Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato da Messa in Latino, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.
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NEWS. Luis Badilla. Documenti forse contraffatti per il Conclave?
Molto interessanti queste notizie che da Luis Badilla, che ringraziamo, sul torbido clima pre Conclave che si respira.
“Se i cardinali, prima di entrare nella Cappella Sistina non risolvono con trasparenza totale questo enorme pasticcio, che tra l’altro anticipa altri in preparazione come il caso Rupnik, chiunque sia eletto Vescovo di Roma comincerà zavorrato in modo micidiale. L’unica a perdere, a soffrire ancora, sarà la Chiesa, il suo Popolo fedele e cristallino”.
Per conoscenza dei nostri lettori, girano voci, anche, di lettere preparate ad hoc per risolvere la “questione” dei 135 cardinali votanti, quindici in più del limite stabilito.
Ne tengano conto i Cardinali per il loro voto.
Luigi C.
ll card. Pietro Parolin rivelò che il Papa, durante il ricovero, in alcune occasioni firmò con la sola lettera “F” riconoscendo però che non era ideale. L’integrità del Conclave a rischio. Un Papa affondato prima di essere eletto?
In un’intervista pubblicata online sul Corriere della Sera il 29 marzo, quasi un mese prima della morte di Francesco, l’allora cardinale Segretario di Stato, card. Pietro Parolin, quando il giornalista Gian Guido Vecchi, a proposito dei documenti firmati dal Papa durante il suo ricovero al Gemelli, gli dice: “Si racconta li siglasse con una «F»…”. Il porporato risponde: «Sì, lo ha fatto, ma adesso firma anche per intero… Non è la situazione ideale, si capisce, ma torno a sottolineare che il Papa è nella possibilità di governare ancora la Chiesa, e siamo felici che sia potuto tornare a casa».
Va detto che la domanda e la risposta sono curiose anche perché nei giorni del ricovero del Papa circolavano, e non solo in ambienti giornalistici, fotocopie di documenti dati presso il Gemelli con una firma completa – “Franciscus” – seppure titubante.
Perché ad un certo punto la stampa, insieme al card. Parolin, doveva a tirare fuori questo particolare? Come è perché è venuta questa questione? C’era un interesse che cercava di dare cittadinanza mediatica alla firma di Francesco? Era anche importante farlo presto? E perché?
Ora, meglio lo scorso recente venerdì 25 aprile, è stata ampiamente diffusa sulla testata “Domani” la notizia, firmata dall’direttore emerito dell’Osservatore romano, Giovanni paria Vian, che il cardinale Pietro Parolin avrebbe detto di essere in possesso, e le avrebbe fatto vedere ad alcuni, due lettere di Papa Francesco con le quali estromette il cardinale Angelo Becciu dal Conclave.
Come sono queste firme? con il nome completo o solo siglate con una «F»?
Non si nulla. Tutto è diventato opaco e incerto, come accade sempre in Vaticano con gli affari del potere. La questione è stata rimandata ai prossimi giorni mentre ciascuno dei cardinali elettori diffonde quanto dice di sapere. Le domande se moltiplicano di ora in ora, Così le cose il Conclave potrebbe trovarsi in una situazione pericolosa per la sua credibilità. Una vera tragedia per la Chiesa che non sembra messa molto bene.
Nessun dubbio, ma è proprio il cardinale Parolin ad aver posto la questione sulle firme del Pontefice. Per di più lo ha fatto in merito ad una circostanza che chiunque deve maneggiare con grandissima delicatezza e trasparenza: citare o produrre documenti di persone decedute, non convalidati in vita da autorità pertinenti. Questi documenti hanno un’autenticazione riconosciuta?
Giovanni Maria Vian scrive su Domani: “Ieri sera [giovedì 25 aprile] un altro colpo di scena: il cardinale Pietro Parolin avrebbe mostrato a Becciu due lettere dattiloscritte e siglate dal pontefice con la F che lo escluderebbero dal conclave: una del 2023 e l’altra dello scorso mese di marzo quando il papa affrontava l’ultima gravissima malattia”.
