Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, Vincenzo Fedele, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione la quarta ed ultima parte del suo saggio sulla City of London, e i suoi misteri. I capitoli precedenti li trovate qui, qui, e qui. Buona lettura e diffusione.
§§§
Londra e la City of London – Parte 4
Abbiamo visto la genesi storica che ha portato all’anomalia della City di Londra, le implicazioni e il malaffare finanziario, i collegamenti con i servizi segreti mondiali, indispensabili per assecondare e coprire tutte le manipolazioni del potere in giro per il mondo.
Tutto questo non sarebbe possibile senza una azione politica capillare, costante, lungimirante, e diabolicamente indirizzata a gloria imperitura della City, cioè della “Crown”.
C’è da dire che lor signori sanno fare i compiti a casa e li fanno molto bene.
La City mantiene, quindi, uno status politico unico, retaggio medievale e del periodo anglosassone che confligge notevolmente con il concetto odierno di democrazia di cui si deve tuttavia ammantare per mantenere una facciata presentabile e giuridicamente inattaccabile.
Il concetto di democrazia interna, pertanto, deve essere piegato e adattato alla necessità di mantenere lo status quo cercando comunque di coinvolgere, almeno all’apparenza, gli amici e gli amici degli amici per poi tenerli comunque ai margini. Nella City devono poter comandare e decidere solo le oligarchie storiche.
L’elettorato attivo della City non si basa, infatti, solo sulla residenza, che anzi è componente minoritaria, ma si basa sui rappresentanti delle società private che hanno la loro sede nella City.
La giustificazione ufficiale è che i residenti si aggirano solo attorno agli 8.000, mentre la maggior parte della popolazione che ogni giorno ci lavora, quindi utilizza i servizi della City, supera i 300 mila. Le aziende, quindi, devono poter partecipare al voto a difesa dei loro dipendenti non residenti.
Del resto se ci dicessero che, al loro interno, gli asini devono partecipare alla redazione dei regolamenti aeronautici perché secondo loro gli asini volano, non ci sarebbe modo di opporsi legalmente.
Il ricambio dei residenti è bassissimo ed anche la possibilità di nuove aziende che si inseriscano nel territorio è ostacolata sia dal valore molto alto per affittare o acquistare edifici che, soprattutto, con la cernita preventiva che viene fatta per le aziende che vogliono avere la sede all’interno della City per ottenere così il grande potere che ne deriva e la ricaduta economica di cui si usufruisce.
L’ultima riforma del 2002 del sistema elettorale della City, sia per le elezioni interne che per l’elezione dei deputati al Parlamento, che ha ricevuto l’assenso reale, raddoppia da 16 mila a 32 mila il numero di aziende che hanno il diritto di nominare i loro elettori con un criterio molto semplice: Le società o enti che impiegano meno di 10 persone possono nominare un loro elettore. Quelli che impiegano da 10 a 50 persone nominano un elettore ogni 5 dipendenti. Quelli che impiegano più di 50 persone nominano 10 elettori oltre ad un elettore aggiuntivo per ogni 50 dipendenti oltre i primi 50. La riforma precedente risaliva agli anni 50 del XIX secolo.
Il “non-residential” o “business vote” è stato abolito nel Regno Unito dal 1969, ma non nella City che riconosce il diritto di voto anche alle attività commerciali, come banche, società finanziarie anche prive di personalità giuridica, attraverso persone fisiche designate secondo i numeri visti sopra.
Un ruolo particolare hanno le 108 “Levery companies”, antiche corporazioni di arti e mestieri che ora, ufficialmente, hanno funzioni filantropiche o cerimoniali, ma in realtà svolgono funzioni di corporation. I loro membri si dividono in due categorie “freemen” e “Liverymen”. E’ necessario essere in una di queste due categorie per poter essere eletti negli organi interni della “Corporation”.
Oltre la cernita iniziale per essere ammessi nel consesso riservato, quindi anche solo per avere la sede nella City, i “rappresentanti” da eleggere non possono essere scelti fra tutti gli elettori, ma solo fra coloro che fanno parte di questa ulteriore elite ristretta ed esclusiva.
