Formicola. Non Illudiamoci, in Liturgia il Papa ha Scelto. Contro la Messa Antica.

10 Maggio 2022 Pubblicato da 17 Commenti

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, mi sembra opportuno portare alla vostra attenzione questa lettera che l’avvocato Giovanni Formicola ha inviato a un gruppo di amici, con i quali ci si scambiano opinioni sulla situazione attuale della Chiesa e del mondo. Buona lettura.

§§§

Carissimi,
“The Wanderer” (Caminante) è lo pseudonimo di un professore argentino, d’ottimo orientamento, che periodicamente offre – in Italia grazie soprattutto al Duc in altum di Aldo Maria Valli, che le traduce e le pubblica – illuminanti considerazioni sullo stato della Chiesa, soprattutto con riguardo al suo massimo vertice.
Recentemente, però ha scritto delle problematiche opinioni del regnante sulla liturgia, sostenendo che non gl’interessi troppo, anzi che, da tradizione gesuitica, la ritenga in fondo questione non troppo importante, che perciò in realtà non sia in materia un progressista militante, di tal che anziché criticarlo e polemizzare con lui sulla questione liturgica sarebbe più utile “dialogare” con lui, facendo leva su questa sostanziale indifferenza, come ha proceduto la FSSPX, che infatti ha ottenuto la esplicita esenzione dalla disciplina sostanzialmente interdittiva della celebrazione gregoriana stabilita con il motu proprio Traditionis custodes (TC), che sarebbe piuttosto frutto di altri. Istintivamente avrei voluto replicare, scrivendo a Duc in altum, dove ho letto i suoi due interventi (https://www.aldomariavalli.it/2022/04/03/in-margine-a-due-celebrazioni-di-francesco/; https://www.aldomariavalli.it/2022/05/04/bergoglio-e-la-liturgia-piu-che-progressista-disinteressato/).
Avrei molto semplicemente osservato che
a. l’ “indifferenza”, ovvero la mancanza di sensibilità liturgica, è precisamente e propriamente ciò in cui consiste il radicale progressismo in materia, che rifiuta il rito gregoriano e le sue precise (“rigide”) rubriche, che sfidano il tempo e la storia, perché non moderne, non “liberano” creatività, fantasia e protagonismo del “presidente dell’assemblea”, costringendo al “formalismo”, e perdono di vista la sostanza della pretesa partecipazione del popolo, soprattutto resistono di loro al “dialogo” trasbordatore con i “fratelli separati” e con la realtà sociologica del mondo e la sua mentalità: questo è Jorge Mario Bergoglio;
b. l’esenzione per la FSSP dalla disciplina repressiva di TC è una mossa tipicamente gesuita, cioè furbetta (rectius, maliziosa): da un lato aumenta il numero dei suoi plauditores intraecclesiali (o quasi), ancorché di settore (ma coloro si guarderanno bene, per il futuro, di criticarlo); dall’altro, dice “è cosa solo per loro, e BASTA!”, sottolineandone così la marginalità. Non è certo, a mio parere, effetto di una forma di lassismo liturgico per indifferenza (e per le buone maniere della FSSP), di cui eventualmente profittare anche da parte di altri.
Ma avrei preferito non dire, perché non mi piace polemizzare – e nemmeno solo discutere – con i buoni. Tuttavia ieri il discorso di Jorge Mario Bergoglio ai docenti e studenti del Pontificio Istituto Liturgico (https://www.vatican.va/content/francesco/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2022/5/7/pont-istituto-liturgico.html) taglia la famosa testa all’altrettanto famoso toro, e quindi diventa inutile astenersi. Ragiona in termini di “andare avanti” e “andare indietro”, la cifra del progressismo estremo, e soprattutto parla di “odore del diavolo” dove si celebra il rito gregoriano, che considera divisivo, contro la Chiesa e contro il Concilio (sempre IL), come dice. Altro che “indifferente”: sa bene che la partita col modernismo ha tra i principali campi quello liturgico. E lui ha scelto con decisione, senza dubbio alcuno, il suo campo.
Salute a voi
in J. et M.
g.

§§§




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17 commenti

  • Enrico Nippo ha detto:

    Per esempio: “salire all’altare di Dio” è la conditio sine qua non per mantenere o ritrovare la giovinezza dell’anima, e quindi la sua verginità.

    Chi partecipa (non: “assiste”, ma prende parte, si integra) diventa virtualmente “giovane” (virtualmente, poiché poi deve corrispondervi con il proprio vivere). Ciò esige l’abbandono di sé, della propria identità ordinaria: abbandono senza del quale non può esservi “trasfigurazione”.

