La Georgia e il Surubì. Omaggio a uno Stato e un Popolo Liberi. Bernardino Montejano.

13 Giugno 2024 Pubblicato da Lascia il tuo commento

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il prof. Bernardino Montejano, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sun quanto è accaduto di recente in Georgia, dove a differenza di quanto accaduto nel 2014 in Ucraina, e a quanto sta purtroppo avvenendo in Armenia, le pressioni e seduzioni di Soros & C., degli USA e della UE non sono riuscite nel loro scopo. Buona lettura e condivisione.

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LA GEORGIA E IL SURUBÍ

La Georgia e la sua nuova legislazione ci ricordano un dialogo di Leopoldo Marechal, che cito a memoria, tra il surubí, un vigoroso pesce dei nostri fiumi interni, e il camalote. Mentre quest’ultimo naviga comodamente con la corrente e finisce nelle acque inquinate del fiume Riachuelo o del fiume Tigre, il primo naviga contro corrente alla ricerca delle acque pulite che si trovano nelle sorgenti del fiume.

In questi giorni la Georgia, un piccolo Paese cristiano che ha sofferto tante persecuzioni e tirannie, un Paese al confine con l’Islam, ci dà una grande gioia perché ha deciso di navigare contro corrente.

Il cristianesimo risale al IV secolo e arrivò tramite i missionari della chiesa di Antiochia, ma alla fine del V secolo un’invasione persiana causò i primi martiri. Nel VI secolo riprese l’evangelizzazione, ma i cristiani non ebbero tregua a causa dell’invasione musulmana e poi dell’arrivo dei turchi.

Nel XIII secolo iniziarono nuovi rapporti con Roma grazie ai crociati. Dal 1329 esiste una sede vescovile nell’attuale capitale Tbilisi, ma quelle missioni cattoliche scomparvero a causa della persecuzione di turchi e persiani.

Le nuove missioni iniziarono nel XVII secolo con l’intervento degli Agostiniani, dei Teatini e dei Cappuccini. E continuerà finché la Russia non annetterà la Georgia. E come se ciò non bastasse, è arrivato il comunismo, la sua utopia del paradiso in terra e l’ultimo tentativo di porre fine alla religione.

Ma la Georgia è sopravvissuta e oggi la Chiesa ortodossa costituisce oltre il 70% della popolazione e i cattolici sono circa 80.000.

Ai nostri giorni, la Georgia rinnova la sua storia tragica e gloriosa e, sotto il governo di un presidente donna, dice No! Al nuovo ordine mondiale e alle sue direttive.

Per questo celebriamo le loro nuove leggi, di cui siamo venuti a conoscenza ieri grazie a Médias-Presse-Info (MPI): una contro la propaganda LGBT e l’altra che istituisce la giornata della santità della famiglia e del rispetto dei genitori.

Per quanto riguarda il primo, la Georgia ha deciso di “voltare le spalle all’Unione Europea e restare fedele ai suoi valori ancestrali. E il presidente del parlamento ha annunciato una serie di nuove disposizioni legislative per combattere la propaganda LGBT e difendere la tradizionale definizione di famiglia”.

La maggioranza parlamentare ha presentato una serie di nuove leggi “sui valori della famiglia e sulla tutela dei minori”. Secondo il presidente del Parlamento, il pacchetto legislativo regolerà le questioni relative al matrimonio, all’adozione, alle procedure di cambio di sesso e al reclutamento di attivisti LGBT.

La prima legge riguarda il matrimonio, l’unione tra un uomo e una donna allo scopo di formare una famiglia e si occupa di forme alternative di matrimonio che contraddicono la condizione del matrimonio, stabilita dalla legislazione georgiana: l’unione di un uomo con una donna.

La seconda legge riguarda l’adozione e qui non sarà autorizzata quella di minore per persone che si identificano con un genere diverso dalle persone eterosessuali. Ciò riguarda anche le persone sole che desiderano adottare un bambino.

Il terzo problema riguarda la chirurgia per l’affermazione del genere; In particolare, sarà vietato a una persona eseguire un intervento chirurgico o utilizzare qualsiasi altro tipo di manipolazione medica al fine di cambiare sesso.

In quarto luogo, indicando il sesso nei documenti rilasciati dallo Stato, sarà vietato indicare un sesso diverso dal proprio.

Il quinto punto è vietare la propaganda LGBT nelle scuole.

Il sesto problema riguarda la diffusione delle informazioni: non sarà consentito promuovere l’appartenenza di una persona a un genere diverso dal proprio, né rapporti omosessuali né incesto.

Il settimo problema riguarda gli incontri e le manifestazioni. Non saranno ammessi coloro che promuovono relazioni omosessuali o incesto.

L’ottavo e ultimo problema riguarda i rapporti di lavoro nelle istituzioni pubbliche e private: una disposizione che tende a negare il sesso biologico sarà nulla.

Per quanto riguarda la seconda legge, controcorrente rispetto all’Unione Europea, viene istituita la giornata della “sacralità della famiglia e del rispetto dei genitori”, consacrando una consuetudine in vigore da dieci anni.

Si celebra il carattere sacro del primo gruppo infrapolitico, base di tutti gli altri, e i doveri della pietà familiare.

Tutto questo, sommato alla legge emanata sugli agenti stranieri, mette a rischio l’ingresso del Paese nell’Unione Europea. Ma questo può avere molta importanza per questo piccolo paese con una storia mescolata di sofferenze e persecuzioni?

Iniziamo citando uno scrittore argentino e vogliamo concludere con Saint-Exupéry, poeta dell’universo, che ci racconta (cito a memoria) che gli alberi che ha visto crescere più dritti sono quelli che crescono in mezzo alla giungla , circondati da nemici e che cercano il sole con l’urgenza di un richiamo: questo è l’esempio della Georgia.

Dio aiuti questo Paese, piccolo per dimensioni e popolazione, grande nel suo carattere esemplare.

Buenos Aires, 12 giugno 2024

Bernardino Montejano

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