Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Americo Mascarucci, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sul caso di don Giulio Mignani, protagonista di un gesto clamoroso. Buona lettura e diffusione.
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Nei giorni del cordoglio mondiale per la scomparsa di papa Francesco è passata sotto tono una notizia che ha davvero dell’ incredibile. Tutti ricordiamo don Giulio Mignani il parroco ligure che aveva ottenuto grande visibilità mediatica per le sue posizioni ultra progressiste che lo avevano portato a dichiararsi favorevole al riconoscimento delle coppie gay, all’ eutanasia e all’aborto e che aveva varie volte accusato la Chiesa di voler imporre a tutti i costi la propria verità, attraverso regole e dogmi che lui considerava invenzioni umane senza alcun fondamento evangelico.
Per le sue posizioni don Giulio era stato sospeso a divinis e tutto lasciava presupporre che presto o tardi sarebbe stato anche ridotto allo stato laicale.
Ma nessuno forse si sarebbe mai aspettato che Mignani chiedesse addirittura di essere sbattezzato, ovvero cancellato dagli elenchi della Chiesa cattolica, sostenendo di non volerne più fare parte.
Ma a sorprendere di più sono le motivazioni spiegate dall’ ormai ex sacerdote, ovvero il non sentirsi più cristiano ma ‘gesuano’ (termine da lui coniato per l’occasione), ovvero di credere nel Gesù uomo ma non nel Cristo, così come la Chiesa lo ha rappresentato. Una tesi senza dubbio sconcertante pronunciata da un ex ministro di Dio, come se si possa separate il Gesù umano dalla natura divina di Cristo, negando di fatto la fede nel Dio fatto uomo.
A questo punto viene spontaneo ripensare a Benedetto XVI e a quel grido d’allarme che lanciò dopo la morte attraverso i suoi scritti inediti, con la critica ai seminari dove sempre più frequentemente si formano i futuri sacerdoti a non essere nel mondo come testimoni del Vangelo, ma “del mondo” come meri adattatori del Vangelo alle esigenze della modernità.
Ratzinger denunciò il rischio di una moderna “cattolicità” in contrapposizione ed in contrasto con la fede attraverso l’adozione di un Vangelo riletto e riadattato ai contesti contemporanei per legittimare qualsiasi atteggiamento e creare il consenso intorno ad una Chiesa non più di Cristo ma del mondo. Tutto ciò mondanizzando la stessa figura di Gesù, rendendolo quasi un testimonial di battaglie culturali, sociali e politiche, un leader mondiale da presentare non come il portatore di una verità manifestata al mondo attraverso l’incarnazione di Dio, ma come un profeta straordinario che ha vissuto nella sua contemporaneità e ha lottato per la giustizia.
Un Gesù che oggi a sentire certi preti lotterebbe al fianco dei movimenti LGBT.
Il sacerdote che non poggia la propria fede nel Cristo, nel Gesù figlio di Dio creato della stessa sostanza del padre per redimere l’umanità dal peccato attraverso la morte di croce, arrivando a dubitare dell’ autenticità del suo essere via, verità e vita, inevitabilmente finisce ostaggio delle ‘seduzioni” del mondo fino a diventarne il principale portabandiera.
La vicenda di Mignani forse dovrebbe invitare la Chiesa a riflettere e il nuovo papa a ripensare le ragioni di una nuova evangelizzazione, mirata a riaffermare l’originalità della fede nella sua purezza.
Non sarà sfuggito a nessuno di come ormai da tempo sui media si continuino a leggere notizie di sacerdoti che chiedono di essere dimessi dallo stato clericale, segnale evidentemente di una formazione che probabilmente è stata più concentrata a formare una coscienza civile che una vera testimonianza di fede in un Dio che ha mostrato al mondo la sua umanità, perché potesse salvarsi per il tramite di Gesù Cristo.
Una fede pronta a vacillare ad ogni minimo colpo di vento, sia esso una crisi di coscienza, un’ incomprensione o una difficoltà di adattamento con il proprio vescovo o con i parrocchiani a lui affidati, una tentazione sessuale, la ricerca di una visibilità mediatica ecc.
Cercare il consenso del mondo invece che seguire il Gesù che chiede ai suoi discepoli di testimoniare la sua verità nel mondo dicendo “hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”, non incrementa le vocazioni e quel che è peggio contribuisce a mettere in crisi un sacerdozio sempre più debole ed estraneo ad un’autentica formazione cattolica .
