Delpini, la Berretta Negata e le Magnifiche Croniche di Roma sotto l’Augustissimo….

2 Settembre 2022 Pubblicato da 27 Commenti

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, un amico mi ha inviato una divertente cronaca – che trovate subito dopo la notizia dell’ANSA, che ringraziamo per la cortesia sull’ironia dell’arcivescovo di Milano Delpini relativa alla mancata nomina cardinalizia, mentre la berretta è andata al vescovo – suffragano di Milano – Cantoni. Qui trovate il video del discorso dell’arcivescovo. Buona lettura e visione…

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“Forse vi ricordate quell’espressione altissima di una sapienza antica che diceva che tre sono le cose che neanche il Padreterno sa” e una “è che cosa pensino i gesuiti”: l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, lo ha detto ieri durante il pontificale per Sant’Abbondio, patrono di Como, città il cui il vescovo Oscar Cantoni è da poco stato nominato cardinale, a differenza dello stesso Delpini ancora arcivescovo, come mostra il video di EspansioneTv.

“Ci sono state delle persone un po’ sfacciate che si sono domandate perché il papa non abbia scelto il metropolita per fare il cardinale e abbia scelto invece il vescovo di Como” ha premesso Delpini prima della stoccata al Papa che è gesuita.

“In questa scelta mi pare si riveli chiaramente la sapienza del Santo Padre.

Perché ha scelto il vescovo di Como per essere un suo particolare consigliere? Io ho trovato almeno tre ragioni.

La prima – ha elencato – è che il Papa deve aver pensato che l’arcivescovo di Milano ha già tanto da fare, è sovraccarico di lavoro, e quindi ha detto: ‘bisogna che lavori un po’ anche il vescovo di Como e quindi ha pensato di dare un po’ di lavoro anche a te. La seconda ragione è che probabilmente il Papa ha pensato: quei ‘bauscia’ di Milano non sanno neanche dov’è Roma, quindi è meglio che non li coinvolga troppo nel governo della Chiesa universale. E forse c’è anche un terzo motivo. Se mi ricordo bene, il papa è tifoso del River, che non ha mai vinto niente, e forse ha pensato che quelli di Como potrebbero essere un po’ in sintonia perché si sa che lo scudetto è a Milano”.

Una ironia, prima dell’augurio al nuovo cardinale, che ad alcuni è parsa fuori, con su twitter chi parla appunto di “troppa ironia” e di offese al Papa. “Un arcivescovo, quello di Milano, che sbeffeggia in pubblico il Papa e un confratello perché la sua sede è ancora senza porpora era un qualcosa che ancora ci mancava alla collezione. Nel frattempo, ufficialmente, si sta facendo il Sinodo per interrogarci sul futuro della Chiesa” ha commentato sui social don Marco Pozza.

Dalla Curia di Milano nessun commento ufficiale nella convinzione che le precedenti dichiarazioni di Delpini su Papa Francesco dimostrino che non c’è nessuna forma di critica o antagonismo. (ANSA).

