Spinelli. Gli Orrori NeoNazisti in Ucraina e la Guerra Infinita della Nato.

10 Maggio 2022 Pubblicato da 14 Commenti

spinelli

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, mi sembra opportuno portare alla vostra attenzione questo articolo de L’Antidiplomatico, che ringraziamo per la cortesia, in cui una delle voci più lucide e dotate di esperienza internazionale, Barbara Spinelli, offre una riflessione sulla guerra russo-ucraina. Buona lettura.

§§§

 

di Barbara Spinelli*

 

Man mano che passano i giorni, i neonazisti che combattono a fianco delle truppe regolari ucraine, e in particolare quelli asserragliati nell’acciaieria Azovstal, sono chiamati con nomi più benevoli: vengono presentati come eroici partigiani, difensori ultimi dell’indipendenza ucraina.

Zelensky che inizialmente voleva liberarsi dei neonazisti oggi dipende dalla loro resistenza e li elogia. La loro genealogia viene sistematicamente occultata e anche i giornalisti inviati tendono a sorvolare, ricordando raramente che nel Donbass questa maledetta guerra non è nata nel 2022 ma nel 2014, seminando in otto anni 14.000 morti.

Oppure si dice che il battaglione Azov è una scheggia impazzita, certo pericolosa ma non diversa da roba tipo Forza Nuova in Italia.

Invece il battaglione Azov è tutt’altra cosa: è un reggimento inserito strutturalmente nella Guardia Nazionale ricostituita nel 2014 dopo i tumulti di Euromaidan e ha legami organici con i servizi (Sbu, succedaneo ucraino del sovietico Kgb). Così come sono tutt’altro che schegge le formazioni neonaziste o i partiti vicini al battaglione: Right Sector (Settore di Destra), Bratstvo, National Druzhina, la formazione C14, il partito Svoboda oggi in declino, e vari drappelli militarizzati.

Sono i partiti su cui Washington e la Nato puntarono durante la rivoluzione colorata di Euromaidan, perché Kiev rompesse con Mosca. Sono strategicamente cruciali perché la guerra per procura Usa-Nato-Mosca continui senza scadenza. Se davvero fosse una guerra locale tra Kiev e Mosca, il segretario della Nato Stoltenberg non avrebbe respinto con tanta iattanza la rinuncia alla Crimea, prospettata qualche ora prima da Zelensky come primo passo verso una tregua.

Oleksiy Arestovych è stato dirigente di primo piano di Bratsvo ed è uno dei consiglieri politici di Zelensky: attore anch’egli, esperto in propaganda, è maggiore nell’esercito ed entrò nei servizi segreti nel 1990.

Nel 2014 si unì alla guerra contro i separatisti filorussi delle repubbliche di Donec’k e Luhans’k, partecipando a 33 missioni militari. Il massimo del successo, come blogger, lo raggiunse quando presidente era Porosenko, che più si adoperò per legittimare le destre russofobe e neonaziste inserendole nel sistema militare e amministrativo. Quando Zelensky vinse alle urne, Arestovych fu nominato suo consigliere speciale e portavoce del Gruppo di Contatto Trilaterale di Minsk, creato nel 2014 per negoziare con Mosca sul Donbass. Del Gruppo facevano parte Russia, Ucraina e Osce (l’Organizzazione Onu per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa).

Nel 2015, è all’Osce che la Fondazione per lo Studio della Democrazia (associazione civile russa) invia un rapporto sulle violenze perpetrate dai servizi del Sbu e da paramilitari neo-nazi non solo contro i militanti separatisti ma anche contro i russofoni non-combattenti del Donbass catturati assieme ai combattenti. Il rapporto cita e amplia un primo resoconto, pubblicato il 24 novembre 2014. Nel secondo si menzionano elettrocuzioni, torture con bastoni di ferro e coltelli, waterboarding (simulazioni di annegamento impiegati dagli Usa in Afghanistan, Iraq e a Guantanamo), soffocazione con sacchi di plastica, torture dell’unghia, strangolamenti tramite la garrota (detta anche “garrota banderista” in omaggio a Stepan Bandera, collaboratore dei nazisti nelle guerre hitleriane, eroe nazionale per l’estrema destra e occasionalmente anche per i governi ucraini).

In altri casi i prigionieri venivano sospinti a forza su campi minati o stritolati da carri armati. A ciò ci aggiungano la frantumazione di ossa, le temperature gelide delle prigioni, la sottrazione di cibo, la somministrazione di psicotropi letali.

