Questioni di Rovescio, e il Petauro della Cioccolata. Mastro Titta.

10 Luglio 2024 Pubblicato da 7 Commenti

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Mastro Titta entra con il suo stile caustico nel dibattito del giorno, quello sulla scomunica comminata a mons. Viganò. Buona lettura e condivisione.

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MASTRO TITTA: QUESTIONI DI ROVESCIO

 

“Buongiorno, sono un petauro della cioccolata*. Siccome sono un petauro della cioccolata, quella cosa molle e marrone che vedo nella mia ciotolina non può che essere cioccolato. Infatti mi chiamo petauro della cioccolata perché  mangio il cioccolato”.

È l’effetto che mi hanno fatto le argomentazioni di Zenone sull’affare Viganò, come quelle dell’ottima Scrosati: siccome il cattolico non può essere tale senza il papa, allora qualsiasi paracarro esca da un conclave è il papa e soprattutto è cattolico, ergo possiamo dirci cattolici anche noi. O petauri, tanto è lo stesso.

Io mi sento petauro, ma se uno si sente cattolico cum Bergolio et sub Bergolio, ci mancherebbe: tolleriamo alla grande che Vladimiro Guadagno si senta Vladimir Luxuria o che Draghi si senta il Migliore, sarà mica un problema Bergoglio che si sente papa, o è percepito tale.

Il triplo carpiato con terapia tapioco e scappellamento a sinistra di Zenone non è farina del sacco di Zenone, che dissente ossequiosamente da Viganò e si abbandona ad insulti come un camallo quando si tratta di Cionci: Zenone giudica Bergoglio con criteri che risalgono forse a Pio XII, se non prima. L’habemus papam purchessiam asconde il fatto che ci è caduto Cristo nel parcheggio dell’autogrill di Giove Est e siamo a Casalpusterlengo, dunque non c’è molto da fare a parte ripetere ovvietà senza carità, come un cembalo che tintinna.

Zenone, e non solo lui, è obbligato dalla propria cultura e storia personali a stabilire un’oggettività in forza della quale Bergoglio è papa e Viganò un pastore errante dell’Asia che parla alla luna. Il problema è che Bergoglio non ha storia personale né cultura, casomai il culto di sé. Diceva un mio professore di greco vagamente sociopatico: dove vai? Son cipolle. Quanto al chilo? Vo’ a Firenze. Siamo il Saturday Night Live di Francis: ci osserva e si smascella dalle risate.

Quella di Zenone si chiama tautologia, o logica circolare se preferite. Asserzioni lapalissiane come “o sei vivo, o sei morto”. Siccome siamo cattolici e i cattolici hanno bisogno del papa, allora Bergoglio è il papa. Il problema è che se Bergoglio è il papa, nessuna delle critiche gli si muovono è consistente. Si parla del niente, perché un papa deve infischiarsene del pueblo devidido: solo il mandato di Cristo deve governarlo. Bergoglio se ne infischia e basta guidato per mano da pensieri altrui, per giunta imparaticci.

Se Viganò disconosce l’autorità di Bergoglio, egli è un eretico scismatico. Infatti la corte ha condannato Monsignore per il reato di scisma scomunicandolo: è tutto, vostro orrore. Con questo non voglio dire che approvo Viganò: lo si può criticare e anche prenderne le distanze, ma puntare il dito contro la pagliuzza ignorando la trave è cosa diversa.

Come la Segnatura rigetterà senza fallo il pessimo Cionci, reo di aver sottoposto a detto tribunale un’istanza sull’invalidità delle dimissioni di Benedetto XXVI causa sede impedita, fattispecie prevista dal diritto canonico, ma bisogna accerchiare il Vaticano con la Wehrmacht perché anni dopo si venga a sapere che questa disgrazia può sussistere. Per meno di così, il petauro non plana dall’albero. Come si stima Viganò si può stimare il lavoro di Cionci, che per primo ha provato a sollevare una questione enorme, impensabile nella modernità ovattata che ci avviluppa. Non prenderlo per oro colato, ma apprezzarne lo sforzo e vagliarlo. Niente da fare.

Si dirà: sono due casi completamente diversi, e poi i due personaggi non si sopportano a vicenda. Secondo la vulgata il primo è uno scismatico livoroso che vede complotti ovunque, il secondo un pazzo furioso che ha scritto un libro di fantascienza – peraltro mal riuscito, non c’è neanche il Maestro Yoda. È l’errore manifesto percepito, come il caldo in questa torrida estate a 19 gradi.