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“Dacchè i cardenali creati furon tornati alle lor sedi, a mente de’ deccreti tridentini, non ci fu dì in cui all’auguste oreglie del Ss.mo Segnor il papa nostro non giungesser contristationi et male cosse insino quando pur l’ambasciator cesareo e gubernator di Lombardia, conte Firmian, non ebbe ad informare riservatamente la Santità Sua che l’archieppiscopo ambrosiano ec.mo Delpino, quasi seguitando le spergiuranti & ofensive parole in Consistorio dell’elettor di Brandeburgo em.mo Mugnaji, s’era piccato de gabellar l’augusto pomteffice coram populo et cum facetie durante solennissimo ponteficale del duomo comasco, pella presa di possesso de un de’ novelli porporati creati dai sapienti riflessi della Santità Sua, et che multi latzi & fritzi & pasquinate eran sortiti nella pur dimessa metropoli mediolanense con gran disdoro di esso Papa e della Santa Sedia et imperocchè tali notitie furon riffferite all’augusto appo il desinar del mezzodì, rovinossi del pari la digestione cum tutte le divotioni che avengono nell’oratorio di Santo Pellegrino, latistante la mensa papale martalense, di talchè ebbe il Ss.mo Segnor consueti suoi moti di bon core et carithade et proruppe in alte urla et streppiti uditi insino a San Carlo a’ Catinari et alle cattacombe di Domitilla, gridando che bene facea il popolo ambrosiano ad appellar l’arcivescovo Delpino qual sorcio bigio e che unqua fia, pendente il celestissimo suo pontefficato, che galero aut biretta rubra toccherebbe la testa del Delpino, chè anzi elli puote sognarse notte e dì la porpora et chè anzi era in animo di esso Papa parlamentar con l’imperatore et, una cum Aquileia supprimenda, supprimer altresì Mediolano che non v’è d’uopo tener tante giurisdittioni eclesiastiche nella Padania che è la vigesima parte della Pampa, ove basta un solo Vicario appostolecho e n’avanza et esso manda alla rev.da Camera etiam carni de bovi & vitelle & vacche & guanachi & coratelle che allegran la sovrana mensa del sig.r Papa mentre da Milano non giungono che tredeci dozine di dolci detti panethone nella vigilia del beato Ambrosio e che la Santità Sua trova pur indigeste, sibbene a tal punto mons. Pincerna, pendente la ritual passata di rosolji humiliati al sagro pie’ dalle revv. moniche celestine dell’Impruneta, facea oservar che nell’ultime feste le tredeci dozine di panethoni, una devoluto al Ss.mo Segnor ma le altre al Sagro Colleggio, eran state mangiate dal Beatissimo tutte insieme nella viggilia del Ss.mo Natale di Gesù poichè sequestrate per una lite pendente innanzi la Segnatura di gratia tra il signor Papa Francesco e il Colleggio de’ cardenali, di talchè ordenavit il sig. Papa di retirarsi statim in coccina a far l’affari sua chè la di lui augustissima digestione incombe all’archiatra pomtefficio, la Signatura de gratia tiene optimo prefecto et al guberno della Chiesa unniversale ci pensava esso Papa etc.”

da “Le magniffiche croniche di Roma sotto l’augustissimo ponteficato del Ss.mo Signor Nostro papa Francesco” de’ fratelli Beretta, Felice e mons. Mario, appresso la stamperia Medicea, con privileggio – Libro VI

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27 commenti

  • Dalla Rete ha detto:

    https://silerenonpossum.it/oscar-cantoni-don-mauro-inzoli/

    https://www.farodiroma.it/la-porpora-al-vescovo-di-como-una-scelta-assunta-dal-papa-in-assoluta-liberta/

    A maggio 2021 il papa aveva deciso il trasferimento a Roma – fuori dalle (poco!) sacre Mura vaticane – del Preseminario Pio X finito sotto i riflettori per le note denunce a carico di don Martinelli, sotto Processo, in quei mesi, in Vaticano e concluso nell’ottobre successivo. Per inciso: nulla si è saputo del procedimento avviato precedentemente sul suo conto dalla Procura di Roma.
    Dopo appena un anno, il Preseminario è stato chiuso. Lo si legge qui:
    https://silerenonpossum.it/sentenza-preseminario/

  • Salocin de Juan ha detto:

    Correction: Bergoglio no è tifoso del River, ma de San Lorenzo!

  • Vincenzo ha detto:

    Mah! Per la porpora mancata dal Delpini io aggiungerei un ulteriore motivo a beneficio della Chiesa: forse la bontà del Signore non avrà voluto aggravare lo stato comatoso in cui ci troviamo con un altro operatore di iniquità. Se infatti da Vescovo non ha avuto remore a profanare il pulpito di Cristo, retto da un suo confratello, cosa avrebbe combinato questo da Cardinale?
    E badate a ridere e a spettegolare di un sacrilegio del genere perché proprio sui pulpiti e sugli altari facciamo piangere a Dio lacrime di sangue.

  • Signor Brega ha detto:

    ”giurisdittioni eclesiastiche nella Padania”

    La Padania, chi (che cosa) si rilegge! Vi ricordate il meme della Padania? Quanti sfragellamenti di ”Maroni” con Roma ladrona, le baionette, le ampolle, ecc.

    Com’è potente il marketing applicato alla politica!

