburgese Hollerich, il sudafricano Brisling, il tongano Mafi, la pattuglia dei brasiliani. E poi, ovviamente, l’italiano Zuppi. Il drappello di porporati a cui non basta aprire la Chiesa, bisogna spalancarla. A omosessuali e transessuali, al sacerdozio femminile e alla possibilità degli uomini di fede di sposarsi
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Donne sacerdoti a tutti gli effetti, mentre gli uomini di chiesa possono addirittura sposarsi e le benedizioni vanno concesse non solo alle coppie omosessuali ma persino alle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Sono pochi, hanno acquisito spazio e incarichi durante i 12 anni di Papa Francesco, rappresentano l’incubo dei conservatori. Dall’italiano Matteo Maria Zuppi al lussemburghese Jean-Claude Hollerich, fino ai porporati brasiliani e al primo cardinale sull’isola di Tonga: sono i cardinali iper-progressisti, con istanze ancor più “radicali” di Bergoglio e hanno le idee chiare sulla Chiesa del futuro.
Le scosse generate dal terremoto bergogliano non si sono ancora quietate. Le fondamenta di San Pietro, nonostante i timori dei tradizionalisti, sono ancora salde, ma esistono diversi cardinali importanti, saliti ai vertici del Vaticano con Francesco, che ritengono persino timide le aperture del pontefice sui temi più delicati per la Chiesa. Sono quattro, cinque porporati estremamente progressisti, addirittura considerati radicali all’interno del collegio cardinalizio.
Il più noto campione dell’inclusione ecclesiastica è Jean-Claude Hollerich. Cardinale lussemburghese, è il faro degli aperturisti e il bersaglio degli attacchi dei conservatori. Non ha solo sostenuto la benedizione delle coppie omosessuali, come sostenuto dalla Fiducia Supplicans, ma anche delle unioni omosessuali, arrivando a paragonarle al matrimonio sacramentale: “Il peccato c’è anche nei matrimoni, eppure noi li benediciamo”, è la sua tesi.
Della stessa idea, almeno sul primo punto è anche Matteo Maria Zuppi. Più noto per le sue idee progressiste e in dialogo con i partiti di sinistra italiani su temi come il lavoro, l’arcivescovo di Bologna ha difeso l’operato di Francesco e ha anche concesso una benedizione a una coppia dello stesso sesso nella sua diocesi. Più prudente di Hollerich è invece il cardinale sudafricano, Stephen Brisling, che pure ha difeso la dichiarazione del Dicastero della Dottrina della Fede: caso più unico che raro nella compagine africana, considerando che l’arcivescovo di Johannesburg ha persino permesso che nella sua diocesi si costituisse un gruppo di sostenitori delle donne sacerdote.
Certo, bazzecole in confronto alla postura di Hollerich sul tema. Come ricostruisce il sito The College of Cardinals Report, il suo argomento a favore dell’ordinazione delle donne è che “se si sentono discriminate, dobbiamo ascoltarle”. Hollerich, che su questo delicato dossier è ben più progressista di Zuppi, è molto pragmatico e vede le donne diacono e sacerdote anche come una soluzione alla carenza di sacerdoti nel mondo.
Altro aspetto centrale è la possibilità di rendere opzionale il celibato per i preti. Tra i promotori c’è sempre Zuppi, che in questi anni ha viaggiato per conto di Francesco in Ucraina e ha ricordato che lì i sacerdoti della comunità bizantina sono spostati: “Quindi è una disciplina che può essere cambiata”, è la sua posizione.
Dal Brasile è forte la voce di Jaime Spengler di Porto Alegre. Della stessa visione di Zuppi sul celibato, soprattutto per far fronte alla carenza di clero in zone come l’Amazzonia, sugli omosessuali ha posto un semplice, autoesplicativo quesito: “Sono persone? Se sono persone, meritano anche il nostro rispetto e quando vengono da noi a chiedere una benedizione, immagino che cerchino anche una parola di conforto, di speranza e forse anche il desiderio di affrontare la propria situazione. Non possiamo negarlo!”. Sempre in Brasile, ma a Manaus, il cardinale Leonardo Ulrich Steiner, sostiene l’ordinazione diaconale delle donne e anche la normalizzazione dell’omosessualità nella Chiesa.
Più curioso il caso di Soane Patita Paini Mafi, primo porporato della storia proveniente dall’isola di Tonga. Nel 2018, il cardinale ha espresso simpatie per Joey Jolene Mataele, attivista transgender tongana che si batte per i “diritti delle donne trans”. Lo stesso Mafi, nel dicembre 2020, ha presieduto una messa in favore della comunità transgender nella Basilica di Sant’Antonio a Padova. Una presenza che l’ha reso il bersaglio dei tradizionalisti, terrorizzati dall’idea di una Chiesa in versione queer. Tranquillizziamoli: i radicali sono ancora una minoranza e questa è un’ipotesi dell’irrealtà.

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2 commenti su “Conclave. Sì al Matrimonio di Preti e Vescovi; e che Siano anche Donne. Quelli che Bergoglio era Conservatore.”

  1. Orso Garibozzi

    Il desiderio del meglio , la produzione del peggio . Per rifiutare il calvario ed i sacrifici , m non volendo rinunciare al mondo perfetto, ma in primis al proprio orgoglio, si finisce all’ inferno , spirituale e materiale.

  2. Davide Scarano

    Che dire? Interessante? Meglio partire dalla seguente affermazione: “Tranquillizziamoli: i radicali sono ancora una minoranza e questa è un’ipotesi dell’irrealtà” .
    Non condivido la tesi dell’autore di questo articolo, anzitutto perchè i cardinali nominati nell’articolo hanno già raggiunto posizioni rilevanti all’interno della Chiesa, ma soprattutto perchè se “alcuni” si espongono non è detto che gli altri, cioè coloro che (ancora) non si espongono la pensino diversamente, vuoi per convinzione personale, vuoi perchè nella vita è più semplice e comodo stare nell’onda della corrente dominante (mainstream).
    Ricordo ancora l’affermazione del defunto papa Francesco che si proponeva di “avviare processi”, che può anche essere letta come la volontà di rendere “lex orandi” e “lex credendi” aggiornabili allo stesso modo in cui dobbiamo procedere per poter utilizzare il sistema operativo e le nostre applicazioni preferite all’interno dei nostri dispositivi informatici.
    Vale la pena ricordare alcune affermazioni della Emmerich: «Stavano costruendo una Chiesa grande, strana, e stravagante. Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti ed avere
    uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni
    denominazione». Ed inoltre: «Vidi la Chiesa di San Pietro in rovina, e il modo in cui tanti
    membri del clero erano essi stessi impegnati in quest’opera di distruzione – ma nessuno di loro desiderava farlo apertamente davanti agli altri.
    Mi permetto di aggiungere che tale modo di comportarsi, cioè l’agire di nascosto, è il più semplice ed efficace per raggiungere il risultato desiderato:
    ritengo pertanto ragionevoli, quindi credibili, tali scritti profetici.

I commenti sono chiusi.

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