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10 commenti su “Lo Sbattezzo di don Giulio Mignani, Ratzinger e i Seminari non di Cristo ma del “Mondo”. Americo Mascarucci.”
le espressioni di sorpresa e di stupore nell’articolo, fanno il paio con le espressioni di stupore in Rai3 evidenziate oggi da Maurizio Blondet; il “prete” che si sbattezza e il giovane che spara a raffica, sono della stessa lega, sono figli degli stessi padri, coloro che hanno rifiutato tutto quello che c’è da rifiutare, tranne il diavolo.
le espressioni di sorpresa e di stupore nell’articolo, fanno il paio con le espressioni di stupore in Rai3 evidenziate oggi da Maurizio Blondet; il “prete” che si sbattezza e il giovane che spara a raffica, sono della stessa lega, sono figli degli stessi padri, coloro che hanno rifiutato tutto quello che c’è da rifiutare, tranne il diavolo.
Hai ragione Giampi, in fondo il prete ateo fa sempre colore ma la vera battaglia è altrove.
Che dire? Il prete ateo fa sempre colore. In fondo Il famoso nihil-teologo caruso paskoski (o come si chiama quel tale) era un.prete spretato anche lui? E che dire del ragionier bianchi ,lui non era prete ma rischiato, si dice, di diventare cardinale con il papa-nonpapa JMB.
Piuttosto ricorderei il vescovo Paglia tra un po’ ribattezzato Paglia-cciò (alla russa o alla cinese) oppure Strame per i suoi articoli sull unità dove sostiene che la chiesa è di tutti , dell’umanità, come se non ci fosse il battesimo il credo ed
Io conosco don Giulio personalmente da quando eravamo ragazzi. Sino a pochi anni fa non ha MAI esternato follie, anzi, era un ottimo sacerdote. Il Seminario diocesano, che io frequentavo assiduamente era ottimo e durante il periodo di Don Giulio sono usciti tanti ottimi sacerdoti. I problemi sono insorti da quando don Giulio è stato mandato a studiare a Parigi. Sono dispiaciuto e amareggiato e anche molto arrabbiato per quanto è successo. Una pecorella smarrita che si è persa o forse che si è voluta perdere… Nella sua vicenda vedo sempre più luminosa e forte la parabola del Padre Misericordioso. Preghiamo per Lui, che si ravveda, come ha fatto Gesù con Pietro e che lui, una volta ravveduto, confermi i fratelli nella fede.
Ma che si sbattezzano questi?!
Non conoscono neanche il catechismo della Prima Comunione. Il Battesimo è un sacramento che dà il ‘carattere’, un segno permanente che non si cancella mai. “Neanche all’inferno, per la nostra vergogna” , diceva il Monsignore che mi ha cresimata.
Si può lasciare la Chiesa, dopo un conflitto, ma il battesimo mai. Che un laico riduca il sacramento a una cerimonia e a un registro si può tollerare. Ma un parroco che ignora che il sacramento opera una realtà nuova ed eterna nella nostra anima, questo non si può sentire.
Ma infatti, se io grande ignorante capisco il non senso di questa affermazione, come può lui fare una simile richiesta? È spaventoso il livello di ignoranza di questo sacerdote che avrebbe dovuto formare il suo gregge e invece non sa neanche l’ abc
Con tutto il rispetto, mi domando dove abbia vissuto l’autore di questo articolo fino ad oggi.
Le idee di don Mignani, infatti, circolano – magari non così esplicitamente – dagli anni ’70.
E tutto sommato il Nostro è stato onesto e coerente nell’andarsene, mentre tanti altri che pensano le stesse cose non solo non se ne vanno, ma forse sono vescovi o cardinali..
E’ verissimo Don Ettore. La assoluta mancanza di fede e’ il problema. Non credono in Dio, l’ apostasia e’ dilagante. Non saprei dirle se e’ partita dalla Chiesa e si e’ poi trasferita nella societa’ o vi e’ stato concorso e concomitanza. Certo e’ che il personale Ecclesiastico proviene dalla societa’ e se la societa’ e’ messa in una certa maniera………sembra un po’ il cane che si addenta la coda.
Insomma, continueremo a sentirne e vederne delle belle… Lo scenario che sembra dischiudersi sembra proprio quello anticipato decenni or sono dalle rivelazioni di Akita. Invece di pensare a sbattezzamenti di sorta penso sia proprio arrivato il momento di vestirsi di sacco e ricoprirsi il capo di cenere. La “preghiera di Gesù” dovrebbe poi scandire il tempo che ci rimane.
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