José Antonio Ureta. Difendere l’Ultramontanismo. One Peter Five.

22 Giugno 2022 Pubblicato da 25 Commenti

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Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, mi sembra opportuno offrire alla vostra attenzione, nella traduzione di Vincenzo Fedele, che ringraziamo di cuore, questo articolo del prof. Ureta apparso su One Peter Five. Buona lettura.

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One Peter Five

Difendere l’ultramontanismo

 José Antonio Ureta

Il direttore di OnePeterFive è stato molto gentile ad invitare a fare osservazioni sull’origine dell’eccessiva sottomissione di molti cattolici agli insegnamenti e alle misure manifestamente errate di papa Francesco.

Egli afferma che tale atteggiamento deriva da “un falso spirito del Vaticano I” e da quello che lui chiama iperüberultramontanismo . Questa espressione, apparentemente umoristica, sembra essere una qualche barriera anti-polemica. 

In effetti, la testata dell’articolo (vedi foto d’apertura) mostra una tiara pontificia con sovrapposta la dicitura “L’ultramontanismo e il falso spirito del Vaticano I”. L’assenza del prefisso precauzionale hyperüber è stata forse una svista, ma è comunque rivelatrice.

Accetto l’invito ed  inizio col dire che condivido l’osservazione fatta da Peter Kwasniewski in un articolo recente dove chiarisce che limitarsi al “magistero del momento” è contrario all’insegnamento della Chiesa. Significa ignorare la Scrittura e la Tradizione e accettare le novità non infallibili del papa e dei vescovi attuali come l’unico modo per conoscere la verità. Sono pienamente d’accordo con il suo uso di magisteriale e iperpapalista per designare quei cattolici che adottano questa obbedienza adulterata. 

Mentre in passato usava “ultramontanismo” per riferirsi a tali cattolici, adesso non lo fa più.

L’anno scorso, ho scritto due articoli su OnePeterFive ( qui e qui ) e uno su RorateCaeli per affrontare l’errata caratterizzazione tradizionalista dell’ultramontanismo. Ho dimostrato tre cose:

(1) Il futuro cardinale Edouard Pie, il capo più in vista degli ultramontani francesi durante il Concilio Vaticano I, aveva una concezione molto equilibrata sia della monarchia papale che dei limiti dell’autorità magistrale e di governo del Romano pontefice;

(2) la richiesta abusiva che i fedeli aderissero senza restrizioni agli insegnamenti e agli atti di governo non infallibili di un papa regnante proveniva dalla corrente liberale durante il pontificato di Leone XIII, che chiedeva ai cattolici francesi monarchici di accettare la Repubblica massonica secolare del loro paese; e,

(3) I papi più vicini alla corrente liberale – Benedetto XV, Pio XI e i papi conciliari – hanno aggravato quell’abuso per tutto il XX secolo. Il processo è culminato con il totalitarismo dell’attuale pontefice, che portò Henry Sire a chiamarlo, con molta scaltrezza, The Dictator Pope – Il Papa dittatore.

A sua volta, il prof. Roberto De Mattei ha scritto un articolo che si inserisce nel contesto della controversia tra ultramontani da una parte e gallicani e liberali dall’altra. Ha fatto vedere come il Beato Pio IX sostenesse pienamente l’ultramontanismo. Ha citato due esempi che evidenziano quanto fosse equilibrata la corrente ultramontana. La prima è stata una dichiarazione dei vescovi tedeschi. Hanno reso evidente come il magistero del papa e dei vescovi «è ristretto ai contenuti del magistero infallibile della Chiesa in generale, ed è ristretto ai contenuti della Sacra Scrittura e della tradizione» (Denz.-H 3116). La seconda era una dichiarazione del cardinale Manning, citata da Michael Davies: “L’infallibilità non è una qualità inerente a una persona,  ma un’assistenza collegata a un ufficio”. [1]