    Potente, ancorché i suoi successi siano sovente passeggieri. (Sono i piccoli disavvantaggi dirivanti dalla democrazia liberale)

  • acido prussico ha detto:

    Come vedere i commenti “ingannando” il server che sta facendo impazzire Tosatti. Scriverne uno e inviarlo. Sarà visibile fino alla sua “moderazione” insieme agli altri. Gli unici che se la godono sono i nostri nemici…

  • acido prussico ha detto:

    Francesco, ci hai deluso!
    Ti avevamo scelto ed eletto per la tua “crociata” contro gli “indietristi”.
    Ci sei piaciuto con le tue “mosse da cavallo” sulla scacchiera (due caselle in avanti e una casella laterale – ‘adelante con juicio’) per non insospettire…
    …. ma con queste tue nomine di zucchetti rossi ci hai deluso e non ti capiamo piú.
    Potevi approfittare di questa “infornata” per “creare” cardinale il nostro acerrimo nemico Viganò. Lo avresti stanato dal suo rifugio nascosto e, portato a Roma, lo avresti “addomesticato”…
    … e invece hai gelato il fido Delpini che poi ti ha insalivato per bene con un bel po’ di “bauscia” asprigna.
    Non sei piú il “combattivo” di un tempo.
    Lo dice anche il gen. Laporta che sei cambiato!
    Con il cuore in mano ma con la mente perplessa ti salutano i “tuoi” sfiduciati elettori.

  • andrea cionci ha detto:

    No ma tranquilli, è tutto a posto, Francesco è il vero papa e lo Spirito Santo gli ha suggerito di fare questa carognata ai danni del vescovo Delpini.

  • Gaetano2 ha detto:

    Il tutto è perfettamente conforme alla loro chiesa: la “chiesa” di pachamama del NON vicario di NSGC

  • Carla ha detto:

    Verosimile e spassosissimo

  • alessio ha detto:

    Scusi Tosatti , ma da lunedì
    non riesco a vedere i commenti se non in pochissimi
    momenti , anche se è
    segnalato il numero degli
    stessi messaggi . Grazie.

    • Marco Tosatti ha detto:

      Il sito fa le bizze. Fra poco cambierà tutto, perché non ne posso più neanche io…

      • acido prussico ha detto:

        Spiegazione biblica.
        Il “server” del Deamon del blog – incrociando le periferiche – disse al master web “Non serviam”… non servirò.

  • alessio ha detto:

    Non so se è la stessa persona ,
    ma il vescovo di Como non
    era quello che ha coperto gli
    abusi nel preseminario PioX del
    Vaticano dove era coinvolto
    in qualche modo anche il
    Cardinale Comastri ?
    Se così fosse da quelle parti
    vengono premiati solo i delinquenti.

    • Don Ettore Barbieri ha detto:

      Se è per questo anche Mons. Delpini ha gestito molto male il caso di Alessandro Battaglia e Don Mauro Galli.

      • Paolo Di Stefano ha detto:

        Ci sono stati 4/ 5 concistori da quando SE Mons Delpini è stato nominato Arcivescovo e in nessuno di essi è stato fatto cardinale. Come hanno fatto notare eminenti osservatori forse pesano vecchie e delicate vicende che hanno avuto vasta eco fra l’opinione pubblica e che renderebbero titubante qualsiasi pontefice a nominare cardinale l’attuale Vescovo di Milano. In particolare Papa Francesco, che ha speso molte energie per la lotta alla pedofilia nella Chiesa, non può rimanere sordo agli strazianti appelli dei famigliari delle vittime che hanno chiesto le dimissioni di Marius Archiepiscopus (nominato tale nel luglio del 2017 mentre la prima condanna delle autorità civili è del settembre del 2018) per il suo operato, che il suo stesso predecessore – il Cardinale Scola – avrebbe definito “maldestro”. Mons Cantoni è vero accoglie a Como il sacerdote coinvolto nello scandalo dei “Chierichetti del Vaticano”. Egli è stato assolto dal tribunale della Santa Sede avente giurisdizione essendosi i fatti svolti in Vaticano (sebbene leggendo gli atti processuali rimangano molti dubbi e perplessità sulla vicenda). In ogni caso il soggetto in questione è confinato ora in una RSA a Como o, si dice, lontano da minorenni nelle valli comasche/ valtellinesi. Mons Delpini “maldestramente” traslò il pedofilo allora presunto da Rozzano all’oratorio più grande di Legnano, mentre aveva rassicurato i genitori della vittima che non avrebbe mai più avuto contatti con minorenni.