E vabbeh. Di Bergoglio tutto si può dire, fuorché che non sia il papa. Eppure ricordo distintamente i soloni che subito dopo le dimissioni di BXVI pontificavano: ci vorranno anni ed anni di studi per capire e approfondire l’accaduto. Ma quali anni, ma quale studio: è bastato che un tizio si sia affacciato al loggione il 13 marzo del 2013 per dimenticare sia gli anni che lo studio. Buonasera, buon pranzo, vengo dall’Apocalisse, Zenone stai sereno. Qualche critica, qualche protesta puntuta, poi ti chiama Tony Soprano e ti rimagni tutto ripassato al sugo.

In principio fu l’ineffabile Socci, ricondotto alla ragione papizia quando come Catone Uticense si defenestrò da solo dalla direzione della Scuola di Giornalismo Rai di Perugia. Tranquilli, nessuna correlazione: Socci è una persona umile. Meglio dimettersi che fare seppuku come Mishima. Gli avranno fatto un’offerta che non ha potuto rifiutare, ma la decisione è stata sua.

Bergoglio non si deve nemmeno scomodare: provvedono i suoi critici a scomunicare i suoi critici, sbranandosi tra loro come squali in un lavandino. Solo manifestazioni di dissenso autorizzate dalla Gendarmeria vaticana, mi raccomando. Dieci partecipanti per per gli organizzatori, un paio per la Guardia Svizzera. Giuristi, canonisti, intellettuali mettono in discussione il papa come hanno fatto con il vaccino? Sono una minoranza no-pope. E spiace dirlo, sono gli stessi compagni di strada a rovesciar loro addosso livore a carrettate.

Tolta di mezzo gentaglia come Viganò, Cionci, Minutella, rimane il precipitato di evidenze che minano alla base l’istituto petrino e la stessa Chiesa Cattolica. Se l’imbianchino vi pitta casa col plastico e prima di salutarvi collega un detonatore alle pareti raccontandovi che vi sta montando una sveglia a muro, il fatto che lo crediate un imbianchino non cambierà il vostro risveglio.

C’è un monumentale problema di diritto nato con le dimissioni di BXVI e l’elezione di Bergoglio che gli affari Viganò e Cionci, pur molto diversi, mettono in luce. Ai petauri sfugge che proprio il diritto in sé – positivo, naturale, canonico – è abbattuto a colpi di bombarda in questi anni infausti e brevi. Continuiamo a parlare di cipolle mentre Bergoglio va a Firenze.

Il diritto per sua natura stabilisce che la realtà esiste ed è intrinsecamente oggettiva contro i capricci del soggetto, anche “s’i’ fosse papa, s’i’ fosse ‘mperator”. Oggi sono i capricci del soggetto a fabbricare la realtà che più conviene a chi regge il timone. E se poi manda la barca sugli scogli, ce ne faremo una ragione. Il diritto canonico stabilisce sino a che punto Cipputi è papa, acciò che l’uom più oltre non si metta.

Gaudeaumus igitur, Viganò è scomunicato. Seguirà Cionci, e poi ognuno di coloro che solleva questioni di lana caprina su argomenti dottrinali di cui nulla cale al gregge e al pastore. La ggente non ne capisce un’acca, e se ne strasbatte le ciabatte. L’acattolico argentino non fa prigionieri: serve la vendetta ben ghiacciata, picchiando i bambini mentre fanno la cacca.

La verità è molto, troppo al dente: Bergoglio non è il papa? Chi sono io per giudicare? Al massimo diserto non solo le udienze, alle quali ormai partecipano solo turisti per un selfie e drappelli di suorine anabolizzate, ma mi astengo anche dalla logorroica balbuzie mentale del nostro, che pur di non parlare di Cristo si trasforma nel Conte Mascetti. Posso muovere qualche critica, ma non tirare le fila.

Bergoglio sta scomunicando la Chiesa. Si godano, i petauri riuniti, il calcinculo delle nomine vaticane e degli attacchi sguaiati alle verità della fede, nonché le mazzolate che distribuisce misericordiosamente. Se la qualità degli argomenti è quella di Zenone, all’ombra dei cipressi e dentro l’urne a Bergoglio il sonno della morte apparirà men duro.

Non sono questioni di diritto, ma questioni di rovescio. Qualche responsabilità l’abbiamo anche noi, divisi come pezzi di un puzzle.

Serve un cambio di paradigma: giudicare Bergoglio non in base al portato intangibile della tradizione, ovvero in base al soggetto giuridico e teologico “papa”, ma in base a lui stesso. Non solo è un antipapa: è anche un antifrancesco. O peggio.