Infine, il prof. de Mattei ha evidenziato il paradosso dell’adozione, da parte di alcuni settori del tradizionalismo, dell’ostilità verso l’ultramontanismo mostrata dal teologo domenicano Yves Congar. Egli è stato uno dei principali artefici del Concilio Vaticano II e, nel suo diario conciliare, si scagliò contro quella che definì la “sventurata ecclesiologia ultramontana”. [2] Il 9 dicembre 1962, scriveva, «tutto ciò che si fa per convertire l’Italia dall’ultramontanismo politico, ecclesiologico o devozionale al Vangelo, lo si guadagna anche per la Chiesa universale». [3]

Solo se i dati storici forniti nell’articolo del noto storico e nei miei tre sono falsi, sarebbe legittimo continuare ad incolpare la corrente ultramontana per l’accettazione ingiustificata degli errori dell’attuale papa nell’insegnamento e nel governo della Chiesa. 

Non di meno, è sbagliato farlo se i fatti sono veri. 

Pertanto, coloro che attribuiscono agli ultramontani l’odierna ossequiosità iperpapalistica, devono prima confutare gli articoli del prof. de Mattei ed i miei. Dovrebbero fornire dati storici più conclusivi di quelli che abbiamo presentato.

Ciò non è accaduto finora. Nessuno ha confutato quello che abbiamo scritto io e il Prof. de Mattei.

Attiro l’attenzione su questa incoerenza e chiedo agli anti – iperüberultramontani di essere intellettualmente onesti. Devono confutare ciò che abbiamo scritto io e il Prof. de Mattei oppure smettere di caratterizzare erroneamente l’ultramontanismo. Inoltre, dovrebbero ammettere che la storia mostra che il magisterismo e l’ iperpapalismo sono i frutti spuri della corrente cattolica liberale, che ricorre all’autoritarismo per imporre i suoi errori.

Invito i nostri amici tradizionalisti anti-ultramontani a un dibattito di livello più elevato.

I link in questo post meritano una segnalazione per affiliazione a OnePeterFive .  

[NdT – non entro nel merito se questa frase finale abbia un senso ironico o meno]

[1] Michael Davies, Pope John’s Council (Chawleigh, Chulmleigh [Devon]: Augustine Publishing Company, 1977, 175.

[2] Yves Congar, Il mio diario del Consiglio , trad. Mary John Ronayne e Mary Cecily Boulding (Adelaide, Australia: ATF Press, 2012), 485.

[3] Ibid., 247.

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25 commenti

  • acido prussico ha detto:

    Quale Ultramontanismo?
    SI all’Ultramontanismo se:
    – il Papa è un Teologo e non un “doppione” della “spiritualità” di Davos.
    – il Papa “educa” Stati e Umanità alla Religiosità Cattolica, Apostolica, Tridentina (ossia Cristiana).
    – il Papa si fa beffe della “Liberté, égalité, fraternité”.
    – il Papa mette in riga i “Gallicani e i Giuseppini” (sinodi francesi, crucchi e nazionali).
    NO all’Ultramontanismo Assolutista di questo Papa Regnante IMPLACABILE nei confronti di chi “puzza” a Tradizione, fiacco con tedeschi e smidollato con cinesi.

  • OCCHI APERTI! ha detto:

    Un articolo opportuno e meritevole.
    Il tema che apre è vasto e complesso. Da riflettere bene.

  • alessio ha detto:

