Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione alcuni elementi di giudizio sul tentativo da parte dell’élite mondialista francese di bloccare per via giudiziaria il processo di scelta democratica: l’abbiamo visto -ahimè – nel nostro Paese nel secolo scorso, con le conseguenze che abbiamo sotto gli occhi, e poi di recente in Romania, e ora Oltralpe. Buona lettura e condivisione.

Scriviamolo bello chiaro così fughiamo i dubbi dei passanti e poi possiamo parlare di cose serie: a me la Le Pen fa politicamente schifo. Ciò posto, adempiuto l’atto di professione di fede antifascista, veniamo al punto.
La sua condanna, o meglio le conseguenze della sua condanna, sono una mostruosità giuridica talmente grossa da essere l’equivalente di un ordigno piazzato sotto le fondamenta di un palazzo. Perché vedete qui il punto non è se ha rubato o meno, se le prove a carico sono solide eccetera.
Ma che l’hanno resa incandidabile a seguito di una condanna di primo grado. Hanno cioè azzoppato la leader del secondo partito più importante (piaccia o meno tale è) non di Tonga, ma di Francia.
Il paese della Republique, del codice napoleonico e di tante altre cose.
Che la Le Pen possa essere infine assolta (da presunta innocente quale tuttora è) e quali conseguenze politiche avrebbe un epilogo simile qualcuno se l’è domandato?
Oppure per l’ennesima volta state fissando imbambolati un televisore senza chiedervi cosa sta succedendo e quale sia la vera posta in palio? Stiamo assistendo a una rapidissima escalation di repressione politica che nei fatti sta “ucrainizzando” l’Europa con l’obiettivo di mettere fuori legge qualunque voce dissenta o peggio provi fattivamente a ostacolare parte dell’agenda (lì sono i partiti socialisti e comunisti, tutti banditi ex lege, qui la loro antitesi visto che i primi semplicemente non ci sono).
Lasciando da parte le recenti e vergognose parole di Calenda, infatti, nell’ultimo anno – e ben prima dei fatti accaduti in Romania – hanno direttamente sparato a un primo ministro (in Slovacchia per chi l’avesse scordato).
Cos’altro devono fare per farvi capire che quella roba che continuate a chiamare pomposamente “democrazia” l’hanno bella che archiviata? E non è che se vengono a prendere gli altri va bene, perché poi arriva pure il turno vostro. Ma vi volete svegliare?
O preferite farlo domani, sull’uscio di casa, provando invano a trattenere vostro figlio mentre viene strappato alla famiglia per andare a giocare alla guerra? Le élite occidentali la guerra l’hanno già decisa, ora hanno l’arduo compito di farla digerire alle masse, alla carne da cannone, in larghissima parte totalmente contrarie. E siccome i vecchi stratagemmi ormai non funzionano – e il paravento democratico, da solo, il teatrino non lo regge più – il potere sta diventando sempre più manifestamente instabile e politicamente brutale, compiendo atti platealmente antidemocratici che non fanno altro che scuotere le viscere più profonde di paesi già di per sé frastagliati e divisi.
Un comportamento schizoide che denota debolezza assoluta, il che non lascia presagire nulla di buono. Di questo dovremmo ragionare e discutere, di come contrastare una deriva sempre più platealmente autoritaria e interventista. A meno che qualcuno non desideri i colonnelli, che allo stato dell’arte e con la “minaccia russa” alle porte ci starebbero tanto bene. A volte penso che, a forza di evocare lo spettro del fascismo, quelli della ex sinistra se lo ritroveranno accanto nel letto. E una mattina si sveglieranno, loro per primi, non con l’invasore dietro la porta ma con addosso un bel pigiama griffato Hugo Boss.
Pensavano alcuni che si sarebbero limitati alla Romania ma dovevamo averlo chiaro, noi più di tutti che abbiamo visto prima cancellare la Dc e poi Berlusconi cacciato dal Senato e reso incandidabile dalla magistratura, che era solo l’inizio. Hanno tentato a lungo con i processi di tenere pure Trump lontano dalle elezioni, anche con i proiettili come peraltro accaduto allo slovacco Fico, ora arriva la sentenza che rende ineleggibile alla presidenza della Francia la favorita in tutti i sondaggi: Marine Le Pen. Nell’ormai già storico discorso di Monaco, il vicepresidente americano Jd Vance citando proprio il caso rumeno ha affermato che la democrazia in Europa è fortemente limitata, così come la libertà d’espressione. Aveva davvero così torto? Far fuori per via giudiziaria gli avversari è un vecchio tic della sinistra che ora è diventato l’unico strumento che può utilizzare, vista la carenza di consensi nelle urne. Il golpe continentale, che ha al vertice Ursula Von der Leyen mai sottoposta al consenso popolare, continua. Fino a quando i popoli europei sono disposti a veder abusata la loro pazienza?

