Mascherine anti-Covid. Perché Sono Dannose (e non Servono…).

10 Aprile 2023 Pubblicato da

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione, nella nostra traduzione, questo articolo apparso su The Epoch Times, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e condivisione.

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Una revisione sistematica di 2.168 studi che hanno esaminato gli effetti negativi dell’uso di maschere durante la pandemia COVID-19 ha rilevato che questa pratica ha portato a conseguenze negative per la salute, tra cui prurito, mal di testa e limitazione dell’ossigeno.
“Abbiamo riscontrato effetti significativi sia nelle maschere medico chirurgiche che in quelle N95, con un impatto maggiore delle seconde”, si legge nella revisione, pubblicata su “Frontiers in Public Health” il 5 aprile.
Una meta-analisi di più studi ha rilevato che il mal di testa è stato il “sintomo più frequente” tra i portatori di maschere, con una prevalenza del 62% per l’uso di maschere generiche e fino al 70% quando si utilizzano maschere N95.
La mancanza di respiro è stata osservata al 33% per l’uso di maschere generiche e al 37% tra gli utilizzatori di maschere N95.
Mentre il 17% dei portatori di maschere chirurgiche ha accusato prurito, questo numero era del 51% tra gli utilizzatori di N95.
La prevalenza dell’acne tra gli utilizzatori di maschere era del 38% e l’irritazione della pelle del 36%.
Le vertigini sono state riscontrate nel 5% dei soggetti.
“Le maschere interferiscono con l’assorbimento di O2 e il rilascio di CO2 e compromettono la compensazione respiratoria”, si legge nella revisione. “Sebbene le durate di utilizzo valutate siano più brevi rispetto all’uso quotidiano/prolungato, i risultati convalidano in modo indipendente la sindrome da esaurimento indotto da maschera (MIES) e le disfunzioni fisio-metaboliche a valle.
La MIES può avere conseguenze cliniche a lungo termine, soprattutto per i gruppi vulnerabili.
“La limitazione dell’assorbimento di ossigeno e l’ostacolo al rilascio di anidride carbonica sono stati identificati come più significativi tra gli utilizzatori di maschere N95. La respirazione continua di anidride carbonica provoca uno “spostamento a destra della curva di saturazione dell’emoglobina-O2”.
“Poiché l’omeostasi di O2 e CO2 influenza diversi processi metabolici a valle, i cambiamenti corrispondenti verso direzioni clinicamente rilevanti possono portare a conseguenze sfavorevoli come ipossiemia e ipercarbia transitorie, aumento dell’umidità del respiro e della temperatura corporea insieme a compensazioni fisiologiche compromesse”, si legge nella revisione.
La revisione afferma inoltre che diversi sintomi legati alla maschera potrebbero essere stati erroneamente interpretati come sintomi di una COVID lunga.
“In ogni caso, l’eventuale MIES contrasta con la definizione di salute dell’OMS”, si legge nella revisione, che suggerisce di valutare gli effetti collaterali delle maschere facciali sulla base di un’analisi rischi-benefici, dopo aver preso in considerazione la loro efficacia contro le trasmissioni virali.
In assenza di “forti prove empiriche” che dimostrino l’efficacia delle mascherine, lo studio raccomanda che l’uso delle mascherine non sia obbligatorio, “e tanto meno imposto dalla legge”.

Cambiamento improvviso della politica sulle maschere, soppressione degli studi
Prima della pandemia COVID-19, i dati esistenti sui virus respiratori avevano dimostrato che non c’era alcuna base per indossare maschere per prevenire la loro diffusione.
“Tutti gli studi condotti nel mondo fino al 2020 hanno dimostrato che non c’è alcuna giustificazione”, ha dichiarato Yoav Yehezkelli, specialista in medicina interna e tenente colonnello delle Forze di Difesa israeliane, in un’intervista rilasciata a The Epoch Times a gennaio.
I Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie e l’OMS hanno emanato linee guida secondo le quali non era necessario indossare le maschere per la popolazione, ha sottolineato Yehezkelli. Ma nel 2020, in seguito all’epidemia di COVID-19, le raccomandazioni sull’uso delle maschere in tutto il mondo sono cambiate improvvisamente “senza avere alcun nuovo supporto professionale che confermasse l’efficacia di questa pratica contro le infezioni respiratorie”.

In una lettera scritta da lui stesso a dicembre e inviata all’Israel Medical Association Journal sono stati citati diversi studi che suggeriscono che l’uso delle maschere può finire per causare danni.
I potenziali effetti negativi includono mal di testa, respiro corto, diminuzione dei livelli di ossigeno nel sangue, aumento dei livelli di anidride carbonica, difficoltà di concentrazione e contaminazione batterica.
L’accumulo di CO2 può causare stanchezza, annebbiamento e sonnolenza.
Ci sono stati anche tentativi di sminuire gli studi che hanno evidenziato l’inefficacia delle maschere. Uno studio del 2023 pubblicato nel Cochrane Database of Systematic Reviews affermava che indossare le maschere faceva “poca o nessuna differenza” per quanto riguarda la trasmissione della COVID-19.
Un editorialista del New York Times ha pubblicato un articolo intitolato “Ecco perché la scienza è chiara sul fatto che le maschere funzionano” e ha chiesto il parere della Cochrane.
Il caporedattore della Cochrane ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che è una “interpretazione imprecisa e fuorviante” dire che lo studio dimostra che le maschere non funzionano, aggiungendo che la pubblicazione si stava “impegnando” con gli autori per aggiornare l’abstract dell’articolo.
Tuttavia, gli autori si sono rifiutati di farlo, con l’autore principale che ha insistito sul fatto che “non ci sono prove che [le mascherine] facciano la differenza… punto e basta”.

