Studio Italiano su 200 Casi Dimostra la Presenza di Grafene (Tossico) nel Siero.

26 Maggio 2022 Pubblicato da

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, mi sembra importante e necessario portare alla vostra attenzione questo studio condotto da tre medici sulla presenza di grafene nel sangue di persone che hanno subito l’inoculazione con il siero anti-covid. La presenza di questa materia tossica non è stata segnalata dai produttori. Incredibile l’atteggiamento delle autorità, mediche e  politiche; per non parlare del ruolo di complicità dell’informazione mainstream, e della televisione di propaganda. Buona lettura.

§§§

 

STUDIO OSSERVAZIONALE SU CASISTICA DI PAZIENTI INOCULATI CON SIERO ANTICOVID PFIZER /MODERNA

(Dr. Franco Giovannini, Dr. Riccardo Benzi Cipelli, Dr. Gianpaolo Pisano)

Abstract

In considerazione della costanza con cui una larga parte dei pazienti da noi seguiti e sottoposti ad inoculo di sieri anti CoVID-19, hanno lamentato sintomatologie sovrapponibili, si è voluto analizzare il quadro ematologico con striscio su vetrino ed osservazione a fresco in microscopia ottica in campo oscuro ed a contrasto di fase.

Il quadro che ne è sortito è stato il costante rinvenimento, in comparazione con la letteratura disponibile , della presenza di materiabile riferibile ad ossido di grafene in stato di dispersione e/o aggregazione più o meno complessa con formazione di strutture più o meno estese a carattere nastriforme , nanotubulare ed in altri casi con la formazione di veri e propri cristalli di forma estremamente regolare e complessa , altrimenti riferiti in letteratura come “exfoliated graphene flakes” (5) (Fig.35).

Si è inoltre rilevata la costanza, pur con gradi di gravità differente, di aggregazione, impilamento e danno eritrocitario con emolisi, disposizione a cluster della fibrina, adesione tra gli stessi eritrociti, ed adesione degli eritrociti verso aggregati di grafene. Quadri ben evidenti, pur con variabilità nel grado , che fanno presupporre una importante caduta del potenziale Z, e globalmente chiarificanti l’incidenza elevata nei pazienti di disturbi di coagulazione causa prima delle maggiori complicanze a carico dell ’occhio , orecchio , sistema vascolare , microcircolo , sistema nervoso centrale e/o periferico nonché di altri apparati.

Materiali e Metodi

La base di casistica analizzata, prima e dopo gli inoculi, fa riferimento ad oltre 200 casi; nel pubblicare questo primo stralcio del nostro Studio Osservazionale, si è ritenuto opportuno selezionare e presentare solo alcuni di questi, sia per non incorrere in ripetizioni relative alle immagini, sia perchè si è ritenuto che i casi scelti riassumessero le fondanti che accomunano tutta la casistica.

In una prossima pubblicazione verrà utilizzata globalmente tutta la casistica da noi raccolta, per una analisi statistica su tutti parametri disponibili al fine di offrire un quadro dettagliato e suffragato da tutti gli esami pre/post, delle complicanze standard a livello ematologico, per altro osservabili in modo assolutamente veloce ed non dispendioso, che connotano i Pazienti da noi seguiti in follow- Up.

Va sottolineato che di 3 casi disponiamo dei vetrini eseguiti pre-inoculo dei sieri, che mostrano quedri ematologici perfettamente normali.

Le immagini sono state ottenute al microscopio ottico a contrasto di fase utilizzando un’ap- parecchiatura ZEISS Primostar, ed un LEICA Laborlux 12 per il campo oscuro, analizzando a fresco sangue periferico da prelievo, di pazienti afferiti alla nostra attenzione a seguito della insorgenza di sintomi soggettivi , e sovente accompagnati da segni obiettivi , dopo la inoculazione di siero anti – Covid19 sia Pfizer che Moderna. Le misurazioni sono state eseguite con il Software DeltaPix InSight.

page1image3704752 page1image3704960

Alcuni pazienti che erano stati inoculati da circa un mese o meno, una volta sottoposti all’esame, evidenziavano particelle di grafene ancora in stato disperso, i soggetti analizzati dopo un lasso temporale maggiore presentavano tipicamente anche formazioni nanotubulari/fibrose e sovente anche cristalline.

Si e’ scelto di sintetizzare con una breve anamnesi la situazione clinica tranne che per un caso ove verrà citata la vasta documentazione relativa alle indagini strumentali, rese doverose dalla severità del quadro clinico a rapida ingravescenza , direttamente conseguente agli inoculi di siero anti-CoVID 19 , nel caso specifico Comirnaty – Pfizer .

