Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, desidero rendervi partecipi di una storia vera accaduta qualche giorno fa a un giovane amico francese, A.V. figlio di amici parigini, che si trova a Roma per qualche mese per motivi di studio, un Erasmus. Era a Trastevere, in piazza Trilussa, uno dei luoghi più frequentati dai ragazzi di sera, davanti al Fontanone, e a Ponte Sisto. Aveva in mano una bottiglia di birra. Un vigile l’ha identificato, e multato per centosessanta euro, più altri cinque euro virgola trenta centesimi. Se non ci credete, guardate il verbale qui sotto, da cui ho espunto i nomi della vittima e dell’autore di questa efferatezza.
L’autore ha dichiarato di non essere a conoscenza del divieto di girare a piazza Trilussa con una bottiglia di vetro in mano. Ed era sincero. Straniero, probabilmente ignaro delle norme che come vedete più sotto vengono criticate anche dai sindacati di polizia; gli si poteva chiedere di buttare la bottiglia, e chiudere la vicenda. Ma no, il desiderio ben probabile di fare cassa a spese di un turista ha prevalso e l’inflessibile tutore della legge ha comminato la pena.

Qui sotto c’è un comunicato dell’Os Pol sul decreto anti-vetro.

Ma a questo proposito, vorrei raccontarvi un episodio di molti anni fa. Era la notte fra il 2 e il 3 aprile 2005. La Stampa all’epoca aveva i suoi uffici in Via Barberini. E andavo in redazione in bicicletta. Quella sera era morto Giovanni Paolo II. Ero rimasto al giornale fino a tardi, scrivendo non mi ricordo più quanti articoli. Verso le 2 di mattina in bicicletta attraversavo la piazzetta – a quell’ora deserta – davanti alla Fontana di Trevi quando fui fermato dai vigili. (Avevano già fermato un paio di ragazzi e ragazze in bicicletta). Mi fu contestata un multa perché attraversavo una zona pedonale. Feci notare che nelle zone pedonali le biciclette hanno accesso. “Non tutte”, fu la risposta. Quando mi consegnarono il verbale ringraziai, dicendo che sarebbe stato materia per un bell’articolo sul giornale. La mattina seguente fui chiamato dal Comando di zona dei vigili, e mi dissero di riportare il verbale, perché c’era stato un errore, e doveva essere annullato…
Devo dire che fiducia e stima nei pizzardoni romani sono un po’ calate, da allora…
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3 commenti su “Inflessibili Occhiuti Pizzardoni Romani Fanno Cassa sulle Tasche di Ignari Studenti Stranieri a Trastevere.”
Vigili urbani e similari ciechi esecutori di ordini superiori ma in molti casi privi di buon senso se non carichi di rancore verso il semplice cittadino magari ignaro di tante regole e norme che spesso non conoscono o non ricordano nel ginepraio mostruoso di tante regole ,norme e adempimenti che ci opprimono e posti come pesi insostenibili sulle spalle del cittadino con la nobile intenzione della nostra sicurezza “ et propter nostram salutem ” ci vorrebbe un cervellone o meglio un microchip nel cervello per ricordare e stare attento a tutto , ma ci arriveremo . E che dire del caso delle vigilesse di un paese del salento Surbo in provincia di Lecce che festeggiano il record giornaliero di 108 multe. sempre fatte per la nostra sicurezza .Gesu denunciava ai suoi tempi i bacchettoni scribi e farisei che caricavano di pesi con leggi e leggine le spalle dei loro correligionari , ma noi li abbiamo ben superati in Italia e in Europa . Quante norme assurde ci piovono addosso dai burocrati europei che intanto si sono aumentati il mensile del 8 % per ben otto volte a partire dal 2022 altro che Roma ladrona di bossiana memoria.
PS immagino che non siano cosi’ occhiuti davanti alle scene di spaccio…
fate bene a chiamarli “pizzardoni”, allora…
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