Sancta Maria Succurre Miseris. Spartito di Aurelio Porfiri.

15 Maggio 2022 Pubblicato da 1 Commento

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, il maestro Aurelio Porfiri porta alla vostra attenzione una bellissima invocazione alla Madonna, completa di spartito. Buona lettura ed esecuzione…

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SANCTA MARIA, SUCCURRE MISERIS

Nella tradizione strabordante di preghiere dedicate alla Madonna, ce ne è una che particolarmente è significativa. Questa è Sancta Maria Succurre Miseris, che si trova nel nono Sermone sull’Annunciazione di Fulberto di Chartres (951-1029). È una preghiera che ha conosciuto una certa notorietà.

Ecco il testo:

Sancta Maria, succurre miseris, iuva pusillanimes, refove flebiles, ora pro populo, interveni pro clero, intercede pro devoto femineo sexu: sentiant omnes tuum iuvamen, quicumque celebrant tuam sanctam commemorationem. Amen.

La traduzione dice:

Santa Maria, sii tu un aiuto per gli indifesi, forza per i timorosi, conforto per i tristi, prega per il popolo, supplica per il clero, intercedi per tutte le sante donne consacrate a Dio; possano tutti coloro che osservano la tua sacra commemorazione sentire la potenza della tua assistenza. Amen.

Questo rivolgersi all’intercessione di Maria per bisogni concreti (popolo, clero, donne…) lo trovo significativo e anche nella logica dell’incarnazione. Il nostro non è un mondo disincarnato ma un mondo che conosce sofferenze concrete ed ha esigenze particolari.

Questa, come è evidente, è una invocazione alla Madonna del Soccorso: “La Madonna del soccorso, la cui memoria obbligatoria ricorre il 27 aprile, è un titolo mariano proprio dell’Ordine di sant’Agostino. Fu Alessandro IV il 9 aprile 1256 a volere la riunione in un unico ordine dei vari gruppi eremitici, che seguivano la Regola di sant’Agostino (354-430), con la missione di lasciare i luoghi isolati per entrare nella città e curare la predicazione, la celebrazione della liturgia e dei Sacramenti, la fondazione di scuole e di luoghi di assistenza ai bisognosi.  Il nuovo Ordine ebbe grande diffusione e una fioritura straordinaria di santità e di spiritualità, ponendosi sotto il patrocinio della Madonna e di sant’Agostino. La devozione alla Madonna del soccorso risale a tre eventi prodigiosi verificatisi a Palermo all’inizio del XIV secolo:

  • Nell’anno 1306 l’agostiniano Nicola Bruno da Messina, priore del convento di sant’Agostino di Palermo, ammalatosi gravemente, si rivolse fiducioso alla Vergine Maria, la cui immagine era affrescata nella cappella di san Martino della propria chiesa. La Madonna gli apparve e, donandogli la guarigione, gli raccomandò di diffondere la devozione alla “Madonna del soccorso”;
  • Sempre nel 1306, una donna di Palermo aveva la triste abitudine, quando perdeva la pazienza con il suo bambino, di imprecare. Un giorno, più arrabbiata del solito, giunse addirittura ad invocare il demonio perché si prendesse quel figlio così fastidioso; detto, fatto: il demonio apparve, avventandosi sul bambino. Allora la mamma, spaventatissima e pentita, si mise a gridare: «Soccorso, Vergine Maria! Soccorso, Madonna mia!». La Madonna, per salvare il bambino dalle grinfie del demonio, apparve con un bastone in mano; a tal vista il demonio si diede alla fuga e scomparve. La mamma si recò con suo figlio alla chiesa di sant’Agostino per ringraziare la Madonna nell’immagine venerata nella cappella di san Martino, riconoscendovi la sua celeste soccorritrice;
  • Qualche anno più tardi, nel 1315, una donna di Palermo completamente paralizzata ebbe in sogno l’apparizione della Madonna, che la invitò a recarsi in chiesa davanti alla sua immagine, per esservi sciolta dal male che la teneva legata. La guarigione prodigiosa avvenne davanti all’immagine della Madonna, sempre nella cappella di san Martino.