Lo Stato lasciò impuniti tali torture e trattamenti inumani, proibiti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Si trattò di azioni volutamente naziste se è vero che numerosi prigionieri ricevettero, sulla propria pelle, lo stampiglio della svastica o della parola “SEPR” (separatista) inciso con lame roventi sul petto o sulle natiche. La Costituzione ucraina, nell’articolo 37, proibisce l’esistenza di gruppi paramilitari nei partiti e nelle istituzioni pubbliche.

Torture e violenze simili sono evocate anche in documenti successivi, tra cui quello dell’associazione ucraina “Successful Guards” (14 settembre 2018). Il rapporto enumera le atrocità che vedono coinvolti partiti di estrema destra come National Druzhina, Bratstvo, Right Sector, e in particolare il gruppo C14, noto per aver stretto con numerose amministrazioni distrettuali –Kiev compresa– un Memorandum di Partnership e Cooperazione. Il C14 è responsabile non solo di azioni violente nel Donbass ma di pogrom contro i rom e di violenze contro le annuali commemorazioni di eroi antinazisti russi come Anastasia Baburova e Stanislav Markelov. Nel Donbass il C14 compie spesso azioni che il SBU non può legalmente permettersi, scrive il rapporto. Il metodo è sempre quello: l’esercito o il SBU o i ministeri dell’Interno e dei Veterani affidano i prigionieri sospetti di collaborazione con Mosca ai propri bracci torturatori: battaglione Azov o C14.

Queste violenze andrebbero rievocate, nel giorno che commemora la vittoria sovietica del ’45 e quella che Mosca chiama “grande guerra patriottica”. La chiamano così anche i commentatori occidentali, per dissimulare il fatto che fu una vittoria che liberò dal nazismo l’Europa intera, con gli alleati occidentali, e che costò alla Russia almeno 30 milioni di morti.

Da tempo si relativizza, sino a farlo scomparire, il contributo decisivo dell’armata rossa alla liberazione europea. Il contributo viene obliterato, come non fosse mai esistito, perfino dal Parlamento europeo (memorabile una risoluzione del settembre 2019 che attribuisce solo al patto Ribbentrop-Stalin le colpe della guerra e non fa menzione della Resistenza russa).

Il riarmo e l’allargamento a Est della Nato, uniti all’impudenza delle dimenticanze storiche e delle frasi di Stoltenberg, hanno creato tra Russia ed Europa un fossato quasi incolmabile, politico e anche culturale. A questo servono l’“abbaiare occidentale alle porte della Russia” denunciato dal Papa, l’oblio dello “spirito di Helsinki”, la russofobia in aumento.

Sono misfatti che non giustificano la brutale aggressione russa del 24 febbraio, ma che certo l’hanno facilitata. Che spingeranno la Russia, per molto tempo, a prender congedo da un’Europa che sempre più crede di progredire confondendo i propri interessi con quelli statunitensi.

(*) da Il Fatto Quotidiano di Lunedì 9 Maggio 2022.

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14 commenti

  • unaopinione ha detto:

    @”Stilumcuriale Emerito”
    “… nata ..”, … qui sta il problema.
    Non so … ma un giorno futuro potrebbe succedere che qualche storico affermi p.e.: “Il Covidismo (quello che stiamo vivendo oggi e che ha assunto senza dubbio i tratti di una religione che non va discussa) fu una ideologia/dottrina politica (o come la si voglia definire) nata prima della III guerra mondiale e che assunse delle dimensioni globali e che fu dettata dalla necessitá di combattere una improvvisa pandemia che prese di sorpresa un poco in tutto il mondo i governanti delle varie nazioni e contro la quale fu necessario istituire un unico governo mondiale per … (ed ognuno si immagini come continua la storia).
    Ora … io credo che esista solo un tipo dottrina politica/ideologia/religione che si é affermata senza un aiuto iniziale di denaro o mezzi economici: quella dei grandi Fondatori delle grandi religioni che si sono affermate nel corso dei tempi … e questo perché avevano dietro di loro la l´azione creatrice di Dio (mica ha bisogno di denaro Lui) …. tutti gli altri movimenti che gli assomigliano sono sempre serviti a degli interessi di parte e per questo motivo da questi in vari modi sostenuti (per me, p.e., il protestantesimo ed anche altre).
    Vogliamo p.e. negare che tutto quello che sta succedendo ora non sta venendo finanziato, fra gli altri, dal sig. Bill Gates e ideologicamente portato avanti dal sig. Klaus Schwab? (fra quelli che appaiono al pubblico).
    Ora … chi puó escludere che un tale fenomeno non sia successo anche con il nazismo e cioé che questa ideologia (al pari di quella sovietica) non sia stata ideata, facendo leva sulle condizioni precarie di vita delle popolazioni magari preparate prima, a tavolino per poi poter raggiungere di nascosto gli obiettivi degli interessi di alcuni gruppi di potere? E soprattutto … quei gruppi di potere stanno ancora al potere?
    Questo mi domando.
    Nota: al momento non faccio nessun riferimeno all´articolo di cui sopra.