    Quanto sia lontano dalla
    Verità il dogma dell’ infallibilità
    papale , ce lo ha dimostrato
    questo pontefice che ha
    prodotto encicliche, lettere
    apostoliche o altro apertamente eretiche .
    Anni prima del concilio
    vaticano I , che poi avrebbe
    decretato l’infallibilità papale ,
    il Cardinale Newman , facendo
    una meditazione sul caso di
    Papa Liberio , che su
    pressione di imperatore e
    vescovi nemici ,dichiarò
    Sant’ Atanasio eretico , che
    fu poi spedito in esilio .
    Il Cardinale Newman poi
    ritrattò queste cose dopo
    la proclamazione del dogma .
    Ma il mare era ormai tempestoso , e specialmente
    nell’Inghilterra di Newman ,
    dove grazie al Duca di
    Wellington , vincitore di
    Napoleone , e di Robert Peel ,
    allora al governo ,fu emanata
    la legge sulla riabilitazione
    dei cattolici del regno . Subito
    i protestanti dopo il dogma
    accusavano i cattolici di non
    usare la propria coscienza e
    di essere traditori per uno
    stato nemico .
    All’amico Duca di Norfolk ,
    che chiedeva come comportarsi ,Newman scrisse
    una lettera che poi prese
    forma di libro , che si
    chiamava appunto “lettera
    al Duca di Norfolk ” dove
    ribadiva il primato della
    coscienza in materia di
    fede .
    Ma in Germania il dogma
    provocò una scissione di
    parte della Chiesa ,che
    permane fino ad oggi .
    Noi da questo esempio
    dobbiamo imparare a
    resistere a questo tetro
    pontificato , che ha
    annullato un documento
    del magistero ,Summorum
    Pontificum , e non fare come
    quei tedeschi che si sono
    auto-espulsi , sapendo che
    alla fine sarà separato il
    grano dalla zizzania.
    Poi bisogna pensare a cosa
    serva ancora la curia
    romana ,visto che è stata
    istituita per difendere il
    Pontefice ,ma
    con l’amato Papa Benedetto
    così non ha fatto , per poi
    diventare cagnolini impauriti
    al guinzaglio di bergoglio , e
    che non hanno certo un
    cuor di leone come Santa
    Giovanna D’ Arco .

    • Enrico Nippo ha detto:

      Se non sbaglio, o se non ci sono stati “aggiornamenti”, l’infallibilità papale è mantenuta soltanto quando il Papa parla ex-cathedra in materia di fede e di morale, in somma quando sancisce un dogma.

      Non facciamo confusione.

      Nessun papa vaticanosecondista ha mai parlato ex-cathedra, quindi nessuno di loro è stato infallibile, e questo, nel bene e nel male, vorrà pur dire qualcosa.

      • alessio ha detto:

        Caro Nippo ,talvolta ti sei troppo
        sbracato nel difendere questo
        tristo pontificato .
        Prima o poi ti passerà , spero
        il periodo dell’innamoramento
        e farai ,come già fai , i
        complimenti solo alle signore
        che scrivono su questo blog.
        I documenti ,da amoris laetitia
        a tradi(toris)tionis custodes
        composti dallo zuccone
        vaticano sono sicuramente
        ex cathedra come sono
        sicuramente eretici ,e se
        fosse professore in una
        qualunque università lo
        manderebbero via a calci
        nel sedere , specialmente
        dopo che ha detto che la
        Madonna era donna di
        strada ,tralasciando che
        diversi abitanti di Santa
        Marta sono uomini da
        marciapiede .
        Visto che vai matto (scusa m’è scappato )per lo
        shintoismo ,ti consiglio il
        bel cartone “si alza il vento”
        del Maestro Miyazaki , che
        come sempre è delicato sul
        tema dell’amore .

        • Enrico Nippo ha detto:

          Ehi, Alessio! Ma che t’ha preso? E’ il caldo che ti gioca brutti scherzi?

          Cos’hai letto nel mio commento? Quello che non ho scritto?

          • alessio ha detto:

            Nippo ,rileggiti il tuo post ,
            che è appena sopra , eppoi
            non ho paura del caldo
            perchè sono in favore di
            climatizzatore ,alla faccia
            del governo draconiano e
            delle sue equazioni .

          • Enrico Nippo ha detto:

            Buona notte! 😂

        • mariano ha detto:

          non si tratta di documenti “ex Cathedra”. così pure il Vaticano II non ha espresso documenti dogmatici checché ne dicano gli “interpreti” del medesimo. Difatti si rifanno allo “SPIRITO DEL CONCILIO”

          • alessio ha detto:

            Scusa ,fammi capire , vorresti
            dire che encicliche e motu
            proprio non sono ex-cathedra ?
            Ma non vi rendete conto che
            i Dogmi li stanno smontando
            tutti ?
            Libera deep-church in
            libero deep-state.