  • Paolo ha detto:

    “Le magniffiche croniche di Roma sotto l’augustissimo ponteficato del Ss.mo Signor Nostro papa Francesco” sono da premio Pulitzer!!!!! :-)))

  • Marco ha detto:

    Ieri sera ho visto con mia moglie il filmato del suo intervento nel Duomo di Como e siamo rimasti senza parole, rectius, di parole ne abbiamo avute ma per carità cristiana ce le teniamo per noi.
    Voleva essere spiritoso? Luogo e circostanza non appropriati. La messa di Sant’Abbondio, patrono della diocesi lariana, la cattedrale gremita di fedeli ed autorità riuniti in preghiera anche per festeggiare il neo porporato vescovo e cardinale Oscar Cantoni, avrebbero dovuto indurre mons. Delpini ad evitare certe battute “da sacrestia” o, meglio, vista la sua esperienza sacerdotale limitata pressoché solo in quel luogo, “da seminario”.
    Era indispettito? La dignità vescovile impone un atteggiamento diverso. “L’obbedienza non è più una virtù” di don Milani non può certo essere invocata dal vescovo Mario perché quella era riferita a scardinare ben altra obbedienza (quella che imponeva di imbracciare le armi per uccidere altri esseri umani in una logica celebrativa delle virtù eroiche dei soldati, molto radicata anche all’interno della Chiesa che all’epoca vedeva nelle armi e negli eserciti qualcosa da celebrare o al più solo un “male minore”) e non a scardinare il dovere di obbedienza e rispetto che ogni vescovo cattolico, compreso quello ambrosiano, deve al vescovo di Roma. Si faccia coraggio e chieda udienza a Papa Francesco e, nel rispetto dei ruoli, dica a lui ciò che pensa. Oppure, con ancor più dignità, si faccia da parte e rinunci alla cattedra di Ambrogio e Carlo.
    Perché la vera domanda che dovrebbe porsi il ns arcivescovo e che un po’ tutti ci facciamo in diocesi è: “cosa ha fatto di sbagliato o, meglio, cosa non ha fatto che avrebbe dovuto fare il vescovo di Milano per non aver ancora ricevuto la porpora dalla sua nomina nel lontano 2017, dopo ben 4 concistori?”

    • Don Ettore Barbieri ha detto:

      Vede, Marco, a papa Francesco piace fare l’originale e il dittatore.
      Ora, è ben vero che il papa non è obbligato a conferire il titolo cardinalizio proprio a nessuno e che forse per troppo tempo si è considerato un automatismo associare la porpora a determinate sedi; però, dal non dare per forza la berretta a tutti quelli che si trovano in una diocesi “titolata” a darla a destra e a manca a vescovi che si trovano in diocesi che mai sono state sedi cardinalizie ce ne passa: è accaduto con Perugia e con Como e con altre diocesi, mentre sedi tradizionalmente cardinalizie sono rimaste prive: Milano, Genova, Torino, Venezia e probabilmente altre.
      È un modo, appunto, per dire “Faccio quello che mi pare” e non mi importa nulla né di tradizioni né di consuetudini.
      È anche, penso, una sottile vendetta del sudamericano che, come tutti i progressisti di quelle parti e non solo, vede con fastidio la Chiesa italiana, colpevole di essere rimasta troppo “indietro”, nonostante tutto, rispetto alla deregulation totale che si è instaurata da altre parti: il non nominare cardinali i titolari di sedi storiche è un modo per umiliarla.
      Naturalmente, fanno eccezione i cocchi del pontefice, come Zuppi, ad esempio.

    • Marco ha detto:

      Approfitto ancora della Vostra ospitalità per un breve aggiornamento sulla vicenda de qua.

      Al termine dell’odierna Messa Pontificale in Duomo, nella Solennità della Natività della Beata Vergine Maria, il nostro arcivescovo ha voluto fare chiarezza dopo le polemiche dei giorni scorsi che, purtroppo, hanno dato il destro ad alcuni fratelli nella Fede per attaccare e denigrare il successore di Pietro.