Del resto la stessa “The Corporation of The City of London” , essendo una società privata, mantiene riservato l’elenco dei propri azionisti. Romanoff, che ho già citato, afferma di essere a conoscenza che 13 famiglie ebree sono centrali nella Corporation e i Rothschild sono i primi tra questi.
Peraltro abbiamo già visto che anche all’interno dei Rothschild occorre rigare dritto ed allinearsi alle disposizioni dei “capibanda”. Chi sgarra corre il rischio di “suicidarsi”.
La City, in un certo senso, funziona come una società, ma sarebbe più realistico descriverla come una tipica famiglia del crimine organizzato che ha potere incontrastato nel proprio mini-stato e opera con impunità praticamente assoluta in tutto il mondo. Questa impunità discende principalmente dal potere finanziario, ma in misura ancora maggiore dal potere politico e dall’influenza del ricatto di quel potere finanziario.
Possiamo, per iniziare, vedere i condizionamenti nell’ambito del Regno Unito.
All’estero le cose funzionano analogamente a quanto sto andando a descrivere per l’UK.
Basti pensare a Macron, scaturito dal nulla quando sembrava che l’era dei centristi e dei socialisti, dopo le disfatte di Sarkozy e gli scandali di Hollande, fosse al tramonto a vantaggio della destra. Enfant prodige di estrazione bancaria, senza arte ne parte in politica ma, proprio per questo, dipinto come volto nuovo in un mondo che cambia e che, in meno di un anno, viene spinto in alto sino a divenire Presidente della Repubblica francese. Il riferimento finale nella puntata precedente a Strauss-Kahn non era solo una indicazione di come e a che livello si gestisce il Fondo Monetario Internazionale, ma anche i rapporti politici che occorre avere per la scalata alla presidenza francese.
Limitandoci, dicevo, all’ambito inglese, vediamo come si è arrivati all’attuale Governo laburista di Keir Starmer dopo 14 anni dei laburisti all’opposizione. Gli gnomi della City hanno dovuto fare un lavoro veramente lungo mobilitando i media in direzioni che, a prima vista, potevano sembrare controverse.
Hanno dovuto lavorare anche tra i conservatori oltre che sui laburisti.
In primo luogo hanno emarginato Jeremy Corbyn che, da esponente dell’ala sinistra del Labur, non vedeva di buon occhio la City ed i suoi condizionamenti e loro lo hanno distrutto. Le sue buone intenzioni, da estremista di sinistra, verso i cittadini britannici, si sono scontrate con i suoi dubbi e la sua disobbedienza alle direttive della City. Doveva essere eliminato ed è stato fatto. Già da tempo il Labur ha decretato che Corbyn e “tropo tossico” e non varcherà mai più la loro porta.
Infatti venne boicottato dal proprio interno e sconfitto di misura dalla conservatrice Theresa May.
Il debole governo della May dura poco a causa, anche li, di spaccature interne pilotate e mirate. Tra i Tories subentra Boris Johnson e si va di nuovo al voto. Corbyn, sconfitto ancora, si dimette da segretario Labur.
Non basta, però, sostituire Corbyn all’interno dei laburisti, occorre lavorare anche all’interno dei conservatori. Johnson, che era stato il primo sindaco conservatore della Grande Londra, dopo aver sabotato con successo gli accordi di Istanbul tra Ucraina e Russia, deve farsi da parte per lasciare spazio a Liz Truss che è costretta a sua volta a dimettersi dopo meno di 30 giorni, quando presenta il suo piano di risanamento di bilancio e rilancio dell’economia con qualche ipotesi di irrigidimento dei controlli dei flussi bancari. Il suo Governo si fregia del titolo di governo più breve di tutta la storia britannica. Non si trovano candidati disposti a succedere a tanto sfascio. In assenza di altri candidati la City dà il via libera a Rishi Sunak, di origini indiane, individuo senza spessore, inviso al partito ed agli elettori, che ha il pregio di essere ben conosciuto nella City per la sua pochezza, con l’unica esperienza come gestore di fondi spazzatura e con l’unico merito di essere il marito di una ricca figlia di un maharaja indiano.
Con la sua conduzione il destino dei tories è di essere condotti al macello. Alle ultime elezioni i conservatori ottengono infatti il peggior risultato della loro storia con solo 121 seggi su 650.