  • Ultra ha detto:

    Più che l’ultramontanismo, oggi l’articolo più in voga sia l’ultramontinismo.

  • Daouda ha detto:

    Non ho capito, dobbiamo considerare l’ultramontanismo equilibrato negando di fatto la degenerazione papista inaugurata nel basso medioevo feudale come sua matrice?

    Il papa più disastroso di tutti, Pio X, non è nominato come esempio fra quelli, perché?
    Vedremo di confutare sti tre punti ma la storia del papismo parla da sè e d’altronde anche fosse equilibrata tale visione rimarrebbe vomunque sbagliata

    • OCCHI APERTI! ha detto:

      sua santità papa Daouda I ha pontificato…
      Con il plurale maiestatico, si noti.

      SAN PIO X, intercedi per tutti noi, miseri peccatori!

      • Daouda ha detto:

        Mi faccio interprete di tutti coloro che non fanno dell’ideologia un motivo per distorcere i fatti o sopprimerli, in questo blog chiaramente dove non mi pare io sia solo a ricordare che il tradizionalismo è l’altra faccia della medaglia del modernismo

        • OCCHI APERTI! ha detto:

          Sul fatto che certo tradizionalismo distorto e deviato sia “l’altra faccia della medaglia del modernismo”, purtroppo, non posso che darle ragione. Ed evidentemente lo sa…
          Le confesso una gran preoccupazione a tal proposito, più volte manifestata peraltro, in quanto temo di più le infiltrazioni nel braccio tradizionalista che le eresie manifeste del modernismo.

          Ma da qui a pontificare contro un Santo e Papa con la scusa di deideologizzare certe prese di posizione ce ne corre, carissimo Daouda.
          Non è che il primo ad imprigionarsi nelle mura di certa ideologia sia proprio lei?
          E perchè mai leggendola non si avverte quasi mai quel buon sapore di umiltà che sa conoscere il proprio limite nel timore di Dio?
          Non mi sento migliore di lei ma chi contribuisce a deturpare il volto della Sposa di Cristo senza fermarsi a riflettere, mi addolora.

          Una volta mi disse di essere cattolico. Poteva non rispondermi. Io non fui umile, ripensandoci, e lei sì.
          Spero il suo percorso la porti ad evolvere perchè certa fissità di giudizio – come fossimo in grado di capire tutto standocene “al di fuori” del recinto – ci rende crudeli a noi stessi.

          Ringrazio e saluto.

          • Daouda ha detto:

            Non sarei serio se non ammettessi che umile non sono. Le faccio presente che non solo le infiltrazioni ci sono state da subito, ma che infiltrare l’ala tradizionalista è del tutto inutile poiché la fedeltá alla Rivelazione ed il deposito della Fede non passa per il tradizionalismo.
            Posso forse esagerare nel tono e nel sarcasmo ma Pio X non è diverso da Paolo VI e senza di lui non si avrebbe questo. Vedere negata logica e fatti in nome del proprio risentimento verso il papato di Francesco altera la realtá ed il giudizio e fa appunto scadere in distorsioni speculari a quelle moderniste che sono il parafulmine perfetto per tali ceffi a cui dovrebbe rivolgersi nella sua accusa di deturpazione.

            Preferirei perdere tempo a difendere la Fede dagli gnostici come alle volte mi capita per dimostrare l’inconsistenza del panenteismo assimilazionista mentre le deviazioni dei tradizionalisti con Francesco hanno assunto un’importanza cruciale e con dispiacere noto che nessuno si premura a rintuzzare le loro invenzioni

          • OCCHI APERTI! ha detto:

            In quanto a umiltà, è fiore che impegna tutta la vita a sbocciare, caro Daouda. L’orgoglio muore mezz’ora dopo di noi, diceva un santo (mi pare il Curato d’Ars). L’importante è adoperarsi per conquistare la regina delle virtù. Con totale inconsapevolezza;-)!

