Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni in tema di libri e letteratura – contemporanea in particolare. Buona lettura e condivisione.
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A Roma, lungo la via La Spezia, dando le spalle al biancore di San Giovanni in Laterano, s’apre (ma è molto ben nascosta in un plesso scolastico e per arrivarci bisogna aprir ben due porte chiuse) la biblioteca Nelson Mandela, dove ho preso ad andare per scegliere i libri a modo mio e senza caricar la casa, già piena, di altri volumi. Amando molto l’Ottocento (che di rado si trova in libreria) qui ne faccio scorta.
E ho scelto, lo scorso lunedì (mi pare) dei librini di racconti a tema che raccolgono in antologia il fior fiore degli scrittori del secolo a me caro e, tra gli altri, “Notti di dicembre, racconti di Natale” edito da Sellerio nel lontano oramai 2001.
I racconti (ce n’è uno anche di Giovanni Pascoli in versione narratore) sono interessanti, quale più e quale meno e lo stile sempre a me graditissimo (e ho preso molti appunti), ma c’è una cosa che ho notato e che mi ha ferito il cuore: tutti i racconti, che pure parlano della Notte Santa, l’appuntamento annuale con il Mistero che accende l’anima d’amore, sono tristi, mortiferi e grondano melanconia e quasi disperazione da tutti i pori. Pensate un poco che quello di Giovanni Pascoli, nientemeno che il poeta del Fanciullino, è la cronistoria di un sordido aborto natalizio…
Ma, perché? Eppure, ne sono certa, si poteva cercar meglio e trovare delle storie allegre che invece di incenerire la speranza, la riaccendano con il fuoco dell’amore.
Perché mi dico la letteratura deve sempre raccontare cose tristi e farci star con la pena dentro se è nato, eccome, il Salvatore e ci ha redenti, sconfiggendo la morte? Perché, e al giorno d’oggi, è diventato addirittura parossistica la narrazione che deve essere soltanto di squallore e di miseria umana, come se gli uomini non fossero la creatura più bella del Signore, ma vuoti a perdere da buttar via insieme ai barattoli di fagioli e ai polistiroli del pesce? Mmm, anche questo abbraccio gelido fa parte della strategia, mi dico, sì della politica di allontanamento da Dio. Non lo penso, nossignore, ne sono certa. Anche i libri sono stati, a modo loro, al servizio di quell’altro, fatti apposta per indurire il cuore, armarlo di indifferenza e marciume.
E mentre il pensiero si fa certezza, mi viene in mente, ad esempio, un racconto di Grazia Deledda (della scrittrice sarda ho letto, saltandone pochi, i racconti raccolti in due volumoni grandi così comperati nel suo museo nuorese) che si intitola, mi pare, “Il dono” ed è una storia di Natale tenerissima. Papà e figlioletti vanno alla Messa di Natale della Mezzanotte (un tempo ci andavamo tutti e anche io da bambina!) e quando tornano a casa la mamma, oh meraviglia, ha partorito un fratellino. Lui, il piccino, è il dono. Ora la finisco qui e chiusa nel mio silenzio in adorazione quaresimale del Dolce volto insanguinato, vi auguro una splendida domenica piena di sole radioso.
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7 commenti su “Amici Scrittori, perché Raccontare solo lo Squallore e la Tristezza? Benedetta De Vito.”
Piacerebbe a tutti trovare elementi positivi,la verità è che siamo immersi in un letamaio e ci sguazziamo dentro (me incluso) compiaciuti
https://www.youtube.com/watch?v=pqAskYcH3EE Nel 1969 Lucio Battisti cantava “ ti stai sbagliando / chi hai visto non è / non è Francescaaaa”” …mutatis mutandis, facendo tesoro della tanto declamata parità di genere, la frase può essere letta anche al maschile, non vi pare?
Non è Papa Francesco, è un sosia : https://gloria.tv/share/2S37R7EnhwBx1uKWu2zVmigDN…………….Ezio Greggio: “È lui o non è lui? Certo che è lui!”.
Chi non ricorda il siparietto di Ezio Gregio al “Drive-in”, negli anni ’80 ?
https://www.youtube.com/shorts/iXCnTv4EyoI
Il fascino misterioso esercitato sull’uomo dal male in tutte le sue forme vissute e /o raccontate, a parer mio è ancora tutto da spiegare.
certo che ci sia perchè della Divina Commedia si conosce solo l’Inferno? https://www.youtube.com/watch?v=aHgVXqFwABM
Bellissimo articol,o,grazie signora Benedetta.
io ho letto un libro che parla di Bellezza con la B maiuscola.
Sono cinque storie sottoforma di racconti per il teatro, veramente godibili e pieni di fascino d’altri tempi, il cui titolo è ” mettimi come sigillo sul tuo cuore” di Margherita Le Monial.
Lo consiglio a chi vuole respirare “il profumo di Soave odore”
Santa quaresima.
perchè ? si chiede ?
Legga IlPiccolo di Trieste , il paginone riferito a ECCO IL PAPA
” LA GIOIA DEI VESCOVI DI TRIESTE E GORIZIA
Allora , la risposta è proprio in questa affermazione- Ci dirà che Dio non esiste ?
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