Visto che il candidato della City, Starmer, non è un fulmine di guerra (infatti otterrà la maggioranza assoluta sfruttando il sistema elettorale inglese, ma ottenendo meno voti di quanti ne aveva ottenuti Corbyn quando venne sconfitto), i media devono dargli un aiutino ulteriore. Deve essere riabilitata l’estrema destra di Nigel Farage con il solo scopo di sottrarre voti ai conservatori che, infatti, vengono sconfitti mandando al Governo l’incolore Starmer secondo i desiderata della City.
Già adesso, a pochi mesi dalle elezioni, Starmer nei sondaggi sta crollando miseramente. Però sta conducendo il lavoro sporco per boicottare Trump nei suoi tentativi di pacificazione in Ucraina e partecipa, pur non facendo parte della UE, agli incontri europei per appoggiare Kiev senza se e senza ma.
Questo, infatti, è importante: che rimanga Primo Ministro e continui nel compito assegnatogli. Intanto, a garanzia contro un deleterio ritorno dei conservatori, si torna a rivalutare Farage, sparito dopo le elezioni, che nei medesimi sondaggi sale vertiginosamente come qualsiasi fuoco di paglia che serve solo a distrarre per poi spegnere il fuoco.
Di esempi simili, anche fuori dal Regno Unito, ce ne sono a decine.
Di Macron abbiamo già parlato, ma anche le ultime elezioni francesi sono state ben pilotate con il solo scopo di escludere la destra della LePen e far continuare alla Francia la corsa verso il baratro.
La stessa elezione di Biden non è che sia proprio limpida, se non si vuole dire che è stata falsificata nelle urne. Uno dei terminali di falsificazione del voto elettronico sembra fosse proprio qui in Italia. Lo stesso spoglio notturno aveva subito una interruzione, mentre Trump era in vantaggio e, quando è ripreso dopo il Black Out, in vantaggio è risultato Biden. Nessuno ha indagato a fondo in Italia. Le avvisaglie di alterazioni sono state zittite con le esecrazioni contro l’assalto al Campidoglio e la messa sotto accusa per Trump.
Che dire delle elezioni in Romania? Un quasi sconosciuto di destra, Georgescu, si impone al primo turno nelle elezioni presidenziali con il programma di bloccare l’ipotesi di utilizzare la Romania come base per futuri attacchi alla Russia. Al secondo posto si piazza l’altra rappresentante di destra mentre il partito che da trent’anni spadroneggia in Romania arriva solo terzo ed è fuori dai ballottaggi.
La seconda classificata presenta ricorso per aversi visto sottrarre voti che le avrebbero tolto il primo posto e l’Alta Corte si pronuncia dichiarando le elezioni totalmente valide e trasparenti.
Pochi giorni dopo, tre giorni prima del ballottaggio, la stessa Alta Corte dichiara annullate le elezioni perché Georgescu avrebbe ricevuto finanziamenti dalla Russia per farsi pubblicità su Tik Tok. Non c’è alcuna prova di tali finanziamenti esteri, ma intanto le elezioni vengono annullate e riprogrammate per Maggio. Si saprà dopo che i finanziamenti erano arrivati a Georgescu dal partito al potere in Romania, con l’intento di sottrarre voti alla candidata di destra, che poi è arrivata seconda, e non da Putin. Anche di fronte a questa palese verità le elezioni rimangono annullate e devono essere rifatte.
In tutti i casi è stato decretato, in pratica, che è vietato farsi pubblicità in campagna elettorale.
Adesso, dopo che Georgescu è stato arrestato e poi rilasciato, non potrà candidarsi alle prossime elezioni. Le piazze rumene sono piene di dimostranti, che hanno anche assaltato qualche palazzo, ma da noi tutto tace. Georgescu può ancora presentare ricorso, ma con poche speranze di accoglimento, se non quello dato dall’esasperazione popolare a tanto marciume denominato democrazia.
Le indicazioni della City, oltre ad arrivare ai giudici ed ai servizi segreti rumeni, arrivano anche ai nostri media che tacciono su tutto questo. Si vedrà nei prossimi giorni se la pentola rumena scoppierà e a che livello di scontri.
