Bergoglio, i Terzomondisti e la Grande Confusione in cui Viviamo. Bernardino Montejano.

11 Luglio 2024 Pubblicato da Lascia il tuo commento

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il prof. Bernardino Montejano, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla visita compiuta dal pontefice regnante a Trieste. Buona lettura e condivisione.

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PARLIAMO DI DEMOCRAZIA

Papa Francesco è stato a Trieste, una città bellissima, dai segni imperiali, per chiudere la cinquantesima Settimana Sociale Cattolica Italiana e ha parlato della crisi della democrazia. Ha affermato: “così come la crisi della democrazia colpisce varie realtà e nazioni, l’atteggiamento di responsabilità di fronte alle trasformazioni sociali interpella anche tutti i cristiani, ovunque vivano e lavorino, ovunque nel mondo”.

Ha aggiunto che la parola democrazia “non coincide semplicemente con il voto del popolo, ma richiede di creare le condizioni affinché tutti possano esprimersi e partecipare”.

Ha affermato che la partecipazione democratica deve essere instillata fin dalla tenera età, in modo che i cittadini adottino un senso critico “di fronte alle tentazioni ideologiche e populiste”.

La crisi della democrazia è come “un cuore ferito” in cui la corruzione e l’esclusione sociale possono abbondare e il potere diventa autoreferenziale e incapace di servire i suoi elettori. Francesco aspira a “una democrazia dal cuore guarito, con i principi di solidarietà e sussidiarietà che aiutino a costruire i legami della democrazia, poiché incoraggiano la partecipazione e superano l’indifferenza che è “un cancro della democrazia”.

Ancora una volta Francesco fa appello ai sogni di una democrazia dal cuore guarito, perché «coltivare sogni per il futuro comporta e chiede partecipazione personale e comunitaria».

Il testo di Francesco è di una povertà “francescana”; una verbosità confusa e incomprensibile, un’assenza di considerazioni morali, un’omissione di riferimenti alla legge naturale e alla legge divina positiva, presenti nei grandi testi di Pio XII e Giovanni Paolo II, sull’argomento.

Molto tempo fa ho avuto un problema con l’allora esistente Università Cattolica di Mar de Plata “Stella Maris” perché non era considerata sufficientemente democratica. Ho invitato i due professori che mi hanno denunciato a un dialogo presso l’Istituto di diritto politico sulla questione, ma si sono rifiutati, perché per ogni democratico chi non adora la dea democrazia è un eretico.

Visto il rifiuto, ho pubblicato un opuscolo “La democrazia secondo l’insegnamento della Chiesa”, con un prologo del dottor Germán Bidart Campo, preside della Facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche dell’Università Cattolica Argentina “Santa María de los Buenos Aires” ” e professore di diritto politico presso l’Università di Buenos Aires.

In esso, l’eminente studente universitario scrive: “Non per la sua brevità, questa densa opera del dottor Bernardino Montejano cessa di avere interesse illustrativo. In una sintesi serrata vengono offerti gli orientamenti fondamentali della dottrina della Chiesa in materia politica. L’insegnamento dei pontefici è sempre stato chiaro e conciso; Presentato con semplicità agli animi meno preparati, la sua profondità non viene sminuita dall’elementarità delle tesi sviluppate. La Chiesa non scende in questioni di opinione libera e divergente, ma ha il compito di fornire linee guida fondamentali, laddove la discrepanza sarebbe sconsiderata”.

“Molte sono le opere che fino ad oggi hanno sviluppato e svelato la dottrina della Chiesa; ma il presente schema, nelle sue poche pagine, condensa con evidente padronanza della materia e brillantezza espositiva, quei punti vertebrali su cui il magistero pontificio insiste fin dal secolo scorso.”

“Il lavoro del dottor Montejano, che siamo onorati di presentare, servirà senza dubbio a contribuire alla diffusione della Verità nell’ardua gestione delle questioni che riguardano l’origine, la struttura e lo scopo della comunità politica.”

Germán J. Bidart Campos

L’opera piccola ha come capitello un testo di Giovanni XXIII: «L’acquisizione della verità piena, completa e sincera deve condurre necessariamente all’unione degli spiriti, dei cuori e delle azioni. I dissensi, le controversie e i disaccordi nascono innanzitutto dal fatto che non si conosce la verità. (Enciclica Ad Petri Cattedrale , 29.06.1959).

Il libretto si sviluppa nei seguenti punti: Fede nella parola di Dio; Fondazione della Chiesa; Istituzione d’insegnamento; Sviluppo della dottrina sociale; Insegnare le forme di governo; Un nuovo sviluppo della dottrina sociale; Requisiti della vera democrazia; Rappresentanza politica e vera democrazia; Persone e masse; Popolo, massa e Stato; Sotto la tirannia delle masse; Una convivenza organizzata secondo l’ordine naturale; Un nuovo ordine al servizio dell’uomo; Validità del principio di sussidiarietà.

Nel testo figurano i Papi Leone XIII, San Pio X, Pio XI, Pio d’oggi. Non avrebbe mai fatto parte di questo gregge che le democrazie plutocratiche, marxiste o razziste nutrono per la fabbrica e l’ossario», in La France contre les robots, Robet Laffont, Parigi, 1947, p. 70.

Quando ho scritto questo libretto avevo 25 anni, ma il vantaggio di aver avuto insegnanti del livello di Padre Julio Meinvielle. Anche Bergoglio, che oggi ha 87 anni, ha avuto grandi maestri come padre Alfredo Sáenz, ma, come quest’ultimo mi confidò già da giovane era molto poco ricettivo,  e ciò che la natura non dà…

Per questo il suo titolo è tecnico e poiché la sua arroganza è parallela al suo vuoto culturale, non si affida alle Sacre Scritture, ai padri della Chiesa, ai grandi teologi o dottori, ai papi precedenti e dice come ha fatto in Trieste, quello che gli passa per la testa, senza mai studiare, con assoluta irresponsabilità, seminando confusione e oscurità.

Ma il dialogo avvenne a Mar del Plata, una notte, nel Casinò gremito: da una parte, una coppia di preti del terzo mondo; dall’altro, una coppia di eretici non democratici, un brillante professore di economia politica, Rodolfo Fuertes ed io. Le posizioni erano irriducibili e il giornale le riproponeva sotto le nostre foto: Dott. Rodolfo Fuertes: “State lontani dal dollaro e rivolgetevi ai valori spirituali”, p. Luis Gutiérrez che, insieme a p. Amado faceva parte della squadra del terzo mondo: «Oggi è un peccato più grave mandare capitali all’estero che tradire la propria moglie».

Amado è morto giovane. Non ho avuto più notizie di Gutiérrez. Ma attraverso il bergoglismo hanno trionfato i terzomondisti e con loro la grande confusione in cui viviamo.

Che Dio ci protegga.

Buenos Aires, 9 luglio 2024.

Bernardino Montejano

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