Ecco quanto si domandano n in molto all’interno del mondo cattolico e non solo:
▀ La Chiesa può svolgere un Conclave ed eleggere un nuovo Papa con un dubbio sulla integrità del processo?
▀ E’ sostenibile, se i documenti non fossero un problema, che esista una sorta di potestà papale post-mortem?
▀ Esistono altri documenti ancora da rivelare?
▀ Perché se il cardinale Parolin aveva due lettere firmate dal Papa per estromettere il card. Becciu, il Decano cardinale G.B. Re fece recapitare l’invito al card. Becciu a partecipare alle Congregazioni generali?
▀ Come e quando il card. Parolin comunicò al card. Re l’esistenza di queste lettere?
▀ E perché due lettere? Saranno due cose diverse? Quali?
▀ Perché il cardinale Parolin tira fuori questi documenti tramite il Camerlengo, card. Farrell, quando erano cominciate già le Congregazioni generali.
“Il papa che abbozzò le riforme”. E ora …?
In questi giorni la stampa si è esercitata in un nuovo passaggio: il Papa non ha fatto tutte le riforme ma ne ha abbozzato tantissime che devono continuare … Troppo poco tempo, troppa opposizione, ostacoli insuperabili, la Chiesa, la Curia non preparata, e via dicendo.
Si potrebbero proporre diverse riflessioni al riguardo, ma basta sottolinearne due per smontare questo modo di presentare ora le cose.
La prima è immediata e semplice. Papa Francesco certamente ha avuto opposizioni, come tutti i Papi, ma per 12 anni è stato un sovrano assoluto che poteva fare tutto, qualunque cosa, se l’avesse voluto e ci avesse creduto. E’ arrivato a scrivere una Legge fondamentale in cui si definisce Sovrano e esige che il Governatore dello Stato Città del Vaticano deve essere un cardinale, per poi nominare una religiosa senza modificare il testo legale.
Poi, la seconda, se i documenti con una sua sigla lasciati al cardinale Parolin per estromettere dal Conclave il card. Becciu sono corretti e validi, vuol dire che esiste la potestà papale post-mortem. Allora avrebbe potuto lasciare anche i testi necessari per applicare le riforme mancante, rendendo inefficaci le opposizioni perché non più possibile opporsi a un Pontefice morto.
Se i cardinali, prima di entrare nella Cappella Sistina non risolvono con trasparenza totale questo enorme pasticcio, che tra l’altro anticipa altri in preparazione come il caso Rupnik, chiunque sia eletto Vescovo di Roma comincerà zavorrato in modo micidiale. L’unica a perdere, a soffrire ancora, sarà la Chiesa, il suo Popolo fedele e cristallino.
Luis Badilla
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5 commenti su “Ombre sul Conclave. Documenti “ad Excludendum” forse Contraffatti o non Validi? Messa in Latino.”
Qualche anno fa, Benedetto xvi vivo, un paio di cardinali non traditori potrebbero denunciare ancora la farsa bergogliana e salvare la Chiesa visibile dalla morte. Ormai è troppo tardi. Solo Gesù Cristo in persona ci può salvare. Come sempre.
Cantato in dolce musica d’ autore….”tu chiamale -se vuoi- emozini…!” da bordello. L’ ambiente è quello giusto, con Rupnik che segue a ruota, in bicicletta nera e talare arcobaleno. Sono al vomito mentre lo schifo dilaga e diventa orrore
un casino da sinodalbergogliano
Si chiama melma a casa mia…eh, che bei tempi quelli con marcinkus cia , casaroli kgb, eliminazione express minipapato luciani e paolo sesto stecchito per crepacuore eliminazione moro…. usa massone torna gain the best….ehm ehm
Mi scusi Nicola, ricorda papa Luciani/Giovanni Paolo I ?
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