In Georgia, come in Ucraina, in Moldavia e altrove sono, invece, sempre bene accetti i finanziamenti in arrivo dalla City, via Soros, quando non direttamente dalla Nuland o da USAID. Solo in Romania si dichiarano inammissibili.
La stessa struttura UE è modellata quasi secondo il criterio della Corporation della City in modo che si possa votare, con l’impressione di decidere, ma senza fare danni e senza disturbare il manovratore.
I cittadini possono eleggere il Parlamento europeo che, però, non ha alcun potere se non quello di dare il benestare al Consiglio che ha, invece, tutti i poteri pur non essendo eletto.
Quello del Parlamento sarebbe comunque un potere enorme, perché consentirebbe di scegliere persone capaci e indipendenti, invece vengono scelti i pacchetti precostituiti, con voti trasversali che, se non si sapesse la fonte londinese delle indicazioni, sembrerebbero assurde.
Già per la prima Von der Pfitzer era stato necessario fare salti mortali ed arruolare i 5 stelle di Di Maio e Grillo, che dovevano opporsi ai giochi di Palazzo, e che sono stati ben contenti di accomodarsi alla mensa apparecchiata, tanto che ancora oggi Di Maio è l’ambasciatore UE per il Medio Oriente, e la sua efficacia si sente ad ogni passo. Per la seconda Von der Pfitzer anche la Meloni è stata arruolata e noi tutti siamo contenti che a Fitto sia stata trovata una comoda poltrona. Eravamo in pensiero.
Il Consiglio, una volta insediato, ha tutti i poteri e noi siamo esultanti di avere come capo una signora indagata per interesse privato nei vaccini COVID e che si sottrae alle udienze a colpi di certificati medici per raffreddore, come ministro degli esteri un’altra signora con la fissa del dente avvelenato contro i russi ed espressione di potenza, forte di rappresentare quasi due milioni di lituani (meno della sola città di Roma).
Un Consiglio che può decidere che è necessario investire 800 miliardi di Euro per nuove armi e un nuovo esercito. Soldi che non c’erano, e non ci sono, per sviluppo, economia, industrie, sanità, educazione, infrastrutture o altro ritenuto superfluo. Un Consiglio che deve decidere all’unanimità ma che, in attesa di eliminare questa ingombrante clausola, riesce ad approvare questo scempio anche con il parere contrario del Governo ungherese.
Finora gli stessi USA sono stati uno strumento manipolabile e manipolato dagli gnomi della City, Ora che Trump ha sparigliato le carte, sta giocando una nuova partita in un mondo multipolare con Russia e Cina e vuole porre fine alla carneficina insensata della guerra per procura, la City fa mobilitare l’Europa alla guerra contro il parere di tutto il popolo europeo.
Anche qui gli esempi potrebbero continuare, ma si vuole solo ricordare cos’è la democrazia secondo gli gnomi della City che da dietro le quinte muovono le fila in tutto il mondo, compresa casa nostra.
Fra l’altro anche da noi è ufficiale che il partito della Bonino continua a ricevere finanziamenti da Soros e, dopo lo shock iniziale con tentativi di smentite, +Europa (che bel nome di questi tempi), ha cambiato tattica trasformando i soldi ricevuti in medaglie da appuntarsi al petto come sostegno alle loro giuste battaglie libertarie e progressiste.
C’è da ammirare, dicevo, il lavoro sottotraccia, certosino e lungimirante della City, se le loro scelte non fossero solo e unicamente indirizzate al proprio tornaconto economico e di gestione luciferina del potere.
Tutto questo lavorio non è solo frutto di corruzione finanziaria, ma anche di ricatti, trappole e reti di interessi che si intrecciano in grovigli inestricabili da cui è impossibile uscirne indenni. Sono, come detto, gli stessi metodi di Jeffrey Epstein, le sue trappole sessuali, i finanziamenti immeritati, le carriere fulminee di incompetenti (Macron docet), portate avanti per decenni e su cui, poi, chiedere il conto.
Di tutto questo, ovviamente, non c’è traccia che ogni mossa sia pianificata e finanziata nel silenzio delle segrete stanze del miglio quadrato londinese.