Leggo che dal Pd fioccano dichiarazioni in cui si definisce Marine Le Pen “una ladra”.
Precisiamo bene: la Le Pen viene condannata perché usava i fondi di Bruxelles e ci pagava gli assistenti degli europarlamentari che poi in realtà lavoravano per il partito.
Bene, con la fine del finanziamento pubblico dei partiti questo comportamento è assolutamente la prassi in Italia.
I fondi dei gruppi parlamentari ed europarlamentari dei partiti italiani servono a pagare assistenti di varia natura degli eletti che svolgono più o meno nella totalità dei casi attività di partito. Insomma, i partiti italiani non hanno più i soldi per pagare tutti i loro funzionari e dunque i posti da assistente oltre che quelli pagati direttamente dai gruppi servono a colmare questa lacuna.
Nessun assistente parlamentare fa solo l’assistente parlamentare, anzi spesso l’assistente viene assegnato direttamente al parlamentare dal partito, per le ragioni illustrate.
Dunque in particolare al Pd, che secondo varie inchieste avrebbe europarlamentari in questa e nella precedente legislatura che sono sembrati sensibili al vil denaro tanto da vendersi a interessi stranieri, va chiesto un giuramento sull’assoluta liceità del modo con cui usa i fondi per gli assistenti parlamentari, nessuno dei quali dovrebbe dunque svolgere attività di partito.
Ma conviene a Elly Schlein risparmiarsi questo giuramento perché “presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararla spergiura”.

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8 commenti su “Caso Le Pen, Certificazione della Morte della Democrazia. Che Altro Devono Fare, per Farvelo Capire?”
Io non sono democratico. Per me le scimmie urlatrici e i tribuni della plebe devono essere messi in ceppi. Il potere va ai migliori.
Mah… mi sembra tutto finto, non tracurerei l’ ipotesi che sia tutta una manovra per sdoganare, a seguito di una futura assoluzione, l’ immagine della Le Pen agli occhi dell’ elettorato di centro,.
Per farle raggiungere l’Eliseo, cosa ad oggi impossibile – seppur in testa nei sondaggi col 34% nel doppio turno non ha la minima speranza-.
Del resto, con l’ appoggio al governicchio voluto da Macron e con le leccate ad Israele è già pronta,
ormai è “normalizzata”, una Meloni bis che canterà la canzoncina voluta dal Padrone – fateci caso, ieri si è paragonata, da ex filorussa, a Navalny !-.
È ormai innocua, anzi utilissima a frodare gli ultimi gonzi.
Gli ultimi, trasparentissimi, veli della demonocrazia stanno cadendo rivelando cosi’, pure ai ciechi, la sua vera essenza. Togliamo dal conto coloro che, per limiti ” tecnici ”, proprio non ce la fanno, rimangono i vedenti che fanno finta di non vedere. Ci sono sempre stati, ci sono e ci saranno sempre, apostrofati quale accidiosi. Una larga massa che, speriamo, visto la piega furiosa che stanno prendendo gli eventi, abbia un sussulto di umana dignita’ cercando almeno di prendere atto della catastrofica situazione. E’ uno spettacolo indecente la fine ingloriosa d’ un continente che, tutto sommato, ha dato tanto alla storia dell’umanita col Cristianesimo.
Perché ho famiglia, altrimenti l’ipotesi dell’eremitaggio si farebbe più concreta…
Concordo pienamente.
Ma tutto questo accade nella “miticamente democratica” Francia? Quella dell’omicidio prenatale come diritto inserito nella Costituzione? E’ mica possibile!, secondo me stiamo confondendola con il Nicaragua, Cuba, forse la Turchia o forse la Romania degli ultimi tempi, o la Polonia attuale che sta cercando di far rimpiangere Jaruzelskij.
C’est pas possible! Pure l’ex commissario francese Breton ha detto che lui è per fare sempre votare il popolo, anche tre-quattro volte in un anno, a ripetizione, sino a quando il gregge non impara. Che diamine! La Francia? No, c’est pas possible!
Ho dimenticato il presupposto…
La instruenda dittatura è ovvio preludio alla guerra.
La domanda drammatica ” che si fa? ” perciò è da porsi più che davanti aila morte della democrazia, già moribonda da decenni, davanti a una probabile guerra.
L’abbiamo capito da un pezzo.
Ebbene?
Dopo aver capito, che si fa?
Io sono vecchia, come la maggior parte degli italiani.
Che dobbiamo fare i vecchi?
Dei giovani, alcuni sono meravigliosi, colti, sensibili, intelligenti, impegnati in posti di responsabilità civile e culturale.
Altri sono rozzi,violenti, disoccupati e drogati
Che si fa?
Si preservano i primi e si mandano gli altri al fronte?
O si mandano i carcerati per sgomberare le prigioni affollate?
Certo le donne vanno inviate comunque, per la parità dei diritti.
Bisognerà pensarci da subito…
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