            Ora, però, in alcun modo intendo seguire lei nella spietatezza di giudizi personalistici su santi papi. L’argomento per me è chiuso, dati anche i toni azzardati e irrispettosi.

            Del “risentimento verso il papato di Francesco” che “fa appunto scadere in distorsioni speculari a quelle moderniste”, vorrei ricordarle, poi, che: Traditio non è – in alcun modo – tradizionalismo!!!
            Ed è proprio questa incapacità di cogliere la differenza che temo maggiormente.
            Per cui dice bene affermando che Traditio e Depositum Fidei “non passano” per il tradizionalismo; che è una distorsione indotta, artificiosa, ideologica. Tanto pericolosa che non ci si accorge di quanti infiltrati vi operino già indisturbati, ammantati di luce… diabolica…il travestimento perfetto. La rete è gettata…e intrappolerà nell’inganno i più imprudenti e ingenui, perchè “la passione ottunde il giudizio”, diceva san Juan de la Cruz.
            Quel che spiace è che sovente i più imprudenti e ingenui sono proprio “santi” sacerdoti, “santi” vescovi…già così rari… e ora bersaglio di lacci invisibili e deleteri… E chiunque cercherà di dare l’allarme sarà preso per suonato e bollato come “inutile” alla causa, se non dannoso.
            Senza contare che grande (ancor più grande) sarà la confusione tra rito e ritualità, ingenerando malsani dualismi già denunciati nei testi veterotestamentari. Basti pensare al profeta Isaia.

            La saluto, Daouda.

          • Daouda ha detto:

            Farò attenzione a come apostroferá Francesco giacchè di certo Pio X fu peggio di lui.
            Ad ogni modo il mio giudizio è in sè sul suo papato, come potremmo benissimamente ( e lo si fa tutt’ora ) prendere le distanze e rintuzzare Leone XIII per la sua politica che l’articolo stesso qui tratteggia, senza giudicare l’uomo.
            Se mi dice che ho esagerato, l’ho ammesso ma non credo che la santitá personale esima dalla realtá e d’altronde le canonizzazioni non sono infallibili…c’è grande dibattito su ciò.

            Per quanto riguarda la Rivelazione io non mi descriverò mai come tradizionalista, non solo per i loro perniciosi errori, ma perché sarebbe un riduttivismo. Il santo deposito ha il suo perno nella liturgia ( e non è un caso i tradizionalisti amino il rito del 62 simulatorio del rito romano, complementare a quello del 69 a descrivere le fazioni ) e forma un tripode con la scrittura e la tradizione, diretto dagli atti d’autoritá che trovano nei canoni il loro esprimersi ordinario e vivificati dalla mistica. Perché dichiararsi così?

            Per quanto riguarda le infiltrazioni, che ribadisco sono sempre esistite, la cosa più ingenua è credere ineriscano la dottrina o la morale, come fossero le cose determinanti od i veri obiettivi di tali rmissari di Beliar.
            La nuova modalitá dell’infiltrazione punta invece alla distruzione sacramentale e certamente all’illegittimitá giurisdizionale, che vanno di pari passo. Il sedevacantismo recondito o sottotraccia ( di cui i ratzingheriani sono una propaggine ) nelle critiche poste a ben vedere risulta un’abile mossa di depistaggio, per scrivere.

          • OCCHI APERTI! ha detto:

            Non condivido. Viene riconfermato che percorriamo strade differenti.
            E i punti di vista ovviamente cambiano a seconda della posizione…
            Lei ha deciso di stare fuori dal recinto. Facendo il Contestatore, insieme a moltissimi altri che stanno, come lei, fuori dall’Ovile Santo pur dicendosi cattolici. Mah…
            Rispetto il suo libero arbitrio e saluto.