    L’altare di pietra è anche “proiezione” dell’altare interiore sul quale il Rito Eucaristico viene compiuto. Non è soltanto il momento della Comunione, quello che conta: occorre essere davvero saliti all’altare di Dio, come è detto: “con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza”.

    E per salire occorre abbandonare tutto.

    Insomma, per tornare giovani occorre morire!

  • Fabio ha detto:

    Le due frasi sotto, stralciate dal discorso del papa sono rivelatrici:

    “Perciò il Concilio ha voluto preparare con abbondanza la mensa della Parola di Dio e dell’Eucaristia, per rendere possibile la presenza di Dio in mezzo al suo Popolo”

    “Usare la liturgia: questo è il dramma che stiamo vivendo in gruppi ecclesiali che si allontanano dalla Chiesa, mettono in questione il Concilio, l’autorità dei vescovi…, per conservare la tradizione”

    In pratica Bergoglio afferma che:
    prima del concilio non era possibile la presenza di Dio presso il suo popolo,
    e che il concilio e l’autorità dei vescovi non sono al servizio dellla tradizione, ma che vi si oppongno!

    Complimenti al papa tanguero (accento sulla a ?)

    • Forum Coscienza Maschile ha detto:

      Non sarà Bergoglio che si sta allontanando dalla Chiesa per creare una “chiesa stravagante”, come predisse la Beata Emmerich?
      Il nuovo rito si è talmente discostato dalle già pessime rubriche di Paolo VI da sembrare quasi un rito diverso: tra rugiade, riforme del Pater Noster e del Gloria, abolizione dell’atto penitenziale e del Credo niceno ogni anno ne inventano una nuova per demolire perfino le macerie della Messa cattolica.
      Se tutti andassero alla Messa Vetus Ordo ove possibile e le Messe riformate andassero deserte (come sta quasi succedendo) Bergoglio non sentirebbe ragioni, ma qualche altro prelato comincerebbe a porsi qualche domanda.
      Nel frattempo ho levato l’8×1000 alla Chiesa e do il 5×1000 a una congregazioe tradizionale, anche quello è un argomento cui non sono insensibili

  • Vale ha detto:

    Una cosa è chiara: cambiare più volte la liturgia in pochi anni è una mancanza di rispetto, supponenza direi, nei confronti dei padri della chiesa ( i ns Santi) che cambiarono un paio di virgole ogni 300 anni. Tutto qui. Scusate se è poco.

  • Enrico Nippo ha detto:

    Introibo ad altare Dei.
    Ad Deum qui lætificat juventutem meam.

    Difficile esaurire la profondità di queste poche parole!

  • Adriana 1 ha detto:

    Mi pare ovvio: anche per la S.Messa, ( soprattutto per la S. Messa ) vale quanto scritto da G.Guareschi:
    ” Il latino è una lingua precisa, essenziale. Verrà abbandonata non perchè inadeguata alle nuove esigenze del progresso ma perchè gli uomini nuovi non saranno più adeguati ad essa. Quando inizierà l’era dei demagoghi, dei ciarlatani, una lingua come quella latina non potrà più servire e qualsiasi cafone potrà tenere un discorso pubblico e parlare in modo tale da non essere cacciato a calci giù dalla tribuna, e il segreto consisterà nel fatto che egli, sfruttando un frasario approssimativo, elusivo e di gradevole effetto sonoro potrà parlare per un’ora senza dire nulla. Cosa impossibile col latino”.
    Ed è chiaro che in tal modo si può giustificare che anche nell’ ” Ospedale da campo ” delle anime si diano da fare i ” non dottori ” su pazienti assolutamente ” non sintomatici ” per assicurare loro una ipotetica ” non guarigione “.

  • Maria Giulia Scacchi ha detto:

    “odore del diavolo” per il rito gregoriano? Certo che quando Si deciderà a levarcelo di torno sarà sempre troppo tardi!

  • Forum Coscienza Maschile ha detto:

    Credo che nessuno speri in Bergoglio e molti sperino in Dio.
    La dispensa alla FSSP è letteralmente un miracolo, non era mai successo che Bergoglio si rimangiasse i suoi decreti.
    Il resto lo farà Dio, convertendo (improbabile) o liberandoci da questo Papa.
    Dobbiamo pregare per questo ma dobbiamo anche andare alla Messa Vetus Ordo nei limiti del possibile.
    E’ nostra grave responsabilità: andare alla Messa Novus Ordo è come “votare” per Francesco e per l’abrogazione definitiva della Messa antica.

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