      Leggo e trascrivo dal sito web “Chiesa di Milano”:
      “ L’Arcivescovo ha poi brevemente commentato le polemiche seguite al suo saluto rivolto la scorsa settimana al neo cardinale Oscar Cantoni, vescovo di Como. Dopo avere sottolineato che, «volendo essere un po’ spiritoso nel salutare un caro amico, non sono stato capito nelle mie reali intenzioni», l’Arcivescovo ha chiarito il suo pensiero: «Sono anzitutto contento per la nomina di Oscar; ho molta stima di lui, lo conosco da tempo e penso possa dare buoni consigli al Papa. In secondo luogo, vorrei dire che io non desidero diventare cardinale, non mi sentirei proprio a mio agio. La Chiesa di Milano, però, non deve sentirsi diminuita nel suo prestigio e nella sua bellezza se il vescovo, o almeno questo vescovo, non è cardinale. E l’ultima cosa che voglio dire è che io sono del tutto d’accordo con il Papa che non procede per inerzia nella scelta dei cardinali, ma prende decisioni con criteri che lui ritiene opportuni».”

      Come dicevo non era né il luogo né la circostanza adatta per battute di spirito, a maggior ragione visto il polverone che ne è seguito.

      Grazie per l’attenzione.

  • GINO ha detto:

    La quarta opzione è più plausibile: ha messo apposta mezze pippe nelle ex sedi cardinalizie.

  • Sherden ha detto:

    “Dacchè i cardenali…ci pensava esso Papa etc.”
    Applausi per 60 minuti.

  • Gian Piero ha detto:

    Il ruggito del coniglio.
    Ben ha fatto il fin qui mite e grigio Delpini-Fantozzi ad avere un guizzo di dignita’ dopo la teatrale umiliazione inflittagli s
    del’ umorale e protervo Boss.
    Sara’ l’ unica cosa un po’ ribelle che ha fatto nella sua vita, ma almeno l’ ha fatta . Ricordarsi del proverbio Meglio un giorno da leone che che cento anni da pecora .

    • andrea cionci ha detto:

      “…dobbiamo far presente a Sua Eccellenza una notizia buona e una cattiva. Partiamo dalla seconda: lui si lamenta – a ragione – per la mancata porpora cardinalizia, ma la dura realtà è che non è nemmeno arcivescovo, in quanto di nomina antipapale. Mons. Delpini è solo vescovo, nominato dal vero papa Benedetto nel 2007, mentre Bergoglio lo ha eletto invalidamente arcivescovo nel 2017.

      La notizia buona è, però, che Mons. Delpini potrebbe diventare validamente arcivescovo e validamente cardinale se prendesse la parte della verità, cioè della sede impedita di papa Benedetto XVI. E’ necessario però fare outing: dire che il vero papa è in sede impedita, accollarsi le conseguenze, le rappresaglie (per quanto nulle) di Bergoglio e confidare nel fatto che il Santo Padre Benedetto, o il suo valido successore, riconoscerebbe senza meno l’atto di coraggio e di fedeltà da parte di Delpini e sicuramente lo premierebbe con legittimi pastorale arcivescovile e galero cardinalizio. “…

      https://www.romait.it/ultimi-lampi-dellantipapato-di-bergoglio-il-caso-delpini-e-i-cardinali-tentati.html?fbclid=IwAR3SUnIRHzC7cy3gq2H071Io2jG0Z7JkRd8bG5M-Ogu1Q7s0lcDSYeCX69Y

  • Paola Caporali ha detto:

    Dove sono gli altri cinque libri, se questo è il sesto? La lettura mi ha rallegrato la giornata e, di questi tempi, ne abbiamo davvero bisogno….

  • Maria Michela Petti ha detto:

    ” Vuolsi così colà dove si puote / ciò che si vuole, e più non dimandare”.
    Uno dei diritti papali quello della “creazione” di nuovi cardinali… E: AMEN!!!
    Diritto “per volere divino”, si ribadisce ogni qual volta una decisione papale soddisfa una certa platea di fans e “particolari” istanze e attese.
    Che poi, magari, in alcuni casi si registrino decisioni esattamente opposte relativamente – senza giri di parole – al contendere lo stesso diritto a qualcuno…degli esseri umani… beh! Zitti e buoni”. Non si osi peccare di lesa maestà!!!
    Il regnante dà e toglie ciò che vuole, a chi vuole, quando vuole e come vuole…
    E lo chiamano: “diritto divino”! Che, personalmente non ho trovato normato in alcuno scritto.
    Non nei Testi Sacri.
    Non nei Documenti del Magistero; che, confesso, non ho letto tutti. Sarei contenta se qualcuno mi illuminasse sul “punto dolente” per me di cruciale interesse.
    E nemmeno nel Codice di Diritto canonico, modificato di recente in qualche sua parte, senza spostare tuttavia di una virgola il fulcro della questione che mi sta a cuore.

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