          • Daouda ha detto:

            Veramente me la prendo proprio con i contestatori che giocano lo stesso gioco di chi contestano e guardi proprio per aderenza alla Chiesa immutabile e santa denuncio semplicemente le distorsioni che riesco a capire e di cui sono a conoscenza.
            Che poi lo faccia con mal animo lo riconosco ma lei mi vuole espungere dal “recinto” solo perché affermo cose che non comprende non camuffando logica e fatti prima di tutto.

        • OCCHI APERTI! ha detto:

          @Daouda

          Gesù allora disse: Io sono venuto in questo mondo per giudicare, perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi. Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: Siamo forse ciechi anche noi?. Gesù rispose loro: Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane.

          Ma immagino che il vangelo di san Giovanni non faccia testo presso chi comprende già tutto, giudica tutto e tutti, ed è convinto di vederci chiaro…

          • Daouda ha detto:

            Io potrei ugualmente rigirare il tutto su di lei con il problema che Pio X è stato realmente un disastro ed apripista della manipolazione dottrinale, liturgica e morale.
            Ognuno fará sempre il taglia e cuci che vuole, ma i fatti e la logica nessuno li può sovvertire, e men che meno il dato immutabile che la santa Chiesa professa sempre ed ovunque.

            Le farò un esempio il più incisivo : anticamente il clero era uxorato perché le clebrazioni erano solo al sabato e la domenica per questioni di puritá rituale ( cosa che imporrá il celibato quando in occidente la celebrazione divenne quotidiana ) e lo sposalizio era un prerequisito dell’ordinazione visto che non si entrava negli ordini maggiori prima dei 25 anni giacchè un celibe non poteva venire ordinato prima dei 40 ( e doveva essere vergine ) poiché i canoni impedivano ai giovani non sposati e non provati dunque non temprati di accedere ai misteri, favorendo il dirottamento di chi non voleva sposarsi o non ne era in grado alla condizione monastica.

            Se coglie le implicazioni di ciò ritenere il celibato fondante e rappresentativo ed identificante il Cristo da parte degli ordinati non solo è falso, ma favorire una clericalizzazione antimonastica e tendente all’eresia.
            Non sono io a parlare ma la scrittura, la tradizione, i canoni ed infondo la storia.
            Se tanta gente crede invece che il diacono ed il presbitero “hanno da esse celibi” perché sono in diversi gradi degli Alter Christus non ne hanno capito niente e distorcono il battesimo e l’episcopato ( nell’aspetto giurisdizionale per altro ).
            I sacerdoti in occidente celebrano tutti i giorni? Ottimo siano celibi perché non potrebbe essere altrimenti….

    • Amparo Simeon ha detto:

      Il Papa più disastrososo di tutti, Pio X, dice. Li raccomando di leggere i Processi di Canonizzazione e l’appendice su la questione del modernismo oltre ai due Discorsi di Papa Pacelli neile due serate della Beatificazione e della Canonizzazione rispettivamente.
      Sul Vaticano I e il Beato Pio IX si ha scritto molto. Roger Aubert ( niente di sospetto in quello ) afferma che l’epoca dopo il primo Concilio Vaticano ha prodotto il clero più devoto di tutti i tempi.

      • Daouda ha detto:

        Il papa più disastroso fra i due concili vaticani intendevo e fosse solo per aver fatto da apripista a tutti gli altri meriterebbe tale giudizio.
        Difatti è strano non averlo considerato giacché dal punto di vista della spiritualitá pietista, per l’avvio della riforma canonica che porterà al nefasto codex, la manomissione del breviario e del canto liturgico si è innanzi ad un papa altamente innovatore e pregno di tutte le critiche all’ultramontanismo.
        Far passare dunque l’idea di papi liberali che diventano autocrati assolutisti mentre i “tradizionalisti” non lo sarebbero mai stati è disonesto.
        Fermo restando che la deriva suprematista del papismo non si può derubricare a due accenni sul passato che lo ha originato che altrimenti dopo Trento avremmo mantenuto il rito gallicano, ispano, anglo, ungherese invece di uniformars centralisticamentei al rito romano mentre invece tale tendenza era all’opera, ed esacerbata, giá da tempo.

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