*Animale semi-fantastico: esiste il petauro dello zucchero, non quello della cioccolata. Ma forse esiste un petauro dello zucchero che si sente un petauro della cioccolata, quindi il petauro della cioccolata esiste. Chi siamo noi per giudicare un petauro che cerca la cioccolata?

 

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7 commenti

  • Balqis ha detto:

    Gentile Mastro Titta (si può dire “gentile” a chi soddisfa il proprio piacere di uccidere grazie alla legittimazione Potere? Qualsiasi Potere, visto che Mastro Titta continuò a fare il boia anche durante il periodo francese), è proprio sicuro che quanti prendono le distanze da Cionci siano ipocriti farisei? Non sarà che, invece, più semplicemente, sanno chi è e che è circondato da massoni? (Consiglio di approfondire chi ha istituito il “premio internazionale Cartagine”, conferito a Cionci…). Non sarebbe il caso che i cosiddetti “tradizionalisti” pensassero a quanti massoni sono fra loro, specie tra i vari Cavalieri?

  • E.A. ha detto:

    Articolo tutto da incorniciare….. a presente memoria, virtute e canoscenza!!! “Non sono questioni di diritto, ma questioni di rovescio “….. non occorrerebbe aggiungere altro!!!

  • Fabio ha detto:

    articolo spettacolare, dall’inizio alla fine. “Il fatto che io lo creda un imbianchino non cambierà il mio risveglio”. Leggendario.

  • Orso Garibozzi ha detto:

    Petauri di lana caprina s intende , nella migliore tradizione Cattolica e gesuitica. Benedico o non benedico, questo è il dilemma! Che sia meglio… Ma subito tucho ci dice che la benedizione è un apostrofo rosa … Anzi un succhiotto spirituale . ( Guardate che sono convinto che taluni la pensano davvero così!!!) .
    Tutta colpa dell imperatore papa-peronista che in dispregio del concistoro e del sacro collegio fece cardinale un cavallo.. che quando sembra ridere in realtà nitrisce.
    Che volete che ci freghi a noi che ci svegliamo alle 5.30 tutte le mattine di Mario Cotanto Viganò. Quel che scrisse su Il Tempo una linguaccia sarà pur vero (milioni sfumati e antichi fatti conosciuti tollerati e tardi denunciati ) in operazione di sputtanamento preventivo et decorativo ma per me quel che conta è che è la Fede in NSGC che ci dà la vita e la Vita Eterna. E Bergozzame non ci conferma nell unica vera Fede. Stop!
    Pensa solo a distruggere, non gli importa nulla che resti qualcosa di alternativo. Guardate come non riesce ad essere ” rivoluzionario” il terzo tempo del Fuffa-Sinodo. Altri, i kretini-gretini che ci “gredono” (come avrebbe detto Biscardi ) lo riempiranno di fuffa insignificante come tanto magistero del presente e passato. Per lui il giocattolo già lo annoia. Il soggetto dei ns discorsi sembra un bambino viziato e dispettoso. Incapace nella sua carenza affettiva e culturale e caratteriale :gli piace distruggere danneggiare così che le cose deperiscano e si rovinino. Ho l’impressione che il soggetto ed i suoi comprimari ed i suoi ispiratori, operino , per così dire, rovesciando sull unico Tesoro che la Chiesa custodisce e proclama dai secoli, camion e camion, vagoni e vagoni di immondizia e macerie in un mucchio così alto ed enorme che non sia credibile che li sotto, sotto questo enorme cumulo di macerie ed immondizia, vi sia un Tesoro davvero infinitamente prezioso. E poi ti guardi con il suo ghigno furbesco e ti dica “non è bellissimo quel cumulo immenso? Lo so come ti senti spossato solo al pensiero di riportare alla luceilTesoro nascosto li sotto; ma io rido anche di più pensando alla faccia della gente quando cercherai di spiegar loro che li sotto c’è un Tesoro infinito.Non ti crederanno mai! Ti prenderanno per pazzo , ti rinchiuderanno in manicomio se sarai fortunato, se no ti ammazzeranno. ” E concluderà dicendo ” sono bravo , ho fatto proprio un bel lavoro”.

  • R.S. ha detto:

    Bergoglio è attualmente il papa della Chiesa cattolica.
    Mons. Schneider spiega perché si deve pregare per lui.
    https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2024/07/mons-athanasius-schneider-il-giusto.html
    Spiega che a lui non è dovuta illimitata obbedienza.
    Sintetizzando: non è detto che ogni papa sia buono.
    Corollario: non è il mainstream a stabilirlo buono.