Le operazioni di Epstein erano sicuramente ebraiche e mondiali. Non c’è nessun altro organismo al mondo che abbia interesse nel controllare, con mezzi sporchi e ricattatori, i politici di tutte le nazioni.
Per quanto attiene al sionismo è molto limitativo concentrarsi solo sugli aspetti finanziari, pur notevoli, che hanno riguardato acquisti massicci di terreni e immobili palestinesi fra le due guerre mondiali, per poi arrivare alla fondazione dello Stato d’Israele dopo la sconfitta della Germania.
Il suo potere per la causa sionista la City lo dispiega prima della fine della prima guerra mondiale mentre la Germania è sulla via della vittoria e sta iniziando, da una posizione di forza, le trattative con i nemici inglesi.
La storia avrebbe potuto seguire una via totalmente diversa visto che, dai documenti storici disponibili, la Germania era disponibile, pur se vicino alla vittoria, a chiudere le ostilità con un nulla di fatto. Senza pesanti sanzioni per gli sconfitti e senza i draconiani risarcimenti che saranno imposti a Berlino dopo la sconfitta.
I Rothschild propongono al Governo di Londra di impegnarsi a far entrare in guerra gli Stati Uniti d’America, fino a quel momento neutrali, a fianco dell’Inghilterra se il Governo di Sua Maestà consentirà l’insediamento ebraico in Palestina.
Gli ebrei della City riescono così ad ottenere dal Governo britannico la famosa dichiarazione Balfour del 2 novembre 1917 indirizzata a Lord Rothschild, come rappresentante della comunità ebraica e del movimento sionista, con la quale il Governo britannico dichiarava di guardare con favore l’insediamento del popolo ebraico in Palestina. Il potere della City, mediatico, finanziario e ricattatorio, riuscì a condizionare gli Stati Uniti ed effettivamente il Presidente Wilson decise subito dopo di entrare in guerra spostando totalmente l’andamento del conflitto. La Germania, che stava vincendo, si trovò sconfitta e con tali e tanti debiti di guerra, sanzioni e limitazioni che portarono in pochi anni al nazionalismo esasperato da cui emerse Adolf Hitler con il seguito che tutti conosciamo.
Tornando ai giorni nostri, dal finanziamento del sionismo da parte delle Banche Rothschild derivano le occupazioni israeliane e le atrocità che si sono susseguite in Palestina sino al genocidio degli ultimi due anni, il tutto sotto gli auspici degli ebrei nella City di Londra.[1]
La stessa cronaca dei giorni nostri, in Palestina come a Kiev, è uno dei frutti avvelenati del potere della City.
Ferrei ordini di scuderia obbligano ogni giorno a chiamare difesa il genocidio in atto, a giustificare il blocco degli aiuti umanitari anche se è in atto una tregua, ad alzare alti lamenti se viene accoltellato un civile israeliano, fosse anche una rissa da bar, mentre si tace sulle centinaia di morti palestinesi che ogni giorno insanguinano Gaza e Cisgiordania. Si grida allo scandalo ad ogni liberazione di ostaggi da parte di Hamas, anche solo perché vengono fatti salire su un palco per essere mostrati alle telecamere prima del rilascio, si piange perché sono dimagriti dopo oltre un anno nei tunnel sotterranei, si grida al lavaggio del cervello se uno degli ostaggi va a baciare uno dei carcerieri, ma si tace sullo stato delle centinaia di prigionieri rilasciati dalle carceri israeliane dove erano detenuti senza processo. Si tace sui segni evidenti di torture, certificate da medici delle Nazioni Unite di tutte le associazioni umanitarie e dalle stesse organizzazione israeliane che invocano la pace ed appoggiano i famigliari degli ostaggi.
Stessa prassi per le notizie in arrivo dall’Ucraina su cui è inutile dilungarsi in questa sede.
Al posto di Zelensky mi preoccuperei molto, non per le figuracce in mondovisione fatte alla casa bianca. Sarei preoccupato per la mia stessa vita. Difficilmente potrà godersi i soldi e gli immobili acquisiti in giro per il mondo, compresa da noi, in Toscana, l’ex villa di Sting. Un burattino che deve uscire di scena potrebbe avere la tentazione di confidare a qualcuno degli imbarazzanti retroscena. Nel dubbio potrebbe capitargli qualche incidente o cadere in depressione e candidarsi al suicidio. Non si sa mai.
