Montanelli in “Green” per il Neo-Paganesimo Ambientalista. Benedetta De Vito.

8 Luglio 2024 Pubblicato da 3 Commenti

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, la nostra Benedetta De Vito offre alla vostra attenzione queste riflessioni su un episodio che le è accaduto di recente. Buona lettura e diffusione.

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Ora ho capito, sìsìsìsì, ora ho capito perché me ne sono fuggita via, in macchina, nel mio macinino bianco rombante nell’oscurità, lasciandomi dietro il codazzo di persone, come un piccolo gregge nella notte, che si recava in non so quale sala comunale per la presentazione di “Battaglie perse. Montanelli ambientalista rimosso”, seguendo l’autore Gian Antonio Stella!

Oh Benedetta, che parli arabo? No, nonono, ma è tanta la gioia quando capisco il motivo di un gesto mio che mi pareva inconsulto, assurdo e fuori dalla norma, che mi viene naturale ringraziare il Signore, fare il segno della Croce ed essere felice. E sono davvero felice. Hurrà! E ora fatemi prender fiato, un-due-tre, e vi racconto tutto per benino come la brava cronista che sono stata ai tempi miei del Gazzettino.

Dunque sono in una ridente località della Sardegna orientale, è sera e le tenebre sono spazzate da un vento forte di maestrale, molto sardo, che regala quel briciolo di frescura estiva (che io amo molto), ma che infastidisce il pubblico della rassegna di libri dove siamo. Così gli organizzatori pensa, chiama, fai e disfa, decidono di far venire da non so dove il sindaco per aprire la sala comunale di cui ho scritto e consentire all’autore, Gian Antonio Stella, considerato “un pezzo da novanta” di fare la sua chiacchierata con tanto di proiettore per le slide. Come s’usa oggi in forma di power point. Io ero lì, nel gruppetto, e parlavo con l’autore medesimo, ma sentivo dentro il ghiaccio salirmi fino al naso e mi sentivo le spine ai piedi e una smania di fuggire via.

E l’ho fatto, approfittando della confusione del cambio di “location” (come si dice oggi), allontanandomi dalla festa che si celebrava attorno al libro “Battaglie perse, Montanelli ambientalista rimosso”. No, non volevo stare lì, non volevo applaudire un libro che mi sembrava fastidioso (ma fino a oggi non capivo il perché che ora vi rivelo per come mi è balenato oggi dentro, in grazia divina), neppure l’autore mi pareva simpatico, al contrario!

Così sono fuggita. E ora ho capito perché. E semplicemente lo scrivo per come l’ho capito. Allora, premesso che l’ambientalismo è una religione, tale religione verde (grim, cioè trista) è il ritorno del paganesimo e con il paganesimo, ecco i sacrifici umani, aborto in primis. Esso, l’ambientalismo, è considerato di sinistra e tutti a sinistra sono verdi e arcobaleno, non così a destra dove si respira ancora l’odore della tradizione.

E allora che cosa fanno i furbacchioni cannibali? Ma certo, prendono un grande vecchio del tradizionalismo italico, il Montanelli ad esempio, e gli mettono addosso un bel vestitino verde così da sdoganare anche nel mondo dei conservatori la religione ambientalista. Non nel mio nome. Io non voglio esserci. Nossignore. Così sono fuggita senza sapere il perché, avendolo capito solo ora, quasi una settimana più tardi. Così sono le vie del Signore, misteriose, imperscrutabili, lente, ma sempre uniche, vere, maestose. E io sono felice oggi! Hurrà!

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