Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, da Milano ci manda queste righe sui tesori della Pinacoteca Ambrosiana. Con una curiosità…Buona lettura e diffusione.
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Giro sotto una pioggerella marzolina a piazza Cordusio in cerca della pinacoteca ambrosiana e scopro, con sgomento, che, interrogati numero cinque milanesi, non sanno dove sia (occhi rotondi e bocche alle mosche) e mi indicano chi la chiesa di San Tommaso, chi certe stradine dalle parti del Piccolo Teatro come se lì si trovasse la mia meta.
Macché! Alla fine, decisa, chiedo a un bancarellante che, gentile, mi conduce: “prima a sinistra, prima a destra”, dice spiccio e si vede che lo ha ripetuto assai volte. Oh bontà delle bontà, eccomi alla gran pinacoteca milanese dove mi perdo tra tanti capolavori e alcuni li ho fotografati. Quante stupende Madonnine di proprietà del cardinale Federigo Borromeo, che ha donato a Milano la sua collezione di bellezza! E proprio all’ingresso, c’è lui come non lo immaginavo, un biondino…
Io qui, per non esser noiosa a tirar liste di pittori che potrete trovare sul sito della pinacoteca, vorrei farvi fare un giretto tra le piccole cose, myricae dell’arte, che ho notato e che vi regalo con le mie foto che qui sono allegate. Ora attenti, pronti e via. Cominciamo con questa adorazione dei magi che vede un dolcissimo venerando (come la pinacoteca che è veneranda) Re Mago baciare il piedino del Bambino. Ma lì davanti, oh che cosa c’è? Lo vedete anche voi il cagnolino che alza la zampetta per fare i bisognini suoi? E il cavallo bianco che china il capo in adorazione, lui pure, del Bambino Celeste?
Spostiamoci più avanti per ammirare a Betlemme l’adorazione dei pastori. I pastori, certo, sono pochi, c’è Maria, c’è San Giuseppe d’un lato pensoso. Ci sono sullo sfondo anche il bue e l’asinello. Intorno al Piccolo-Grande Re, una corona di angiolini festanti. E fin qui, tutto normale, ma di grazia sollevate lo sguardo al cielo: tra le nubi incendiate da una luce radiosa, un coro d’angeli musicanti si vede e non si vede, confuso com’è tra i batuffoli di nuvola. Ma c’è e se aguzzate l’udito potrete sentir la melodia divina. Sì, la vera vita, invisibile, splende.
Facciamoci più in là, dunque e troviamo in un quadro maestoso del Bramantino il diavolo ritratto in maniera davvero curiosa.
Qui Lucifero, il diavolaccio tentatore, è un viscido ranocchio verde, disteso a ventre in su, in postura sguaiata, ed è caduto, perduto, vinto, e su di lui, bellissima, si staglia la figura in mantello sanguigno di San Michele Arcangelo, il principe delle milizie celesti, con i capelli a casco di paggio rinascimentale…
Avanti un altro poco per ammirare i tanti quadri di Bruegel che sono davvero una festa per la vista e non basterebbero dieci giorni per vedere scorci, dettagli, particolari, minuzzoli di genio. I Santi, San Pietro da Verona, San Giovanni Battista, sono ritratti nelle selve e mi sovviene che anche in una stupenda chiesa romana, San Vitale, gli affreschi ritraggono martiri e santi nella loro morte orrenda in boschi di paradiso. E qui, all’Ambrosiana, c’è anche i paradiso terrestre. Oh le belle figure di Qui Adamo ed Eva nell’Eden primigenio, prima e durante la caduta!
Prima di chiudere, una curiosità, anzi due, che ho scoperto scendendo gli scalini del museo in un angolo di curiosità. Ecco i guanti che Napoleone portava durante la tragica sconfitta a Waterloo e, alle spalle dei guanti, in una preziosa teca vetrata, il ricciolo d’oro dei capelli di Lucrezia Borgia.
Ecco fatto, passo e chiudo e con una riverenza vado a preparare il desinare.

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1 commento su “I Tesori Nascosti della Pinacoteca Ambrosiana. Benedetta De Vito.”
Grazie Benedetta, sei una poesia in cammino. Leggerti è insegnamento, gioia e bellezza. Fortunato chi ti accompagna…almeno con il pensiero. Ciao, alla prossima volta
I commenti sono chiusi.