Benedetta De Vito e la Dolce Carezza della Verità.

3 Gennaio 2023 Pubblicato da

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, la nostra Benedetta De Vito offre alla vostra attenzione questi pensieri su mode, tempi e gusti…di oggi e di ieri. Buona lettura.

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Ieri mentre preparavo il pranzo, mi pare, alla televisione davano la conferenza stampa di fine anno della nuova signora premier Giorgia Meloni e chi mi ama e con me da più di 25 anni divide la vita, era lì attento, con orecchio, penna e taccuino. Non così io che, annoiata sentivo, costretta, le solite menzogne, volar come stracci in sibilo feroce, e far marameo alla verità.

Domande sull’Iran, sulla Libia, sull’universo mondo, sulla psico-pandemia prossima ventura (d’altronde chi la vuole per i suoi biechi fini – che io conosco – sa che ha funzionato eccome, la vecchia, avendoci, essa, atterrato, separato, vaccinato e ucciso). E quindi benvenuto alla nuova,  facciamo il bis! Con l’ormai classico flagello dal nome mitologico, proveniente dalla misteriosa Cina. Di nuovo!?

Ma basta, almeno chiedete agli sceneggiatori di esser meno ripetitivi, suvvia! Invece, e piango, non una parola, non una, sulla silenziosa strage da “malori improvvisi” che a mazzi porta anime chi sa dove. Ma avanti e qui dabbasso.

Poi d’un tratto l’occhio non l’orecchio mi cade su una certa signorina dai bei capelli fluenti che sfoggia sulla candida camicia una cravatta! Nooo. Sarà la nuova moda il mascolinizzarsi, in onore della Meloni che è il presidente, la presidente o vattelapesca … Vabbè, mi dico, osservando quanto stona il completo maschile sulla persona donna e come ammiccamento e maschera e falsità sia agli occhi.

Poco male, mi dico, sarà un caso, un ghiribizzo di una signorina in gender che, anche con l’immagine, vuol combattere il mondo tradizionale, se non fosse che, poco dopo, o il giorno dopo non ricordo bene, mi trovo davanti allo stesso spettacolo desolante portato, questa volta, da una conduttrice di tiggì.

Una bella biondina in camicia e cravatta… Oh che tempi balordi siamo chiamati a vivere e lei, la biondina, che mi piaceva quando portava morbide camicie in seta con il fiocco sul davanti, ora sembra la caricatura di un garçon francese e spengo subito la tv per non vederla più.

Non so se anche voi avete notato la subdola inversione anche nella moda? Non so quando, ripeto la tv la vedo raramente, ma a un certo punto, in un servizio in cui si parlava già di Sanremo (Oh no!), vedo un tipo, di certo un ragazzo, con la magliettina bianca tutta di pizzo ed era truccato come una signorina.

Ecco, mi sono detta, una bella mise per la conduttrice del tiggì, mentre costui, che non conosco (e quanto felice ne sono) dovrebbe indossare la giacca e cravatta  di lei, oppure anche una tuta e andare un poco a usar le mani e i muscoli, al lavoro, ne campi (che meraviglia, andrei con lui!). L’ugola lasciamola ai Pavarotti, Ché questi cantano male, non hanno voce e le parole sono sceme.

E concludo raccontando quanto ci siamo detti un certo commesso  e io in un negozio di Telefonia.

In sottofondo c’era la musica di una band dei tempi miei e gli ho domandato se gli piaceva e lui ha detto  sì, sono belle canzoni e spontaneamente ha aggiunto che i cantanti di oggi non sanno fare il loro mestiere e le canzoni sono brutte… Ah, respiro, la dolce carezza della verità!

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1 commento

  • OCCHI APERTI! ha detto:

    Un post molto simpatico, per me, poi, che non ho TV. E menomale…perchè la realtà raccontata fa piangere.

    Consoliamoci, però, che oggi si festeggia Sant’Angela da Foligno!

    Due pensieri, allora, per la signora Benedetta e per tutti gli stilumcuriali di passaggio:

    – “Io che ti parlo, sono la Divina Potenza, e la grazia che ti offro è tale che voglio giovi a tutti gli uomini che ti vedranno: nè solo a questi ma a tutti coloro che a te penseranno e di te si ricorderanno o ti udranno nominare, e, a quelli che più mi ameranno, più potrai aiutare!” (Dalla autobiografia della Santa, il consolante messaggio confidato dal Signore alla “Folignate”).

    – “Nessun uomo si salva senza la luce divina, la quale fa sì che uno inizi, progredisca e raggiunga l’apice della perfezione. Perciò, se vuoi cominciare il cammino e desideri questa luce divina, prega. Se hai già iniziato a progredire e vuoi che in te aumenti la luce, prega. Se sei, invece, arrivato all’apice della perfezione e vuoi essere illuminato al massimo, per potervi rimanere, prega.
    Se vuoi la fede, prega; se vuoi la speranza, prega; se vuoi la carità, prega; se vuoi la povertà, prega; se vuoi l’obbedienza, prega; se vuoi la castità, prega; se vuoi l’umiltà, prega; se vuoi la mansuetudine, prega; se vuoi la fortezza, prega. Qualsiasi virtù vuoi, prega.
    Prega, leggendo il libro della vita, vale a dire la vita del Dio e uomo Gesù Cristo, che fu povertà, dolore, disprezzo e vera obbedienza. Quando sarai entrato nella via del progresso spirituale, molte tribolazioni e tentazioni dei demoni, del mondo e della carne in vario modo ti molesteranno e ti affliggeranno orribilmente; ebbene, se vuoi vincere, prega”. (da “Il libro”, autobiografia della Santa, ed. San Paolo pagine 179/180)