Gli Agostiniani, a partire dalla Sicilia, diffusero la devozione alla Madonna del soccorso in tutte le loro chiese in Italia e nel mondo. A livello iconografico, l’elemento caratteristico è proprio la Madonna con il bastone in mano che scaccia il diavolo, salvando il bambino e sua madre, come nel dipinto cinquecentesco del Santuario della Madonna del soccorso a Cartoceto (PS) nelle Marche. Il 24 marzo 1804 Pio VII estendeva a tutto l’Ordine agostiniano l’Ufficio e la Messa propria della Madonna del soccorso, che i Redentoristi, fondati da sant’Alfonso Maria de’ Liguori, hanno adottato con il titolo di Madonna del perpetuo soccorso. In tutti i libri liturgici dell’Ordine agostiniano, da tempo immemorabile, la festa della Madonna del soccorso è collocata il 13 maggio. In questa data nel 1917 ci fu a Fatima l’apparizione della Madonna ai tre pastorelli e proprio il 13 maggio, nel 1981, Giovanni Paolo II subì l’attentato in Piazza San Pietro, uscendone vivo per l’intervento materno e soprannaturale di Maria, celeste soccorritrice dei cristiani e di tutta la Chiesa” (latheotokos.it). Così, come vediamo, esiste anche un legame fra questa festa e quella di Fatima, un legame certamente molto intrigante.

Giovanni XXIII, in un discorso ai seminaristi del Seminario Romano Maggiore del 2 marzo 1962, ci fa sapere come questa invocazione fosse legata anche al titolo della Madonna della Fiducia: “Sancta Maria, succurre miseris, iuva pusillanimes, refove flebiles, ora pro populo, intervieni pro clero, intercede pro devoto femineo sexu: sentiant omnes tuum iuvamen in hac sancta festivitate.

Come risuona propizia e felice questa invocazione indirizzata alla Vergine Santissima con titolo di «Madonna della Fiducia! ». È una preghiera che, anzitutto, parla al cuore del Santo Padre nelle sollecitudini quotidiane per il bene di tutti; ed ora, in modo speciale, nella Sua partecipazione talvolta anche faticosa, ma giocondamente accettata, al lavoro preparatorio del Concilio. Nelle prime richieste par di vedere un riflesso delle condizioni in cui trovasi l’umanità, la conferma della pochezza di ciascun individuo, l’incontro di molti che sono deboli, sofferenti, refrattari all’azione. Ed ecco per tutti rifulgere la capacità di fare il bene con l’aiuto celeste, l’incoraggiamento in ogni ora, in ciascun giorno, anche se non mancano motivi di prove e contrarietà, nonostante il fervore. Ci sono giornate di tristezza, e il sacerdote sa che bisogna passare attraverso l’esercizio di tutte le virtù, teologali e cardinali. Qui è la fonte, sempre, di purissima gioia : essa, al disopra delle avversità, rende la vita come un canto perenne. Vi sono circostanze in cui ci sembra di essere più vicini alla Grotta di Betlem; altre in cui è più evidente la sosta sul Calvario, accanto alla Croce di Gesù. Ma quale ristoro, sapendo che Egli sempre ci guarda e ci sostiene, invitandoci a starcene presso la Madre Sua, a fianco del Discepolo prediletto! In tal modo rinfrancati, diviene più agevole il chiedere alla Madonna di intercedere per il popolo cristiano, affinché, tra l’altro, in questa epoca di grandi ricerche non solo storiche, ma anche e soprattutto scientifiche, esso vinca la tentazione della superbia, o di sentire sminuita la incomparabile forza racchiusa nel fiat voluntas tua che è fondamento di ogni sana filosofia e di ogni vero successo”. Le parole del Papa ci fanno pregustare la popolarità conosciuta da questa bella preghiera.

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1 commento

  • Maria Michela Petti ha detto:

    Una preghiera in linea con l’esortazione evangelica a non moltiplicare le parole, come i pagani, quando si prega.
    Bisogni e bisognosi affidati all’intercessione di Colei che è invocata anche quale Consolatrice degli afflitti.

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