All’interno del Regno Unito si è ben a conoscenza di questi lati oscuri, ma non si riesce a far nulla come del resto si rimane inerti ad assistere a queste assurdità, che tutti conoscono, in ogni parte del mondo.
Trump riuscirà a scalfire questo potere? Il nuovo mondo che vuole creare, insieme a Cina e Russia, riuscirà ad aggredire il miglio quadrato della City?
Visto l’intreccio mondiale di interessi e ricatti che la City riesce a muovere ho molti dubbi su un buon esito.
La determinazione di Trump deporrebbe bene in tal senso. La sua promessa di fare emergere le malefatte di Epsteyn sarebbero un altro passo nella giusta direzione.
L’arruolamento di Robert Kennedy Jr. nel suo staff depone bene per riesaminare le carte dei due assassini eccellenti di suo padre, 1969, e suo zio, 1963. Sono già trascorso più di 50 anni e sono carte che si possono desecretare senza problemi.
Si potrà scrivere la vera storia delle torri gemelle ?
Il fatto che le banche centrali di Russia e Cina sono fra le poche ad essere fuori dall’influenza dei Rothschild è anche confortante. Tutto lo sconfortante resto del panorama, però, depone male. Molto male.
Anche ammesso che questa reazione ci sia, sarà adottato lo slogan della ndrangheta che traduco in italiano per essere ben compreso: Piegati giunco che arriva la piena.
Tradotto ancora meglio vuol dire: adattati, esile giunco, piegati e lascia sfogare la furia del momento, quando sarà finita l’emergenza tornerai ritto come prima e più robusto di prima.
Questa è la City di Londra.
Vincenzo Fedele
NOTE
[1] I profittatori di guerra e la banca d’Israele; un manuale
https://warprofiteerstory.blogspot.com/p/war-profiteers-and-israels-bank.html
§§§
Aiutate Stilum Curiae
IBAN: IT79N0 200805319000400690898
BIC/SWIFT: UNCRITM1E35
ATTENZIONE:
L’IBAN INDICATO NELLA FOTO A DESTRA E’ OBSOLETO.
QUELLO GIUSTO E’:
IBAN: IT79N0 200805319000400690898
***


5 commenti su “La City of London, il Suo Potere, e la Sua Influenza nella Politica dell’UK. Vincenzo Fedele.”
Bellissimi articoli, davvero illuminanti!
Una sola domanda: come mai non ha neppure nominato (mi pare) la massoneria???
Questa mattina, facendo una visita in chiesa, mi sono imbattuto nelle prove del coro in vista di un matrimonio nel pomeriggio.
Cantavano molto bene, tecnicamente.
Uno girovagava in ogni angolo per valutare il suono.
Ogni tanto partiva per la sagrestia e regolare l’impianto.
Tra una prova e l’altra un ridacchiare a microfoni accesi.
Erano presso il tabernacolo, indifferenti.
Il tecnico del suono vi passava davanti, assente.
Noi altri lì a pregare guardati come intrusi.
Si capisce facilmente dove sta Il Centro.
Si può cantare l’inno più devoto, ma restando periferici.
C’entra con la testa del serpente? Eccome!
Gli ignari stanno dove stanno pensandosi protagonisti.
Se cantano a Dio senza accorgersi che è lì, secondo voi sanno di un serpente che li raggira mentre credono a tutte le baggianate che sembrano loro più evidenti?
Il “tecnico” vede a quello che tocca. Si crede pratico.
Il “mistico” vede quel che non appare e ne fa pratica.
Falcone e Borsellino, 1992.
L’Italia svenduta.
Grandissimo resoconto, questi 4 articoli,Dott.Fedele.
Lei ha parlato di 13 famiglie ebraiche: a parte i Rothschield,quali sono le altre?
Anche le banche di Corea del Nord, Venezuela e Iran non sono in mano alla famiglia di banditi. Infatti sono stati canaglia per il mainstream..
City of London… la vera testa del serpente!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
I commenti sono chiusi.