  • Valeria ha detto:

    A commento dell’articolo di Barbara Spinelli bisogna dire che è stato pubblicato in precedenza dal Fatto quotidiano. Pur essendo Marco Travaglio un ex alunno dei salesiani e considerato quindi un campione da imitare da parte degli alunni che lo hanno seguito, non si può certo dire che abbia una linea coerente.
    Ospitare un articolo come quello di Barbara Spinelli è voler crearsi dei meriti presso i sinistresi e far dimenticare le prese di posizione antisemite di alcuni collaboratori del Fatto.

  • Maria Grazia ha detto:

    E’ la risposta al commento di AMBRA.

  • Maria Grazia ha detto:

    Quando la maggior parte dei cittadini italiani ed europei sono contrari alla guerra ma l’U.E. (NATO compresa) va avanti imperterrita nel suo programma di militarizzazione dell’ Ucraina è un po’ difficile sapere cosa si dovrebbe fare per bloccare questa follia: ci vorrebbe una potente forza di opposizione contraria che neutralizzi il potere politico nazionale ed europeo che all’orizzonte …. non vedo. L’unica possibilità di contrasto che ha l’opinione pubblica è quella di non cessare di manifestare, soprattutto pubblicamente, in ogni settore (principalmente stampa e mass – media) l’assurdità delle scelte politiche adottate da una schiera di governanti scellerati.

    • Ambra ha detto:

      Girovagando in internet ho letto che alcuni nostri generali criticano Stoltenberg perché ha affermato che la Crimea non può far parte della Russia. Ora il segretario Nato non può fare questa affermazione perché l’Ucraina non appartiene alla Nato.
      Ovvero noi europei dovremmo trovare una nuova unità contro entrambi i contendenti cioè Biden e Putin e convincere Zelensky a trattare.
      Pensa di avere ancora l’appoggio del suo popolo dopo le distruzioni sul territorio ?

      • Maria Grazia ha detto:

        Stoltenberg, Segretario della NATO, ha messo in evidenza ciò che noi tutti già sapevano: il conflitto non è tra Russia e Ucraina ma fra Putin e la NATO, tant’è vero che adesso Biden ha deciso di rendere più veloci i rifornimenti di armamenti all’ Ucraina perchè possa raggiungere il suo personale obiettivo: sconfiggere Putin. Quello che ritengo sia grave è il fatto che Zelensky chiami “aiuti” da parte della NATO quelli che invece sono strumenti di morte per il suo Paese e i suoi concittadini.
        39 Nazioni nel marzo scorso, all’ONU, non hanno approvato le sanzioni alla Russia e tali Nazioni potrebbero formare, in seguito, un blocco di opposizione all’Occidente (visto che la maggior parte di essi appartengono all’Asia e all’Africa) e schierarsi al fianco di Putin (da notare che alcuni di essi ad es. Cina, India e Afghanistan) sono dotati di armi nucleari con tutte le conseguenze devastanti che questo potrebbe comportare. Presso gli Ucraini, attualmente, Zelensky ha aumentato il suo consenso e questo nonostante le migliaia di morti e le devastazioni dei centri abitati. Zelensky sa che, però, gli Ucraini, prima o poi potrebbero prendere coscienza e ritenerlo la causa dello sfacelo del loro Paese per questo cerca il consenso all’estero ( La Von Der Leyen si è affrettata a raggiungerlo a Kiev), tutti i capi di Stato europei, tramite i media gli hanno manifestato il loro sostegno anche economico. Quasi quotidianamente Zelensky appare su emittenti nazionali ed estere, sia in Italia che negli USA si proietta il suo film “Servant of the people” in cui svolge il ruolo di protagonista e tutto questo perchè la gente, vedendo enfatizzata la sua figura, non si accorga che forse la politica che sta portando avanti non è quella più consona al benessere dell’Ucraina. Come se ne uscirà? Se non si giungerà ad un concordato, come l’opinione pubblica chiede, purtroppo penso che si possano contrapporre militarmente i due blocchi: Occidente contro Russia – Asia – Africa e America Latina e allora …. chi sopravviverà?