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1 commento

  • Equesfidus ha detto:

    Non difficile: bisognava creare l’emergenza per poter spingere sull’Agenda 2030, il transumanesimo gretino ed il controllo di massa sul modello cinese. Per fare questo, dato che a parte pochi malati di mente nessuno avrebbe accettato tutto ciò, è stato preso un virus con una mortalità comparabile a quella dell’influenza del 2017-2018 (per cui non mi risulta sia stato chiuso il mondo) e lo si è trasformato nella peste 2.0. Come annientare la razionalità ed imporre tutto ciò, di modo tale che (almeno fino a maggio 2020, poi abbiamo cominciato ad aprire gli occhi in un numero sempre maggiore, ma all’inizio ci siamo cascati tutti, complici anche gli allarmanti bollettini delle “istituzioni” e delle “accademie”, io per primo) nessuno potesse ribellarsi? Soltanto il martellamento mediatico non sarebbe stato sufficiente, dato che la gente se ne era ampiamente fregata già delle “emergenze” precedenti (le terapie intensive “al collasso” nel 2017-2018, l’influenza suina del 2009-2010, la SARS del 2002-2003 ne erano dimostrazioni lampanti) ed aveva continuato la propria vita di sempre, al punto che la Quarta Rivoluzione Industriale, attesa messianicamente da Schwab, Soris, WEF e vulia sociopaticando, non riusciva a decollare. Neanche lo strumento normativo sarebbe bastato: imporre alla gente di rinchiudersi in casa, perdere il lavoro e fuggire ogni occasione di svago (dopo averla martellata per decenni, principalmente per allontanarla da Cristo, che il piacere ed il godimento sessuale sono le uniche cose per cui vale la pena vivere) per un virus influenzale avrebbe causato proteste e rivolte dopo pochi giorni, al massimo settimane. “Ma come? Prima ci dite che la vita deve essere tutta un essere sani, giovani & belli- spendere e spandere- mangiare, bere e s……- godi finché puoi e poi non posso più fare queste cose per un raffreddore forte?”. Serviva allora un simbolo, un qualcosa per alimentare la strategia del terrore: da una parte i carri di Bergamo in Italia (quando non si saprà mai cosa è successo davvero lì, dato che 1) l’aumento di mortalità a fronte di tutto il resto d’Italia era e rimane inspiegabile e 2) molti carri portavano solo una o due bare), dall’altra la mascherina, simbolo a livello globale del contagio assieme all'”igienizzazione” delle mani. Una operazione ben strutturata e coordinata, con diabolica efficienza ed ispirazione, per inculcare alle masse che 1) solo la scienza e (futuri) sieri salvatori possono salvare, non Dio le cui chiese sono peraltro rimaste ostinatamente chiuse per colpa della vigliaccheria di molti pastori; 2) la colpa è dell’uomo, che inquina e mangia carne, non della natura né tantomeno di (ormai comprovate) “fughe” di microorganismi (la cui accidentalità del rilascio è tutta da dimostrare, dato che nel 2019 vi erano forti spinte di ribellione in Cina da sedare il prima possibile con qualsiasi pretesto…) da laboratori di massima sicurezza sino-ameticani; 3) bisogna sostituire i vecchi simboli sacri dell’odiato cristianesimo (l’acqua santa ed il Crocifisso) con i nuovi simboli della Dea Scienzah (il gel “igienizzante” e la mascherina), oltre a sostituire tutto il resto che è proprio dell’uomo (siamo passati dal “fate l’amore e non la guerra” a “non fate l’amore, masturbatevi in casa vostra davanti ai siti porno e non uscite, così non prendete la peste 2.0 e non rischiate di mettere al mondo nuove bocche inutili che rovinano l’ambiente”). Siamo stati fregati, il guaio è che la fregatura sta continuando: perché nelle strutture mediche bisogna continuare a portare la museruola, quando è comprovato che è dannosa (come riportato in questo articolo) ed inutile contro i virus respiratori, se non per il perverso piacere dei manovratori nel vedere gli schiavi imbavagliati? Perché l’Italia, il cui il governo Meloni è stato eletto per avere una rottura coi governi Conte-bis prima e Draghi poi, continua con la follia della “persuasione” vaccinale e dell’obbligatorietà dei trattamenti medici? Perché le procure non indagano dopo le recenti inchieste giornalistiche? Perché la tessera verde è stata solo sospesa e non abolita, come pure il pagamento delle multe per gli ultra-cinquantenni? Domande retoriche, certo, ma che delineano in futuro inquietante e da contrastare.