    Benedetto XVI non si è mai dimesso formalmente. Ha distinto munus e ministerium, rinunciando soltanto al secondo. O meglio: ha annunciato di farlo e non l’ha ratificato. E’ rimasto papa ed è morto nel 2022.
    Corollario: il conclave convocato era legittimo?

    Quasi tutti dicono legittimo il conclave del 2013 anche se inficiato da numerose irregolarità prima e durante.
    Resterà legittimo solo perché si evita di approfondire?
    Si attende un epilogo naturale del pontificato per poi riprendere da dove ci si era ingannati? Ma se così fosse il prossimo conclave vedrà partecipare i nominati illegittimi? La prassi è l’unico criterio di discernimento?

    Sarà l’uomo a trarre d’impaccio la situazione umanamente ingarbugliata ai limiti dell’ inestricabile?
    E la Scrittura? E il Catechismo? E le profezie?
    La Chiesa è la Sposa, lo Sposo Cristo, cioè Dio.
    E’ ovvio che a purificare una Chiesa sprofondata nel fango (eppure immacolata per una parte) sarà Dio!

    Forse l’assurdità più plateale è quella di chi attinge da norme umane per idealizzare un ruolo e l’interprete indipendentemente dall’interpretazione, come se l’idea fosse più della realtà: quanto di meno cristiano vi sia.

    Dio in Cristo è Redentore. La Verità rende liberi, lo Spirito di Dio è Spirito di Verità. Il Padre dice il Verbo che è Amore e lo dice amorevolmente, con misericordia. La Santissima Trinità si trova a pieno agio nella creatura immacolata e piena di Grazia, Maria, madre di Dio!

    Che ci sta a fare un interprete che farfuglia un copione scritto per screditare la Rivelazione, salvo atteggiarsi ad averne diritto in forza di un’elezione, approvata innanzitutto da quelli che maggiormente dovrebbero amareggiarsi di come calca la scena di questo mondo?

    Lo spettatore dovrebbe applaudire anche le bestemmie, non solo quelle implicite, ma pure qualcuna esplicitata?

    Che autorità ha chi non sta nell’Ordine sacro, ne’ in ordine e neppure nel sacro? Forse un’autorità senza limiti? Cioè c’è un uomo che è senza limiti? Solo Dio non li ha. Il papa è uno strumento, non il fine!

    • Balqis ha detto:

      Caro RS, la confusione è tanta, nella Chiesa e nel mondo, e la duplice natura della Chiesa – santa e meretrice, segno visibile della Divinità e istituzione politica – non aiuta a fare chiarezza. Che lo Spirito Santo discenda sul Conclave è “prassi”? E il Codice Canonico è direttamente parola di Dio, come il Corano (che infatti diviene legge, peraltro anch’essa interpretabile grazie all’ijtihad)?
      **************
      La dimensione terrena – molto terrena! – della Chiesa implica il rapporto con il denaro (molto denaro). Non dimentico l’inquietante intervista di Gotti Tedeschi alle Iene in cui parlava dei 3000 conti correnti “strani” di cui non aveva intenzione di riferire ulteriormente perché ci teneva alla pelle (!!!). In Commissione Parlamentare sulla morte di David Rossi, Gotti Tedeschi ha chiesto che l’audizione si svolgesse in forma non pubblica.
      Da persona che stimo e di cui non ho mai avuto motivo di dubitare, sono venuta a conoscenza delle minacce al figlio venticinquenne di una persona (non direttamente alla persona, al figlio!) al quale è stato intimato di “non impicciarsi più” della vicenda del palazzo di Londra. Il ragazzo adesso è adeguatamente sorvegliato.
      Se si arriva a cose simili, vuol dire che gli interessi in ballo ed i soggetti coinvolti sono tali da giustificare la pesante campagna di delegittimazione della Chiesa attualmente in corso in forme molto articolate.
      **********
      Caro RS, comprendo il suo turbamento, ma la prego di rimanere saldo nella fede scintillante che le invidio. Ci sarà il tempo di capire cosa le onde del mare porteranno a riva e cosa trascineranno negli abissi. Come lei mi insegna, si tratta di fidarsi e di affidarsi, trasmettendo fiducia e speranza a chi ci circonda. Chi siede sul trono di Pietro non è che un uomo e Dio (chi altri sennò?) ha permesso che fosse proprio lui. E il momento è difficile, non solo per la Chiesa.

  • Giuseppe Schieppati ha detto:

    però “istanza sulla invalidità delle dimissioni di Benedetto XXVI” no, eh? anche se non é quello il punto. Il grande Mastro Titta, che Dio ce lo conservi, dovrebbe tagliar via…
    Un caro saluto

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