DISCUSSIONE

Caso N° 1

Maschio 33 anni, sportivo con fisico atletico, in antecedenza esente da patologie. All’osservazione riferisce marcata astenia, cefalea gravativa costante refrattaria ai comuni farmaci. Reuma-artralgie diffuse con dispnea da sforzo. (Fig. 1 – 6)

(Fig. 1) La foto evidenzia particelle di grafene in mezzo a globuli rossi fortemente conglobati attorno alle particelle esogene.

(Fig. 2) L’immagine dimostra due particelle di ossido grafene, ed evidenti clusters di fibrina

page2image3844768 page2image3842752

page3image3845664

(Fig.3) in questo caso l’assemblaggio dell’ossido di grafene assume connotati cristallini e di scaglie, come peraltro riportati in letteratura (5); inoltre è evidente una zone di influenza viciniore ad ali di farfalla nel cui contesto avviene una organizzazione di tipo cristallino.

(Fig.4) Questa immagine evidenzia la tipica strutturazione in modalità fibro/tubulare dell’ossido di grafene, la sfumatura rossa è riferibile a particelle ferrose globulari spesso riscontrate nel sangue dei pazienti esaminati.

page3image3847456

page4image3849024 page4image3848800page4image3848576

(Fig. 5) Configurazione molto strutturata in senso fibro/tubulare; tali conformazioni giungono a con- seguire dimensioni di svariate decine di volte rispetto a quelle dell’eritrocita, nel caso specifico la lunghezza misurata è evidenziata in 166,54 μm. (Software DeltaPix)

page5image3840736

(Fig.6) Questa immagine evidenzia la configurazioni cristallino/lamellare simili a ricomposizioni all’interno di un campo di forze, il dimensionamento del conglobato di ossido di grafene è facilmente valutabile in comparazione ai due eritrociti posti a sx ed in basso a destra.

CASO N. 2

Donna 54 aa. Alla seconda dose di vaccino si presenta con quadro sintomatologico caratterizzato da cefalea gravativa resistente ai farmaci, profonda astenia ingravescente, disturbi del ritmo sonno/ve- glia, parestesie e disestesie generalizzate, aspetti psichici ad impronta depressiva.

page5image3724512 page5image3850368 page5image3724720

(Fig. 7) si nota la deformazione del profilo cellulare eritrocitario, e la forte tendenza all’aggrega- zione degli eritrociti stessi

(Fig. 8° e 8b) deformazione ed aggregazione eritrocitaria, presenza di segni di emolisi. Struttura tubulare cristallizzata.

(Fig. 9° e 9b) emazie fortemente aggregate/conglobate, emolisi , fibrina in cluster, anche attorno a complessa struttura cristallina.

Caso N. 3

La paziente, donna di 84 anni, godeva di buona salute potendo gestire una vita di relazione soddi- sfacente in completa autonomia. In cura per ipertensione con beta bloccante, ace2-inibitore, diure- tico, cardio-aspirina, e gastroprotettore. Operata il 17-6-2016 per neoformazione di tipo scirroso al colon discendente senza linfonodi locoregionali o metastasi. Dichiarata esente da patologia neopla- stica a 5 anni in follow-up oncologico. Nel 2020 insorgenza di una sintomatologia caratterizzata da bocca urente che rispondeva a trattamento da specialista Stomatologo con presidi topici; l’istologico consegnava diagnostica di forma mista lichen/pemfigo. La pz. Veniva vivamente sconsigliata ad in- traprendere l’inoculazione con siero anticovid-19, per i pregressi oncologici e la malattia reumatica in corso. Di fatto alla seconda dose di Pfizer, manifestava una eritrodermia intensa al viso ed al to- race, una intensificazione drammatica della bocca urente, dolori muscoli insostenibili e refrattari

page6image3841632 page6image3841408 page6image3841184page6image3840960 page6image5807104 page6image5806896

alla terapia antalgica, che il Reumatologo identificava, in capillaroscopia, come una forma ad esor- dio brutale di dermatopolimiosite. Gli esami dell’auto immunità confermavano la diagnosi. La sinto- matologia resisteva a 60mg di Deflan (non tollerava il Deltacortene) e 10mg alla settimana di Me- trotrexate, che il Reumatologo decide di sospendere inserendo Micofenolato Mofelite 500mg 3 al dì mantenendo il cortisonico a scalare. Una tachiaritmia richiedeva in primis TAO e Amiodarone; a seguito di una cardioversione effettuata in campo elettrico stabile con 3 sedute di apparecchiatura Marc-One, veniva inserito Xaretto e stabilizzazione con Almaritm. Si aggiungeva Alendronato una alla settimana, Dibase una al mese, folina una alla settimana. E’ stata sottoposta a PET nel sospetto di una recidiva della patologia tumorale a fronte di dolori addominali insorti: esitava una ipercap- tazione dei linfonodi addominali ileo-aortici. Una successiva TC ed RNM addominali escludevano una recidiva neoplastica, attribuendo la linfoadenopatia esclusivamente alla patologia reumatica, considerata un viraggio reumatologico da una forma lieve topica stomatologica ad una forma siste- mica grave (polimiosite). La paziente ha vissuto una vera metamorfosi, che nel giro di un mese l’ha trasformata da una persona che viveva una senilità fisiologia in una paziente ai limiti di un marasma senile: non più autonoma, cammina con un deambulatore, sottoposta ad un carico farmacologico notevole che sicuramente eserciterà una pressione v\s una la lieve insufficienza renale. Questa escalation sottende al concetto di autentica fragilità biologica, manifestatasi cronologicamente ed causalmente legata agli inoculi. In questo senso si è assistito ad un totale ribaltamento, inoculando a pazienti senili portatori di numerose comorbosità una” informazione”, anzi una disinformazione non gestibile in un terreno clinico compromesso, che per altro in precedenza si gestiva in un pur instabile equilibrio.