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Con tutto il rispetto per la persona di Barbara Spinelli e il suo curriculum professionale e politico, non sottoscriverei nemmeno una parola del suo articolo. Il cosiddetto neonazismo che collegamento ideale e reale ha con quello che fu il Nazismo? Il Nazismo è una complessa dottrina politica nata in Germania dopo la prima guerra mondiale e condotta al potere da Adolf Hitler dal 1933 al 1945. Hitler non fu il capetto di un manipolo di fanatici antirussi ma fu il Führer und Reichskanzler (guida e cancelliere del Reich (Governo)) della, a dispetto di molti, grande Germania. Forse che Arestovych è convinto che gli ucraini siano una razza superiore, che gli ebrei vadano sterminati, che la guerra è la virtù dei popoli? Ma per favore, non facciamo simili risotti.

    • Ebreo per caso ha detto:

      Concordo con quanto afferma il nostro stilumcuriale emerito. Aggiungo che le mie orecchie hanno sentito dichiarazioni antisemite da Lavrov, ministro degli esteri della Russia e non dell’Ucraina.

  • Mimma ha detto:

    Ho saltato tutta la parte che descrive le torture.
    Non riesco a leggere in quanti modi l’uomo si fa demonio e quando gli occhi mi cadono involontariamente su immagini orrende, preferirei che il Signore ponesse fine alla mia vita.
    Questo mondo, fatta salva la natura che continua a squadernare la Bellezza infinita coi suoi fiori incantevoli e i prati di velluto verde e gli azzurri purissimi del cielo, è diventata una cloaca immensa su cui galleggiamo tutti in attesa di purificazione divina.
    A che e a chi inviare queste cronache?
    Non ci sono orecchi attenti al grido degli innocenti né all’urlo dei torturati.
    NATO e ONU sono associazioni a delinquere, a questo punto non so dire se dalla loro nascita o se alla crescita.
    Bisognerebbe che gli educatori lo spiegassero nelle scuole e nelle università.
    Ma anche queste mi sembrano diplomifici, inutili ormai.

  • Davide Scarano ha detto:

    Trovo opportuno condividere con i lettori di questo sito l’articolo sottoriportato ed in particolare il grafico intitolato “I cittadini europei e l’invasione dell’Ucraina”
    https://www.maurizioblondet.it/il-sollievo-macron-e-scholz-fa-sperare/
    Esso, a mio parere rende evidente una verità lapalissiana: l’Europa -intesa come Nazione, cioè come comunità di spirito e di valori- non esiste! Come spiegare altrimenti le nette differenze in termini di approvazione delle Politiche NATO tra l’Italia e gli altri paesi? E’ evidente che dietro il diverso approccio a questa guerra vi sono profonde differenze storiche, geografiche ed economiche che evidentemente spiegano una diversa, direi quasi opposta, percezione dei rischi associati ad essa. Stante tali differenze un politico che volesse implementare la volontà polacca, che è lo Stato che maggiormente approva la politica NATO e per converso condanna la Russia ed insieme l’Italia in cui invece tale approvazione è al minimo non potrà che scontentare entrambe. Sulla base di questo grafico sono pertanto evidenti i rischi derivanti da decisioni comuni dell’Unione Europea su temi decisivi per il futuro di ciascuna nazione.

  • Pater Luis Eduardo Rodríguez Rodríguez ha detto:

    2000

    https://dinesh.locals.com/post/2083099/2000-mules

  • Maria Grazia ha detto:

    L’odio verso Putin ha reso l’Occidente cieco: si rifiuta di vedere che le sanzioni verso la Russia danneggiano più chi le attiva che chi le riceve, decide una riduzione progressiva della fornitura di gas fino ad un’esclusione totale senza neanche considerare che il Cremlino, in un solo istante, potrebbe chiudere tutti i rubinetti petroliferi verso l’Europa, lasciandola improvvisamente a secco, fornisce armi all’Ucraina ma nel contempo smentisce di essere entrata in guerra contro la Russia, ritiene di dare aiuti militari a Zelensky e, nel contempo, non riesce a capire che, in realtà, invece, collabora all’uccisione di centinaia di civili ucraini inermi, sa che la maggior parte dei cittadini europei richiede il ” cessate il fuoco” immediato e la stesura di un concordato, ma ha deciso, comunque, indipendentemente dall’esito finale, di proseguire, caparbiamente, nella distruzione totale del territorio ucraino.

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