(Fig. 10) agglomerato do ossido di grafene

page7image3851936

page8image3842976

(Fig. 11) Si intravedono ai poli della figura una iniziale configurazione lamellare a scagle cristalline riferibili ad ossido di grafene, in ottemperanza al fatto che il campo di forze è più energico ai con- torni dello stesso.

(Fig. 12) Ben evidente la configurazione nanotubulare, in questo caso con agglomerati fibro/tubulari strutturati in figure più complesse, come se una in una spinta di un campo auto-interagente portasse il carbonio da una configurazione SP2 a SP3 tendendo alla cristallizzazione.

page8image3844320

page9image3853056

(Fig. 13) Le figure geometriche tendono a configurarsi in aggregati estremamente complessi

(Fig. 14) La foto mostra configurazioni tubulari, scagli, cristalline e forme miste, circondate da fibrina in cluster.

page9image3851264

page10image3847456 page10image3846560 page10image5818752

(Fig. 15a e 15b) Configurazione cristallina molto regolare e complessa.

(Fig. 16) Immagine scelta in quanto è evidente il passaggio di stato dell’ossido di grafene da fibra (lato dx ) alla configurazione scaglia/lamellare (lato sx)

page10image3847232 page10image3846112 page10image3847008

(Fig. 17a e 17b) Immagine esemplificatrice della organizzazione cristallino/lamellare. Le forze ag- greganti sono guidate dal contesto entropico (2).

(Fig. 18a e 18b) Immagini di aggregazione cristallina estremamente regolare e modulare nella loro strutturazione.

Caso N° 4

Maschio di 64 anni, in salute potendo praticare un arte marziale (Ars dynamica CM) che implica tra l’altro apnea profonda. Professione medico, epatite A all’età di 10 aa, un semiblocco di branca dx documentato al richiamo per la leva militare , un episodio di cupololitiasi all’età di 30 anni con reci- diva a 54 e 60 ani. Per ragioni di pura coercizione, essendo vigente una legge di obbligo di inocula- zione ai medici, si sottopone il giorno venerdì 17 del mese di dicembre 2021 a siero anti Covid-19 Moderna. Nel periodo successivo episodi significativi di tachiaritmia con cardiopalmo, recidiva di vertigine parossistica posizionale (trattate la prima con 3 sedute di campo elettrico pulsato Marc One, la seconda con campo magnetico pulsato One Joule) si sottopone ad esame del sangue perife- rico in campo oscuro, che individua presenza di strutture riferibili ad ossido di grafene (Fig. 18 e 19). ll giorno 30 gennaio, il paziente si sottopone nuovamente a valutazione del sangue periferico campo oscuro, dopo aver effettuato il 28 gennaio la seconda dose di moderna.

Già evidenti le configurazioni riferibili ad ossido di grafene (foto allegate). Dal punto di vista clinico si registra iper-coagulabilità ematica alla prova del sanguinamento; proprio in un paziente che era stato scartato da un trial su ticlopidina in quanto affetto da un disturbo di aggregazione piastrina (Un. Pavia 1983), con il consiglio di usare con cautela gli antiaggreganti piastrinici.

Nonostante il paziente avesse assunto da una settimana 500 mg di aspirina al di, con l’intento di salassarsi nel punto dell’inoculo, come peraltro dimostrabile da un filmato contestualmente ese- guito, non è stato possibile ricavarne un sanguinamento. Le stesse problematiche sono emerse du- rante il prelievo a pungidito, per il secondo esame sul sangue a fresco, quando in precedenza una banale lesione da sbarbamento sanguinava per ore. Attualmente il paziente presenta cefalea gra- vativa, acufeni bilaterali, fugaci crisi aritmiche e tachicardiche. Assume Prisma 50mg 1 cpr al dì, car- dioaspirina, Vitamina D3 4.000 U.I. al dì.

(Fig.19) Immagine dello striscio del paziente prima del primo inoculo con Moderna